{"id":44550,"date":"2021-02-15T19:15:41","date_gmt":"2021-02-15T18:15:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44550"},"modified":"2021-02-15T19:15:43","modified_gmt":"2021-02-15T18:15:43","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-la-collaborazione-di-silvana-bartolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44550","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;La collaborazione&#8221; di Silvana Bartolini"},"content":{"rendered":"\n<p>Avevamo acquistato la propriet\u00e0 a un ottimo prezzo, in campagna, non molto lontano da un paesotto e da un imbocco dell&#8217;autostrada. Si era occupato di tutto un nostro amico avvocato, aveva commissionato un&#8217;ispezione sulla solidit\u00e0 dell&#8217;edificio, dato che il prezzo era inferiore alla stima, ma \u2013 ci aveva assicurato &#8211; era tutto in regola, solo che la societ\u00e0 che lo aveva a sua volta acquistato aveva cambiato i suoi piani di investimento e sia l&#8217;immobile che la propriet\u00e0 nel suo insieme non le interessavano pi\u00f9. Necessitava di alcuni ammodernamenti e dovendo noi a breve andare in tourn\u00e9e, subito dopo l&#8217;acquisto ci accordammo con un bravo architetto perch\u00e9 i lavori venissero eseguiti a regola d&#8217;arte e fossero finiti al nostro ritorno.<br>Il giorno del mio rientro in citt\u00e0, andai dall&#8217;avvocato per avere le chiavi.<br>Mi ricevette sorridente e si stup\u00ec quando gli dissi che ero sola, infatti il mio fidanzato (o compagno &#8211; non sapevo mai come definirlo) aveva dovuto trattenersi a Salisburgo ancora per una settimana e io ero troppo impaziente per aspettarlo: volevo entrare nella nuova casa subito per cominciare a svuotare gli scatoloni.<br>Assaporai con piacere il momento in cui la chiave gir\u00f2 due volte nella serratura del portone d&#8217;ingresso: appena entrata inspirai subito il profumo della nuova tinta sulle pareti e feci partire l&#8217;impianto elettrico. Si accesero contemporaneamente le luci in ogni stanza: pensai che fosse stata un&#8217;idea dell&#8217;architetto. Passeggiai in ogni ambiente del piano terra sorridendo, felice; mi dispiaceva solo di essere da sola in quel magico momento.<br>Aprii il frigo e vi disposi la spesa fatta poco prima al paese.<br>Poi telefonai a Cosimo, gli comunicai il mio entusiasmo &#8211; del resto era la nostra prima vera casa \u2013e lui ne fu contento, anche se non quanto mi aspettavo, anzi, si mise subito a parlarmi dei problemi che creava la nuova orchestra.<br>Io lo ascoltai per un po&#8217;, poi gli dissi che ero stanca per il viaggio e ci salutammo.<br>Mi resi conto di essere del tutto sola,  lontana da  parenti,  amici e conoscenti, ma stavo bene.<br>Tolsi da uno scatolone il giradischi, lo piazzai in uno degli scaffali della libreria in soggiorno, inserii la spina e misi un LP con i notturni di Chopin. Alzai il volume al massimo \u2013 nessun vicino poteva protestare ora!<br>Le note delicate del pianoforte si diffusero di stanza in stanza, fino al piano superiore, dove salii per verificarne l&#8217;acustica.<br>Era perfetta: il legno del parquet e dei parziali rivestimenti alle pareti vibravano.<br>Tutta la casa risuonava.<br>In camera, il letto matrimoniale era stato montato: tirai fuori della biancheria da un altro scatolone e pensai che sarebbe stata la mia prima notte nella mia prima vera casa.<br>Mi guardai intorno e provai amore verso tutto quello che mi circondava.<br>La settimana seguente pass\u00f2 in un baleno. Fui occupatissima a completare l&#8217;arredamento, a riempire la libreria, a svuotare gli scatoloni con le nostre cose e a sistemare, con l&#8217;aiuto di un vivaista, il giardino e il prato. Sono una donna robusta e forte, perci\u00f2 il lavoro manuale non mi ha mai spaventato.<br>Quando ero stanca, mi facevo una tisana, mi mettevo a suonare il violino davanti alla porta-finestra del soggiorno e avevo la sensazione che la casa ascoltasse compiaciuta.<br>Tutte le nostre cose avevano ormai trovato il loro posto.<br>Tutto andava a meraviglia.<br>La casa collaborava.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera in cui Cosimo arriv\u00f2, pioveva a dirotto.