{"id":43279,"date":"2020-11-18T19:05:43","date_gmt":"2020-11-18T18:05:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=43279"},"modified":"2020-11-18T19:05:45","modified_gmt":"2020-11-18T18:05:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-una-bomba-di-pomodoro-di-francesca-sivori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=43279","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Una bomba di pomodoro&#8221; di Francesca Sivori"},"content":{"rendered":"\n<p><em>17 luglio1944<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un sibilo acuto squarci\u00f2 l&#8217;aria: la sirena si insinu\u00f2 nelle vie ed entr\u00f2 nelle case di Bogliasco, il primo paesino della riviera ligure di Levante, alle porte di Genova. Fernando abbandon\u00f2 di scatto la caffettiera e si precipit\u00f2 in camera a prendere il borsone.<\/p>\n\n\n\n<p>Lisetta, sua figlia maggiore, balz\u00f2 gi\u00f9 dal letto fulminea scaraventando a terra il libro che stava leggendo, afferr\u00f2 la saccoccia a lei affidata che teneva sotto il letto e si catapult\u00f2 in sala.<\/p>\n\n\n\n<p>Presto, presto, bisognava fare presto, dovevano correre al rifugio. L\u2019allarme era partito: la guerra era arrivata anche in quell&#8217;angolo del Golfo Paradiso e stavano per ricevere l\u2019ennesimo bombardamento aereo. Gli anglo-americani cercavano di colpire i ponti ferroviari per bloccare l\u2019ingresso dei treni nella grande citt\u00e0 portuale e impedire i rifornimenti di viveri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMamma! Francesco! Dove siete?\u00bb, Lisetta url\u00f2 agitata muovendosi per la casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna risposta. La ragazzina apr\u00ec la porta della camera di suo fratello: niente. \u201cDove si \u00e8 cacciato, accidenti a lui!\u201d, pens\u00f2 infastidita.<\/p>\n\n\n\n<p>Torn\u00f2 in sala: ora pap\u00e0 e mamma erano vicini alla vetrata che dava sul cortile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Enrica era silenziosa; Lisetta si avvicin\u00f2 e sent\u00ec suo padre dire alla moglie: \u00abTesoro, vai tu con Lisetta, lo aspetto io Francesco!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La donna, immobile nel suo sguardo ieratico, pur con un filo di voce, con un tono che non ammette repliche, disse: \u00abNo, andate voi due, io non mi muovo da qui\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La grande sensibilit\u00e0 di quest\u2019uomo, che gi\u00e0 in passato gli aveva permesso di salvare la donna della sua vita, colei che amava pi\u00f9 di ogni altra cosa al mondo, quando il loro figlio maggiore mor\u00ec a soli 9 anni di difterite, gli sugger\u00ec che, nonostante tutto, cos\u00ec si doveva fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Fece un gesto di accompagnamento con il braccio verso Lisetta, con lo sguardo le indic\u00f2 la porta e, in silenzio, a testa bassa tutti e due, uscirono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli occhi grigi fissi verso la scala che congiungeva la strada al cortile della loro casa, Enrichetta fremeva dentro di s\u00e9 dall\u2019angoscia. \u2018Perch\u00e9\u2019, si ripeteva, \u2018perch\u00e9 mi sono lasciata convincere. Dovevo andarci io, non lasciare a Francesco il compito di uscire a fare la spesa\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva saputo che quel giorno sarebbero arrivati i pomodori, cos\u00ec aveva consegnato la tessera a Francesco e il bambinetto era schizzato via di casa con la sua solita allegria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La verit\u00e0 era che a quel suo figlio faceva fatica a dire di no. Francesco era nato perch\u00e9 Fernando lo aveva voluto. Enrica era ancora avvolta nel suo dolore di madre per la morte dell\u2019adorato Popetti, ma lui aveva saputo prenderla con dolcezza e infinito amore. Aveva capito che per ridarle la vita doveva donarle un\u2019altra vita dentro di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 Francesco era cos\u00ec speciale. Per questo lo colmava di attenzioni, gesti e sguardi affettuosi e lo accontentava in tutto. Proprio come quella mattina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il bimbetto era uscito trotterellando con il cestino in mano, contento di quella uscita fuori programma. Non capiva bene cosa fosse la guerra e d&#8217;altra parte non gli interessava molto la cosa. A lui bastava trovare un attimo di libert\u00e0 per correre al mare. Il verduraio era proprio sulla stradina che fiancheggiava la spiaggia: avrebbe fatto una piccola deviazione al moletto. Voleva vedere se c&#8217;era ancora quel grosso&nbsp;<em>f\u00f2ulo<\/em>&nbsp;nella tana sotto il masso grosso. Lo avrebbe stuzzicato un poco per vedere le sue grandi chele alzarsi per difendersi: era cos\u00ec buffo! \u201cCerto, al granchio il mio bastone sembrer\u00e0 un grosso palo e io gli apparir\u00f2 come un gigante!\u201d, pensava ridacchiando tra s\u00e9 e s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli piaceva mettersi nei \u201cpanni\u201d degli animali. Era un gioco che si divertiva spesso a fare: era bello \u201cpensare\u201d come un polpo, una formica, una lucertola, un merlo o addirittura un ragno!