{"id":44629,"date":"2021-03-05T17:24:27","date_gmt":"2021-03-05T16:24:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44629"},"modified":"2021-03-05T17:24:29","modified_gmt":"2021-03-05T16:24:29","slug":"premio-racconti-per-corti-2021-al-di-la-del-muro-di-patrizia-agresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44629","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2021 &#8220;Al di l\u00e0 del muro&#8221; di Patrizia Agresti"},"content":{"rendered":"\n<p>Un palazzo di 6 piani, una piazza con altri edifici pi\u00f9 o meno della stessa altezza, un piccolo centro commerciale e una fermata del bus sotto i tigli in fiore. Era maggio, e faceva gi\u00e0 caldo, un caldo insopportabile. Aurelia si agitava sulla sedia mentre l\u2019amica le faceva le unghie.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEh dai, stai un po\u2019 ferma, devo solo finire di metterti lo smalto&#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMeno male, che finisca presto questa tortura. Chiss\u00e0 perch\u00e9 ti chiedo ancora di venire qui.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 senza di me a quest\u2019ora avresti le unghie che arrivano in Per\u00f9, ecco perch\u00e9.\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno in casa di Aurelia c\u2019era un\u2019atmosfera quasi allegra, amicale, ma non era quasi mai cos\u00ec. Aurelia era depressa, lo aveva stabilito una perizia medica, un pezzo di carta ormai sbiadito che, quando stava male, cio\u00e9 quasi sempre, lei fissava con lo sguardo impietrito, come se quel foglio fosse la vera causa dei suoi mali, e non la conseguenza. La casa era popolare, e meno male che ancora non l\u2019avevano cacciata via di l\u00ec. A causa della sua condizione, Aurelia lavorava poco, senza assicurazione, la maggior parte delle volte come domestica ad ore, quasi sempre in modo discontinuo, \u2018alla bisogna\u2019, come diceva lei, ma ce la faceva ancora a pagare la pigione, per fortuna bassa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Aurelia non sopportava la solitudine e da quando aveva perso il marito e il figlio era volato in Brasile, dove si era fatto una famiglia, aveva cercato inutilmente di ricrearsi una vita sentimentale che per\u00f2 le era sempre sfuggita. Ormai erano passati 15 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sapeva come fosse riuscita a non trovare il tempo n\u00e9 la voglia di rimettersi in gioco. Semplicemente, era successo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOh, allora?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAllora cosa?\u201d chiese Aurelia con aria imbambolata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo non ho tutto il giorno a disposizione per te&#8230; devi solo dirmi che colore vuoi sulle unghie. Magari se me lo dici oggi e non fra un anno \u00e9 meglio\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c Il solito, come sempre.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDio che noia&#8230; e dire che i nuovi colori sono cos\u00ec belli, ma tanto con te non c\u2019\u00e8 gusto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>In una stanzetta, Aurelia teneva ancora il pupazzo del suo bambino prima che crescesse e non fosse pi\u00f9 il suo bambino. Lei lo aveva lasciato andarsene via come una mamma orsa i suoi orsetti, aprendo la porta e richiudendola, con tristezza ma rassegnazione, come faceva ogni giorno, dopo aver controllato che sul pianerottolo non ci fosse nessuno. Una conferma che ogni volta le faceva male al cuore. Poi la luce si spegneva.<\/p>\n\n\n\n<p>Adelmo non avrebbe mai voluto chiamarsi cos\u00ec. Il suo nome gli creava cos\u00ec tanto disagio che stava tentando di modificarlo attraverso le opportune procedure legali, con l\u2019ausilio di uno psicologo che alla fine si era arreso alla sua granitica volont\u00e0 e lo aveva assecondato, riconoscendo &nbsp;che oramai per lui quel nome era indissolubilmente legato ad un\u2019infanzia troppo infelice. &nbsp;In effetti, per quest\u2019uomo di cinquantasei anni, ottenere un nuovo nome sarebbe stato come rinascere un\u2019altra volta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cMa come vorrebbe chiamarsi, Lei, scusi?\u201d chiese il legale al quale Adelmo si era rivolto per avviare la pratica, molto meno comprensivo dello psicologo rispetto ad una richiesta che reputava assurda in partenza. Ma tant\u2019\u00e8, alla fine, l\u2019importante era che gli pagasse la parcella.<\/p>\n\n\n\n<p>Adelmo lo guard\u00f2 senza proferire parola, come se lo vedesse per la prima volta \u201cCome, scusi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLe ho chiesto se nel frattempo ha pensato a quale vorrebbe che fosse il suo nuovo nome di battesimo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, veramente non ci ho mai pensato, non ne ho avuto il tempo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019avvocato sorrise, accartocciando la bocca di lato per non mostrare un certo sarcasmo che per\u00f2 non riusc\u00ec a soffocare del tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa, mi perdoni, scusi sa, Lei non \u00e8 mica pi\u00f9 un bambino&#8230; magari del tempo ne ha avuto, che dice?