{"id":44543,"date":"2021-02-15T18:48:53","date_gmt":"2021-02-15T17:48:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44543"},"modified":"2021-02-15T18:48:54","modified_gmt":"2021-02-15T17:48:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-lisa-di-linda-ariano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44543","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Lisa&#8221; di Linda Ariano"},"content":{"rendered":"\n<p>Quel giorno Lisa si era svegliata presto, aveva grandi progetti. <\/p>\n\n\n\n<p>Si era stiracchiata come Biancaneve nel film di Walt Disney, con lo stesso sorriso sul volto, mentre osservava il sole battere sulle foglie dell\u2019albero vicino e ascoltava le rondini garrire di lontano. Era rimasta qualche secondo immobile a contemplare la giornata e poi era schizzata gi\u00f9 dal letto.<\/p>\n\n\n\n<p>Piedi nudi sulle maioliche vietresi leggermente ruvide e via nel bagno a lavarsi. L\u2019attendeva la solita colazione da rivista: cornetto caldo e cappuccino, il fascio di fiori colorati che non mancava mai al centro del tavolo, l\u00ec sulla tovaglia all\u2019uncinetto fatta per lei dalla cara nonnina tanto tempo addietro, la vestaglia di raso che scivolava da un lato scoprendole le gambe.<\/p>\n\n\n\n<p>Decise rapidamente cosa mettersi, tirando tutto fuori dall\u2019armadio, agitando le stoffe pi\u00f9 varie e rinfilando i vestiti alla rinfusa dove capitava: sete leggere, cotoni coloratissimi&#8230;scart\u00f2 il tubino lilla, col ciclo le si vedeva troppo la pancia, e si infil\u00f2 una camicetta leggera con tanti fiorellini delicati, una gonna azzurra lunga e piuttosto larga, che per\u00f2 le cingeva bene la vita, la collanina col pesciolino d\u2019oro dall\u2019occhio di corallo, la cavigliera d\u2019argento sottilissima, i sandali bianchi, il trucco col lipgloss rosato, il fermaglio che le manteneva minimamente in ordine i riccioli biondi e morbidi che non stavano mai al loro posto e gi\u00f9 in strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sentiva benissimo, il sole sul viso le dava il giusto ottimismo per affrontare la giornata che, ne era sicura, sarebbe stata ricca, come sempre. Era entusiasta del nuovo lavoro, guadagnava bene, si divertiva, era molto apprezzata ed era in contatto con un mucchio di persone interessanti. Dopo aver fatto diversi piccoli lavori, si era licenziata, undici anni addietro, dall\u2019ultimo, quello che aveva ricoperto pi\u00f9 a lungo, come baby sitter presso la pi\u00f9 importante agenzia di servizi di Napoli e si era gettata a capofitto nell\u2019organizzazione di matrimoni. Le piacevano tanto i bambini, ci si perdeva e sapeva che la amavano, sicuramente ne avrebbe avuti anche lei, almeno tre, e avrebbe dedicato loro tutto il tempo e l\u2019amore possibili, ma non ora, ora era il momento di mordere la vita e doveva rinnovarsi. Cos\u00ec scelse i matrimoni perch\u00e9 voleva avere a che fare sempre con persone allegre e felici come lei, infatti poteva conoscere tanta gente magnifica, anche se alcuni erano strani. Come la sposa che aveva voluto uno strascico talmente lungo che occorrevano tre persone a guidarlo mentre si muoveva, ma lei voleva tre gemelle uguali e pianse e url\u00f2 che non se ne faceva nulla finch\u00e9 non si riuscirono a trovare tre bambine molto simili, due sorelle e una cuginetta, da dare in pasto agli isterismi sempre pi\u00f9 frequenti della donna, oppure un testimone che si ostinava a volere organizzare uno scherzo nel pieno della funzione e alla fine si riusc\u00ec a fargli \u201csolo\u201d fingere di non trovare l\u2019anello per lunghi interminabili minuti (come si era poi arrabbiato il padre di lei!), tipi stravaganti, come la sposa che doveva continuamente rifarsi il trucco, perch\u00e9 \u201cera cos\u00ec infelice\u201d o lo sposo che subito dopo il ricevimento, nel pieno della consegna delle bomboniere, si era gettato sul divano a giocare col telefonino, e poi i tradimenti, di tutti i tipi, in tutte le fasi e lei che non riusciva a non riderne.