{"id":43423,"date":"2020-12-09T11:30:53","date_gmt":"2020-12-09T10:30:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=43423"},"modified":"2020-12-09T11:30:55","modified_gmt":"2020-12-09T10:30:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-cerini-di-sergio-galuzzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=43423","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Cerini&#8221; di Sergio Galuzzi"},"content":{"rendered":"\n<p>La mano destra scivol\u00f2 lenta lungo il fianco dell\u2019uomo sdraiato a terra sulla schiena e le nocche toccarono, senza produrre alcun suono, il porfido umido del sagrato. Le dita della sinistra si aprirono in un lento movimento e artigliarono l\u2019orlo della giacca senza riuscire ad andare oltre. Il dolore lancinante al fianco non riusc\u00ec neppure a tramutarsi in grido, tanta era la spossatezza dovuta alla mancanza di cibo che, da tempo, era ormai una costante. Due occhi acquosi cercarono di mettere a fuoco, senza riuscirvi, la sagoma scura della torre, l\u00e0 sulla sinistra, di sguincio, dietro al Teatro comunale  e fu in quel momento che il cervello del moribondo part\u00ec in una folle corsa all\u2019indietro a recuperare suoni e immagini di ci\u00f2 che era accaduto circa sei mesi prima. Sei anni? Sei secoli?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ricord\u00f2 di aver aperto gli occhi quella mattina e, meccanicamente, schiacciato il pulsante della radio che stava sul comodino per scoprire, era ormai la terza volta nell\u2019arco della sola ultima settimana, che non c\u2019era corrente elettrica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli era sfuggito a mezza voce un \u201cAm\u00f2!\u201d e nonostante la situazione decisamente fastidiosa aveva sorriso. Ricorreva spesso al dialetto quando era solo: gli piaceva il suono di parole, purtroppo ormai in disuso, che gli ricordavano emozioni lontane, come questa \u201cam\u00f2\u201d (&#8220;ancora&#8221;), confusa dentro urla di adulti e risate di un gruppo di bambini, in fuga precipitosa lungo la stretta via che collegava le case dei contadini, dove viveva con la famiglia, alla piccola piazza della chiesa di Sant\u2019Antonio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori era ormai il giorno fatto di un inverno assurdamente tiepido.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Diretto al bagno aveva toccato il calorifero: gelido. Mentre si guardava allo specchio e saggiava la barba ormai da rasare aveva aperto il rubinetto: un gorgogl\u00eco breve, una specie di rantolo, e poi fine. Niente acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Era rimasto per qualche secondo interdetto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa sar\u00e0?\u201d, aveva pensato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tornato in camera, indossata la vecchia tuta che metteva quando non doveva andare in ufficio e aperte le persiane, aveva guardato gi\u00f9 nella piazza. Sembrava tutto a posto. Il cellulare sul divano. L\u2019aveva afferrato, acceso, digitato il pin e scoperto che non c\u2019era campo. Si era allora guardato intorno lentamente quasi vedesse per la prima volta la sua casa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe cazzo di silenzio!\u201d, aveva mormorato, e non sorrideva pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Si era buttato sulle spalle il giaccone pesante ed era sceso in strada. Il bar era aperto ma \u201cCapir\u00e0, senza corrente\u2026\u201d gli aveva detto il cameriere con un sorriso impacciato. Tutto nella piazza del resto funzionava cos\u00ec, cio\u00e8 non funzionava affatto, e non solo nella piazza e non solo in citt\u00e0.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche ora dopo, nel primo pomeriggio, un altoparlante a batteria della protezione civile montato sul camion dei Vigili del Fuoco aveva urlato per vie e cortili la notizia: tutta la fetta d\u2019Europa a occidente di una linea immaginaria che tagliava esattamente in due la citt\u00e0 di Padova era senza corrente elettrica e lo sarebbe stata, secondo le autorit\u00e0, per parecchio. Si consigliava alla popolazione\u2026 bla, bla, bla.<\/p>\n\n\n\n<p>Da l\u00ec solo incubi. Uno peggio dell\u2019altro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per primi si erano fermati i treni, poi gli autobus, poi le automobili. Gli uffici pubblici, le fabbriche, le scuole, gli asili, ogni tipo di attivit\u00e0. Niente acqua, niente gas, niente luce, niente telefono. Esaurite le scorte alimentari erano cominciati i saccheggi: prima nei negozi e ristoranti e poi direttamente alla produzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I fal\u00f2, sempre pi\u00f9 numerosi nelle strade, servivano a bollire l\u2019acqua per puzzolenti zuppe, a illuminare le notti, a tenere lontani cani resi pazzi dalla fame e ratti sempre pi\u00f9 audaci. I morti non si contavano pi\u00f9 e tra loro i suicidi erano la quasi totalit\u00e0. I quattrini avevano lasciato il posto al baratto. La ricchezza non dipendeva pi\u00f9 dal conto in banca, le banche del resto non c\u2019erano semplicemente pi\u00f9, e tutto il denaro che contenevano stava al di l\u00e0 di porte che nessuno poteva aprire o dentro file di computer ai quali era impossibile accedere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ricco era chi possedeva una bici, alimenti a lunga conservazione, legna o, molto pi\u00f9 semplicemente, mobilio da ardere e, soprattutto, gli strumenti necessari a produrre il fuoco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019odore della morte si mescolava a quello degli escrementi lasciati a marcire in un primo tempo nei cessi di casa e poi dove capitava. Niente pi\u00f9 allegria, risate, rumori. Solo dolore, pianti, silenzio.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo fotograf\u00f2, il cervello, in una manciata di secondi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli occhi acquosi misero allora finalmente a fuoco, in un unico lento movimento circolare, la sagoma scura della torre, l\u00e0 sulla sinistra di sguincio, dietro al Teatro comunale. La lunga ombra dell\u2019uomo in fuga. La mano destra ostinatamente serrata sulla scatola di cerini, resa inutile dall\u2019assassino che l\u2019aveva svuotata. La lama del coltello conficcata nel fianco sinistro fin quasi al manico. Un rivolo di sangue a sporcare di rosso cupo, il grigio del porfido del sagrato.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_43423\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"43423\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mano destra scivol\u00f2 lenta lungo il fianco dell\u2019uomo sdraiato a terra sulla schiena e le nocche toccarono, senza produrre alcun suono, il porfido umido del sagrato. 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