{"id":44730,"date":"2021-03-11T12:50:14","date_gmt":"2021-03-11T11:50:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44730"},"modified":"2021-03-11T12:50:16","modified_gmt":"2021-03-11T11:50:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-questione-di-sangue-di-maria-nives-pasqualini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44730","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Questione di sangue&#8221; di Maria Nives Pasqualini"},"content":{"rendered":"\n<p>Ciao mamma, hai visto che sono tornata finalmente. Sono passati quindici anni, \u00e8 vero, ma sono tornata, te l\u2019avevo promesso. Ogni promessa \u00e8 debito, si dice.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mi aspettavi proprio stasera vero?<\/p>\n\n\n\n<p>Eh gi\u00e0. Cos\u00ec tardi. Eppure lo sai che sono sempre stata una testa matta Sei gi\u00e0 nella tua vestaglia rosa mamma, quella coi fiorellini ricamati.<\/p>\n\n\n\n<p>Che carina.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono le undici di sera, e tu sei da sola. Il pap\u00e0 \u00e8 morto, buonanima, quattro anni fa. Lo so anche se non sono venuta al funerale.<\/p>\n\n\n\n<p>E Serena \u00e8 via quasi sempre. Studia lei. E studia lontano.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo qua io e te mammina. Possiamo parlare finalmente, e tocca a me.<\/p>\n\n\n\n<p>Come mi trovi? Hai visto come assomiglio a mia madre, quella vera, che il signore la perdoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Hai fatto di tutto per farmi ravvedere, me lo ricordo bene. Ma non avevo il fisico.<\/p>\n\n\n\n<p>Hai sempre guardato con fastidio i miei capelli rossi, tanti e sempre sugli occhi. Le lentiggini.<\/p>\n\n\n\n<p>La bocca sempre imbronciata, mai un sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>Come se ci fosse stato da ridere, cara mia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando hai conosciuto mio padre io gi\u00e0 c&#8217;ero. Lui te lo ha detto, ma questo non ti ha fermato. Volevi un matrimonio, e ormai non avevi pi\u00f9 molte possibilit\u00e0. Hai dovuto prendere quello che restava, un vedovo con figlia annessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevi trentacinque anni, \u00e8 vero, ed eri gi\u00e0 vecchia: le gonnelline sempre un po&#8217; sotto il ginocchio, i capelli castani corti e a posto, gli occhiali con la montatura anni 30.&nbsp; Le sciarpette attorno al collo. Non dimentichiamo le scarpe simil ortopediche, tanto comode.<\/p>\n\n\n\n<p>Come hai fatto non lo so. Devi essergli sembrata molto rassicurante dopo la prima moglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Io non ho molti ricordi di lei, ero piccola quando \u00e8 sparita, e ancora piccola quando \u00e8 morta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho qualche foto per\u00f2, rubata dal mucchietto che tu hai conservato sotto le mutande nel cassetto pi\u00f9 nascosto del tuo armadio.<\/p>\n\n\n\n<p>I capelli rossi li portava lunghi, disordinati, anche a lei coprivano gli occhi. Aveva un sorriso luminoso: in una foto mi stringe a s\u00e9, avr\u00f2 avuto due anni, e sta sorridendo.<\/p>\n\n\n\n<p>In un&#8217;altra ha una minigonna esagerata: trucco tutto sul mattone, anche il rossetto. E sempre piena di capelli ovunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;ultima invece \u00e8 seria, pensosa, quasi di profilo. Guarda lontano, forse si era messa in posa.<\/p>\n\n\n\n<p>Era molto bella, il tipo selvaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono chiesta spesso perch\u00e9 aveva scelto mio padre, che tutto sommato devo dire era pi\u00f9 adatto a te che a lei. Ma chiss\u00e0 che bisogni aveva, non l&#8217;ho mai saputo.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi anni ho cercato sue notizie, senza trovare niente. Era orfana, forse veniva da un istituto, forse viveva da parenti. Ho immaginato tante di quelle cose su di lei, sul perch\u00e9 ha fatto quello che ha fatto. Sono stata furibonda con lei per avermi abbandonata. Per essere morta.<\/p>\n\n\n\n<p>Per avermi lasciata con te. Furibonda anche con lei, oltre che con te.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quando \u00e8 scappata di casa nessuno l&#8217;ha pi\u00f9 nominata. La vita \u00e8 stata tranciata con un colpo netto, un prima proibito, e un dopo da l\u00ec in avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Mio padre \u00e8 diventato un uomo trasparente: lavorava, mangiava, guardava la tiv\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tanto mi guardava, ma senza vedermi. Spesso veniva la nonna, che mi faceva compagnia tra abbracci lacrimosi, e povera la mia bambina, e il preparare la cena anche &#8220;per il tuo povero pap\u00e0&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Io ancora non andavo a scuola, ho cominciato in quell&#8217;anno l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>E verso dicembre di quell&#8217;anno, un giorno \u00e8 venuta una vicina a prendermi e mi ha portato a casa sua, senza troppe spiegazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono tornata a casa due giorni dopo, e tutto \u00e8 ripartito come prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero confusa, disorientata, triste.<\/p>\n\n\n\n<p>Velocemente la mamma \u00e8 diventata un ricordo lontano, fumoso. Talvolta mi chiedevo se fosse davvero esistita, perch\u00e9 non me la ricordavo pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Le giornate avevano preso una loro regolarit\u00e0: scuola, pranzo col pap\u00e0 che poi tornava al lavoro, e dopo un paio di ore arrivava la nonna, o una vicina. Facevo i compiti svogliatamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi cenavo. E basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Non potevo invitare amiche a casa, avrebbero dato fastidio.<\/p>\n\n\n\n<p>Non potevo andare io dalle altre bambine, non sarebbero riusciti a venire a prendermi.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi, tesoro bello, sei spuntata tu.