{"id":42842,"date":"2020-06-01T16:12:13","date_gmt":"2020-06-01T15:12:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42842"},"modified":"2020-06-01T16:12:15","modified_gmt":"2020-06-01T15:12:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-sgomento-di-eugenio-novara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42842","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Sgomento&#8221; di Eugenio Novara"},"content":{"rendered":"\n<p>\nEgle\nera in ritardo di mezz\u2019ora e il pranzo era gi\u00e0 in tavola. La\nmamma, aprendole la porta, la baci\u00f2 sussurrandole di giustificarsi\nsenza \u201cdire sciocchezze\u201d e col capo accenn\u00f2 a pap\u00e0 Fermo  che\ngi\u00e0 era a tavola.<\/p>\n\n\n\n<p>\nDa\ntempo, sentendosi non pi\u00f9 adolescente, la figlia esibiva un\u2019evidente\ninsofferenza per i rimproveri reiterati del padre e fastidio per i\nsospetti sulla sua condotta e la qualit\u00e0 delle sue frequentazioni. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa\nmamma le appariva pi\u00f9 tollerante solo perch\u00e9 non ne vedeva tutta la\nrassegnata subalternit\u00e0 ad un marito ossessionato dal ruolo di\ncapofamiglia, padre inflessibile, per volont\u00e0 di Dio e del Regime\nreggitore dell\u2019onore della famiglia. Ruolo che gli imponeva\nperiodiche sfuriate alle due donne, mentre non avrebbe mosso\nrimprovero al figlio minore, Luca, se fosse stato presente. Ma Luca\nnon c\u2019era, si era arruolato, ancora diciassettenne, nella Guardia\nNazionale della R.S.I., un gesto che valeva per il padre quanto una\nbenemerenza del Duce per un membro del partito: tolleranza e perdono\na priori per ogni intemperanza, salvi poi invidia e risentimento alle\nsue spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLuca,\nquei sentimenti li suscitava tutti nella sorella maggiore, critica,\nseppure cautamente, sulla scelta del fratellino. La irritava\nquell\u2019odiosa aura eroica e inoltre iniziava a valutare\nrazionalmente i recenti sviluppi politici.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abBuongiorno\npap\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\nFece\ncon studiato garbo per baciarlo ma il padre si alz\u00f2 di scatto\nopponendole la sua prestanza.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abNon\ntollero pi\u00f9 questi ritardi. Non devi trattenerti fuori per nessuna\nragione. Sai che non son tempi per pettegolare in strada. Siamo in\nguerra\u00bb disse con enfasi, come a significare: e questo ti basti.<\/p>\n\n\n\n<p>\nIl\nrag. Fermo Pederzani, funzionario dell\u2019Intendenza di Finanza, non\nsi preoccupava tanto delle amicizie femminili della figlia, che\nconosceva bene, quanto di quelle maschili, che ignorava. In ufficio\ncome al Partito, ascoltava storie allarmanti di fanciulle ignare\nrovinate da giovanotti ebrei privi di scrupoli.<\/p>\n\n\n\n<p>\nPago\ndell\u2019ostentata severit\u00e0 si sedette invitando le donne a fare\naltrettanto.<\/p>\n\n\n\n<p>\nNon\nriprese tuttavia a mangiare e annunci\u00f2: \u00abMalgrado i tempi\ndifficili, ho una buona notizia. Ad &#8230; alcuni funzionari \u2026 di\ngrado superiore con una certa anzianit\u00e0 di servizio, insomma, come\nme, vengono assegnati degli appartamenti \u2026 <em>demaniali<\/em> \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>Demaniali<\/em>?\u00bb\ndisse incuriosita Egle che conosceva solo il demanio marittimo.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abBeh,\necco \u2026 sono propriet\u00e0 di cui dispone la Prefettura attraverso\nl\u2019Egeli\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abEgeli?\nE cos\u2019\u00e8, l\u2019anagramma del mio nome?