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lavoro le piaceva, la divertiva, tutto le piaceva. Le piaceva anche fare i servizi a casa, pulire, riordinare, lo trovava un modo per prendersi cura di s\u00e9 e delle sue cose, e ne aveva molte perch\u00e9 amava circondarsi di \u201ccose belle\u201d, \u201cun po\u2019 artistiche\u201d come diceva la mamma, ci teneva, ma non poi cos\u00ec tanto. Quando si rompeva qualcosa restava un secondo a guardare i cocci, come persa nel vuoto, le passava un velo di tristezza sugli occhi e poi scrollava platealmente le spalle e gettava via tutto senza rimpianti e senza vedere se si poteva risistemare qualcosa: le cose rotte non si riparano, perch\u00e9 non sono pi\u00f9 quelle di prima! Diceva sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Le piaceva fare i servizi, anche i pi\u00f9 noiosi come spolverare o stirare, durante i quali di solito cantava, ma aveva assunto una domestica perch\u00e9 non aveva pi\u00f9 tanto tempo e non voleva sprecare i momenti liberi. Si chiamava Inoka, era una donna del Bangladesh, minuta e piuttosto avanti negli anni. Lisa la adorava. Sapeva sempre dire una parola buona, ma aveva una piega triste ai lati degli occhi e non parlava mai del suo passato. Viveva sola, col figlio ventenne che lavorava in fabbrica, in provincia. Inoka spesso la accompagnava nei giri di acquisti, se le sue amiche non potevano, specie a natale, quando lei diventava davvero bambina e si perdeva a fare regali a tutti che bisognava trattenerla e ad addobbare la casa come pi\u00f9 non si poteva: luci, pupazzi, festoni, sorprese.<\/p>\n\n\n\n<p>I due figli del fratello saltavano di gioia ogni volta che entravano a casa sua a natale! Faceva trovare pacchettini nascosti in ogni recesso dell\u2019abitazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina doveva organizzare un matrimonio di un\u2019attrice famosa, quindi riservato ma in pompa magna! Ed era un matrimonio a tema: pulcinella. Si era faticato non poco a convincere il futuro marito che no, il prete non avrebbe potuto travestirsi, neanche se era un amico e che magari sarebbe stato opportuno evitare la chiesa e spostare la festa nel locale. Pass\u00f2 la mattinata al pc a cercare il personaggio che recitasse la parte, i tessuti con cui preparare i tavoli, il maestro di San Gregorio Armeno per le bomboniere. Gli occhi le si erano riempiti di bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019ora di pranzo, risolto l\u2019ultimo inghippo burocratico col gruppo di musica napoletana classica che avrebbe dovuto suonare e salutati i suoi simpatici colleghi, and\u00f2 a casa della madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Era una persona affettuosa, forte, ma piegata dagli anni, quasi letteralmente, e dal dolore. Non si era mai ripresa del tutto da vari colpi che il destino le aveva riservato, specie il suo, e dalla morte del marito che, nonostante fossero trascorsi ormai diversi anni, le faceva avvertire soprattutto la solitudine in casa. Cos\u00ec lei ci andava ogni giorno e la madre le faceva trovare i suoi piatti preferiti: la lasagna al radicchio o le fettuccine ai funghi, il pesce al cartoccio, le patate al forno\u2026Era una gioia tenera infinita gi\u00e0 entrare nella casa che \u00e8 stata della tua infanzia ed \u00e8 rimasta identica, cos\u00ec rassicurante e familiare, ed essere investiti dai profumi dei cibi che erano l\u2019ennesimo messaggio di affetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sedevano l\u2019una accanto all\u2019altra, a tv spenta per non farsi distrarre, e iniziavano le schermaglie giocose con la mamma per evitare