{"id":43170,"date":"2020-10-27T12:30:39","date_gmt":"2020-10-27T11:30:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=43170"},"modified":"2020-10-27T12:30:41","modified_gmt":"2020-10-27T11:30:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-le-caratteristiche-della-giungla-amazzonica-di-maria-pia-acquistucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=43170","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Le caratteristiche della Giungla amazzonica&#8221; di Maria Pia Acquistucci"},"content":{"rendered":"\n<p>In un villaggio di capanne viveva un popolo primordiale. La vita girava intorno a loro lenta e felice. Le capanne erano fatte con tronchi d\u2019albero e i tetti di rami di foglie e sterco.<br> Vi era un capo, che dirigeva questa trib\u00f9.<br> Le donne si occupavano dell\u2019andamento del villaggio, mentre gli uomini erano tutto il giorno fuori per portare alla famiglia cibo e altre cose.<br> Il villaggio era in mezzo alla foresta dove passeggiavano indisturbati animali feroci e serpenti che potevano uccidere.<br> Siamo nei meandri dell\u2019Amazzonia a sfondo naturalistico, \u00e8 meravigliosa. Piante giganti e lussureggianti per non parlare delle variet\u00e0 di volatili, di mille colori. Specie di pappagalli volavano da un ramo all\u2019altro senza mai stancarsi.<br> Volevo esplorare la giungla e mi ero trasferito l\u00ec per studiare di animali inerenti al posto dove soggiornavano.<br> Non c\u2019erano molte comodit\u00e0 ma per me, che ero un esploratore, andava bene. Ero abituato ad alzarmi molto presto e gli indigeni che abitavano in quel villaggio mi conoscevano e mi trattavano con dovuta gentilezza, specialmente il capo trib\u00f9.<br> La sera in questo villaggio spesso si riunivano, facendo feste e riti che solo loro conoscevano. Qualche volta partecipavano i turisti e lo stregone leggeva loro il futuro. I turisti erano attratti da tutto questo. Si immedesimavano nei personaggi pi\u00f9 assurdi.<br> Io stando l\u00ec per lavoro mi godevo tutto questo.<br> Nel villaggio c\u2019era pure una missione appartenente ai francescani. Loro avevano il dovere di civilizzare questa gente, istruendo i bambini, educandoli e insegnandogli a leggere e a scrivere.<br> Vicino alla missione c\u2019era anche un piccolo ospedale. Qui i medici volontari curavano la gente del villaggio, con fatica perch\u00e9 erano abituati ad andare dallo stregone che con i suoi talismani e erbe risolveva ogni cosa.<br> Una mattina dovevo andare, per lavoro, ad esplorare una zona molto pericolosa. Presi la mia sacca e i miei attrezzi e salii sulla jeep con altri due uomini del posto. Ci introducemmo nella giungla. Fino ad un tratto di strada si andava bene ma poi cominciava la paura. La piantagione era fitta e insidiosa. Insetti che ti venivano addosso, per non parlare di animali pericolosi.<br> La guida che era con me andava avanti, con una pertica apriva il passaggio e se, in caso, si presentasse un leone o una tigre sapeva come comportarsi.<br> Dopo un p\u00f2 di cammino ci fermammo in una piazzola, ci riposammo un p\u00f2 e mangiammo qualcosa.<br> Mentre che eravamo seduti vedemmo davanti a noi un cucciolo di tigre. La guida si alz\u00f2 e, come sapeva fare lui, lo mand\u00f2 indietro. Forse la tigre aveva fame e sentendo odore di carne arrostita si era avvicinata.<br> Poi ci alzammo e riprendemmo il nostro cammino. Io mi avvicinai a delle piante rare. Erano piante medicinali. Le loro propriet\u00e0 erano miracolose per la cura delle piaghe. Gli indigeni ne facevano molto uso.