\u00bb rise Egle<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abDiamine,\nEgle, devo spiegarti ora tutta l\u2019organizzazione statale? Vedrai,\nsarai contenta; ho esercitato un\u2019opzione per un alloggio con tre\ncamere, cos\u00ec ne avrai una tutta tua. Ora mangiamo\u00bb disse con tono\nultimativo.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\tEra\nmaggio, le bombe non davano tregua. Dopo l\u20198 settembre dell\u2019anno\nprima, il giorno della <em>pugnalata alle spalle dei camerati\ntedeschi,<\/em> come il camerata Fermo definiva l\u2019armistizio, col\nnord Italia in mano ai tedeschi, anche nella provincia gli alleati\nmiravano a distruggere vie di comunicazione e piccole realt\u00e0\nindustriali.<\/p>\n\n\n\n<p>\nUna\nsera erano corsi nel rifugio per un\u2019incursione aerea contro la\nMeccanica Moderna.<\/p>\n\n\n\n<p>\nPassata,\nsa fa per dire, la paura, al sabato pap\u00e0 Fermo annunci\u00f2, a pranzo,\nche nel pomeriggio avrebbero visitato l\u2019appartamento assegnato a\nlui. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nL\u2019ambiguo\ntermine <em>assegna<\/em><em>to<\/em> derubricava i temi di solito connessi\nall\u2019acquisto di una nuova casa: il costo, il pagamento, la sorte\ndell\u2019attuale, l\u2019arredamento. Solo sull\u2019ultimo punto pap\u00e0 Fermo\naveva anticipato che questi alloggi erano talvolta <em>parzialmente\narredati<\/em>. Null\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\tEgle\nstudiava al sabato pomeriggio con una compagna, Lidia, e perci\u00f2 il\npadre le aveva promesso una visita breve.<\/p>\n\n\n\n<p>\nAlle\nsedici incontrarono all\u2019angolo tra Via Crispi e Corso Roma un tale\nche li guid\u00f2  fino al civico 88, un\u2019elegante palazzina liberty.<\/p>\n\n\n\n<p>\nAveva\nstimato Egle la strada in pi\u00f9 da fare per giungere a scuola. Non\nmolta. La casa era vicina alla Sinagoga, che conosceva bene e stava a\ndue isolati dal Liceo Gioberti.<\/p>\n\n\n\n<p>\nL\u2019appartamento\nguardava sulla Via Crispi e, dietro, sul giardino, dal balcone della\ncamera che pap\u00e0 Fermo le indic\u00f2 subito come la <em>sua<\/em>\ncameretta.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa\ncasa era spoglia. Alle pareti, tra vecchi quadri, le sagome dei\nmobili precedenti. Solo quella stanza era arredata con gusto sobrio\nma piacevole: un letto con testata in ferro decorata a smalto, un\ntavolino per comodino, un armadio con un grande specchio al centro e\nuno scrittoio con ribalta.<\/p>\n\n\n\n<p>\nEgle\nvi entr\u00f2 e, dimentica delle bombe, immagin\u00f2 liete ore di lettura o\ndi riservata conversazione con le amiche.<\/p>\n\n\n\n<p>\nNon\nle spiaceva che gli arredi vi restassero. Se interpellata, avrebbe\ndetto di lasciarli.<\/p>\n\n\n\n<p>\nD\u2019istinto\nabbass\u00f2 la ribalta, figurandosi di poterlo fare di l\u00ec a poco.\nAll\u2019interno due coppie di cassetti per lato ideali per custodire\namorosi segreti. Sul piano dello scrittoio due fogli bianchi,\nun\u2019elegante penna e un calamaio. Pareva una casa abbandonata senza\nvolere o poter raccogliere le proprie cose. Apr\u00ec il primo cassetto:\ntrov\u00f2 alcune cartoline illustrate di saluti dalla Spagna e sotto una\nbusta senza indirizzo, sulla quale era disegnato un cuore, aperta,\nche celava tre lettere legate da un nastrino rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abEgleee!\u00bb\ngrid\u00f2 il padre spalancando la porta socchiusa \u00abnon guardi il resto\ndella casa?\u00bb La ragazza non ebbe il tempo di riporre cartoline e\nbusta e rest\u00f2 un attimo in imbarazzo. Temendo la quasi certa\nsgridata infil\u00f2 rapidamente tutto nella tasca della giacca, la\ndestra, che il padre non vedeva.