{"id":44315,"date":"2021-01-25T19:56:06","date_gmt":"2021-01-25T18:56:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44315"},"modified":"2021-01-26T12:31:15","modified_gmt":"2021-01-26T11:31:15","slug":"premio-racconti-per-corti-2021-delirio-in-terza-rima-di-giuseppe-ciarallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44315","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2021 &#8220;Delirio in terza rima&#8221; di Giuseppe Ciarallo"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Personaggi (in ordine di apparizione):<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Signora Elvira, donna sulla cinquantina (moglie del protagonista)<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Simona, ragazza ventenne (figlia del protagonista)<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Agente di polizia<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Infermiere<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Pardo, uomo sulla sessantina (protagonista)<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Dottore<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Professor Cavalcanti (psicanalista)<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<strong>Prima scena<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Interno giorno. In un\u2019ampia sala, che appare completamente a soqquadro, un agente di polizia ha di fronte a s\u00e9 una donna sulla cinquantina e una ragazza (sono madre e figlia). Su una parete, in bella evidenza \u00e8 appeso un quadro, mezzo storto e con il vetro rotto, raffigurante Dante Alighieri di profilo, classicamente in cappello e vestito rosso. La ragazza stringe a s\u00e9 la madre tenendole un braccio sulle spalle. La donna \u00e8 agitata e si asciuga gli occhi con un fazzoletto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0Signora Elvira (rivolta all\u2019agente): \u201cQuesta mattina, ero ancora a letto, nel dormiveglia ho sentito un forte rumore di vetri rotti e di mobili rovesciati a terra. Mi sono precipitata qui in sala e ho visto mio marito che come una furia stava sfasciando ogni cosa, sbraitando come un folle. Parlava in modo strano, diceva cose senza senso, che non capivo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il poliziotto rivolge lo sguardo verso la ragazza, invitandola a dire la sua.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Simona: \u201cAnch\u2019io mi sono svegliata di soprassalto e sono corsa qui in sala. Vista la scena, dopo un attimo di smarrimento sono corsa al telefono e ho chiamato prima voi e poi il 118\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Agente (rivolto alla donna): \u201cMi dica, signora\u2026 suo marito \u00e8 una persona violenta? Gi\u00e0 in passato ha mostrato segni\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Signora Elvira: \u201cMa no, ma no\u2026 Pardo \u00e8 sempre stato un pezzo di pane. Gran lavoratore\u2026 fa il farmacista, sa? \u00c8 un uomo mite, poco incline alle chiacchiere. Non ha mai litigato in vita sua. Non beve\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;Seconda scena<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Interno giorno. Corsia d\u2019ospedale. In prossimit\u00e0 di una camera dalla porta spalancata (nella quale, si capisce dalle urla, \u00e8 ricoverato il marito della signora Elvira) ci sono la madre e la figlia a colloquio con un infermiere.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Signora Elvira (rivolta all\u2019infermiere): \u201cCome sta mio marito?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Infermiere: \u201cLo sente anche lei, signora. \u00c8 agitato e confuso.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Dall\u2019interno arriva la voce dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Pardo (urla fuori campo): \u201cIN QUAL DANNATO POSTO M\u2019HAI CONDOTTO? \/ MALNATO, MISERABIL VILE E RIO \/ DESIAVO STAR IO NE LO MIO SALOTTO \/ E NO IN CODESTO ANTRO SENZA DIO! &#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;L\u2019infermiere chiude la porta e le urla giungono attutite, tanto che le parole non sono pi\u00f9 comprensibili.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Infermiere (allargando le braccia): \u201cGli abbiamo dato dei calmanti e presto verr\u00e0 visitato da un dottore.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;Terza scena<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Interno giorno. Studio medico. Il paziente, Pardo, \u00e8 seduto sul lettino, ha il capo chino e guarda verso terra. Sembra tranquillo, forse \u00e8 sedato. Il dottore, alla scrivania, dopo aver ultimato la compilazione di un modulo tira su la testa dalle scartoffie e si rivolge al paziente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Dottore: \u201cAllora, signor Pardo, va meglio?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il paziente annuisce, sempre con lo sguardo rivolto a terra.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Dottore: \u201cOra le chiedo di dirmi un po\u2019 di cose di lei \u2013 nome, cognome, luogo e data di nascita, il nome di moglie e figlia, mestiere, passatempi &#8211; cos\u00ec diamo una controllatina alla sua memoria. Le va? Dopodich\u00e9, ricevuti gli esiti degli esami, se va tutto bene la rimandiamo a casa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il paziente squadra il dottore con sguardo torvo. Abbassa nuovamente il capo. Sta immobile per qualche secondo, poi scende dal lettino, si para di fronte alla scrivania, gonfia il petto e guardando il dottore in tralice comincia a parlare.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Pardo:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cPur se \u2018l mio nome a voi non dir\u00e0 niente<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;n\u00e9 tantomeno quel del mio casato,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;mi chiamo Pardo e s\u00ec, tra la mia gente<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;lignaggio degli Spina \u00e8 rinomato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Frentana terra vide ogni mio passo,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Larino \u00e8 il borgo antico in cui son nato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Da quel Natal, pel mondo vado a spasso,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;del Millenovecentocinquantotto,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;pacatamente senza troppo chiasso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Da un tempo antico assai e ininterrotto,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;spartisce il mio destin madonna Elvira,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;che con la sua belt\u00e0 il cor mio ha sedotto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Del nostro amore il frutto ognuno ammira:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Simona, cheta e fragile donzella,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;fa fuoco e fiamme se per\u00f2 s\u2019adira.