<br> Dopo ore di cammino ci imbattemmo in un villaggio. Gli abitanti, erano tutti nudi e in testa avevano un\u2019ariete contornato da piume colorate. Venne verso di noi un bambino e dietro delle signore con delle collane etniche lunghe e vestiti di foglie. Poi ci invitarono ad entrare nel loro accampamento. Ci diedero il benvenuto con dei balli primordiali che solo loro sapevano interpretare. Infine usc\u00ec da una capanna il capo e ci fece accomodare al suo desco per mangiare carne arrostita.<br> Gli facemmo capire che eravamo l\u00ec per studio e che ero un esploratore gemmologo.<br> La mattina seguente riprendemmo il cammino nella giungla. Piante di banani e scimmie erano in questo paradiso incontaminato, almeno per me lo era. Se il lavoro non mi avesse ostacolato sarei rimasto a vivere l\u00ec.<br> Proseguendo vennero davanti a noi delle farfalle multicolore, cangianti. Erano molto belle. Degli esemplari che da noi non esistevano. Ne presi una nella mano per osservare la specie, la misi in una scatolina e la portai in laboratorio.<br> Ritornammo dalla spedizione dopo cinque giorni. Con soddisfazione non mi era successo niente di brutto.<br> Una sera mi invitarono nella missione i francescani. Erano molto accoglienti e vollero sapere tutto di me. Rimasi a lungo con loro. C\u2019era qualche volontaria che lavorava nella missione.<br> Eravamo sotto una pianta quando si present\u00f2 Mercedes con del t\u00e8 e della frutta.<br> \u201cSignori vi ho portato qualche cosa di fresco.\u201d<br> Ringraziammo e se ne and\u00f2.<br> Intanto raccontavo che la mattina dopo sarei andato a visitare la miniera di smeraldi brasiliani. Il frate mi disse che non era molto prudente. La miniera era circondata dalle guardie e era difficile entrarci. Poi salutammo e rientrai alla mia pensione.<br> Chiamai subito l\u2019uomo che era venuto con me nella giungla. Gli dissi che volevo visitare la miniera di smeraldi. Lui fu titubante poi accett\u00f2.<br> La mattina seguente mi venne a prendere in albergo. Ripartimmo per la foresta. La miniera si trovava a tre giorni di cammino, nel versante opposto.<br> Raggiunta la spianata riposammo un p\u00f2, sempre piante folte.<br> La giungla era buia, nemmeno uno spicchio di cielo. Ma l\u2019avventura ormai era iniziata. La frenesia di vedere la miniera di smeraldi era pi\u00f9 forte di tutto.<br> Riprendemmo il cammino, ne facemmo di strada.<br> Intanto vidi davanti a me dell\u2019acqua e dentro nuotavano dei coccodrilli. Ebbi paura ma l\u2019uomo che era con me mi rassicur\u00f2, prese un arnese tipo ascia e con maestria gli tagli\u00f2 la testa. Poi proseguimmo.<br> Intanto si faceva buio. Nella foresta scese freddo, dovemmo accamparci per dormire. Accendemmo un fal\u00f2 molto grande e mangiammo della carne arrostita.<br> Intanto qualche scimmietta ci veniva vicino. Poi ci addormentammo.<br> La mattina riprendemmo il cammino. Arrivammo alla miniera nel tardo pomeriggio. C\u2019erano delle guardie che facevano da sentinelle. L\u2019uomo che era con me disse qualcosa alla guardia che ci fece entrare.<br> Una lunga galleria scavata nella roccia. Di qua e di l\u00e0 delle passatoie strette che raggiungevano la parte pi\u00f9 importante, dove si vedevano venature verdi.<br> Arrivati l\u00ec assistemmo all\u2019estrazione delle pietre, con degli scalpelli tagliavano queste venature verdi e poi le portavano in superficie.<br> Il responsabile ci fece ancora visitare altri cunicoli.<br> Le pietre venivano messe nei carrellini per essere poi trasportate.