{"id":44545,"date":"2021-02-15T19:12:55","date_gmt":"2021-02-15T18:12:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44545"},"modified":"2021-04-07T11:34:45","modified_gmt":"2021-04-07T10:34:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-vento-destate-vento-dinverno-di-jose-toye","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44545","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Vento d&#8217;estate, vento d&#8217;inverno&#8221; di Jos\u00e8 Toye"},"content":{"rendered":"\n<p>Spesso mi chiedo se la realt\u00e0 non sfiori a volte i confini dell\u2019incredibile. Di recente la lettura di \u00abl\u2019Ubiquo\u00bb, una novella di Buzzati ha risvegliato ricordi che da lungo avevo sepolto in fondo in fondo alla mia memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso di quell\u2019 estate dovevo aver al massimo sette anni, stavo in vacanza a casa dei miei nonni paterni. Ne ero felice.<\/p>\n\n\n\n<p>I nonni mi adoravano. La nonna cucinava un coniglio alle prugne tanto delizioso che era un peccato mangiarlo. Il nonno invece, per addormentarmi mi raccontava favole lunghissime le cui fine non sono mai riuscito a sentirle. Tutto questo non basterebbe se non avessi trovato un ritiro nel solaio, una grande stanza dove lo zio prima che si sposasse aveva allestito il suo laboratorio di falegnameria. C\u2019era ancora il banco. Mi ero promosso generale, comandavo un esercito di viti e bulloni e di carri armati costruiti da pezzi di legno. Lass\u00f9 il tempo si fermava per ore.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta ci ho trovato in un angolo abbandonato, un baule di legno pieno di vecchi libri e riviste. Ne tirai fuori un libro la cui copertina mostrava un bel battello a vela ondeggiando sul mare. Non mi importava leggerlo, comunque non ci sarei riuscito. L\u2019ho messo preziosamente a posto nel cassetto del banco, la mia cassa del tesoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto tempo pi\u00f9 tardi, avevo superato la trentina. La nonna gi\u00e0 vedova da alcuni anni viveva da sola. Mentre pulivo il solaio ci ho ritrovato il libro. Si chiamava \u00abVento d\u2019estate, vento d\u2019inverno\u00bb. Aveva ancora la sua bella copertina, un po\u2019scolorita. Per curiosit\u00e0 l\u2019aprii e fui stupito trovarci nascosta dietro la copertina, una busta ancore chiusa che conteneva un paio di fogli di carta piegati, scritti a mano, non firmati. Assomigliava ad un corto diario, un documento che uno avrebbe potuto scrivere per non scordarsi o forse per assicurarsi che non avesse sognato.&nbsp; Ci raccontava una storia proprio sconcertante.<\/p>\n\n\n\n<p>La lettera comincia cosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, siamo il 20 giugno dell\u2019anno 1921.&nbsp;&nbsp;Ieri&nbsp;mattina stavo passeggiando lungo il canale. Ho sentito gridare&nbsp;aiuto. &nbsp;In lontananza qualcuno stava annegando in mezzo al canale. Ho corso sulla sponda e senza esitazione mi sono tolto scarpe, pantaloni e mi sono tuffato in acqua. Per fortuna sono riuscito ad afferrarlo saldamente e a tirarlo fuori dall\u2019acqua. L\u2019uomo respirava, l\u2019ho trascinato e siamo finiti al sicuro sdraiati sul prato. Non c\u2019era nessun altro da questa parte.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo il fiatone e lui ansimava e tossiva.&nbsp; Bagnati, siamo rimasti zitti ad aspettare finch\u00e9 il sole rovente d\u2019estate non ci asciugasse un po\u2019. Ad un certo punto l\u2019uomo, un sessantenne, magro, ai capelli grigi, tendendomi la mano mi ha mormorato \u201cmi chiamo Vito\u201d. \u201cPiacere, sono Michele \u201c, gli risposi. Ed e proprio cosi che l\u2019incredibile storia inizi\u00f2. &nbsp;Vito mi disse che mentre stava nuotando si era sentito male. Poi pi\u00f9 volte mi ha ringraziato, riteneva che gli avessi salvato la vita. &nbsp;L\u2019uomo era un forestiero e cos\u00ec l\u2019ho invitato a pranzare a casa mia prima che continuasse il suo viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre pranzavamo a Vito gli \u00e8 venuta la voglia di regalarmi qualcosa. Tirando fuori un libro dal suo zaino, me lo present\u00f2. Stavo per prenderlo per\u00f2 Vito lo riprese dicendomi \u201cSta attento Michele, quel libro non \u00e8 affatto un libro normale, perch\u00e9 \u00e8 magico. Se lo tieni sul petto, meglio sul cuore e pronunci il titolo tre volte di seguito la magia ti fa diventare uccello. Fidati di me, tutto \u00e8 vero. Sarai libero di volare via dappertutto, di vedere le cose dall\u2019alto, cose nascoste da tutti. Tuttavia la magia funziona solo una volta a testa. Se mai non ti piace pi\u00f9 la vita da uccello potresti tornare indietro nello stato umano, basta pronunciare di nuovo il titolo tre volte di seguito e ti ritroverebbe uomo come prima. Per\u00f2 non tornerai allo stato iniziale. Stranamente rinascerai e cos\u00ec diventerai un\u2019altra persona. Inoltre tornerai nei luoghi da dove tu sei volato via e dimenticherai tutto del tuo passato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un breve momento ne restai sbalordito poi scoppiai a ridere, uno scherzo, avrei scommesso una bella cifra che fosse unoscherzo. Mio padre me ne aveva mollati tanti da bambino. Non credevo Vito per niente ma comunque amavo leggere, il libro mi pareva un bel regalo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo alla fine del pasto, i bicchieri erano vuoti<strong>,<\/strong> quindi sono sceso gi\u00f9 le scale a prendere altre bottiglie. Appena arrivato nel seminterrato ci fu uno strano rumore, magari un grido? Mi sono affrettato per\u00f2 non ho fatto in tempo, nella stanza Vito non c\u2019era pi\u00f9, scomparso. Il libro giaceva l\u00ec, caduto sotto il sedile. &nbsp;Sono corso fuori casa, chiamandolo ma non c\u2019era nessuno da nessuna parte. Rincasato, vidi solo un pettirosso affacciato sul bordo della finestra che all\u2019improvviso \u00e8 volato via. Ero sconvolto, non ci capivo niente. Dove era finito Vito?<\/p>\n\n\n\n<p>Gioved\u00ec giugno 24. Non ho potuto addormentarmi, nemmeno le notti precedente, ero tormentato. Vito non si era fatto sentire da quattro giorni. Assalito dalle domande, mi prese l\u2019angoscia. L\u2019idea che lui si fosse veramente trasformato in questo pettirosso s\u2019imponeva e contemporaneamente s\u2019imponeva Il pensiero che forse avrei potuto io stesso provare le parole magiche. Ma chiss\u00e0, se lo far\u00f2 che accadr\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>La lettera si interrompeva bruscamente. Perch\u00e9? Mi \u00e8 venuto in mente che quella potesse essere l\u2019ultima fiaba del nonno. Magari era lui che avrebbe lasciato la lettera nel libro. Di questo non ne fui completamente convinto e bisognava saperne di pi\u00f9, rintracciare gli eventi. Ho rimesso tutto nel banco e sono andato a vedere la nonna in salotto. Senza dire niente della scoperta ho cominciato a farle domande. Per fortuna nonna non si era scordata nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa casa, l\u2019abbiamo comprata nell\u2019autunno dell\u2019anno 1921. In quel momento eravamo gi\u00e0 sposati da qualche anno ma non avevamo ancora figli. L\u2019ultimo inquilino, un giovane, era sparito da qualche mese e il proprietario la voleva vendere rapidamente.&nbsp; Lui non l\u2019aveva nemmeno pulita e cos\u00ec, fortunati, l\u2019abbiamo acquistata a buon prezzo. Figurati che non fummo i primi ospiti della casa, due pettirossi avevano trovato un buco sotto il&nbsp;tetto.&nbsp; Venivano spesso a visitarci. Purtroppo dopo poco tempo non si sono pi\u00f9 fattivedere. &nbsp;Tuttavia non ci siamo rattristati a lungo&nbsp;perch\u00e9 nel mese seguendo mi sono accorta che ero incinta. Circa otto mesi dopo ho partorito due gemelli, tuo padre Michele e lo zio Vito. Credimi, \u00e8 un\u2019idiozia ma ho sempre immaginato che i pettirossi ci avessero portato fortuna\u201d. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ora ne sapevo abbastanza, quando ho lasciato la nonna, prima di partire sono tornato nel solaio a prendere il libro e la lettera.\u00a0 Tornando a casa mi sono fermato qualche tempo lungo il canale e ci ho riflettuto su. Insomma non volevo rischiare che n\u00e9 la moglie, i miei figli, n\u00e9 mio padre o addirittura lo zio scoprissero quel testimonio. Ho buttato tutto in mezzo al canale, la lettera spezzata col libro, chi s\u2019\u00e8 visto s\u2019\u00e8 visto. Ormai non volevo pi\u00f9 sentire nulla di questa storia. Magari un pesce si sarebbe tramutato in un pesce volante ma di questo non me ne fregavo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_44545\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"44545\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spesso mi chiedo se la realt\u00e0 non sfiori a volte i confini dell\u2019incredibile. 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