di diventare un\u2019oca all\u2019ingrasso&#8230;proprio ora no, che la linea era ritornata perfetta e lei ne era molto soddisfatta quando si rigirava davanti allo specchio alzandosi sulle punte, aveva perso gli ultimi due chili di troppo e non intendeva riprenderli! Ma mangiava con gusto, senza esagerare, lentamente, assaporando bene ogni cosa e beveva mezzo bicchiere di vino rosso del vecchio cugino della madre che, ogni tanto, spediva dalla Toscana qualche bottiglia dalle sue magnifiche terre. Si tratteneva un po\u2019 dalla mamma per farle compagnia, a volte scambiando qualche parola anche con l\u2019anziana vicina di casa, ma soprattutto le piaceva sprofondarsi nella vecchia poltrona di velluto, ricordo antico di famiglia, esposta al sole della finestra vicina e carezzare Stregatta, la micia di quando era ragazza, ormai molto invecchiata. Non riusciva pi\u00f9 a saltare bene e allora la sollevava prendendola delicatamente sotto la pancia e se la metteva in grembo.<\/p>\n\n\n\n<p>Stregatta si accoccolava dopo un po\u2019 di indecisione, sempre uguale, e si addormentava nella identica posizione del giorno prima, lasciandosi grattare e lisciare la testa. Era molto indispettita quando poi Lisa le dava dei piccoli colpetti per farle capire che doveva alzarsi, che era ora di andare.<\/p>\n\n\n\n<p>La madre la salutava sempre con un viso malinconico, allora Lisa le diceva a bassa voce \u201cdai mamma! Ci rivediamo domani a pranzo!\u201d, ma la madre sembrava non sentirla e quasi si asciugava una lacrima, allora Lisa la abbracciava forte, poi le prendeva le mani a braccia tese e le faceva fare un mezzo giro di ballo, si staccava, le mandava un bacio da lontano mentre, sorridendo scendeva agile le scale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pomeriggio era per lei. A volte passava per casa, per cambiarsi o riposare o leggere un libro e ci rimaneva, se si sentiva stanca, a volte invece chiamava qualche amica per darsi agli acquisti e poi magari cenava con lei in ristorante o a casa di una delle due. Aveva tante conoscenze, ma poche amiche molto care, alcune single, altre sposate, ma i mariti li incontrava raramente. Viola era la sua amica pi\u00f9 cara, veniva spesso a trovarla, si sedeva accanto a lei e cominciava lunghi monologhi sulla sua vita, sulle sue avventure e disavventure, a volte piangeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Lisa la ascoltava in silenzio, sapeva di non poterla aiutare che con la sua sola presenza e a lei andava benissimo cos\u00ec, Viola ci si era abituata e raramente le chiedeva esplicitamente un parere.<\/p>\n\n\n\n<p>In genere agli acquisti andava con un paio di altre amiche a turno, comprava soprattutto vestiti, piccoli gioielli d\u2019argento e cianfrusaglie per la casa, per s\u00e9 o per regalo, ma ad ogni spesa metteva da parte una piccola percentuale che andava al welfare, come diceva lei. Periodicamente faceva versamenti per buone cause e, bench\u00e9 guadagnasse bene, non riusciva a stare dietro a tutto ci\u00f2 che le sembrava \u201cbuona causa\u201d, dalle pi\u00f9 svariate organizzazioni ai singoli casi che la cronaca restituiva periodicamente&#8230;il male del mondo era davvero tanto!<\/p>\n\n\n\n<p>Da un po\u2019 di tempo poi aveva preso l\u2019abitudine di frequentare cinema e teatri, ma solo quando qualcosa la seduceva, non voleva perdere il suo tempo \u201cgiusto per far vedere che ci andava, che lei c\u2019era\u201d&#8230;sceglieva accuratamente cosa andare a vedere e difficilmente ne restava delusa, perch\u00e9 aveva buon occhio. Del resto anche la cultura non le mancava, aveva frequentato il liceo classico ed aveva una splendida preparazione, specie nel campo umanistico, all\u2019universit\u00e0 aveva potuto frequentare poco, ma aveva avuto dei buoni voti anche l\u00ec. Soprattutto, i docenti