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abOra\nandiamo, Lidia ti aspetta, ma &#8230; non scendere in particolari con lei\nsulle ragioni del ritardo\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\nEgle\nnon fece caso a quell\u2019inconsueto avvertimento e scapp\u00f2 via\nsalutando di fretta. Sentiva una pungente voglia di aprire quella\nbusta; sal\u00ec a due a due i gradini della casa dell\u2019amica.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa\ntrov\u00f2 sola. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nIl\npadre, un <em>ragazzo del \u201899<\/em>, ferito a una gamba sul Grappa,\nera al lavoro, la mamma dalla cognata.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLe\nparl\u00f2 della visita, senza dettagli, e and\u00f2 subito al fatto\nintrigante: le tre lettere. Lidia ebbe il dubbio di violare il\nsegreto epistolare ma &#8211; disse Egle ridendo impaziente \u2013 senza busta\nnon si sanno n\u00e9 mittente n\u00e9 destinatario e quindi &#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>\nSi\nsedette. Apr\u00ec la busta. Sciolse il nastro. Ne spieg\u00f2 una.<\/p>\n\n\n\n<p>\nFu\nun attimo! \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nGir\u00f2\ncon uno scatto le spalle all\u2019amica, la ripieg\u00f2 alla meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLidia\nsi avvicin\u00f2 sorpresa e incuriosita: \u00abChe hai visto?\u00bb \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nEgle\nsi contorse ancor pi\u00f9, come per coprire ogni angolo della lettera.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abLasciami!\u00bb\nrispose confusa, la voce soffocata da un gran nodo alla gola.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLidia\nla strinse teneramente e quel gesto la fece scoppiare in lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abQueste\nlettere&#8230;le &#8230;ho scritte io! Capisci? Le ho scritte a Dav\u00ecd, ti\nricordi, il ragazzo che incontravo in biblioteca e mi aiutava per le\nversioni di latino. Avevo preso una cotta. Avevamo un sistema per\nscambiarci le lettere: uno la lasciava in un libro poco consultato,\n<em>Anatomia de<\/em><em>l<\/em><em> bovin<\/em><em>o<\/em>, l\u2019altro, il giorno\ndopo, prendeva quel libro e la trovava. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abDavide\u00bb\nprecis\u00f2 Lidia \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abNo,\nDav\u00ecd. \u00c8 ebreo. Per questo ne parlavo poco. Ne ho scritte quattro.\nTre sono qui, la quarta \u00e8 rimasta nel libro e ho dovuto riprenderla\nio\u2026 pensavo si fosse stancato di me, della mia antipatia per\nOvidio. Invece&#8230; \u00bb Pianse. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nPoi,\ntornando in s\u00e9: \u00abQuella dunque era casa sua! Quando l\u2019ha\nlasciata? Ma &#8230; abitava in una casa <em>demaniale<\/em>?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\nIn\nquel mentre entr\u00f2 il pap\u00e0 di Lidia, claudicante. Not\u00f2 subito la\nposa delle ragazze, ancora quasi abbracciate. Egle si asciugava le\nultime lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abChe\nc\u2019\u00e8, bimbe?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\nEgle,\nricomponendosi, senza salutarlo quasi lo assal\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abConosce\nl\u2019Egeli? L\u2019Ente che gestisce case <em>demaniali<\/em> che la\nPrefettura assegna ai funzionari statali?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\nPap\u00e0\nSauro sorrise e, con amaro sarcasmo, sbott\u00f2. \u00abDio mio! L\u2019Egeli,\nun ente? Un\u2019entit\u00e0 diabolica, vuoi dire. Dal \u201839, dopo le leggi\nrazziali, sequestra i beni immobili e mobili, cio\u00e8 case, arredi\u2026\nma fino anche ai mestoli e ai vasi da notte, capisci, agli ebrei\npresi di mira. Gli alloggi dovrebbe venderli per fare cassa, ma pare\nche tra tedeschi rapaci e maneggioni nostrani, molti prendano altre\nstrade\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abCome:\naltre strade? Strade illegali?