<br>Suon\u00f2 il campanello poco dopo avermi chiamata al telefono, annunciando il suo arrivo.<br>Gli aprii con un gran sorriso stampato in faccia. Lui entr\u00f2 contrariato e zuppo, mi baci\u00f2 bagnandomi la guancia e spegnendomi il sorriso.<br>Poi disse: \u201cSono scivolato non appena sceso dall&#8217;auto, c&#8217;\u00e8 una gran pozza di fango proprio qui davanti!\u201d<br>\u201cCi faremo mettere della ghiaia; ora vai a cambiarti, intanto preparo la cena.\u201d<br>Avevamo ancora una quindicina di giorni da passare insieme prima della sua nuova tourn\u00e9e. Dopo alcuni altri giorni sarei dovuta partire anch&#8217;io. Cominciava la stagione estiva dei concerti, mentre il mio impegno di docente al conservatorio era gi\u00e0 finito da un po&#8217;.<br>Al mattino avrei voluto fare delle passeggiate insieme a lui, ma non smetteva di piovere. Cos\u00ec limitavamo le nostre uscite al paese vicino per qualche commissione o verso la citt\u00e0 per vedere gli amici.<br>La maggior parte del tempo, perci\u00f2, la passavamo in casa.<br>Se Cosimo studiava i suoi spartiti e provava con la sua orchestra immaginaria in soggiorno, io mi chiudevo col violino nella stanza adibita a dispensa e lavanderia, per non disturbarlo.<br>Se io ero in soggiorno, Cosimo se ne stava in camera, se io ero in camera lui in cucina o nello studio, e cos\u00ec via. Io attribuivo questa nostra involontaria distanza quotidiana al piacere di disporre di ambienti ampi, quindi, secondo me, i nostri corpi si sentivano in pieno diritto di pretendere finalmente una discreta quantit\u00e0 di spazio intorno a s\u00e9.<br>Una sera, mentre Cosimo si lavava le mani in bagno, il rubinetto si ruppe e cominci\u00f2 a schizzare acqua dappertutto, lasciandolo (di nuovo!) zuppo dalla testa ai piedi. Lui continu\u00f2 a bagnarsi cercando di ripararlo, finch\u00e9 non trovai il rubinetto generale, poi telefonammo all\u2019 idraulico del paese. Venne il giorno dopo e riparando il danno disse: \u201cChe strano, sembra tagliato, eppure si vede che sono tutti pezzi nuovi, forse si tratta di un difetto di fabbricazione\u201d.<br>Due giorni dopo, Cosimo cercava qualcosa nel ripostiglio quando una pesante scatola di latta piena di chiodi e viti per un pelo non gli cadde in testa, invece, per fortuna, gli batt\u00e9 violentemente sulla spalla sinistra. Lui si arrabbi\u00f2, prese a calci la scatola e url\u00f2 una serie di improperi, poi venne da me (che intanto ero accorsa, richiamata dagli urli, e lo spiavo da dietro l&#8217;angolo), pregandomi di massaggiargli la spalla con una pomata. Lo feci stendere sul letto a testa in gi\u00f9, a torso nudo ed eseguii il massaggio richiesto, poi allargai il raggio d&#8217;azione fino a tutta la schiena e fin\u00ec che passammo a letto il resto del pomeriggio.<br>Per qualche giorno and\u00f2 tutto bene, perfino il sole si degn\u00f2 di illuminare il prato e asciugare le stradine sterrate, cos\u00ec un mattino ci decidemmo ad esplorare i dintorni in bicicletta.<br>Si stava avvicinando l&#8217;estate, infatti le giornate si erano allungate molto, solo che con il brutto tempo delle ultime due settimane non ce ne eravamo accorti. Le foglie mentre si asciugavano lasciavano salire vapori profumati che ci mettevano di buonumore.<br>Ci fermammo a mangiare in una trattoria alla buona, scherzammo e ridemmo come non capitava da un bel po&#8217;.<br>Tornati a casa nel tardo pomeriggio, Cosimo si offr\u00ec di ripulire le bici, nella rimessa, mentre io andavo a fare una doccia.<br>Fu cos\u00ec che non lo sentii, quando cominci\u00f2 ad urlare per le punture di vespa: senza volerlo, ne aveva disturbato un alveare. Quando scesi, non vedendolo rientrare, andai a cercarlo e lo trovai a terra, sul prato, il viso gonfio e rosso, la lingua enorme, che respirava con l&#8217;affanno e si dimenava: era proprio inguardabile.<br>Chiamai il 118. Dopo meno di mezz&#8217;ora era in ospedale.<br>Ci vollero alcuni giorni di cure e riposo. Annullammo le ultime serate da passare con gli amici. Cosimo non si azzard\u00f2 pi\u00f9 ad uscire di casa, anche se avevamo chiamato una ditta di disinfestazione; anzi, si confin\u00f2 in camera, con la scusa di studiare gli spartiti restando a riposo. Cos\u00ec mi trovai a dormire per la prima volta nello studio-barra-camera degli ospiti, prendendone pienamente possesso.