{"id":43191,"date":"2020-11-01T18:40:02","date_gmt":"2020-11-01T17:40:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=43191"},"modified":"2020-11-01T18:40:04","modified_gmt":"2020-11-01T17:40:04","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-vin-zo-di-luca-cremonini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=43191","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Vin z\u00f2&#8221; di Luca Cremonini"},"content":{"rendered":"\n<p>\n\n\u00abFranco, vin z\u00f2!\u00bb<br>\u00abEh nonno, sa gh\u2019\u00e8?\u00bb<br>\u00abVin z\u00f2 adesa, a i-\u00f2 bisogn.\u00bb<br>La spada di Damocle della mia infanzia: mio nonno che urla lungo la tromba delle scale dal piano di sotto. Come una sirena in tempo di guerra: sai che pu\u00f2 succedere da un momento all\u2019altro, ma mai alla stessa ora. Un preallarme continuo che ti tiene in sospeso tutto il giorno.?In realt\u00e0 una sorta di schema c\u2019era, e si esplicitava nell\u2019unica circostanza in cui il richiamo di mio nonno assumeva un connotato positivo. Quando, cio\u00e8, era pronto da mangiare.<br>\u00abFranco, vin z\u00f2. L\u2019\u00e8 prount da magner.\u00bb<br>Tempo di reazione richiesto, 10 secondi. Se all\u2019undicesimo non ero ancora seduto a tavola, scattava il secondo richiamo.<br>\u00abFranco, al\u00f2ra. Sa f\u00e8t, vin z\u00f2 c\u2019l\u2019\u00e8 b\u00e8la in di piat!\u00bb<br>\u00abS\u00ec nonno, sto finendo di fare una cosa e scendo subito!\u00bb<br>Il finire di fare una cosa non era contemplato. Alle 12:00 si mangiava, meglio se alle 11:55. Quindi, sapendolo, logica imponeva di non iniziare una qualsiasi attivit\u00e0 dopo le 11:30, per avere la certezza di non arrivare a mezzogiorno nel bel mezzo di un qualche impegno.<br>Io non l\u2019ho mai voluto capire, non mi sono mai piegato a questa dittatura dell\u2019orologio biologico incastonato nello stomaco di mio nonno. Forse perch\u00e9 per me le 12:00 erano orario di colazione.<br>Fatto sta che in questo duro scontro di principi io, il pi\u00f9 piccolo e quindi l\u2019ultimo nella scala gerarchica della famiglia patriarcale, ero destinato a soccombere, nonostante tutte le mie ostinate resistenze.<br>E quindi, dopo 20 secondi, il terzo richiamo, quello senza ritorno.<br>Quello in cui la maestria di mio nonno nella blasfemia dava libero sfogo alla propria creativit\u00e0 e produceva capolavori famosi in tutta la provincia. Molti dei miei amici si facevano invitare a pranzo a casa mia solo per poterne godere di persona, diventare testimoni diretti di una leggenda e poterlo raccontare in giro.<br>Al terzo richiamo tremavano le pareti di casa. La casa costruita da lui, sorta di propaggine del suo corpo, in grado di recepire e amplificare le sue emozioni. La casa stessa in un certo senso mi buttava gi\u00f9 dalle scale facendomi rotolare fino a mettermi perfettamente seduto a tavola.<br>Quando l\u2019urlo dalle scale non era in orario pasti, mi trovavo certamente nei guai. I motivi del richiamo potevano essere i pi\u00f9 disparati, e non li avrei scoperti fino a che non fossi sceso. Il tutto si celava dietro un generico \u201cbisogno\u201d. \u201cFranco scendi che ho bisogno\u201d. Non c\u2019erano parametri di urgenza, di difficolt\u00e0, di tempo richiesto. Bisognava scattare e sperare; che non fosse qualcosa di troppo impegnativo, di troppo lungo, di troppo noioso. Ma la probabilit\u00e0 era alta.<br>Io su, nel mio appartamento, lo sbocco finale del megafono utilizzato da mio nonno per urlare ordini, ci stavo bene, da solo. Studiavo, o giocavo, o leggevo; in ogni caso facevo i fatti miei, sempre e comunque pi\u00f9 interessanti di qualsiasi bisogno avesse mio nonno.<br>Lui era un uomo del fare, della manualit\u00e0, del costruire, del lavorare inteso come fatica e sudore. Se stai seduto sei pigro, sei un peso per la societ\u00e0, \u00abt\u2019\u00e8 un boun da gninta\u00bb. Io ero tutto ci\u00f2 che mio nonno aveva sempre odiato: non mi piaceva coltivare l\u2019orto, piantare chiodi, stendere cemento, aggiustare biciclette, montare serre, smontare tapparelle, sistemare prese elettriche. Di solito erano quelle le cose per cui aveva bisogno. E per me era un incubo.<br>\u00abFranco, vin z\u00f2 c\u2019a i-\u00f2 bisogn.\u00bb<br>Senza riguardo per i miei impegni. Potevo avere un progetto da consegnare la mattina dopo, essere al telefono con un amico, stare guardando la finale dei Mondiali, il suo bisogno aveva la precedenza.<br>\u00abNonno, scendo fra 10 minuti, sto facendo una cosa.\u00bb<br>\u00abDai Franco, st\u2019\u00e8t da fer? Vin z\u00f2 ad\u00e8sa c\u2019\u00e0 fam impresia.