<br> La miniera di smeraldi era un incanto. Facevano bene a proteggerla. La preziosit\u00e0 di quelle pietre dava lustro al territorio anche se era discussione della nazione.<br> Gli altri territori limitrofi volevano impossessarsi della miniera ma non ci riuscivano perch\u00e9 era ben protetta.<br> A fine giornata ritornammo a casa. Io avevo preso con me degli appunti per poi divulgarli e farli conoscere alla gente comune.<br> Quando fui in camera telefonai alla mia ditta che mi aveva mandato l\u00ec. Raccontai della miniera e mi dissero che avrei raggiunto con molto zelo la mia capacit\u00e0. Lo sapevano che ero molto bravo ed efficiente, perci\u00f2 avevano scelto me.<br> Feci una doccia, mangiai qualche cosa e riposai.<br> Nel villaggio dove vivevo non c\u2019era molto da divertirsi, ma qualche chilometro pi\u00f9 in l\u00e0 c\u2019era una cittadina dove gente e turisti, che la frequentavano, andavano l\u00ec per passare la serata.<br> Una sera andai anche io ad entrai in un locale caratteristico. C\u2019erano dei pappagalli molto colorati e belli con delle creste da fare invidia a dei galli. Il locale era di forma rotonda e intorno con tante piante e delle cascatelle d\u2019acqua. Qualcosa di meraviglioso.<br> Sedetti ed una cameriera, con la veste tipica, venne al mio tavolo. Portava una grossa ananas e dovevo bere del succo. Era una tradizione che facevano. La ragazza era molto bella. Carnagione ambrata, occhi grandi e un corpo da mozzafiato. Era una vera carioca. Volsi lo sguardo su di lei e con un sorriso smagliante mi porse l\u2019ananas. Lo bevvi e poi ordinai il men\u00f9 della casa. Mi lasci\u00f2 solo, andandosene. Cenai con gusto.<br> A met\u00e0 serata rallegrarono il locale delle ballerine. Poi verso la fine ricomparve la ragazza. Mi feci coraggio e le mandai un bigliettino per conoscerla meglio. Poi venne subito al mio tavolo. Aveva un seno prorompente. Era l\u00ec diritta. La invitai a sedersi, le versai un p\u00f2 di vino e lei soddisfatta cominci\u00f2 a parlare.<br> Veniva da Bahia e era di famiglia numerosa. Per guadagnare qualche soldo faceva la ballerina e ravvivava le serate insieme al gruppo folkloristico. Mi raccontava che il suo paese era povero. Molte famiglie sacrificavano i bambini a lavorare. Qualche famiglia benestante mandava i loro figli a calcio perch\u00e9 in Brasile vigeva il culto dello sport. Giocavano sulla spiaggia, sempre con questo pallone ai piedi.<br> Venne il momento mio. Le dissi che ero un antropologo, esploratore e intenditore di pietre preziose.<br> La ragazza rimase sbalordita dal mio raccontare. Continuai con il dire che alloggiavo vicino ad un albergo attiguo ad una missione.<br> La ragazza disse: \u201cIo conosco la missione. La mia famiglia si \u00e8 servita di essa nel momento del bisogno, quando non lavoravo come ballerina.\u201d<br> \u201cCome si chiama? Ancora non so il suo nome\u201d, disse lei.<br> La sua intraprendenza non mi dispiaceva.<br> \u201cIo mi chiamo Francoise e sono francese. Il suo nome?\u201d<br> \u201cKavanna. \u00c9 un nome che a me non piace e che mi hanno voluto mettere per volere dei miei nonni paterni.\u201d<br> Poi le promisi che ci saremmo rivisti. La ragazza ritorn\u00f2 al suo lavoro per fare un altro balletto.<br> Quella sera mi divertii molto e stanco ritornai in albergo. Dovevo mettermi in testa che ero l\u00ec per lavoro.<br> La mattina seguente, mentre aspettavo la mia guida, pensavo a Kavanna. Era veramente una ragazza graziosa. Un\u2019avventura non avrebbe poi guastato la mia permanenza lavorativa.<br> Ecco che vidi apparire la guida.