{"id":43347,"date":"2020-11-26T11:55:12","date_gmt":"2020-11-26T10:55:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=43347"},"modified":"2020-11-26T11:55:14","modified_gmt":"2020-11-26T10:55:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-sulla-cresta-dellonda-di-giulio-natali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=43347","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Sulla cresta dell&#8217;onda&#8221; di Giulio Natali"},"content":{"rendered":"\n<p>Alla fine del secolo scorso c\u2019erano persone a Sarnano che si mettevano in attesa dell\u2019apertura dell\u2019edicola del vialone. Cio\u00e8 dell\u2019arrivo di Matteo.<\/p>\n\n\n\n<p>Costui era un giovane\npoco pi\u00f9 che ventenne che abitava in una cittadina vicina e teneva il negozio\ncome teneva alla sua igiene personale: approssimativamente. <\/p>\n\n\n\n<p>Alle 7,20 di solito\nMatteo con i pantaloncini quattro stagioni spiegazzati e lisi parcheggiava la\nPanda (va da s\u00e9, scassata) a fianco dell\u2019edicola e prelevava la risma di\ngiornali lasciata sul marciapiede chiss\u00e0 quanto prima dal distributore,\niniziando a dar via ai pi\u00f9 mattinieri le copie fresche di stampa e di rugiada.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019edicola si trovava di\nfronte ad un altro importante punto di ritrovo del paese. Dall\u2019altro lato della\nstrada, da decenni, Manola ogni alba scesa in terra tirava su la saracinesca\ndel Bar Capriccio. Sarebbe ingeneroso ridurre alle mere funzioni di ristoro\nquelle quattro mura, che diventavano vero e proprio tribunale del paese, specialmente\nper politica, corna e calcio; quasi mai gli innocentisti prevalevano e il\nverdetto era, inappellabile, di condanna.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli avventori fissi\nc\u2019era Pietro Paccazocco, per tutti lu Viru, a indicare un acume identico a\nquello degli animali da cortile.<\/p>\n\n\n\n<p>Stempiato oltre la\nmedia, poteva rasarsi completamente per apparire pi\u00f9 giovanile di quanto i suoi\ntrentacinque anni dimostrassero, ma questo non avrebbe cambiato i denti storti\ne pieni di tartaro e lo sguardo vitreo. Pietro si annoiava a stare nel suo monolocale\nperch\u00e9 era nato per animare le udienze del Capriccio; sin da piccolo era stato\nbersaglio dei coetanei e con gli anni avevo maturato un senso di frustrazione\nche sfogava nei litigi calcistici e nei superalcolici. Quando le due cose si\ncombinavano, erano fuochi d\u2019artificio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre Matteo nei suoi\npantaloncini quattro stagioni tentava di aprire la risma umida con il\ntrincetto, Pietro, a pochi metri da lui, era al terzo Fernet. Gi\u00e0 a quell\u2019ora,\ndalla strada a volte si vedeva un\u2019ombra urlare che era rigore puntando\nminacciosa il dito verso il frigo dei gelati.<\/p>\n\n\n\n<p>Manola pensava che il\nsuo pi\u00f9 che un lavoro fosse una missione e svolgeva l\u2019attivit\u00e0 con\nrassegnazione; il marito, ormai sulla cinquantina, apparteneva all\u2019esercito dei\nmetalmezzadri, contadini delle contrade strappati alla terra dai tomaifici\ndella zona, e al bar non si vedeva mai, preferendo dopo il turno attardarsi con\naltri coetanei a tirare la ruzzola in qualche discesa di campagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto spesso era\nl\u2019unica donna in mezzo ad alticci energumeni ed era contenta che ci fosse un\nbancone a dividerla da loro. Dopo la messa delle 9, anche don Paolo scendeva\nlento per i ciottoli di via Roma per un caff\u00e8 corretto al Varnelli, ma la sua\npresenza non condizionava la quantit\u00e0 di bestemmie dei giudici del tribunale\ndel Capriccio. Convinto che, come per le star del cinema, a Dio importasse che,\nbene o male, si parlasse di lui, fingeva di non sentire e volentieri aggiungeva\nil suo parere alle dotte discettazioni dei presenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo andava ad unirsi\nalla combriccola del bar a met\u00e0 mattinata, per fare uno spuntino, che le prime\nore di lavoro erano le pi\u00f9 faticose. A forza di contare spiccioli e dare il\nresto per i giornali, poco prima delle undici avvertiva una crisi glicemica\nreversibile solo con un bombolone alla crema. Allora, lasciava aperta la porta\ndell\u2019edicola, attraversava la strada, ordinava il solito a Manola e consumava\nprovocando don Paolo e coglionando lu Viru, dando un occhio al suo negozio,\nfosse mai che qualche cliente se ne andasse perch\u00e9 non lo trovava.