\u00bb<br>\u00abDai nonno, non ho tempo, devi farlo proprio adesso?\u00bb<br>La trafila di bestemmie mi aiutava a schiarirmi il pensiero e a definire l\u2019ordine delle mie priorit\u00e0.<br>La precedenza ai ciap\u00e8in, i lavoretti di casa, e a quel ciapin\u00e8r di mio nonno, una sorta di McGyver domestico con soluzioni fantasiose ed efficaci a qualsiasi problema pratico. Per i quali chiedeva aiuto a me, che partorivo soluzioni complicate a problemi di nessuna utilit\u00e0 pratica.<br>Un commovente e disperato tentativo di redimermi, recuperarmi da un tossico intellettualismo e portarmi sulla retta via: quella del falegname, dell\u2019idraulico, dell\u2019elettricista. O, sogno proibito e inconfessabile, del dipendente comunale, con un sacco di tempo per manutenere la casa e dedicarsi alla politica nel circolo del paesino.<br>Guai a uscire dal paesino, e guai a puntare troppo in alto lavorativamente.<br>\u00abNonno, vorrei andare all\u2019Universit\u00e0 e poi avere un buon lavoro all\u2019estero.\u00bb<br>\u00abFranco, t\u2019\u00e8 n\u2019ambizios. Sta chiet, n\u2019do v\u00f2t ander? T\u00e8 t\u2019\u00e9e na bela c\u00e0, na fameja, accontentati. A essere ambiziosi non si ottiene gnint\u2019ad boun.\u00bb<br>Non mi aveva convinto. Anzi, con il passare dell\u2019et\u00e0 aumentavano contemporaneamente la spinta ad andarmene e la forza dei tentacoli che mi tenevano legato a quel complesso nonno-casa-paesino.<br>Pi\u00f9 crescevo, pi\u00f9 dovevo studiare e pi\u00f9 mi chiudevo nel mio appartamento, il \u201cdi sopra\u201d. Allo stesso modo aumentavano lo scandalo di quel buco nero di inattivit\u00e0, la vergogna di mio nonno per quel tumore intestino alla sua casa, e i suoi tentativi di curare una realt\u00e0 inconcepibile.<br>Il piano di sopra per lui era una scatola nera, che sondava sempre pi\u00f9 frequentemente, anche con richieste fittizie o inventate sul momento.<br>\u00abFranco, t\u2019\u00e9e 2 minut par gunfier la bizicleta?\u00bb<br>\u00abNonno, sto studiando, non ce la fai da solo?\u00bb<br>\u00abA g\u2019la chev, ma te t\u2019\u00e8 sempar su a studier, prendi un po\u2019 d\u2019aria!\u00bb<br>Altre volte si affacciava solo per bestemmiare, gratuitamente. Il suo modo di far sentire la sua presenza, di ricordarmi che lui c\u2019era e poteva trovare con facilit\u00e0 qualcosa da farmi fare, sicuramente molto pi\u00f9 importante della mia attuale attivit\u00e0.<br>\u00abFranco, vin z\u00f2!\u00bb<br>\u00abA fare?\u00bb<br>\u00abVin a fer du ciacri. Ci sediamo sulla panchina davanti a casa e guardiamo chi passa. Sei sempre l\u00ec a studiare.\u00bb<br>Non riusciva a farmi entrare nella testa che salutare la gente del paese, con la quale avrei dovuto avere a che fare nel mio radioso futuro da dipendente comunale, era pi\u00f9 urgente dell\u2019esame del giorno dopo.<br>Infine riuscii ad andarmene. Mi ero laureato, avevo trovato lavoro in un\u2019azienda di Milano, e stavo con una ragazza con cui ero in procinto di andare a convivere.<br>Una combinazione micidiale che aveva indispettito al quanto mio nonno: \u00abSa vet a fer a Milano? S\u2019astar\u00e0 ben bein ch\u00e9, al paese. \u00c8 il posto migliore del mondo, c\u2019\u00e8 tutto quel che ti serve. E po\u2019 quando non ci sar\u00f2 pi\u00f9 io, chi terr\u00e0 dietro alla casa? L\u2019\u00e8 ca\u2019 tua, te la lascio a te, l\u2019ho fatta per te. Sar\u00e0 colpa ad lelia, ti ha convinto lei ad andare via da qua. L\u2019\u00e9 n\u2019ambiziousa, na bouna da gninta. Non sapr\u00e0 neanche cucinare. Sta ch\u00e9 Franco, d\u00e0 retta a me.\u00bb<br>Non gliela diedi, retta. Anzi nell\u2019idea di prendere il suo posto, di diventare come lui, di entrare in possesso del suo corpo-casa, trovavo ulteriore spinta a partire il prima possibile.<br>Il giorno degli addii mio nonno non volle crearmi traumi, mantenendo la routine della nostra vita insieme. Prese lui l\u2019iniziativa:<br>\u00abFranco, vin z\u00f2.\u00bb<br>\u00abNonno devo partire, cosa c\u2019\u00e8?\u00bb<br>\u00abVin z\u00f2 2 minut, un quel veloce e poi ci salutiamo.\u00bb<br>\u00abMa possibile che tu debba farmi fare qualcosa anche oggi?\u00bb<br>E mi regal\u00f2 una bestemmia bellissima, il suo capolavoro.\n\n<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_43191\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"43191\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abFranco, vin z\u00f2!\u00bb\u00abEh nonno, sa gh\u2019\u00e8?\u00bb\u00abVin z\u00f2 adesa, a i-\u00f2 bisogn.\u00bbLa spada di Damocle della mia infanzia: mio nonno che urla lungo la tromba delle scale dal piano di sotto. 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