{"id":4297,"date":"2010-06-01T18:48:15","date_gmt":"2010-06-01T17:48:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4297"},"modified":"2010-06-01T18:48:15","modified_gmt":"2010-06-01T17:48:15","slug":"a-una-certa-eta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4297","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;A una certa et\u00e0&#8221; di Roberta Gramatica"},"content":{"rendered":"<p>&#8211; Baciami, piccola.<\/p>\n<p>&#8211; Sciocco.<\/p>\n<p>&#8211; Non sto scherzando, dai, baciami.<\/p>\n<p>&#8211; Non ne ho voglia, lasciami in pace.<\/p>\n<p>&#8211; Amor che a nullo amato amar perdona.<\/p>\n<p>&#8211; Senti, Osvaldo, mettiamola cos\u00ec. Lasciami finire la partita di bridge e poi ne riparliamo, va bene?<\/p>\n<p>&#8211; Come tu desideri, mio prezioso diamante.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Mai avrei pensato di finire in un posto nel quale avrei trascorso le mie giornate giocando a bridge con quattro vecchi rimbambiti che, l\u2019ultima cosa che ricordano, \u00e8 il giorno nel quale sono tornati a piedi dal campo di prigionia. E per di pi\u00f9 dovendomi difendere dal corteggiamento di un uomo corredato di pannolone per l\u2019incontinenza.<br \/>\nE invece eccomi qua. D\u2019altronde l\u2019alternativa all\u2019ospizio e a un bel certificato di demenza senile, sarebbe stata la prigione o gli arresti domiciliari. Non ci ho pensato neppure per un istante. Almeno qua, con questi rincitrulliti, qualcosa riesco ancora a prelevare. A casa, da sola, avrei potuto contare solo sulle assistenti sociali. Ma cosa vuoi che guadagnino quelle poverette. Sarebbe stato come rubare dalla cassettina dell\u2019elemosina.\u00a0<\/p>\n<p>Prima che inizi a tirare per le lunghe forse \u00e8 meglio che mi presenti. Mi chiamo Mariuccia Marchesi, ottant\u2019anni, un passato remoto come insegnante elementare e un passato prossimo come ladra. Sebbene la mia definizione preferita sia truffatrice, un\u2019attivit\u00e0 diventata ben presto una passione anche se, purtroppo, rivelatasi solo in tarda et\u00e0.\u00a0<br \/>\nLa mia prima truffa risale a una decina di anni fa. Mi trovavo nella stazione di Ventimiglia, in un bar cos\u00ec desolato che mi fa ritornare la tristezza al solo ricordo. Ma Evelina non si era sentita tanto bene, cos\u00ec mi ero offerta di scendere con lei dal treno per accompagnarla a prendere un bicchiere di acqua fresca. Avevamo tempo. I treni in transito da Montecarlo per l\u2019Italia, al confine si fermano sempre per una lunga pausa. Evelina aveva ordinato una Coca Cola. Disse che le bollicine le avrebbero fatto bene e che era tutta colpa del caldo se si sentiva cos\u00ec intontita. Mentre la poveretta cercava un po\u2019 di sollievo allentando i bottoni della camicetta a fiorellini rosa, sul naso si sventagliava il listino dei gelato che riportava la collezione di cos\u00ec tante impronte digitali da far invidia a uno schedario della polizia. Mi faceva pena. Non che la conoscessi da molto. Anzi. A dire il vero solo da due ore, visto che la prima volta nella quale le avevo parlato era stata proprio su quel treno. Per\u00f2 nei giorni precedenti mi era capitato di notarla alle slot machine del casin\u00f2. E una donna di settant\u2019anni, vestita come Mary Poppins che saltella per le sue vincite, non passa tanto inosservata. Poi l\u2019avevo ritrovato quella mattina, in viaggio. Mi ero seduta nel suo stesso scompartimento e, dopo un po\u2019 che chiacchieravamo, le avevo offerto una delle mie caramelle speciali. Improvvisamente Evelina aveva provato torpore e senso di svenimento. Dopo la Coca al bar, non so bene come sia finita. O, meglio, so quello che riportarono i giornali del giorno dopo: \u201cAnziana truffata,\u00a0 si risveglia in una bar della stazione, senza memoria e con il portafogli vuoto\u201d. Mica \u00e8 colpa mia se la caramella era stata troppo forte per lei. Quando avevo notato che si stava per addormentare sul bancone, le avevo sottratto il borsellino. Per essere stato il primo colpo, non mi era andata tanto male: tra una foto in bianco e nero di un giovane uomo e quella a colori di un gruppetto di ragazzini, c\u2019erano, ben piegati, due bei viola. Due cinquecentoni intendo.