<\/p>\n\n\n\n<p>Col tempo, di\nquest\u2019ultima cosa, si sarebbe preoccupato decisamente meno.<\/p>\n\n\n\n<p>I pomeriggi di Matteo,\ninvece, non erano prevedibili, perch\u00e9 dipendeva da lei. Dall\u2019onda. Se, prima di\nfermarsi per il pranzo, vedeva spirare \u201clu ventu justu\u201d, era quasi certo che\nsolo il mare lo avrebbe visto nelle ore successive. Ci sono persone che\ndichiarano di vivere per lavorare, altre di lavorare per vivere. Lui lavorava \u2013\nil minimo indispensabile \u2013 per cavalcare l\u2019acqua. Su un windsurf. <\/p>\n\n\n\n<p>A quei tempi, David\nHasselhoff imperversava in televisione con Baywatch, ma Civitanova non aveva nulla\na che vedere con le spiagge americane, e i tentativi di Matteo finivano spesso come\nquelli di chi pensa di acchiappare farfalle con un retino bucato. Senza\nconsiderare che, a Civitanova, Pamela Anderson non l\u2019aveva vista nessuno. Tutto\nquesto, anzich\u00e9 farlo desistere, lo portava a perseguire il suo sogno con\nmaggiore determinazione: andare a vivere in California campando della sua\npassione. <\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 da dire che pochi\nerano in grado di giudicare le sue capacit\u00e0, anche se la postura sull\u2019attrezzo,\nforse perch\u00e8 era autodidatta, sembrava incerta e poco plastica; ma il modo con\ncui si ripresentava, quando lo faceva, al negozio alle 16 era l\u2019immagine pi\u00f9 di\nuno che era naufragato su un\u2019isola deserta che di uno scafato lupo di mare.<\/p>\n\n\n\n<p>La salsedine accumulata\nsulla pelle si mischiava all\u2019odore che emanava di suo e non era inconsueto\nvederlo servire i clienti con le ginocchia ancora incrostate di sabbia; in pi\u00f9,\ngiorno dopo giorno, i capelli biondastri crescevano e diventavano sempre pi\u00f9\ncrespi visto che a loro Matteo di shampoo e balsami ne faceva vedere pochi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sognare la California,\nalla fine, era lecito, innocuo e neppure particolarmente originale.\nConcretizzare il sogno, per\u00f2, voleva dire fare un salto esponenziale, anzitutto\nperch\u00e9 significava che in tasca c\u2019erano soldi sufficienti per volare dall\u2019altra\nparte dell\u2019oceano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma chi li aveva quei\nsoldi? E come pagare poi un buco a Long Beach in cui vivere? Due parole di\ninglese, poi, doveva pur spiccicarle e anche questo era un bel problema. Il\nlavoro da edicolante, per le discrete vendite di quotidiani e periodici,\naiutava a una decorosa sopravvivenza nelle Marche, ma non poteva portare ad\naltro.<\/p>\n\n\n\n<p>La madre era casalinga,\nsi arrangiava facendo la domestica in un paio di abitazioni e usufruiva della\npensione di reversibilit\u00e0 del padre, mancato un paio di anni prima. Non andava\nda nessuna parte, fisicamente e metaforicamente. Per fortuna \u2013 si disse \u2013 che\naveva lasciato Andreina, che voleva andare in discoteca tutti i fine settimana\ne far pagare lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Al Bar Capriccio tutti\nsapevano del suo desiderio e un giorno Manola gli sugger\u00ec di parlarne con\nDonato, che come sempre sarebbe passato in mattinata per un caff\u00e8; l\u2019uomo,\nallampanato e sulla cinquantina, con capelli nero pece ed evidente ricrescita\nbianca di qualche centimetro, lavorava all\u2019anagrafe ma in paese aveva la fama\ndi essere ammanicato con chi poteva orientare le concessioni di Sali e\nTabacchi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon te pozzo iut\u00e0, ce\nsta gghi\u00e0 la fila pe sta concessi\u00f2\u201d \u2013 la risposta di Donato gel\u00f2 Matteo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSindimo, per\u00f2, se ecco\nlu barre putimo tutti inzieme fa na colletta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea di coinvolgere\ntutti gli avventori del Capriccio arriv\u00f2 quasi a commuovere Matteo; meno\nesaltata Manola che dal giorno dopo, per i due anni successivi, si