{"id":44609,"date":"2021-02-28T19:24:55","date_gmt":"2021-02-28T18:24:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44609"},"modified":"2021-02-28T19:24:56","modified_gmt":"2021-02-28T18:24:56","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-camera-123-di-idria-pilogallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44609","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Camera 123&#8221; di Idria Pilogallo"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abLa <em>Madre<\/em> voleva che ogni marted\u00ec e ogni venerd\u00ec mangiassi mucillagine a volont\u00e0 per colazione. Diceva che mi sarebbe servita per arrivare a prendere sei in inglese.\u00ab <em>One, two, three.<\/em>\u00bb Un\u2019ampolla echeggiava. Dove li metto gli altri tre?\u00bb pensavo fissando aldil\u00e0 della finestra di scuola. Quella mattina in aula l\u2019appellativo di <em>Ciccione<\/em> mi aveva riportato alla mente mio padre. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBadate ragazzi, state borbottando troppo.\u00bb \u00abSu, Tommy, che avrai da parlare cos\u00ec tanto? Vieni interrogato e staremo tutti a sentirti.\u00bb La voce dell\u2019insegnante tuon\u00f2. Finsi una leggera sorpresa, dubbioso se rendere partecipi tutti. Mi guardavo la punta della scarpa e con la mano sinistra mi toccavo la pancia. \u00abFiniscila con questa recita\u00bb sentenzi\u00f2 la professoressa spazientita. Una cantilena ebbe inizio dentro di me. Incrociai le dita e improvvisai: \u00abProfessoressa, io avrei un progetto da presentarle, ne stavo giusto parlando con Lapo al banco.\u00bb \u00abNon mi manca il coraggio per esporlo, \u00e8 solo che la<em> Madre<\/em> mi ha suggerito di raccontarlo soltanto al mio amico pi\u00f9 fidato.\u00bb \u00abE Lapo naturalmente sa custodire il mio segreto.\u00bb <\/p>\n\n\n\n<p>La professoressa continuava a guardarlo con stupore quando la voce unanime degli altri allievi si lev\u00f2: \u00abSu, forza, Bomba dicci chi appoggia il tuo progetto.\u00bb&nbsp;In classe si respirava proprio l\u2019odore di scuola. La pioggia scendeva dirompente e, infastidito, battei dei pugni contro il banco. La mia mattinata era iniziata carica di tensione. Da giorni ero pieno di mucillagine e niente altro. Ne erano passati di anni e non mi ricordavo pi\u00f9 che aspetto avesse la mia cucina di casa. La <em>Madre <\/em>mi teneva lontano e ogni volta in cui litigava col babbo il suo sguardo, nebuloso e offuscato, come nebbia funesta, era perso tra i segni del tempo. <em>One, two, three <\/em>e via in pancia. In quei momenti cavit\u00e0 afone mi laceravano cavalcando angusti ed eterei orifizi. La mia bocca semi-aperta, bramosa di poter provare altro, vedeva avvicinarsi solo quel richiamo. Con un sogghigno in volto la <em>Madre <\/em>mi obbligava. Cos\u00ec mi appoggiavo rigidamente alle sue spalle col vuoto dentro. Mi toccavo morbosamente la pancia e ripugnanti demoni mi facevano fervidamente sentire tra evanescenti nebulosit\u00e0. Mi ricordai di una mattina all\u2019alba: avevo trovato mio padre morto, proprio mentre la teiera fischiava il mio t\u00e8 in cucina. Tra lui e la madre non c\u2019era nessuna intesa. Lei era sempre furibonda con lui per il suo aspetto fisico tondeggiante che in nessun modo voleva cambiare.