{"id":4384,"date":"2010-06-01T19:07:16","date_gmt":"2010-06-01T18:07:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4384"},"modified":"2010-06-01T19:07:16","modified_gmt":"2010-06-01T18:07:16","slug":"il-mimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4384","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Il mimo&#8221; di Emanuela Fontana"},"content":{"rendered":"<div><\/div>\n<p><span style=\"Times New Roman;\"><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">I bambini guardano e ridono, i cani mi fanno la pip\u00ec sui piedi, i vecchi qualche volta mi ringhiano contro. Ma io non posso rispondere, non posso muovermi. Fermo. E\u2019 il mio lavoro, sono un mimo. Faccio la statua e oggi devo decidere della mia vita. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Fino a questo momento ho guadagnato bene, una cinquantina di euro al giorno, sei ore di posa, qualche soldo speso per il trucco. Mi alzo la mattina alle sei in un appartamento di tredici metri quadrati che pago cinquecento euro al mese. Faccio colazione e mi preparo. Ho bisogno di due ore di trucco. Mi spalmo di crema dorata dall\u2019attaccatura dei capelli fino all\u2019ultimo pezzo di pelle visibile. Sono cos\u00ec abituato, a tenere questa pasta sul corpo, che quando la tolgo la carne brucia. Si secca senza trucco e non con il trucco, ma questa \u00e8 solo una delle deformazioni di questo mestiere.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Gli abiti che indosso sono gi\u00e0 dorati, come bagnati in un amalgama giallo, ho solo bisogno di rinfrescarli ogni tanto. Indosso un paio di pantaloni sdruciti, scarponcini da lavoro, una camicia larga con le maniche rivoltate e un gil\u00e8. Tutto \u00e8 d\u2019oro. Faccio la statua del minatore.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Il trucco pi\u00f9 difficile \u00e8 quello delle mani, ma intorno alle nove sono pronto. Ho imparato a non sentire pi\u00f9 il caldo. Come i monaci buddisti che apprendono a non farsi indebolire dalle stagioni o dagli insetti, io mi sono addestrato a rimanere immobile nonostante tutto. Penso per sei ore che sono una statua, un pezzo di marmo, e allora la mosca che mi stuzzica il naso mi sforzo di non sentirla. E allora sudo. Ma \u00e8 come se sudasse una statua.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Mi \u00e8 occorso un esercizio di due anni per arrivare a questo punto. A casa e fuori. I primi tempi resistevo due ore, e ogni trenta minuti mi era necessaria una pausa. Poi, piano, quel tempo si \u00e8 allungato, e io sono diventato una pietra.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Quando rientravo a casa, al posto di struccarmi e rilassarmi sul letto, rimanevo con l\u2019oro colato sulla faccia, seduto sul materasso, a guardare il muro. Mi risultava sempre pi\u00f9 difficile pulirmi del trucco. Finch\u00e9, pur facendolo, io non sono pi\u00f9 stato capace di condurre una vita normale. A parte il tempo necessario a fare un po\u2019 di spesa per non rimanere completamente digiuno, il resto delle ore le trascorro in poltrona o sul letto, fisso, fermo.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 6pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Tolti gli automatismi come l\u2019andare in bagno o mangiare, io ho perso la vita. Non riesco pi\u00f9 a muovermi. E\u2019 come se il mio corpo non fosse capace di esprimere con uno slancio, di una mano, di un ginocchio e persino degli occhi, qualsiasi desiderio. Fino a oggi mi \u00e8 sembrato di non desiderare nient\u2019altro se non la mia pietra. Immobile. Fisso, fermo. Fino a oggi, e questo \u00e8 il problema.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Ho lavorato di mattina, e allora mi sono svegliato alle sei e per le nove ero pronto. Tutto come avevo stabilito, la statua che si prepara per la sua messa in scena. L\u2019oro sul viso, il trucco difficile delle mani. Ho indossato gli scarponi, i pantaloni sdruciti, la camicia con le maniche rivoltate, il gil\u00e8.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Sono uscito e ho camminato pi\u00f9 in fretta possibile. E\u2019 come se, truccato da statua, io abbia ancora pi\u00f9 urgenza di fare la statua. Essere di pietra fuori mi imbarazza, se sono in movimento. E quando arrivo al posto stabilito, e poso a terra, contro un muro, un cubo di polistirolo, e mi ci appoggio come un minatore stanco, allora finalmente torno tranquillo. Perch\u00e9 divento fermo.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">E cos\u00ec anche questa mattina. Un bambino e la sua sorellina si sono presi gioco di me. Il bimbetto ha iniziato a darmi pizzicotti sul naso. Ma io ho fatto la statua e non mi sono mosso. La bambina ha preso a tirarmi i capelli, d\u2019oro anche quelli. Li rendo cos\u00ec con uno spray che mi costa molto, ma come farei, la statua d\u2019oro con i capelli neri?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Poi la bimbetta ha provato ad allungare verso la mia bocca il suo gelato. Io ho sentito un profumo di fragola, e non so se venisse dalla bambina, o dal gelato. Le pietre non pensano, le pietre non devono fare domande. La madre ha lasciato cadere una monetina nel mio cappello aperto a terra.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Poi \u00e8 passata una vecchia pazza. La vedo spesso da queste parti. Gira la manopola di un carillon ed \u00e8 cos\u00ec triste quella musica, che la gente si allontana. O forse \u00e8 lei a fare ribrezzo, coperta di stracci cosparsi di briciole.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">La vecchia mi ha guardato e ha riso con quel suo occhio folle, rivoltato, dove non brilla la ragione, e nemmeno la piet\u00e0 per un mimo, per la mia pietra.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">L\u2019ho lasciata passare con il suo carillon e non l\u2019ho seguita con gli occhi. Anche quello \u00e8 un movimento, e non me lo posso permettere. O non ne sono pi\u00f9 capace, non so.