avevano notato la sua incredibile vitalit\u00e0, fantasia, capacit\u00e0 di immaginare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la vita l\u2019aveva portata altrove, c\u2019era stato l\u2019incidente, tutto era cambiato e ora c\u2019era anche Luigi. Lo aveva conosciuto da due mesi e subito l\u2019aveva colpita. Era dolce e sensibile, un po\u2019 pi\u00f9 grande di lei e faceva un lavoro interessantissimo: era un consulente per una importante ong che si occupava di ricostruzione degli ospedali e dell\u2019assistenza sanitaria nei luoghi che erano stati devastati dalla guerra. Lo chiamavano a volte anche in paesi che stavano investendo per sviluppare un sistema sanitario pi\u00f9 efficace. Cos\u00ec Luigi viaggiava spesso all\u2019estero e lei a volte lo accompagnava. Da qualche anno aveva preso gusto a viaggiare, aveva deciso di girare un po\u2019 tutto il mondo e cos\u00ec, quando poteva, le piaceva organizzare un viaggio in un paese estero. Aveva gi\u00e0 visitato diverse citt\u00e0 europee ed era stata in America. Le era piaciuto molto vedere dal vivo tutte le attrazioni che aveva conosciuto da ragazza in immagini sui libri o in rete. Di ogni posto ricordava perfettamente le strade soprattutto, in cui amava perdersi, senza evitare i vicoletti, spesso pi\u00f9 caratteristici, dove scattava foto artistiche e che la aiutavano qualche volta anche per il suo lavoro, perch\u00e9 sempre pi\u00f9 spesso le capitava di lavorare per persone anche di nazionalit\u00e0 diverse.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi era abbastanza colto, ma non come lei, amava tanto la musica e ogni tanto le metteva le cuffiette e le faceva sentire qualcosa, dei pi\u00f9 diversi generi perch\u00e9 evidentemente non aveva ancora capito cosa le piacesse, povero caro! Lei ascoltava in silenzio, invece si annoiava tanto quando, spicciando qualche faccenda nella camera, si metteva a parlarle di calcio. Era tifosissimo del Napoli e, specie il luned\u00ec, ad ogni vittoria o sconfitta non poteva che corrispondere un monologo infinito, uguale nella sostanza, ma diverso nei toni. Smettila, non mi importa nulla della Iuve e del Napoli! Avrebbe voluto dirgli, ma poi non voleva ferirlo, n\u00e9 stabilire una distanza e allora taceva, tanto comunque non l\u2019avrebbe ascoltata a avrebbe continuato a sproloquiare su De Laurentis e l\u2019arbitro e chiss\u00e0 che altro. Preferiva tacere e aspettare che si quietasse e le facesse qualche domanda d\u2019altro o improvvisamente cambiasse argomento, supponendo finalmente di averla seccata, come spesso accadeva. A volte invece Luigi semplicemente taceva, talora lasciando persino la frase a met\u00e0, e si metteva a guardarla tristemente&#8230;continua! Gli avrebbe detto irritata, ma chiss\u00e0 che pensava in quei momenti, e poi riprendeva a sfaccendare in silenzio e lei, dispiaciuta comunque, si rimetteva dietro ai suoi pensieri. Ma di solito tra loro due tutto filava, c\u2019era come un equilibrio magico, fatto anche dei silenzi, e trascorrevano insieme molti momenti, specie la sera e la cena.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno infatti Lisa decise di riposare a casa per un po\u2019 perch\u00e9 doveva incontrarsi con lui che aveva il turno di lavoro e quindi si sarebbero visti per cenare. Aveva deciso che sarebbero andati in un ristorante molto caratteristico sul lungomare e poi avrebbero passeggiato un po\u2019 abbracciati. Camminare le piaceva tantissimo da quando si era ripresa del tutto dall\u2019incidente, l\u00ec se l\u2019era vista brutta davvero! Pioveva a dirotto quella sera di undici anni fa, la strada non si vedeva o forse il fondo era sdrucciolevole o forse l\u2019amica neopatentata aveva sbagliato qualcosa e l\u2019auto aveva sbandato. Lisa era quella che ne era uscita peggio, ma in qualche modo era