<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 di tutto gli piaceva, per\u00f2, immedesimarsi in un gabbiano e immaginare di volare\u2026 Quante ore trascorreva a guardarli, incantato, mentre si libravano nell\u2019aria!<\/p>\n\n\n\n<p>Dal moletto riusciva a vedere il negozio del verduraio: c&#8217;era una fila molto lunga che aspettava. Si concesse quindi un po\u2019 di tempo per giocare con il suo amichetto. Quando alla fine alz\u00f2 lo sguardo e vide che la coda di persone era sparita, corse lungo la salitina e raggiunse in un baleno il negozio. Poche persone e toccava a lui. Mostr\u00f2 la tessera e il negoziante gli consegn\u00f2 la sua \u201crazione\u201d di pomodori. Quindi riprese la via di casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu proprio quando imbocc\u00f2 la strada principale che l&#8217;urlo della sirena squarci\u00f2 l&#8217;aria.<\/p>\n\n\n\n<p>Le gambe sottili e magre erano gi\u00e0 abbastanza lunghe: prese a correre e arriv\u00f2 in poche attimi al centro del paese. C&#8217;era ancora un bel pezzo prima di arrivare a casa. E qualcosa lo convinse a non proseguire per la strada principale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tir\u00f2 su per la scalinata che sbucava vicino a un piccolo tunnel utilizzato come rifugio antiaerei: \u201cSe riesco a raggiungere la galleria, l\u00ec sar\u00f2 protetto!\u201d, pens\u00f2 fra s\u00e9. \u201cTrover\u00f2 di sicuro anche la mamma, pap\u00e0 e Lisetta!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Fece i gradini quattro alla volta; non bast\u00f2. Era circa a met\u00e0 quando ud\u00ec il sibilo di una bomba che stava per cadere. Si acquatt\u00f2 a terra, appoggiandosi al muro che fiancheggiava la gradinata.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019istinto di bambino gli fece portare il cestino sopra la testa, a mo\u2019 di riparo.&nbsp;<em>Booooooom<\/em>. La bomba era caduta ed esplosa l\u00ec vicino, troppo vicino, proprio al di l\u00e0 del muretto a circa 30 metri da lui, sulla via maestra.<\/p>\n\n\n\n<p>La paura gli gel\u00f2 il sangue. \u201cMamma, mamma!\u201d, gridava dentro di lui. Alcuni pezzi di muretto si staccarono e gli caddero addosso.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi il silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche attimo di attesa e quindi, veloce, si rimise in piedi. Il cestino in mano, riprese a correre: bastavano ancora pochi metri e sarebbe arrivato alla galleria.<\/p>\n\n\n\n<p>La raggiunse, si ferm\u00f2 a prendere fiato: ormai era al sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Un nugolo di persone si era concentrato al centro in attesa della seconda sirena: si avvicin\u00f2 a loro e vide suo padre e sua sorella: \u00abE la mamma dov&#8217;\u00e8?\u00bb, chiese subito allarmato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 rimasta a casa, pensava che tu tornassi l\u00ec\u00bb, lo tranquillizz\u00f2 il padre, \u00abma tu, da bravo ometto quale sei, sei venuto qui a ripararti, bravo Francesco mio\u00bb, e se lo strinse forte al petto.<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco si acquiet\u00f2 un poco ma, non appena l\u2019ululato del cessato allarme si fece sentire, consegn\u00f2 il cestino dei pomodori al padre e in un lampo schizz\u00f2 via.&nbsp;&nbsp;Percorse i cento metri che lo separavano dalla loro abitazione velocissimo, come un fulmine. Scese a due a due i gradini fino al cortile di casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu un attimo: quando il ciuffetto biondo comparve in cima alla scala il cuore di Enrichetta fece un balzo. \u201cFrancesco!\u201d, grid\u00f2 dentro di s\u00e9. Si precipit\u00f2 dalla porta, corse fuori nel cortile e si ferm\u00f2 a guardare il suo bambino che le correva incontro felice. Anche lei aveva sentito la sirena e aveva temuto il peggio\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFrancesco!\u00bb, quasi url\u00f2 trattenendosi dal pianto. \u00abSei vivo, figlio mio!\u00bb, lo abbracci\u00f2 e quindi cominci\u00f2 ad accarezzarlo sulla testa. Solo allora scorse del rosso spuntare tra i riccioli biondi.&nbsp;&nbsp;\u00abDio mio, sei ferito!\u00bb, arretr\u00f2 spaventata.<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco, che peraltro non sentiva alcun dolore, mise d\u2019istinto un dito tra i capelli, se lo guard\u00f2 e vide che c&#8217;era effettivamente del rosso. Se lo port\u00f2 alle labbra e il sapore dolciastro che ne scatur\u00ec fuori gli stamp\u00f2 un bellissimo sorriso sulle labbra: \u00abMamma&#8230; \u00e8 pomodoro!\u00bb.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_43279\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"43279\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>17 luglio1944 Un sibilo acuto squarci\u00f2 l&#8217;aria: la sirena si insinu\u00f2 nelle vie ed entr\u00f2 nelle case di Bogliasco, il primo paesino della riviera ligure di Levante, alle porte di Genova. 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