{"id":42846,"date":"2020-06-01T16:10:22","date_gmt":"2020-06-01T15:10:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42846"},"modified":"2020-06-01T16:10:24","modified_gmt":"2020-06-01T15:10:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-un-viaggio-nel-viaggio-di-eugenio-novara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42846","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Un viaggio nel viaggio&#8221; di Eugenio Novara"},"content":{"rendered":"\n<p>\nCe l\u2019avevo fatta. Nonostante il\ncaotico traffico di Napoli, ero sul treno, il Frecciarossa per Milano\ndelle 16.10. Erano le 16.05. Per un pelo! Il treno era al completo,\nma il posto accanto al mio restava vuoto. Pensavo, con quella punta\ndi veniale egoismo che mi segue durante i viaggi in treno o in aereo,\nche forse il traffico aveva fermato proprio il passeggero destinato a\nquel posto e ci\u00f2 mi permetteva di viaggiare pi\u00f9 comodo. Perch\u00e9\ndiventiamo cos\u00ec facilmente orsi o ricci?<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>Oh,\nmi scusi!<\/em>\u00bb Disse la\ngiovane donna che sedeva davanti a me e, accavallando le gambe, aveva\ninvolontariamente urtato il mio piede. Apprezzai le scuse. Oggi molti\ngiovani non sanno pi\u00f9 scusarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>Di\nnulla<\/em>\u00bb risposi\naccennando un sorriso di maniera, senza avvertire il bisogno di\napprofittare di quel pretesto per avviare una pi\u00f9 ampia\nconversazione. Mi sembrava prematuro rompere il ghiaccio, con pi\u00f9 di\nquattro ore di viaggio davanti, prima di aver tracciato un minimo\nidentikit della giovane passeggera lanciando mezze occhiate furtive\nda sopra il libro che nel frattempo avevo aperto.<\/p>\n\n\n\n<p>\nAccanto a lei, dalla parte del\nfinestrino, sedeva una signora molto anziana, minuta, avvolta in un\nsopra-bito grigio e con un foulard rosa che le incorniciava il viso\nolivastro, segnato da molte profonde rughe.<\/p>\n\n\n\n<p>\nQuando ero arrivato, trafelato,\nal mio posto accompagnato dalla hostess, avevo per un attimo pensato\nche le due donne, gi\u00e0 sedute, potessero essere in qualche modo\nimparentate o legate, ma nessuna delle due si era poi rivolta\nall\u2019altra, facendomi cos\u00ec rinunciare a quell\u2019idea.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa donna anziana non portava\nocchiali e con due fessure di occhi guardava fuori dal finestrino di\ntraverso, senza sollevarsi dallo schienale, come se stesse in realt\u00e0\nseguendo, ad occhi aperti, un itinerario del tutto diverso, un altro\nviaggio su un percorso privato e personale.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>Prego,\n<\/em><em>signori<\/em>\u00bb alzai\nlo sguardo dal libro. La hostess ci offriva caramelle. Ringraziai e\nrifiutai. Le due donne invece le accettarono, ma subito vidi\nl\u2019anziana, con un gesto semplice e per\u00f2 imprevedibile, porgere la\ncaramella alla giovane accanto, senza dire nulla, evidentemente\nfidando nell\u2019eloquenza del gesto.  Muovendo il capo dall\u2019alto in\nbasso in senso di invito ad accettare l\u2019offerta, alla fine disse,\ncon voce roca ma ferma e con bell\u2019accento napoletano: \u00ab<em>L\u2019agg\npigliata pe cortesia, ma nun \u2018a puozz mangi\u00e0<\/em>\u00bb\n \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa ragazza, mora e decisamente\npaffutella ma non grassa, sul momento sorpresa seppure non\ninfastidita dalla garbata offerta, la prese, quasi avvertisse che un\nrifiuto sarebbe stato un\u2019imperdonabile scortesia.  Paffutella\nuguale adorabile golosa? pensai guardandola maliziosamente da sopra\nil mio libro.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\tIl banale gesto aveva fatto\nscattare tra loro la molla della complicit\u00e0 delle origini: \u00ab<em>Grazie\nsign\u00f2, troppo gentile<\/em>\u00bb\nfu la risposta della giovane, anch\u2019essa pronunciata con una fresca\nparlata partenopea.