ancora viva! Ed era stata una lezione di vita anche quella, la Lezione. Ora aveva imparato a non sprecare tempo, tanto meno per piangersi addosso, e cos\u00ec aveva fatto suo il motto banale di sorridere alla vita per farsi sorridere da lei e non ci pensava pi\u00f9. Vivere e basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi forse non si era ripresa invece era stata la madre, che la guardava sempre triste e con un velo di sospetto negli occhi, sembrava non riuscisse a non pensarci. Ma che poteva farci? Cercava di fare il possibile, di pi\u00f9 non si poteva. Lei non ci pensava mai e mai voleva andare dai medici, trascurava anzi abbastanza la sua salute e spesso era Luigi che la accompagnava di peso a fare qualche controllo, altrimenti non ci sarebbe andata.<\/p>\n\n\n\n<p>Lisa si gett\u00f2 sul divano, nella penombra della notte che avanzava nella stanza illuminata dalla luce dolce di una lampada al sale di fianco, sul tavolino, e si mise a riposare provando a fare il vuoto nella mente, ma non riusciva. Era un\u2019operazione che le era impossibile! La sua mente ed il vuoto non andavano d\u2019accordo! Dove c\u2019era l\u2019una non c\u2019era l\u2019altro e allora accese una lampada e si mise a leggere il <em>don Chisciotte<\/em>. Dopo alcune pagine, seguite con un po\u2019 di fatica, si addorment\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si svegli\u00f2 fu di botto, salt\u00f2 letteralmente su e si rese conto che era tardi. Non seppe mai neppure lei come fece a lavarsi, vestirsi per la sera, truccarsi e agghindarsi in meno di quindici minuti, ma ci riusc\u00ec. Al ristorante tutto fu delizioso, l\u2019atmosfera, i cibi, anche se un po\u2019 troppo speziati per lei, mentre Luigi continuava a sostenere che erano perfetti cos\u00ec ed ebbe da ridire sul cannolo che riteneva fritto male quando a Lisa era sembrato invece buonissimo, allora lui si era quasi irritato in nome della sua genetica, dato che il nonno materno era siciliano. Piccola scaramuccia su cui poi si fecero tante risate e coccole. La serata per\u00f2 fu impegnata a definire i dettagli dell\u2019imminente prossimo viaggio, il pomeriggio dell\u2019indomani, dopo il pranzo a casa della madre, sarebbe dovuta correre a casa a preparare un bagaglio leggero perch\u00e9 sarebbero partiti per una decina di giorni in India e lei friggeva dall\u2019entusiasmo. Il giorno dopo tutto si sarebbe svolto pressappoco alla stessa maniera, con la differenza che al lavoro sarebbe stata svogliata e con la testa tra le nuvole perch\u00e9 nella sua mente impegnata a dettagliare cosa portare e cosa no e sicuramente sarebbe andata via prima per non far tardi dalla madre. Cos\u00ec quella sera si ritirarono prima del solito e, fatte tutte le funzioni prima di mettersi a letto, Lisa croll\u00f2 in un sonno profondo, ma un po\u2019 turbato dal pensiero della giornata successiva cos\u00ec impegnativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi aveva trascorso quella stessa mattina con la fidanzata, erano tre anni e ogni anno si aggiungeva un motivo di tensione e di divergenza. Dapprima era la squadra di calcio, ma che cazzo, proprio con una iuventina!, non faceva che dirsi, poi era stata la scelta di lei di non proseguire gli studi e fare la parrucchiera. Quest\u2019anno le liti vertevano essenzialmente sulla decisione di non cambiare pi\u00f9 lavoro. Tre anni prima aveva pensato di aprire un negozio di vestiti con lei o un centro estetico, preso dalla sua bellezza e dai suoi entusiasmi, ma con il passare del tempo quegli entusiasmi gli erano sembrati sempre pi\u00f9 futili e la bellezza della donna non un motivo sufficiente per mandare all\u2019aria anni di studio e il suo lavoro. Aveva deciso poi definitivamente, quando, due mesi prima, aveva avuto il trasferimento a Napoli citt\u00e0, finalmente in un grande ospedale e con il ruolo di caposala, nonostante la giovane et\u00e0. Era un reparto duro, dove occorreva essere sempre vigili e l\u2019assistenza da fare era davvero tanta, spesso pi\u00f9 umana, psicologica, che fisica.