vedeva\nlasciare spicci per il surfista da conservare in un salvadanaio di plexiglas in\nbella vista sopra il balcone. Questo compito doveva sorbirselo proprio lei, che\nnon aveva ricevuto cento lire di mancia in tanti anni da quei bifolchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche mese, le\nofferte raccolte iniziavano ad essere consistenti, ma erano ben lontane da\nrealizzare la felicit\u00e0 di Matteo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una mattina, davanti a\ndue tazze di caff\u00e8, don Paolo lo prese sotto braccio. I due si misero a\nconfabulare in un\u2019area appartata del bar, tra il tavolo da biliardo e il\ncalciobalilla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon te duvrio d\u00ec cosa,\nche lu so saputo in confissi\u00f2 e non me ce vojo immischi\u00e0, ma forse ce sta un\nmodo pe tir\u00e0 su du lire in pi\u00f9 co l\u2019edicola\u201d- il prete si agitava come se\navesse trovato vita su Marte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTe ricordi de\nl\u2019edicola de Treppalle?\u201d- continu\u00f2 &#8211; \u201cQuella ch\u2019ha chiuso, jo a Pian di Pieca.\nFatte d\u00ec da lu Viru, issu sa tutto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Quel pomeriggio\npiovigginava pure, quindi Matteo non ebbe neppure la tentazione di preferire\nl\u2019equilibrio sul windsurf a un maraschino con Paccazocco. La chiacchierata fu\nrivelatrice. Treppalle oltre i giornali vendeva altro. Servizi. Faceva infatti\nda fermo posta per coloro che glielo richiedevano. E coloro che glielo\nrichiedevano avevano lo stesso vizio: scambiarsi video fatti in casa in cui\nscopavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la polizia avesse\ntracciato un identikit di questi soggetti avrebbe fatto un buco nell\u2019acqua: in\nmezzo c\u2019era di tutto, signori e signore, pensionati, professionisti affermati e\ngiovani disoccupati. Un giro parallelo, amatoriale e clandestino, che per\nalimentarsi aveva bisogno dell\u2019uomo e del luogo di fiducia. E ora, complice\nl\u2019ictus di Treppalle, uomo e luogo non c\u2019erano pi\u00f9 e serviva un rimpiazzo, con\nurgenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo pens\u00f2 che non\ngli avrebbe fatto piacere mostrare ad altri lui e Andreina amoreggiare in\ncamera di letto, ma prese tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il windsurf lo aiutava\na essere meno impulsivo, cos\u00ec, dopo un paio di pomeriggi in compagnia delle\nsolite, improbabili, onde, prese la decisione. E, in breve, ampli\u00f2 la\nclientela. Si fece una cultura di genere: al ragioniere la cassetta andava\nmessa dentro il Corriere della Sera, all\u2019operaio andava fatta una breve\nrecensione del contenuto prima di consegnare il prodotto. Cominci\u00f2 ad essere\nesperto dei gusti dei consumatori-attori. E a fare da tramite dei suggerimenti\nche uno di quelli voleva dare a un altro con gli stessi interessi, restando\nper\u00f2 nell\u2019ombra.<\/p>\n\n\n\n<p>Divenuto a breve un\nriferimento provinciale in questa attivit\u00e0 parallela, cominci\u00f2 anche a smistare\ncomunicazione scritte che i clienti particolari decidevano di scambiarsi;\ncontenevano codici criptati e mappe del tesoro per i loro incontri nascosti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo dietro una\nbuona percentuale, che gli permise, insieme alle donazioni del bar, di mettere\nda parte nei due anni seguenti un gruzzolo aggiuntivo sufficiente almeno per\ntentare una vita in California. Aveva ormai organizzato diversamente la sua\ngiornata tipo: i giornali si vendevano sempre meno con l\u2019avvento di Internet e\ndell\u2019editoria digitale spesso gratuita, cos\u00ec l\u2019edicola rimaneva sempre chiusa\nnel pomeriggio. Lui era a inzaccherarsi con la sabbia dell\u2019Adriatico o a fare\nda pony express per quei clienti particolari.