<\/p>\n\n\n\n<p> Continuavo a leggere il mio libro, ma in realt\u00e0 mi accorgevo di scorrere le parole senza coglierne il  senso, perch\u00e9 era iniziata in me la fase dell\u2019identikit.<\/p>\n\n\n\n<p>\nDunque, le due donne non si\nconoscevano ed erano tutte e due napoletane o di quelle parti.<\/p>\n\n\n\n<p>\nL\u2019anziana aggiunse subito dopo:\n\u00ab<em>Quando ero giovane\ncomm a vuie, nun \u2018e putiv accatt\u00e0, pecch\u00e9 nu teniv rinar, avevo\nle tasche vuote. Ora che potrei, nunn \u2018e puozz mangi\u00e0 cchi\u00f9<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>Mi\nspiace, \u00e8 per &#8230;<\/em>\u00bb\nla giovane non ebbe il tempo di finire la domanda che l\u2019anziana\ncontinu\u00f2, con l\u2019atteggiamento confidenziale e per nulla formale\nche assumono quelle persone che, per et\u00e0 e per esperienze vissute,\navvertono il diritto, e forse anche il dovere, di parlare, di\nraccontare, di trasmettere,  senza bisogno di chiederne il permesso:\n\u00ab<em>Se alla vostra et\u00e0\naviss manciat \u2018e ccaramell, anzich\u00e9 quelle schifezze che ci\ndavano, oggi non avrei lo stomaco accartocciato, cara signorina<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa giovane aveva dovuto\nsollevarsi un po\u2019 dallo schienale e torcere il busto verso destra\nper parlare <em>vis a vis<\/em> con l\u2019anziana che rimaneva\nrincantucciata nel suo avvolgente ed esagerato sedile.<\/p>\n\n\n\n<p>\nMi aveva colpito la pronuncia\ndella parola schifezze, detta alla napoletana, con il sonoro \u201csc\u201d\n iniziale al posto della semplice \u201cs\u201d: le sc-chifezze mangiate in\ngiovent\u00f9 dall\u2019anziana donna avevano davvero  lasciato il segno sia\nfisico che morale, che sciabordava tutto in quello \u201csc\u201d pieno di\npostumo ribrezzo.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa giovane prov\u00f2 a riportare la\nconversazione su un piano non troppo coinvolgente: \u00ab<em>Ma\ncome, nella nostra bella Napoli, dove \u00e8 tutto buono<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>Magari\nfuss stata a Napule, cara signorina, <\/em><em>io <\/em><em>stavo<\/em><em> in\nProvenza alla vostra bella et\u00e0. Quant\u2019ann tenite?<\/em>\u00bb\n Di nuovo una domanda imprevedibile, schietta e, forse, impertinente,\ndata la mia presenza.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>&#8230;<\/em><em>v<\/em><em>entidue&#8230;vintiruie<\/em>\u00bb\nprecis\u00f2 la giovane come se ritenesse doveroso restituire attraverso\nil dialetto a quella donna, che intuiva essere stata strappata da\nNapoli in giovane et\u00e0, il conforto della conterraneit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\nCapivo che la conversazione non\nsarebbe finita l\u00ec. L\u2019anziana smetteva di parlare per qualche\nminuto, chiudeva gli occhi non per stanchezza ma per cercare meglio\nnell\u2019armadio dei ricordi. Infatti, come se avesse lasciato il\ndiscorso in sospeso, riprese a parlare con tono familiare:<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>Piccer\u00e9,\nio ne tengo quattro volte tanti e a venti anni, quann agg saputo che\npatete non tornava pi\u00f9 a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\n <em>casa dalla guerra, cu <\/em><em>quatt<\/em><em>\ncriatur, <\/em><em>quattro<\/em><em> fratellini da sfamare e mammeta\nmuorta, agg fatt e valigge e ho dovuto accettare la proposta di\nandare a fatic\u00e0 in Francia, dove gi\u00e0 ci stava mia cugina<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>Oh,\nmi dispiace&#8230;<\/em>\u00bb\nrispose banalmente la giovane senza mostrare gran voglia di\ninterromperla.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>Comm\nte chiamm<\/em>\u00bb disse\nl\u2019anziana passando amabilmente dal \u201cvoi\u201d al \u201ctu\u201d per\ndiritto d\u2019anzianit\u00e0. \u00ab<em>Debora<\/em>\u00bb\n\u00ab<em>O<\/em><em>h, <\/em><em>un\n<\/em><em>nom<\/em><em>e<\/em><em> modern<\/em><em>o<\/em>\u00bb\n\u00ab<em>Si, ma senza l\u2019acca\nfinale<\/em>\u00bb precis\u00f2\nquasi scusandosi la ventuduenne.