\u00a0<\/p>\n<p>Non ho bisogno di soldi. Nella mia vita ho sempre lavorato e mio marito, capo ferroviere, prima di morire mi ha lasciato un bel conto in banca. I miei ragazzi, fortunatamente, sono cresciuti bene, senza grilli per la testa, e ben presto si sono messi a lavorare. Uno fa l\u2019avvocato, l\u2019altro \u00e8 un medico e poi c\u2019\u00e8 la terza, la piccolina, che credo viva di espedienti, ma ho preferito non accertarmene mai. Ha un\u2019ottima istruzione e un alto tenore di vita. Che cosa faccia per guadagnarsi da vivere, sono fatti suoi.<br \/>\nCerto, finch\u00e9 mio marito \u00e8 stato in vita, non la pensavo cos\u00ec. Un po\u2019 preoccupata per il suo futuro lo ero. Ma poi, a una certa et\u00e0, le cose iniziano a scivolare addosso e ci si preoccupa pi\u00f9 delle questioni divertenti che di quelle importanti. Ed \u00e8 stato cos\u00ec che ho incominciato a interessarmi al furto. Ma solo a quello fatto con l\u2019inganno.<\/p>\n<p>Dopo Ventimiglia ho iniziato a prendere gusto per il prelievo di denaro, al punto da preparare un piano di lavoro. Le mie vittime sarebbero state i miei coetanei, meglio se vedovi; i luoghi quelli maggiormente frequentati da loro, come i casin\u00f2 e le localit\u00e0 di turismo religioso. Il perch\u00e9 \u00e8 semplice: vuoi per il gioco, vuoi per guadagnarsi qualche santo in cielo, chi frequenta quei posti ha portafogli belli pasciuti ed \u00e8 sempre piuttosto ben disposto nei confronti del prossimo. Se poi questo prossimo \u00e8 una deliziosa quanto arzilla signora un po\u2019\u00a0in l\u00e0 con gli anni come lo sono io, ogni diffidenza viene meno.\u00a0<\/p>\n<p>Dopo Evelina, \u00e8 stata la volta di Armando. Lo incontrai a Medjugorie. Era un bel uomo che aveva passato da poco gli ottanta, alto, portamento eretto e una testa di capelli bianchi, ricci e ben tenuti. Si trovava l\u00ec per accompagnare un suo cugino, costretto su una sedia a rotelle. Ma il vero motivo \u00e8 che voleva scontare, prima del grande giorno, una vita di vizi e bagordi, testimoniata ancora dalla miriade di braccialettini di caucci\u00f9 che ancora indossava sul polso sinistro. Ci incontrammo per caso, mentre io rovistavo nella borsa in cerca di qualche moneta per accendere l\u2019ennesima candela della giornata. Vedendomi affannata, aveva infilato nella scatoletta un paio monetine e, in attesa di capire quale lumino si sarebbe acceso, aveva scommesso su chi dei due, tra me e lui, lo avrebbe individuato per primo. Alla sera eravamo a cena insieme. Lui ordin\u00f2 un piatto di pesce cucinato con l\u2019aglio, per poi pentirsi subito dopo a causa del sapore che gli aveva lasciato in bocca. Io gli offrii una delle mie caramelle. Armando si addorment\u00f2 sulla panchina sulla quale ci eravamo seduti per una sosta, di ritorno verso l\u2019albergo. Per fortuna il portafogli lo teneva infilato nella tasca interna della giacca. Essendo un omone grande e grosso, non sarei passata inosservata se avessi iniziato a fare leva sotto il suo sedere, cercando di avere accesso alla tasca posteriore dei pantaloni.<\/p>\n<p>Dopo Armando ci furono Elena, Ernesto, Letizia, Vittoria, Angelino e tutti gli altri.\u00a0<br \/>\nQuando i carabinieri un anno fa mi hanno arrestata, mi hanno chiesto dove avessi preso le caramelle con narcotizzante con le quali stordivo le mie vittime. Originariamente erano dei sonniferi per i cani di mio marito. Dei pastori maremmani affetti da epilessia, ai quali il veterinario aveva prescritto tranquillizzanti per le crisi pi\u00f9 acute. Li avevo ritrovati dopo la morte di mio marito in fondo a un cassetto. Li avevo sciolti in un po\u2019\u00a0di zucchero ed erbe, e avevo inventato le mie speciali <em>Ricola<\/em> sedative.