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Poi \u00e8 arrivata una ragazza. Le ho visto solo i piedi, e le gambe fin sotto al ginocchio. Il minatore d\u2019oro \u00e8 stanco, ha lo sguardo abbassato, la statua che sono io ha sempre gli occhi rivolti alla terra. Per questo vedo solo bambini, e matti, perch\u00e9 i bambini sono piccoli e i matti ti si avvicinano di pi\u00f9.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Di questa ragazza ho visto i piedi, e sembravano quelli di una bambina. Eppure non erano piccoli, calzava sandali femminili con un tacco leggero, color oro, come la mia pelle. Erano le dita che me li facevano sembrare da bambina, ma forse ancor di pi\u00f9 le caviglie, non sottili, neanche grosse, ma solide, da adolescente, o da cerva alle prime uscite, fiere.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">C\u2019era qualcosa in quei piedi e in quelle caviglie che ha intaccato per un attimo la mia pietra. Io ero fermo, ed era ferma anche lei. Non potevo alzare lo sguardo, perch\u00e8 sono un mimo. Ma ho iniziato a farlo un poco, piano, come se anche quello fosse un esercizio.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">L\u2019ho imparato durante l\u2019addestramento, rallentare i movimenti come se non fossero movimenti. Un secondo, poi un altro, e nessuno che se ne accorge, solo il mimo, la statua.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">E cos\u00ec, contravvenendo alle mie regole, alle mie abitudini, e alla mia noia, per la prima volta ho alzato gli occhi fino alle ginocchia, che erano sfiorate da un vestito verde chiaro, con minuscoli fiori stampigliati, e poi li ho alzati ai fianchi, stretti, ma rotondi, e poi fino alla vita, sottile, da cui partivano dei piccoli bottoni. Ma io non potevo salire la corsa dei bottoni, dovevo andare piano, rallentare i movimenti come se non fossero movimenti.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">E cos\u00ec ho fatto, e ho seguito la mia disciplina, e allora ho salito piano, un bottone alla volta, come se ogni bottone fosse un gradino, e ogni gradino un\u2019attesa. E ogni attesa una contraddizione al mio essere mimo, statua, pietra.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Finch\u00e9 i miei occhi si sono posati sulle onde dei seni, morbidi, mi sembrava, e questa morbidezza mi ha trasmesso un brivido che ha fatto sciogliere una piccola goccia di sudore sull\u2019oro della mia guancia.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Mi sono concentrato ancora, per seguire il mio esercizio, ma sentivo che c\u2019era un\u2019ansia nuova, insolita per una statua, per la mia vita di pietra. I bottoni erano finiti, e rimaneva solo un pezzo di pelle non chiara, non scura, d\u2019oro, mi \u00e8 parso, da seguire senza farmi vedere, per salire pi\u00f9 su, con il movimento senza movimento. E allora prima ho visto una bocca sottile e rossa, incendiata, e poi la linea d\u2019oro della pelle mi ha portato pi\u00f9 su, lungo narici piccole, di un naso cos\u00ec simile a quelle caviglie, spavaldo, da adolescente, e poi ancora su, agli occhi. E allora mi sono accorto che erano gli occhi di una donna. Nocciola e intensi, d\u2019oro.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Questi occhi mi stanno guardando. C\u2019\u00e8 l\u2019oro che mi osserva e non si cura del mio aspetto da statua, non mi guarda come una pietra. Mi sento un uomo, \u00e8 mai possibile? Tutti gli esercizi, e quelle mie manie, lo stare fermo e immobile, fisso, anche in poltrona, sul letto, nella mia casa. E\u2019 tutto cos\u00ec rassicurante, la mia vita, il mio trucco, il mio oro. Ma ora c\u2019\u00e8 un problema.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">C\u2019\u00e8 quest\u2019altro oro che mi guarda, e io devo decidere di me. Per la prima volta la pelle mi brucia sotto il trucco, non a casa, quando la carne torna a respirare, come mi capita sempre, ma ora che sono statua, con l\u2019oro addosso.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Ci sono bambini, adulti, turisti. Forse non si sono nemmeno accorti che ho alzato lo sguardo. Mi osservano e alcuni ridono, altri si mettono la mano sulla bocca, stupiti. Come sempre, tutti i giorni \u00e8 cos\u00ec.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Lei mi sta osservando e io sono fermo, fisso, immobile. Mi guarda e ora che fa. Abbassa lo sguardo, lo abbasso anch\u2019io. Vedo le sue caviglie che si muovono. Le dita dei piedi che spingono a terra, si stendono.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Le statue non possono rincorrere, non possono avere guizzi, sentimenti, sorprese. L\u2019oro mi imprigiona, ma c\u2019\u00e8 quell\u2019altro oro che sta andando via.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Lei non si volta, prosegue sulle sue caviglie fiere, sui piedi lunghi e da bambina. E io qui, fermo. Sento un ruggito che mi sale dal petto, pi\u00f9 forte degli addestramenti, del trucco, della mia disciplina e della noia. Non lo conosco.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Sento la mia voce che grida: \u2018Aspetta!\u2019. La pietra ha parlato. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">I bambini si allontanano, i turisti mi guardano con una smorfia. Che statua \u00e8, si stanno domandando, \u00e8 solo un trucco. Una messinscena, finto. Ma lei si ferma, le caviglie si fermano. Le dita non fanno pi\u00f9 pressione sui sandali: si piegano, in attesa. E aspetta.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4384\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4384\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I bambini guardano e ridono, i cani mi fanno la pip\u00ec sui piedi, i vecchi qualche volta mi ringhiano contro. 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