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto cinquantasei anni non sono una passeggiata, ma un nuovo nome mica &nbsp;s\u2019inventa cos\u00ec, su due piedi!\u201d insist\u00e9 Adelmo, piccato, rinnovando il suo intento di andare fino in fondo alla faccenda.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, da quel giorno, ripensando al rilievo dell\u2019avvocato, &nbsp;tutto sommato ragionevole,&nbsp; Adelmo non pens\u00f2 ad altro che a trovarsi una nuova identit\u00e0 che gli piacesse davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome si chiama Lei, non ricordo?\u201d chiese Adelmo al postino che gli consegnava una raccomandata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi chiamo Luca. Non se lo ricordava, perch\u00e9 non l\u2019ho mai detto a nessuno. In genere mi chiamano solo \u2018Ehi postino\u2019, o tutt\u2019al pi\u00f9 \u2018portalettere\u2019, ma solo quelli \u2018rifiniti\u2019, i tipi snob.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLuca&#8230;..Luca, non suona male&#8230;\u201d riflett\u00e9 Adelmo a voce alta, &nbsp;ma non sembrava troppo convinto \u201cE si \u00e8 trovato bene, s\u00ec, con questo nome?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTrovarsi bene?,\u201d rispose il postino, stup\u00ecto \u201cdirei di s\u00ec, abbastanza, via, a parte la c strascihata, ma sa com\u2019ell\u2019\u00e8 qui in Toscana, se c\u2019hai la c ni\u2019 mezzo, \u2018un ci si salva. Di certo c\u2019\u00e8 di peggio. Ne vedo io di nomi strani, facendo il mestiere che faccio!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa che bella idea, grazie,\u201d disse entusiasta Adelmo \u201cnon dovr\u00f2 fare altro che guardare le cassette delle lettere ed i campanelli, per trovarmi un bel nome!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh, io parlavo pi\u00f9 che altro dei cognomi,\u201d chiar\u00ec il postino \u201cperch\u00e9 sui campanelli non sempre trover\u00e0 il nome di battesimo. Per quello, Le consiglio piuttosto un elenco telefonico. Anche vecchio, andr\u00e0 bene.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Adelmo, assorto nei suoi pensieri, neanche rispose.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cIn bocca alla cassetta, allora&#8230;\u201d si accomiat\u00f2 il postino, divertito dall\u2019insolito siparietto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma purtroppo, dopo mesi di accurata ricerca ed aver finalmente scelto un nome, quel nome che gli avrebbe dovuto cambiare del tutto vita e prospettive, Massimo, come un imperatore, il Giudice aveva rigettato la richiesta, \u2018per, \u2018 diceva la motivazione, \u2018la palese non necessit\u00e0 di questo provvedimento.\u2019 Adelmo venne poi a sapere dal Cancelliere, dal quale si era recato per sapere se poteva fare ricorso, che per l\u2019appunto il Giudice, un certo Alberico, aveva avuto un nonno che si chiamava proprio Adelmo e cos\u00ec il poveretto, oltre alla disgrazia del nome, si sent\u00ec perseguitato anche dalla sfortuna.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cMe lo dica Lei quante probabilit\u00e0 ci potevano essere che io beccassi proprio un Giudice con un nome tanto strambo,&nbsp; e per giunta imparentato ad un Adelmo! Me lo dica, me lo dica Lei!\u201d si sfog\u00f2 con lo psicologo.&nbsp; \u201cAvrei potuto vincere alla lotteria, ecco le probabilit\u00e0 che c\u2019erano. Ora mi toccher\u00e0 tenermi quel nome fino alla morte e sapere che mi rimarr\u00e0 iscritto perfino sulla lapide.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Per cui Adelmo, ex Massimo, ricadde in una profonda prostrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi, Adelmo e Aurelia, vivevano in palazzi contigui da vent\u2019anni, pi\u00f9 o meno, anzi, le loro stanze combaciavano, ma non si erano mai incontrati. Fin qui, niente di strano. Succede spesso di abitare accanto a persone che &nbsp;rimangono delle sconosciute per tutta la vita. Solo che loro due si conobbero, dopo anni di assoluta estraneit\u00e0, proprio il giorno del loro trasloco.<\/p>\n\n\n\n<p>Aurelia era stanca di farsi mani e piedi un giorno s\u00ec ed un giorno no solo per il gusto di avere qualcuno a cui fare una tazza di caff\u00e9, e d\u2019altronde anche la sua amica era stanca di fare questi piccoli piaceri a lei senza vederne mai cambiare l\u2019umore, sempre pi\u00f9 spento.<\/p>\n\n\n\n<p>Adelmo, dal canto suo , ormai vedeva di fronte a s\u00e9 l\u2019unica prospettiva di cambiare casa, se non poteva cambiare l\u2019odiato nome, e perci\u00f2 aveva deciso di trasferirsi dal fratello.