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>Guagli\u00f2,\nnon \u00e8 questione di acca. Pure se ti chiammass Maria Immacolata\nAddolorata, comm me chiamm io, oggi vivere, muoversi, comunicare \u00e8\ntutta n\u2019ata cosa. Quann fu che me ne jett, da Napoli a Milano, dove\nci stava il Centro di emigrazione, ci ho messo, nel 1948, chi\u00f9 e nu\njuorn. Poi un altro giorno: <\/em><em>primm<\/em><em> da Milano a Torino\nc\u2019a ferruvia e poi fino al confine cu na corriera tutta\nsc-cass<\/em><em>a<\/em><em>ta<\/em>\u00bb.\n\n<\/p>\n\n\n\n<p>\nEccolo ancora quello \u201csc\u201d\ncarico di disprezzo, potente strumento fonetico nel doloroso eloquio\ndell\u2019an-ziana per esprimere l\u2019inesausto risentimento verso un\npassato non facile che, come in un puzzle, si com-poneva in\nquell\u2019occasionale conversazione tra napoletane di due mondi e due\nepoche opposti. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n\tMaria Immacolata, addolorata\neccome!, rievocava a spizzichi, con sofferto piacere. L\u2019avvincente\nracconto si stava ampliando all\u2019esperienza di lavoro che aveva\nfatto in Francia fino al 1964, prima come semplice raccoglitrice di\nlimoni, poi come ambulante ai mercati rionali, fino a quando, grazie\nal boom economico, i fratelli, che aveva fatto crescere con le sue\nrimesse, rientrati anche loro in Italia dalla Germania e dal Belgio,\nle avevano chiesto di tornare per aprire a Napoli una rivendita di\nfrutta e verdura.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\tMi accorsi di aver tenuto il\nlibro in mano, con le braccia rigide, aperto sempre a pagina 45. Quel\nlibro mi era servito come i vetri a specchio degli uffici di polizia\namericani che permettono di guardare senza essere visti. Avevo\nascoltato, studiato le due donne per tutto il viaggio. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>E\navete fatto tutto da sola?<\/em>\u00bb\nriprese la giovane nella quale cresceva una filiale empatia \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>E\ncomm, no? Che altro potevo fare, sperai nell\u2019onest\u00e0 delle\nintermediarie miezze francesi e miezze napulitane che erano pure\narpie, ma anche il nostro Feisbucc, o Tuitter per tenere qualche\nrelazione con i parenti. <\/em><em>Una sospirata lettera al mese! Tu \u2018o\ntien \u2018o \u2018nnammurato? Quante lettere scrivi alla settimana?<\/em>\u00bb\n\n<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>Sign\u00f2,\nquali lettere, nui tenimm Skype e Whatsapp, <\/em><em>io non so nemmeno\nquanto costa l\u2019affrancatura \u2013 si dice accuss\u00ec? &#8211;  di una\nlettera<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>Sient\u2019me,\nDebora senz\u2019acca, ti faccio \u2018na confessione, sto andando a\ntrovare mia nipote a Milano, ma quann tuorno a Napoli pur\u2019io\nagg\u2019mparat a parl\u00e0 cu essa attraverso Skype<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\tAvevamo superato Bologna. Mi\nrendevo conto di avere fatto un viaggio nel viaggio. Un viaggio nel\ntempo, negli anni \u201850 in cui non ero ancora nato e nella Francia\ndel dopoguerra, imparando che accoglieva gli immigrati italiani anche\nclandestini pur di attuare efficaci politiche demografiche.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\t\u00ab<em>Biglietto,\nprego<\/em>\u00bb la richiesta\ndel controllore mi costrinse a chiudere il libro. Appena si fu\nallon-tanato, l\u2019imprevedibile Maria Immacolata Addolorata \u2013 le\nidentit\u00e0 ora mi erano familiari \u2013 mi sorprese scusandosi\namabilmente proprio con me: \u00ab<em>Vi\nabbiamo disturbato la lettura del libro, dite la verit\u00e0?<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>Ma\nche dice, signora<\/em>\u00bb \nrisposi ipocritamente  \u00ab<em>ero\ncos\u00ec assorto, \u00e8 un romanzo interessantissimo!<\/em>\u00bb<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42846\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42846\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ce l\u2019avevo fatta. 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