<br> \u201cCapo, allora dove si va oggi?\u201d Disse il ragazzo.<br> \u201cAndiamo un\u2019altra volta alla miniera di smeraldi. Chiamami Francoise\u201d, dissi.<br> \u201cVa bene Signor Francoise\u201d, rispose la guida<br> Ci avventurammo cos\u00ec nella giungla e, carichi di tutte le attrezzature, partimmo.<br> Arrivati all\u2019accampamento Indios ci vennero a salutare. Ormai ci conoscevano e quando arrivavamo con delle cose da mangiare ci facevano festa.<br> Quello era il punto di riposo. Il capo trib\u00f9 non batteva ciglia, anzi era diventato nostro amico.<br> Raccontai della ragazza che avevo conosciuto. Lui fu molto contento e mi regal\u00f2 dei talismani preziosi fatti di corno per scacciare la cattiva sorte. Io non credevo a queste cose, per\u00f2 per non offendere il capo li accettai.<br> Con delle pietre magiche mi lesse anche il futuro e mi disse: \u201cSei un uomo volitivo e gentile. Avrai delle soddisfazioni lavorative e conoscerai una donna buona e servizievole che completer\u00e0 la tua vita.\u201d<br> Gli diedi qualche soldo, poi con la guida andammo a dormire per proseguire alla miniera di smeraldi.<br> La mattina, molto presto, riprendemmo il cammino. La foresta era folta e buia. Ad un certo punto vidi strisciare un qualcosa. Mi avvicinai non pi\u00f9 di tanto, la guida che era con me and\u00f2 pi\u00f9 vicino, sollev\u00f2 il fogliame e sotto vide un serpente tutto arrotolato su se stesso.<br> Ebbi paura.<br> La guida subito tir\u00f2 fuori il macete. Nel far rumore il serpente strisci\u00f2 via e noi tirammo un sospiro di sollievo. Per\u00f2 era bello, aveva dei colori verde fosforescente, ma pericoloso.<br> Finalmente arrivammo alla miniera di smeraldi. Entrammo e a<br> met\u00e0 percorso, le striature verdi si confondevano con la roccia e il calcare dell\u2019acqua. Erano cunicoli speciali. Meravigliosi!<br> La descrizione non era niente, di fronte a chi non aveva visitato da vicino queste miniere.<br> Vennero verso di noi due addetti.<br> \u201cBuongiorno\u201d, dissero, \u201cSiete i signori di ieri vero?\u201d<br> \u201cSi\u201d, rispondemmo.<br> Poi proseguimmo la visita. Arrivati in un\u2019altra grotta c\u2019erano gli uomini che separavano la pietra dalla striatura verde. Mi misi a guardarla da vicino prendendola tra le mie mani. Era una meraviglia, di una particolarit\u00e0 unica.<br> Lo smeraldo era molto apprezzato nella gioielleria e dalle signore.<br> Lo scrutai bene girandolo da tutti i lati. Aprii il mio taccuino e scrissi qualche cosa a riguardo.<br> Uscimmo dalla miniera e riprendemmo la strada del ritorno. La guida mi riaccompagn\u00f2 in albergo e poi and\u00f2 via.<br> Due giorni dopo rincontrai la ragazza della festa. Era ad una bancarella che comprava della frutta.<br> La salutai e ci mettemmo a parlare. Le raccontai della miniera di smeraldi. Poi la invitai a bere qualcosa. Lei titubante accett\u00f2.<br> Mi raccontava della sua famiglia, della sua vita piatta e non facile, fatta sempre di rinunce. Voleva trovarsi un uomo e andarsene da casa.<br> Ascoltavo con attenzione quello che diceva. Per amicizia le presi le mani con delicatezza e lei mi guard\u00f2 con quegli occhi grandi ed espressivi che mi sconvolgevano.<br> Approfondii l\u2019amicizia con questa dolce creatura. Quando non lavoravo uscivo con lei. Andavamo in luoghi meravigliosi. Facevamo passeggiate con le canoe in mezzo a paesaggi incontaminati. La foresta era bella.<br> Un giorno non la vidi, non venne all\u2019appuntamento. Non so, pensai che fosse malata.