<br>Il giorno prima di partire per la tourn\u00e9e, mi chiese di trovarci in soggiorno, dopo colazione, per parlare.<br>Non avevo idea dell&#8217;argomento\u2026<br>Lo trovai ben piazzato sulla poltrona verde.<br>Esord\u00ec andando dritto al punto: \u201cDiana, da quando sono in questa casa me ne sono capitate di tutti i colori\u201d.<br>\u201cDai, Cosimo, non esagerare! \u00c8 vero: con le vespe te la sei vista brutta\u2026ma per il resto\u2026\u201d<br>\u201cHo rischiato lo shock anafilattico! Non so se ti rendi conto. Solo per il mio fisico robusto me la sono cavata\u201d.<br>\u201cE menomale, cos\u00ec non ti lamenterai pi\u00f9 di essere sovrappeso!\u201d<br>Non rise e riprese il discorso: \u201cIo domani me ne vado e non ritorno\u201d.<br>\u201cBeh, certo: sono io che ti raggiungo!\u201d<br>\u201cC&#8217;\u00e8 un contratto, ci vedremo per lavoro\u201d.<br>\u201cCosa vuoi dire? Ma perch\u00e9?\u201d<br>\u201cCi ho riflettuto, sai, \u00e8 un po&#8217; che tra noi non va. E poi, stare in questa casa, in mezzo al nulla, ha peggiorato la situazione\u201d.<br>\u201cMa \u00e8 la nostra casa!\u201d risposi con le lacrime agli occhi.<br>\u201cIn teoria. In realt\u00e0 i soldi ce li hai messi quasi tutti tu, Diana, con l&#8217;eredit\u00e0 dei tuoi\u201d.<br>\u201cS\u00ec, ma l&#8217;ho fatto per noi\u2026\u201d cominciai a mugolare.<br>\u201cTu la volevi, tu l&#8217;hai scelta e tu l&#8217;hai comprata!\u201d url\u00f2 allora, alzandosi.<br>Poi abbass\u00f2 il tono: \u201cHai tutto il diritto di usare i tuoi soldi come vuoi, e  quel poco mio contributo\u2026 consideralo un regalo! Ma io non ci metter\u00f2 pi\u00f9 piede.\u201d<br>\u201cIn questo caso i tuoi soldi non li voglio. Te li render\u00f2.\u201d<br>Lui annu\u00ec, solo per chiudere il discorso.<br>Poi aggiunsi con un filo di voce: \u201cAllora \u00e8 finita?\u201d<br>\u201cMi dispiace, s\u00ec, \u00e8 finita\u201d.<br>\u201cHo capito, ho capito\u201d risposi, e mentre andavo a rintanarmi nello studio continuai sottovoce: \u201cHo capito, ho capito, ho capito\u2026\u201d<br>La mattina dopo mi alzai pi\u00f9 tardi del solito, avevo dormito male e sapevo di aver fatto uno strano sogno che per\u00f2 non ricordavo.<br>Mi sembrava di avere la febbre, me la misurai, ma la temperatura era normale.<br>Cosimo non c&#8217;era: n\u00e9 in cucina, n\u00e9 in soggiorno, n\u00e9 in camera e nemmeno nel bagno.<br>Era gi\u00e0 partito?<br>Uscii, girai l&#8217;angolo esterno della casa e mi diressi verso il garage: volevo vedere se c&#8217;era la sua auto.<br>Era chiuso, mi avvicinai e sentii il rumore di un motore in folle. Alzai la saracinesca e ne usc\u00ec una nuvola di fumo. L&#8217;auto era accesa e il corpo di Cosimo sul cemento, immobile.<br>Lo trascinai fuori, sul prato, pi\u00f9 lontano che potevo dal garage, gli tastai il polso e sentii che pulsava, chiamai il 118 e, quando il fumo si dirad\u00f2, spensi il motore.<br>Non capivo cosa fosse successo.<br>Quando rinvenne, in ospedale, dopo una buona dose di ossigeno nei polmoni, raccont\u00f2 che aveva aperto la saracinesca e, mentre metteva in moto l\u2019auto, si era accorto che quella si era richiusa, allora senza spegnere il motore era uscito dall&#8217;auto per riaprirla, ma qualcosa l&#8217;aveva colpito. Da quel momento non ricordava pi\u00f9 nulla.<br>Infatti, un martello, che stava di solito appeso tra due chiodi, sul muro, era stato ritrovato sul pavimento. Il garage era piccolo e lui era sicuro di essere stato solo.<br>Sarebbe sicuramente morto asfissiato, se io non fossi arrivata in tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Rientrai, esausta, alla sera.<br>Le luci si accesero contemporaneamente in ogni stanza, come il primo giorno.<br>La casa risplendeva tutta.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_44550\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"44550\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevamo acquistato la propriet\u00e0 a un ottimo prezzo, in campagna, non molto lontano da un paesotto e da un imbocco dell&#8217;autostrada. 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