\u00bb \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abS\u00ec,\nall\u2019interno di un sistema gi\u00e0 di per s\u00e9 indegno\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abAh\n&#8230;ora capisco, grazie davvero\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abPerch\u00e9\nme lo chiedi?\u00bb \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abMah,cos\u00ec\u00bb\nrispose Egle mentendo \u00abpap\u00e0 ha detto quel nome e mi sono\nincuriosita\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa\nversione di latino era finita in gloria. Non aveva proprio voglia di\ntrattenersi. Lidia si offr\u00ec di accompagnarla ma lei si divincol\u00f2\ndalle braccia dell\u2019amica e guadagn\u00f2 in fretta la strada. Corse\nfino alla Sinagoga. Giunta davanti al piccolo ma austero edificio,\nabbass\u00f2 lo sguardo e si prese la testa fra le mani. Stette, cos\u00ec,\nalcuni minuti, singhiozzando in silenzio. Poi scapp\u00f2 di corsa verso\ncasa. Mancava poco al coprifuoco.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa\nsera Fermo, soddisfatto della visita pomeridiana, chiese alla moglie\nnotizie di Egle.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abHa\nl\u2019emicrania, non vuol cenare. Le ho gi\u00e0 dato un cachet\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abUn\ncialdino!\u00bb la corresse Fermo stizzito.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa\nmattina seguente Egle, alzandosi di buon ora, aveva barbugliato alla\nmamma di voler seguire una prassi nuova: sarebbe andata a messa alle\notto, anzich\u00e9 con lei alle undici, per salire al Bastione e godere\nil tiepido sole di maggio.<\/p>\n\n\n\n<p>\nPer\naccondiscendenza e quieto vivere la mamma non aveva neppure tentato\ndi dissuaderla. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nAlle\ntredici il pranzo era in tavola, come sempre ma Egle non compariva\nancora. Fermo iniziava a spazientirsi. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abDov\u2019\u00e8\nEgle? Non era con voi a messa? Si sar\u00e0 fermata a spettegolare con la\nsua amica\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abLidia\nera sola in chiesa\u00bb confess\u00f2 la moglie \u00abEgle \u00e8 andata a quella\ndelle otto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\nFermo\nnon fece in tempo a sorprendersi della irritante novit\u00e0 che dentro\nal tovagliolo trov\u00f2 un biglietto.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLo\napr\u00ec nervosamente, lesse sottovoce, poi in crescendo: <em>\u2026e <\/em><em>ti\ngiuro<\/em><em> che in quella casa usurpata a Dav<\/em><em>\u00ec<\/em><em>d non\nentrer\u00f2 neanche morta. <\/em><em>Egle<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\nCol\nvolto paonazzo, batt\u00e9 un pugno sul tavolo facendo saltare in aria il\npiatto con tutta la pasta al rag\u00f9 che ancora conteneva: \u00abDannato\nebreo, adesso anch\u2019io vengo pugnalato alle spalle\u00bb url\u00f2 \u00abe\nproprio da mia figlia \u2026 da quella che ERA mia figlia!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\nGrugn\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\nIn\nun cupo silenzio, rub\u00f2 con rabbia il piatto di pasta della moglie e\nprese a mangiarla con voracit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42842\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42842\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Egle era in ritardo di mezz\u2019ora e il pranzo era gi\u00e0 in tavola. 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