<br> Ripresi la vita lavorativa di sempre non pensando a questa distrazione passeggera. Invece me la ritrovai di punto in bianco l\u00ec davanti a me come se non fosse successo niente.<br> \u201cKavanna come mai non ti ho pi\u00f9 visto?\u201d<br> \u201cSono dovuta andare a trovare la mia famiglia\u201d, disse.<br> \u201cHo creduto che non ti facesse piacere la mia compagnia.\u201d<br> \u201cNo, non \u00e8 cos\u00ec come dici\u201d, rispose la ragazza.<br> Francoise raccont\u00f2 di se stesso e che voleva portarla in Francia per farle conoscere Parigi. Kavanna lo ascolt\u00f2 senza interromperlo. La sua risposta era un si.<br> E venne il momento del rientro dalla sua missione. Kavanna si prepar\u00f2 a partire e con lui avrebbe conosciuto Parigi e tutta l\u2019Europa.<br> I due ragazzi arrivarono in aeroporto e sull\u2019aereo si rilassarono.<br> Giunti a Parigi, Francoise la port\u00f2 a casa sua. Ad accoglierli c\u2019era sua madre. Appena lo vide lo abbracci\u00f2, poi vedendo la ragazza disse: \u201cFrancoise mi presenti la signorina?\u201d<br> \u201cMamma questa \u00e8 Kavanna. \u00c9 una ragazza meravigliosa e me ne sono innamorato.\u201d<br> La mamma fece strada, la condusse nella stanza degli ospiti e poi la lasci\u00f2 sola.<br> Si rividero per la cena. Francoise fece visitare a Kavanna Parigi di notte e rimasero loro due a coccolarsi.<br> La mattina dopo Francoise doveva presentarsi in ufficio per relazionare il lavoro che aveva svolto in Amazzonia. Venne accolto dai colleghi con allegria. Poi entr\u00f2 nell\u2019ufficio del capo.<br> \u201cSono orgoglioso di te Francoise. Hai svolto un bel servizio sulla miniera di smeraldi\u201d, disse il capo.<br> \u201cGrazie signore, \u00e8 il mio lavoro e quando si tratta di esso sono intransigente. Voglio dirle che il Brasile oltre al lavoro mi ha regalato anche l\u2019amore. Una bella ragazza di nome Kavanna e che presto sar\u00e0 mia moglie.\u201d<br> \u201cSono molto felice per te.\u201d<br> E usc\u00ec dall\u2019ufficio del capo.<br> Francoise era impaziente di ritornare a casa. Ora c\u2019era Kavanna che lo aspettava.<br> Appena apr\u00ec la porta la vide nel salotto. Lei le corse incontro. Poi si sedettero e presero un aperitivo prima di cena. Si coccolarono un p\u00f2. La mamma venne ad avvertire che la cena era pronta.<br> Dopo cena i ragazzi uscirono.<br> Francoise fece visitare la citt\u00e0 alla ragazza. Di sera Parigi era un incanto. Si sedettero lungo la Senna e l\u00ec riaffior\u00f2 tutto il loro amore sbocciato in Brasile.<br> Dopo un p\u00f2 di tempo andarono a vivere insieme e da l\u00ec cominci\u00f2 il loro cammino coronato di felicit\u00e0.<br> Mentre erano a Parigi, seppero dalla televisione che l\u2019Amazzonia affrontava dei momenti penosi e tristi di calamit\u00e0 naturali. La foresta bruciava e con essa tutti gli animali.<br> Kavanna pianse sulla spalla di Francoise. Voleva fare qualche cosa ma ormai non si poteva fare pi\u00f9 niente.<br> \u00c9 il pianeta che va salvaguardato da fattori meteorologici e sta a noi vivere ecologicamente pi\u00f9 attenti.<br> Vedere questo polmone distruggersi per Kavanna e Francoise era un pianto, cos\u00ec spensero la TV e andarono in camera per continuare il loro sogno d\u2019amore e non pensare al problema amazzonico.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_43170\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"43170\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un villaggio di capanne viveva un popolo primordiale. 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