&nbsp;Tappandomi le orecchie con le mani, avevo chiuso la porta della mia camera dietro di me. Mi ero passato una mano sulla pancia per carezzarmela, avevo sospirato e avevo spento l\u2019abat-jour. Succube completamente di lei. <\/p>\n\n\n\n<p>Mesi dopo era nevicato e aveva coperto come coltre quel ricordo. Era oramai iniziata la fine. Mi abituai a guardarla in faccia con gli occhi aperti e con un dolore nascosto. Per via della malattia costante che regnava in casa non notai particolari cambiamenti nel tempo se non l\u2019ossessione sempre pi\u00f9 viva della <em>Madre<\/em> che si ostinava a inculcarmi che non dovevo diventare come mio padre. La sua voce paranoica mi faceva quasi impazzire, non cambiava mai intonazione e suonava &nbsp;monotona e martellante. \u00abMangiala a cucchiaiate e ti sazier\u00e0\u00bb mi ripeteva. Di fronte alla sua voce indisponente la guardavo senza muovermi n\u00e9 reagire. La mia mandibola, al suo vociare continuo, era paralizzata. Non potevo pi\u00f9 contare n\u00e9 sulla mia bocca n\u00e9 sulla mia mente. Appena <em>one, two, three<\/em> e ingoiavo! Oramai non era pi\u00f9 soltanto il marted\u00ec e il venerd\u00ec. Era sempre, a qualsiasi ora della mattina, della giornata, della sera e della notte. Solo MU-CIL-LA-GI-NE.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo scorreva. L\u2019estate con il suo acceso e caldo sole stava lasciando il posto al cadere delle foglie. Con l\u2019autunno sembrava che l\u2019angoscia si stesse permeando su di me. Perdevo luce e un\u2019essenza soffiata dal vento si era oramai depositata addosso. <\/p>\n\n\n\n<p>Per sempre implacabile.&nbsp;&nbsp; Quel giorno in aula, prima giornata di autunno, ud\u00ec un forte fruscio delle foglie. La campanella di scuola suonava. Minacciava un violento temporale e avrei voluto che scoppiasse immediatamente. Ero troppo arrabbiato e l\u2019aria era diventata troppo pesante e insopportabile.&nbsp; Ero arrivato alla conclusione di un mio progetto. Improvvisamente un fremito nel corpo. Ero talmente lusingato di questo mio traguardo che lo volli confidare per primo a Lapo. Poi scoppiai rivolgendomi a tutta la classe: \u00abVi succede mai di averne fin sopra i capelli?\u00bb Quel senso profondo di inadeguatezza si era tramutato in rabbia. Mi dicevo: \u00abMa non \u00e8 colpa sua.\u00bb pensando alla Madre che oramai vacua era nella 123.<\/p>\n\n\n\n<p>Il quadro apparve piuttosto allarmante agli occhi della professoressa che stordita e tirata continuava a mordersi le labbra. Tuttavia, gli altri studenti continuavano a burlarsi di me. Lapo se ne stette alla larga e, per smorzare la situazione prese da sotto il banco il mio progetto: un\u2019anfora di alabastro con dentro il veleno che era servito alla<em> Madre<\/em> per levarsi di torno il babbo. \u00abChe delirio\u00bb pens\u00f2 la professoressa ostentando un sorriso triste e girandosi in bilico sulla fila degli allievi che mi&nbsp; stavano ridicolizzando. Cercai invano il loro consenso, mi sedetti, poi mi alzai e poi cercai&nbsp; di nuovo il mio posto. In qualunque modo mi mettessi, in piedi o seduto, mi girava tutto. Alla fine, stordito pi\u00f9 che mai, chiesi alla professoressa di poter andare dalla <em>Madre<\/em>, nella stanza <em>123<\/em> della clinica psichiatrica. La settimana precedente, esattamente il primo giorno di scuola, al crepuscolo io e la <em>Madre <\/em>c\u2019eravamo ritrovati a parlare con mia enorme sorpresa mentre la notte pian piano si consumava. &nbsp;Mi aveva detto la verit\u00e0. \u00abShhh\u2026\u00bb aveva incalzato la Madre indicando il veleno &nbsp;usato per il babbo a due passi da loro. Silenzio. Stordimento. Mi ero infilato a letto e una volta trovata la posizione giusta attraverso cui non far passare alcun rumore avevo avuto di cosa disperarmi. L\u2019impeto si era fatto vivo all\u2019improvviso: \u00abPronto, devo denunciare mia Madre.\u00bb&nbsp;Non ero un malato. Ero sveglio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_44609\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"44609\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa Madre voleva che ogni marted\u00ec e ogni venerd\u00ec mangiassi mucillagine a volont\u00e0 per colazione. 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