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera il pap\u00e0 \u00e8 arrivato a casa portandoti con s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Eri tutta sorridente, mielosa. &#8220;Mileeena&#8230; mio dio, povera bambina&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi hai abbracciata come se volessi stritolarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho guardato il pap\u00e0 chiedendo aiuto: che dovevo fare? Come dovevo reagire?<\/p>\n\n\n\n<p>Niente, come al solito. Quando mi hai mollata ho fatto quattro passi indietro, mantenendoli ogni volta che tentavi di avvicinarti.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ti guardavo con antipatia allora, credimi. Ma con perplessit\u00e0 e paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Siete andati via subito, ma da allora quelle visite sono diventate una costante: due sere alla settimana, il sabato e la domenica, tu eri l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Mettevi ordine dappertutto, ti occupavi della cucina, buttavi tutto quello che non ti &#8220;convinceva&#8221;: ti ricordi, dicevi proprio cos\u00ec &#8220;non mi convince&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Sparirono tutte le cose di mamma, diversi vestiti miei, molti di quelli di pap\u00e0. Qualche gioco, un po&#8217; di soprammobili, le poche foto di &#8220;prima&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando eri sola mi ignoravi. Quando arrivava qualcuno mi parlavi come se avessi avuto due anni, con la vocina. E non perdevi occasione di prendermi in braccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti ho chiesto un paio di volte se volevi giocare con me, o disegnare. Mi hai detto che casa nostra era un disastro, e tu non avevi tempo da buttare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora di tempo ne hai.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quello sono tornata qui. Per giocare con te, adesso.<\/p>\n\n\n\n<p>E vedo che mi dai soddisfazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Vivi qui da quando vi siete sposati, due anni dopo che hai conosciuto pap\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E anche io sono venuta a vivere qui.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante fossi in realt\u00e0 figlia di &#8220;quella l\u00e0&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono sempre andata male a scuola. E a casa ero un disastro: disordinata, pigra, e col tempo molto ribelle, scontrosa, cattiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Sei rimasta pure incinta, pensa. Chi l&#8217;avrebbe detto che saresti riuscita.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo dieci anni hai reso di nuovo padre il mio insufficiente padre: e di un&#8217;altra figlia.<\/p>\n\n\n\n<p>Serena: assai migliore di me.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto bionda. Poi buona. Simile a te povera figlia.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 le volevi bene, e si vedeva. Eri paziente, amorevole. La vestivi da schifo, ma la baciavi e abbracciavi spesso. Vi guardavo da dietro i capelli, e poi tornavo in camera. Ma vi sentivo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 allora che hai cominciato a tessere la tua tela: ora una figlia l&#8217;avevi fatta pure tu, ed era lei ad avere pi\u00f9 diritti. Lo spazio per me cominciava a mancare.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ho iniziato le medie, continuando a studiare il minimo, \u00e8 cominciato il tuo assedio: i professori non erano contenti, ero distratta, parlavo e disturbavo. Rispondevo male.<\/p>\n\n\n\n<p>E chiss\u00e0 da chi avevo preso. Tu ce l&#8217;avevi messa tutta. E anche il mio povero pap\u00e0 di sicuro non mi aveva fatto mancare niente. Quindi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi &#8230; ti sentivo la sera, quando uscivo dalla mia camera e mi avvicinavo non vista alla cucina&#8230; ho paura che far\u00e0 la fine di sua madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Far\u00e0 la fine di sua madre \u00e8 diventato il titolo di quegli anni: per gli amici che vedevo, per le sere in cui uscivo, per come mi vestivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quando ho cominciato a fumare, e per quando ho cominciato a farmi le canne.<\/p>\n\n\n\n<p>E per quando ho cominciato a usare tutto quello che trovavo.<\/p>\n\n\n\n<p>Eri silenziosamente trionfante: avevo finalmente fatto la fine di mia madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Da l\u00ec alla cacciata di casa sono passati altri due anni: non si dica di te che non hai tentato di tutto per salvarmi, ma cari miei, \u201cce l&#8217;aveva nel sangue\u201d. Mi hai portata da medici e psicologi. Mi guardavi con rassegnazione, e io stavo ostinatamente zitta.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse avrei potuto dire qualcosa credo, se mi fosse stato dato il tempo necessario. Se qualcuno si fosse seduto vicino a me, senza fretta, parlando del pi\u00f9 e del meno. Verso la fine di un qualche pomeriggio avrei detto tutto, senza saltare niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cos\u00ec non \u00e8 stato mai. Perci\u00f2 dovevo tornare qui, una specie di resa dei conti tardiva, capisci?<\/p>\n\n\n\n<p>E guarda: sono davanti a te. E sono viva.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercavo una vendetta stasera, ma credo di averla gi\u00e0 avuta: sono qui, ancora qui, viva. Viva, davanti a te.<\/p>\n\n\n\n<p>Non avere paura. Me ne andr\u00f2, oltre a noi nessuno sapr\u00e0 mai nulla, non \u00e8 necessario.<\/p>\n\n\n\n<p>Sparir\u00f2, come ha fatto mia madre, perch\u00e9 avevi ragione: ce l&#8217;ho nel sangue.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_44730\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"44730\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ciao mamma, hai visto che sono tornata finalmente. 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