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Non sono un che spignatta e che spadella,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;non faccio il cariolaro da mondezza,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;non vendo vino n\u00e9 torcibudella.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Bottega ho di speziale e con destrezza,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;melissa, belladonna, assenzio e menta,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;trituro, doso, mischio, e con saviezza<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;io creo \u2018l rimedio ch\u2019ogni male annienta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Per ci\u00f2 ch\u2019attiene invece i passatempi,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;io leggo, scrivo e pi\u00f9 nulla mi tenta.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Al dottore cade la mascella. Guarda il paziente con occhi sbarrati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;Quarta scena<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Interno notte. Pardo, la moglie e la figlia sono seduti a tavola, in sala. Su una parete, in bella evidenza \u00e8 appeso il quadro, questa volta dritto e con il vetro integro, raffigurante Dante Alighieri di profilo. Il desco \u00e8 imbandito e ognuno dei tre personaggi ha un piatto di tortellini in brodo davanti a s\u00e9. Niente vino, solo acqua, in tavola. Pardo ha gli occhi fissi nel piatto e un cucchiaio nella mano destra ma non sembra intenzionato a mangiare. La signora Elvira e la figlia si scambiano un\u2019occhiata. La donna sospira.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Signora Elvira: \u201cDai Pardo, mangia qualcosa. Non puoi andare avanti cos\u00ec. Ti devi rimettere. Fai un piccolo sforzo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Simona: \u201cSu, pap\u00e0. Non fare i capricci. I medici l\u2019hanno raccomandato tanto. E poi lo sai che le medicine non le puoi prendere a digiuno\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;L\u2019uomo, dopo qualche attimo comincia a mangiare voracemente, senza interruzione tra una cucchiaiata e l\u2019altra porta il cibo alla bocca in modo meccanico. Inghiotte quasi senza masticare. La donna e la figlia guardano preoccupate quei gesti da automa. Alla fine del pasto la figlia si avvicina al padre, lo abbraccia da dietro e gli porge due pastiglie.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Simona: \u201cPrendi queste pap\u00e0.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;L\u2019uomo inghiotte le pastiglie, poi beve un sorso d\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Signora Elvira, con fare forzatamente energico: \u201cE ora a nanna, Pardo. Cerca di dormire bene, mi raccomando. Domani mattina abbiamo la visita con il professor Cavalcanti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;Quinta scena<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Interno giorno. Studio di uno psicanalista. Alle pareti, per il resto spoglie, solo un ritratto di Sigmund Freud. Una scrivania in mogano, con una lampada art d\u00e9co, una serie di stilografiche perfettamente allineate, un portapipe con svariate pipe e volumi sparsi sul pianale. Tra questi oggetti, non in evidenza (ma la macchina da presa dovr\u00e0 individuarlo e indugiarvi brevemente), un piccolo busto di Dante Alighieri. Dietro la scrivania, una poltrona a rotelle, in pelle, con braccioli; di fronte, due sedie. Contro la parete opposta a quella della scrivania, un lettino in pelle marrone, di fianco al quale, dalla parte della testiera c\u2019\u00e8 una sedia modello Luigi XVI con braccioli.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Nello studio c\u2019\u00e8 il professor Cavalcanti, seduto alla scrivania. \u00c8 un tipo alto e magro, sulla cinquantina. Ha capelli di media lunghezza, brizzolati, barba lunga, curata e baffi a manubrio. Occhiali dalla montatura nera, massiccia. Indossa un abito (giacca aperta, pantaloni a sigaretta, gilet abbottonato) in stampa scozzese, colore dominante il rosso, cravatta perfettamente intonata, camicia bianca e gemelli ai polsini. Ai piedi porta scarpe inglesi, di cuoio, alte coi lacci.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Bussano alla porta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Professor Cavalcanti: \u201cAvanti!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Entrano la signora Elvira e, al seguito, il signor Pardo, sguardo basso e non particolarmente entusiasta di trovarsi in quel luogo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Signora Elvira: \u201cBuongiorno professore, mi chiamo Elvira Lozzi. Ho accompagnato mio marito Pardo per la visita\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il professore con un gesto della mano invita i due a sedersi. La donna porge al professore una cartella contente referti medici, risultati di esami, cartelle cliniche. Il professore d\u00e0 un\u2019occhiata per qualche minuto alle scartoffie, poi si alza, fa il giro della scrivania e invita la signora a uscire.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Professor Cavalcanti: \u201cBene. La prego, signora, ci lasci soli.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La accompagna alla porta e la invita ad accomodarsi in una piccola sala d\u2019attesa, sui muri della quale, incorniciate, ci sono delle stampe che riproducono scene dell\u2019Inferno dantesco, incisioni di Gustave Dor\u00e9. Contro una parete c\u2019\u00e8 una poltroncina imbottita, con schienale trapuntato, in pelle marrone. Un tavolino basso al centro della sala, con su pile di giornali.