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti quelli che\ngiocano d\u2019azzardo sanno per\u00f2 che si pu\u00f2 festeggiare solo se con i soldi vinti\nalla roulette uno \u00e8 fuori dal casin\u00f2. Prima di allora, c\u2019\u00e8 sempre un altro giro\nche pu\u00f2 cambiare tutto. Questo fu il giro che diresse Matteo e i suoi soldi su\nun aereo che non and\u00f2 negli Stati Uniti ma in Uruguay. All\u2019improvviso mor\u00ec zia\nNatalina, la sorella maggiore della madre. Si era trasferita da tempo a Montevideo,\ndopo che and\u00f2 a trovare parenti e si innamor\u00f2 di un avvocato locale. Da allora\nla zia e la mamma si vedevano ogni paio d\u2019anni, quando Natalina tornava nelle\nMarche per le feste. Questa sarebbe stata l\u2019ultima volta in Italia, quella\ndefinitiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo e la madre\ndovettero in fretta e furia sbrigare le pratiche amministrative per il\nrimpatrio della salma e, prese informazioni, si sobbarcarono ventotto ore di\nvolo per andare e tornare, con il corpo orizzontale di Natalina, da Montevideo.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di partire per l\u2019Uruguay,\ndritto sul windsurf, Matteo convenne che la vita stava comunque cambiando.\nCerc\u00f2 di mentire a se stesso dicendosi che andare in California sarebbe stata\ncomunque una scelta suicida perch\u00e9 non sarebbe sopravvissuto senza la gabbia di\npiccole certezze quotidiane che si era costruito. Sarebbe stato tutto troppo\ngrande, troppo assurdo. Tuttavia, pens\u00f2 anche che questa era stata la prima\nvolta che si era scoperto ambizioso: magari la strada poteva anche non\nsvoltare, ma sarebbe stato bello andare a vedere cosa c\u2019era gi\u00f9 in fondo, dopo\nl\u2019incrocio. Ora invece era chiaro che non c\u2019era alcun incrocio in vista, solo\nla prevedibile piattezza del rettilineo. L\u2019acqua che lo schiaffeggiava in\nfaccia in mare aperto lo aiutava a capire anche che, come iniziavano a dire le\ntelevisioni, per i giornali il futuro sarebbe stato solo di lacrime e sangue.<\/p>\n\n\n\n<p>Seppellita la zia pochi\nmetri lontano da suo padre, Matteo continu\u00f2 per qualche anno a gestire\nl\u2019edicola, ma certe mattine la Panda ormai decotta non si vedeva. Cataste di carta\ninvenduta e non resa per errore occupavano sempre pi\u00f9 spazio nel negozio cos\u00ec\nda rendere impossibile l\u2019ingresso a due persone contemporaneamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai l\u2019attivit\u00e0\nprincipale era diventata l\u2019altra, pi\u00f9 compatibile con la sua indole anarchica:\nqualcuno lo aveva messo in contatto con i professionisti del settore\npornografico che lo pagavano per trovare ambienti nei quali girare indisturbati\ni loro capolavori. <\/p>\n\n\n\n<p>Una volta la ruzzola\ndel marito di Manola non prese l\u2019effetto desiderato e anzich\u00e9 seguire la curva\ndella strada fin\u00ec in un greppo. Quando l\u2019uomo and\u00f2 per recuperarla, vide Matteo\ncon telecamera in mano che immortalava due corpi che si aggrovigliavano dietro\ni cespugli. Al paese la cosa deflagr\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma a Matteo andava bene\ncos\u00ec. Nessuno gli chiedeva di svegliarsi prima dell\u2019alba, n\u00e9 di fare la spunta\nai giornali. La nuova vita non era la California, ma, visto che non aveva\npotuto raggiungere il suo sogno, tra gli incubi questo era il meno peggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin\u00ec che trascorso\nancora qualche anno, moll\u00f2 l\u2019edicola, ridotta senza manutenzione ad un ammasso\ndi lamiere arrugginite. Quando la baracca fu abbattuta, una gran quantit\u00e0 di\ntopi sbuc\u00f2 dalle fondamenta e si diresse per strada. Manola fece appena in\ntempo a chiudere la porta del bar e maledisse quell\u2019individuo che in quindici\nanni non aveva mai avuto tempo di comprarsi un pantalone come dio comanda n\u00e9 di\npassare una botta di scopa al locale.<\/p>\n\n\n\n<p>Di lui in paese si\npersero le tracce e al tribunale del Capriccio Donato emise il consueto\nverdetto di condanna ma non confid\u00f2 a nessuno che a volte lo invidiava, e anche\nparecchio. <\/p>\n\n\n\n<p>Pass\u00f2 ancora del tempo\ne lu Viru sostenne di averlo visto su Youporn con un cellulare in mano.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_43347\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"43347\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla fine del secolo scorso c\u2019erano persone a Sarnano che si mettevano in attesa dell\u2019apertura dell\u2019edicola del vialone. 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