<\/p>\n\n\n\n<p>Cinque piani in discesa per lui e per lei, nei due palazzi adiacenti, ed entrambi furono all\u2019aperto quasi nello stesso istante. Si guardarono come inebititi, riconoscendo ognuno nella faccia dell\u2019altro tutti i segni del proprio disagio: rughe, occhiaie, capelli non curati, quella inconfondibile pieghetta amara della bocca che nascondeva qualche dente non proprio perfetto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSalve.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lui neanche rispose al saluto, limitandosi a commentare che era un pessimo giorno per traslocare. Infatti, stava per piovere alla grande.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh, ma allora lo sanno proprio tutti che oggi trasloco.\u201d disse Aurelia, sorpresa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, sono io che oggi trasloco.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVeramente sono io che trasloco.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si guardarono di nuovo, perplessi, quasi infastiditi dall\u2019insistenza dell\u2019altro, mettendo a fuoco l\u2019ultimo scatolone che tutti e due avevano messo a fianco dei rispettivi portoni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201dMa che, Lei forse abitava qui?\u201d prov\u00f2 a sondare lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto, lass\u00f9\u201d Aurelia indic\u00f2 il suo balcone. \u201cEd io qua\u201d disse lui di rimando, puntando il dito, ma pi\u00f9 timidamente, quando si accorse che i loro appartamenti erano proprio affiancati.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon l\u2019ho mai vista qui in giro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cInfatti non sono mai in giro, quasi mai, voglio dire.. vede, io sono malata, molto malata.\u201c fece Aurelia, corrugando la fronte quasi fosse un punto esclamativo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi dispiace, una &#8230;brutta&#8230;malattia?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEh, brutta, s\u00ec. Ma non quella a cui forse Lei sta pensando. In un certo senso, \u00e8 anche peggio. Ecco, guardi qui.\u201d Aurelia rovist\u00f2 nel borsone pieno di cianfrusaglie e perfino qualche tazzina avvolta nei giornali, recuperandovi una busta &nbsp;con dentro la certificazione della depressione. \u201cEcco, \u00e8 scritto proprio qui, vede? Sono depressa&#8230;\u201d disse quasi raggiante, neanche avesse tirato fuori una laurea. Ma ora che vedeva la faccia imbarazzata di lui, si sent\u00ec stupida e fece per andarsene &nbsp;\u201cBeh, allora vado&#8230; \u00e9 stato un piacere. Se posso esser proprio sincera, anche un po\u2019 un dispiacere, ecco, averla incontrata solo ora che me ne vado. L\u2019avrei invitata volentieri a prendere un caff\u00e9, solo che ho gi\u00e0 messo via la moka e non so neanche dove l\u2019ho infilata..\u201c scherz\u00f2 lei, cosa che non faceva quasi mai. \u201cComunque, io mi chiamo Aurelia.\u201d Inavvertitamente, le cadde lo sguardo sulle sue unghie senza lacca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon si preoccupi, davvero. Anche a me ha fatto piacere averla incontrata. Io mi chiamo, mi chiamo&#8230;ho un nome un po\u2019&#8230;ecco, ma presto non lo sar\u00e0 pi\u00f9 &#8230;anzi, avrei voluto ma non posso, cos\u00ec trasloco&#8230;\u201d Ovviamente il discorso di Adelmo non aveva alcun senso, se ne rendeva conto perfino lui. Per sua fortuna, Aurelia aveva gi\u00e0 imboccato la rampa delle scale del suo palazzo e mentre saliva gli chiese \u201cCos\u2019\u00e8 che ha detto ? Non ho capito niente! Spero di rivederLa per salutarLa un\u2019ultima volta. Stasera dormo ancora qui, anche se ormai c\u2019\u00e8 rimasto solo il letto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuona notte, allora\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ormai le loro stanzette non erano pi\u00f9 le stesse. Fisicamente, all\u2019interno, non lo erano davvero: le pareti erano spoglie, le suppellettili scomparse nelle centinaia di buste e valigie che per giorni avevano ingombrato gli ascensori, provocando le ire dei condomini. Fra le loro abitazioni e loro stessi c\u2019era&nbsp; un muro, lo stesso di sempre, ma ora le loro teste erano accostate alle pareti, le orecchie involontariamente tese a captare ogni rumore nell\u2019appartamento accanto,&nbsp; ignorato per anni ed anni, la cui impenetrabilit\u00e0 aveva nascosto una persona che aveva improvvisamente acceso in loro un insolito interesse e curiosit\u00e0. Avevano come una vaga sensazione, senza per\u00f2 neanche riuscire a definirla in un pensiero, di essere come inquieti e rattristati all\u2019idea di non rivedersi pi\u00f9, senza che ce ne fosse un valido motivo. Si pu\u00f2 forse mandare a monte un trasloco, una presa di posizione cos\u00ec seria, definitiva, ponderata a lungo, solo perch\u00e9 si \u00e8 appena incontrato qualcuno che solo ipoteticamente&nbsp; potrebbe avere o comprendere i tuoi tormenti? E si pu\u00f2 spiare la luce, se \u00e8 accesa, se \u00e8 spenta, di una casa che fino alla sera prima era rimasta del tutto invisibile ai loro occhi da vent\u2019 anni? L\u2019ultimo scatolone rimaneva sul pianerottolo, con lo scotch intorno, a simboleggiare la fase di una vita che si chiudeva per sempre. Nessuno dei due dorm\u00ec molto quella notte, e non solo per lo scrosciare della pioggia battente, ma il giorno port\u00f2 con s\u00e9, insieme al sole, una busta chiusa con sopra il nome della persona a cui era diretta: Per Adelmo. &nbsp;Il biglietto lo aveva scritto Aurelia, prima di andarsene. Per sapere come si chiamasse, aveva chiesto ai vicini.