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il professore invita Pardo a sdraiarsi sul lettino. Pardo, come non avesse volont\u00e0 propria, esegue. Il professore, dopo aver preso dal pianale della scrivania un block-notes e una stilografica, va ad accomodarsi sulla sedia Luigi XVI. Incrocia le gambe.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Professor Cavalcanti: \u201cDunque, signor Pardo. Si senta libero di dire tutto quello che le passa per la testa. So per esperienza che l\u2019inizio \u00e8 sempre la parte pi\u00f9 difficile da affrontare, per cui stia tranquillo e proceda pure a ruota libera. Penseremo poi a indirizzare il tiro\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Pardo, dietro l\u2019apparente calma mostrata fino a quel momento, freme, ha urgenza di esternare ci\u00f2 che lo tormenta, quindi si mette a sedere e rivolto al professore comincia a parlare con frenesia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Pardo:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cMi dica professor, son forse pazzo?<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La mente mia \u00e8 per sempre obnubilata?<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Di luce nel mio ciel non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 sprazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;A udire ci\u00f2 che dice la vulgata<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;son preda ormai della schizofrenia,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;ma l\u2019alma mia giammai fu s\u00ec appagata.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Perch\u00e9 la gente irride la poesia?<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Si cela in me l\u2019afflitto rimatore<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;sul qual si scaglia amara sorte, e ria.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Pi\u00f9 non sopporto il viver nel rumore,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;n\u00e9 la bugia come semente sparsa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Della malvagit\u00e0 io provo orrore.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Di cenere la testa mia \u00e8 cosparsa,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;domando venia, pi\u00f9 non appartengo<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;alla mia gente, a questa terra riarsa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Che voglia di mandar tutto a ramengo,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;nel mar dell\u2019utopia nuotare al largo,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;tornare alla placenta da cui vengo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Cercar divino amor, in sfida ad Argo,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;tutto fuorch\u00e9 vagar la vita invano.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Oppur dormir, sognare, ire in letargo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ora Pardo \u00e8 stremato, ha occhi febbricitanti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il professore \u00e8 sbigottito. Non crede alle proprie orecchie. Mai gli era capitato un caso simile, e per quanto a sua conoscenza, non erano frequenti tali casi di totale scollamento tra la vera natura di un individuo e la figura che la societ\u00e0 gli ha cucito addosso. Si alza, va alla porta, apre uno spiraglio, si assicura che la signora Elvira sia sulla poltroncina \u2013 \u00e8 l\u00ec, sta leggendo un giornale -, richiude la porta e torna a sedersi di fianco al lettino.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il professore guarda intensamente Pardo. Ha quasi le lacrime agli occhi. In uno slancio di entusiasmo, lo abbraccia e comincia a parlare.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Professore:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cMa cosa dici amico mio, fratello?<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Dimora in te uno spirto superiore,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;sta la follia nel non vedere il bello.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Insano \u00e8 chi \u00e8 incapace di stupore,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;chi ha scelto di non esser, ma apparire,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;chi scambia il mercimonio per amore.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Recidi, mio sodal, le atroci spire<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;del vano ciacolar di certa gente,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;e fiero sii di questo tuo bel dire.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Soddisfa la tua sete alla sorgente<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;della cultura, e pi\u00f9 non ti curare<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;di quei che seguon solo la corrente.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Sul finire della quarta strofa sfuma l\u2019audio. Dissolvenza.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;FINE<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_44315\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"44315\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Personaggi (in ordine di apparizione): &nbsp;Signora Elvira, donna sulla cinquantina (moglie del protagonista) &nbsp;Simona, ragazza ventenne (figlia del protagonista) &nbsp;Agente di polizia &nbsp;Infermiere &nbsp;Pardo, uomo sulla sessantina (protagonista) &nbsp;Dottore &nbsp;Professor Cavalcanti (psicanalista) &nbsp;Prima scena &nbsp;Interno giorno. In un\u2019ampia sala, che appare completamente a soqquadro, un agente di polizia ha di fronte a s\u00e9 una donna [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_44315\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"44315\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":19326,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[554],"tags":[],"class_list":["post-44315","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-per-corti-2021"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44315"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/19326"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44315"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44315\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44332,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44315\/revisions\/44332"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}