<\/p>\n<p>Non fosse stato per quel tale, Giacomino, sarei ancora in giro a distribuire caramelle. Lo avevo da poco conosciuto su un tavolo verde, dunque non potevo ancora sapere che da anni era in cura con forti sedativi a causa di un violento esaurimento nervoso, e che le mie caramelle speciali gli avrebbero procurato lo stesso effetto di un bicchiere d\u2019acqua. E cos\u00ec, fuori dal casin\u00f2 di Venezia, mentre eravamo seduti a un bacaro per un cicchetto di intervallo, vedendolo un po\u2019 accasciato su se stesso, avevo pensato che fosse gi\u00e0 entrato nel mondo dei sogni. Gli affondai la mano nei pantaloni. Peccato che Giacomino, con trascorsi giovanili da guardia giurata, fosse in realt\u00e0 ben vigile e perfettamente consapevole che la mia non era un\u2019affettuosa avance. Non mi denunci\u00f2 subito. Ma dopo un mese. Non so ancora perch\u00e9. Forse per simpatia.<\/p>\n<p>Quel giorno, erano circa le cinque del pomeriggio, stavo preparando il mio t\u00e8 verde, quello dei cinesi, che bevo perch\u00e9 dicono allunghi la vita. Stavo sistemando il colino sulla tazza quando qualcuno ha suonato alla porta. Era un bel giovanotto, con le spalle larghe e il sorriso luminoso, in divisa da carabiniere. Mi chiese di Mariuccia Marchesi. \u201cSono io giovanotto\u201d gli risposi. Mi diede la sensazione di non crederci. Prese tempo e si diresse verso la macchina di ordinanza, per consultarsi con il suo collega. Poco dopo si riavvicin\u00f2 e mi chiese se ero in casa da sola, se c\u2019era mio figlio, una badante, insomma qualcuno. \u201cMa giovanotto, perch\u00e9 mai dovrei prendermi degli estranei in casa\u201d gli dissi. \u201cE per quanto riguarda i miei figli, sono grandi abbastanza da badare a loro stessi\u201d. Allora lui abbass\u00f2 lo sguardo, mi salut\u00f2 e se ne and\u00f2 via. Dopo meno di un\u2019ora, mentre ero ai fornelli a tostare lo zucchero per le mie caramelle, arriv\u00f2 Giovanni, mio figlio avvocato, accompagnato da Emilio, il medico, e dal giovanotto in divisa di prima. Avevano lo sguardo esterrefatto e un colore cos\u00ec cadaverico che sembrava avessero visto un morto risorto. \u201cSto bene ragazzi, cosa fate tutti qua, in pompa magna\u201d chiesi. Allora mi spiegarono della denuncia di Giacomino. Mi convinsero a chiedere l\u2019infermit\u00e0 mentale e a farmi ricoverare in questo posto, Villa Serena.<br \/>\nIn fondo sono da capire anche loro, poveri diavoli. Cosa potevano fare altrimenti con la loro mamma. Lucia, la piccola, la mia terza figlia, \u00e8 la pi\u00f9 contenta di tutti. Si diverte a venire a trovarmi in mezzo a tanti rimbambiti. Dice che in fondo potrei anche cedere alle avances di Osvaldo, bacetto in pi\u00f9 bacetto in meno, nella vita cosa vuoi che conti. Anche se, forse, la prima volta che me l\u2019ha consigliato non stava propriamente\u00a0pensando\u00a0alle effusioni amorose. Infatti, poi, \u00e8 venuta a trovarmi con una bella scorta delle mie caramelle speciali. Credo abbia trovato nel mio com\u00f2 la ricetta per farle. Lei sa che a me servono per spennare qualche vecchietto a bridge. A lei non so cosa servano. Ma non me lo chiedo. A una certa et\u00e0 \u00e8 meglio che le cose scivolino via.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><!--EndFragment--><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4297\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4297\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Baciami, piccola. &#8211; Sciocco. &#8211; Non sto scherzando, dai, baciami. &#8211; Non ne ho voglia, lasciami in pace. &#8211; Amor che a nullo amato amar perdona. &#8211; Senti, Osvaldo, mettiamola cos\u00ec. 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