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattinata era trascorsa a casa dei genitori della fidanzata, col padre che continuava a dirsi pronto a cedergli l\u2019attivit\u00e0 commerciale perch\u00e9 la convertisse e lei che lo guardava in cagnesco, ma gi\u00e0 un po\u2019 rassegnata. Luigi and\u00f2 via di malumore e torn\u00f2 a casa per cercare di distendere la nervatura e ritrovare un po\u2019 di serenit\u00e0, ma non ci fu verso. Il Napoli sprofondava in classifica, la sua vita era mediocre da tutti i punti di vista e non trovava un senso. Si attaccava allora sempre pi\u00f9 al lavoro che era tutto quello che sembrava restargli e dargli un ritorno. Cen\u00f2 da solo, guardando la tv e ingoiando quello che era riuscito a rendere commestibile dal congelatore. Poi and\u00f2 a dormire, l\u2019indomani aveva turno e aveva deciso di anticiparsi rispetto al solito perch\u00e9 c\u2019era molto ancora da sistemare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo, infatti, pur di evitare la fidanzata e la sua famiglia, invece di attaccare verso le cinque come doveva, si present\u00f2 in reparto all\u2019una e mezza, con un sole battente che non dava tregua. Sudato e irritato, si cambi\u00f2, indoss\u00f2 il camice che si incoll\u00f2 addosso, le scarpe e salut\u00f2 i colleghi di turno, poi si mise a fare il solito giro di ispezione nelle stanze.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando entr\u00f2, il sole batteva sul letto, Luigi guard\u00f2 la ragazza distesa da cos\u00ec tanto tempo. Nella stanza aleggiava l\u2019odore del cibo che la madre ogni giorno le portava, sperando di trovarla prima o poi in condizione di mangiarlo. Lo aveva sempre riportato indietro, tranne una piccolissima parte che mangiava sul letto della figlia, non per fame, ma per affetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva appena terminato e non si volt\u00f2 neanche a salutarlo, forse in due mesi non aveva ancora messo a fuoco il volto del nuovo caposala, pensava lui, o forse la sua mente era altrove, restava come sempre in silenzio. Luigi ebbe una stretta e si avvicin\u00f2 cauto, poi, come a far sentire la sua presenza disse \u201cLisa, ti d\u00e0 fastidio il sole? Oggi batte forte, chiudo un po\u2019 la tenda\u201d e fece scorrere la pesante tenda sugli anelli. Il viso inespressivo di Lisa rimase in penombra e la madre guard\u00f2 Luigi come se non lo avesse mai visto, un po\u2019 stranita e tent\u00f2 un mezzo sorriso sterile. Lui fece qualche passo indietro a sistemare il carrello dei farmaci che era quasi sempre nella stanza, ma in realt\u00e0 per guardare quelle due donne. Si chiedeva cosa pensasse e provasse la vecchia che non parlava mai, che non mancava un giorno, curva, triste e che accoglieva le parole dei medici annuendo in silenzio o al massimo ponendo svagata poche domande, a volte senza una logica precisa.<\/p>\n\n\n\n<p>Lisa era stata tra le prime pazienti che aveva notato in reparto, due mesi prima, appena trasferito, quando si aggirava pieno di ansia di dimostrarsi all\u2019altezza. Viveva sempre un senso di smarrimento di fronte ai pazienti gravi, immobili nei loro letti, spesso anziani, che gli sembravano inutilmente vivi, in attesa della morte che a volte pareva non venire mai. Tutti spenti, con lo stesso incarnato, lo stesso respiro, lo stesso sguardo perso negli occhi, se aperti. Anche Lisa aveva quello sguardo, ma era diversa, cos\u00ec giovane e inerte, con i riccioli biondi che si ostinavano a brillare anche sotto la luce di quei neon deprimenti ed asettici, appesantiti dal sudore e dallo sporco che comunque si depositava. Dall\u2019incidente d\u2019auto, undici anni prima, Lisa aveva fatto s\u00ec qualche piccolo progresso, ma nulla che potesse consentire di fare previsioni, non solo sicure ma neanche probabili, quello che si notava era la sua incredibile resistenza, \u201c\u00e8 tenace a\u2019 guagliona!