&nbsp; In breve scopr\u00ec che in tanti, seppure non conoscendolo bene, sapevano del fatto che Adelmo non volesse chiamarsi Adelmo, e che proprio per questa sua stranezza lo trovavano suo malgrado simpatico.&nbsp; Lei invece, mentre scriveva due righe di saluto, si scord\u00f2 del problema e quel nome lo mise nero su bianco sulla busta.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel \u201cPer Adelmo\u201d fu, per Adelmo, una rivelazione, come se scoprisse solo in quell\u2019istante che a qualcuno non importava come si chiamasse. Il nome era solo un mezzo attraverso il quale gli era arrivato un messaggio, che infatti era arrivato proprio nella sua buca delle lettere, quella di Adelmo, e di nessun altro che non si chiamasse&nbsp; cos\u00ec. Lui rimase cos\u00ec, sbalordito e stordito, triste e malinconico, guardandosi intorno. Dove era Aurelia? &nbsp;Il suo sguardo incontr\u00f2 un ultimo cartone abbandonato sul marciapiede, vicino al cassonetto. Dentro, intravide &nbsp;la busta con il certificato di depressa. D\u2019istinto, rovist\u00f2 pi\u00f9 in fondo, &nbsp;come cercando un altro indizio, e vi trov\u00f2 una bottiglietta di smalto rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOh, ma allora non l\u2019ho perso &#8230;\u201d disse una voce femminile alle sue spalle. Lui ebbe un leggero sussulto di sorpresa, voltandosi verso di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHa buttato via il certificato&#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGi\u00e0&#8230;ma non l\u2019ho fatto apposta, come per lo smalto.\u201d In realt\u00e0, lo avrebbe voluto proprio buttare, ma si vergognava ad ammetterlo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cNel frattempo ho scoperto di avere un nome ridicolo, il nome di una strada statale\u201d sorrise lei, ricordandosi di ci\u00f2 che le era stato raccontato di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa se \u00e8 un\u2019importantissima strada&nbsp; dei tempi dei Romani!\u201d la corresse Adelmo-ex Massimo, l\u2019Imperatore. Aveva capito che la battuta di Aurelia era stato un tentativo, ingenuo e spontaneo, per metterlo a suo agio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno seppe mai dove andarono quei due dopo che, almeno a detta dei vicini e dirimpettai, che giuravano di averli visti allontanarsi mano nella mano, si furono innamorati proprio il giorno del trasloco, dopo aver vissuto dietro un muro per gran parte della loro vita, ma a tutti piaceva pensare che fossero rimasti sempre insieme, da allora.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ed anche il postino, ai nuovi inquilini che mettevano i loro nomi sulle cassette, ricordava sempre \u201cOh, badate bene a guardare al di l\u00e0 del muro. A volte porta bene. E non fate caso se avete un nome strano&#8230; quello poi, porta benissimo.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_44629\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"44629\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un palazzo di 6 piani, una piazza con altri edifici pi\u00f9 o meno della stessa altezza, un piccolo centro commerciale e una fermata del bus sotto i tigli in fiore. Era maggio, e faceva gi\u00e0 caldo, un caldo insopportabile. Aurelia si agitava sulla sedia mentre l\u2019amica le faceva le unghie. \u201cEh dai, stai un po\u2019 [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_44629\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"44629\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":21376,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[554],"tags":[],"class_list":["post-44629","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-per-corti-2021"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44629"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/21376"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44629"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44629\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44660,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44629\/revisions\/44660"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44629"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44629"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44629"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}