\u201d aveva commentato uno specialista e Luigi lo aveva guardato male, cos\u00ec quello aveva abbassato gli occhi sulla tastiera e si era messo a battere l\u2019ennesimo referto con una lentezza esasperante e sbuffando ogni due tre parole.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte poi veniva l\u2019amica di liceo Viola che, al contrario, non smetteva mai di parlare e lui doveva uscirsene per non rimanere frastornato, ma in fondo gli faceva piacere che ci fosse un po\u2019 di vita intorno a quella ragazza, hai visto mai, si diceva, dovesse un giorno alzarsi e dirle \u201cma vu\u00f2 sput\u00e0 nu poco pe\u2019terra, e che cazz!\u201d, ma Lisa rimaneva in silenzio, sempre. Anche quando, poche volte all\u2019anno perch\u00e9 abitava nel nord Italia, veniva il fratello con la famiglia, di solito a natale, e bisognava stare attenti ai bimbi che erano vivacissimi e toccavano tutto. Una volta avevano rovesciato il disinfettante che era stato un mezzo casino, con l\u2019inserviente che non arrivava, loro che ci saltavano dentro e la madre che quasi piangeva dalla disperazione e dalla mortificazione e continuava a strattonare inutilmente i figli e buttare per terra a caso pezzi di fazzolettini. Il fratello si sedeva, la guardava, raccontava qualcosa, in genere le sue buone notizie che si vedeva da un miglio che stentava a trovare nella sua vita, le prendeva la mano, si asciugava le lacrime e tornava sei mesi o un anno dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019improvviso la vecchia si alz\u00f2, in silenzio come era stata, traball\u00f2 un po\u2019 nel rimettersi in piedi, aveva gi\u00e0 raccolto le sue cose e messo il pranzo nella borsa di stoffa che portava sempre, e come al solito non si decideva ad andare via mentre si asciugava una lacrima, sempre la stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDai, mamma, ci vediamo domani a pranzo! Tra poco devo partire, io e Luigi dobbiamo visitare il Taj Mahal!\u201d. La vecchia si gir\u00f2 ed usc\u00ec lentamente, nel silenzio perenne della camera.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_44543\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"44543\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quel giorno Lisa si era svegliata presto, aveva grandi progetti. Si era stiracchiata come Biancaneve nel film di Walt Disney, con lo stesso sorriso sul volto, mentre osservava il sole battere sulle foglie dell\u2019albero vicino e ascoltava le rondini garrire di lontano. Era rimasta qualche secondo immobile a contemplare la giornata e poi era schizzata [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_44543\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"44543\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":21313,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[553],"tags":[],"class_list":["post-44543","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2021"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44543"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/21313"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44543"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44543\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44553,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44543\/revisions\/44553"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44543"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44543"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44543"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}