{"id":42807,"date":"2020-06-01T15:23:53","date_gmt":"2020-06-01T14:23:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42807"},"modified":"2020-06-01T15:23:54","modified_gmt":"2020-06-01T14:23:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-street-food-sociale-di-diego-inghilleri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42807","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Street food sociale&#8221; di Diego Inghilleri"},"content":{"rendered":"\n<p>Mentre\nsono in coda alle casse, alzo gli occhi sullo schermo di un televisore in\nesposizione che trasmette l\u2019immagine di un lungo serpente variopinto che si\nsnoda attraverso una citt\u00e0 in guerra: l\u2019immagine \u00e8 quasi ipnotica e mi cattura.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esclusione\ndell\u2019audio mi impedisce di sentire da dove giunga la trasmissione, e non sono riuscito\na leggere gli annunci sotto l\u2019immagine del cronista prima che venisse\nsostituito dalla ripresa aerea di quest\u2019evento di cui \u2013 per quanto\nirrazionalmente \u2013 sono certo sia responsabile mio figlio. Non \u00e8 rilevante che\ntutto ci\u00f2 stia accadendo quasi certamente in una cittadina del Medioriente\nattraversata da un confine misconosciuto e nel bel mezzo di un territorio multietnico,\nmentre mio figlio in questo preciso momento sta rientrando da scuola con un\ntreno della metropolitana milanese. E\u2019 come se fosse l\u00ec, come se avesse\ncontribuito lui stesso con le proprie mani alla realizzazione di quel rettile improbabile,\ndalle spire contorte e affascinanti. Mi domando se stia guardando anche lui che\ncosa ha smosso; se si rende conto della responsabilit\u00e0 di cui inconsapevolmente\nsi \u00e8 caricato dal momento in cui centinaia di persone hanno sistemato scampoli\ndi stoffa, tovaglie, tappeti logori, addirittura capi d\u2019abbigliamento disponendoli\nuno accanto all\u2019altro in una striscia che si dipana da una periferia all\u2019altra\ntagliando in due la citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Le\npersone sciamano intorno al nastro colorato sempre pi\u00f9 numerose, accomodandosi ai\nmargini e depositando cibo su quel desco improvvisato incuranti del pericolo,\ndei cecchini, delle artiglierie che si fronteggiano a pochi chilometri, dei droni,\ndegli elicotteri, delle mine antiuomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni\nclienti si fermano accanto a me e commentano le immagini con meraviglia. Due mentecatti\nalle mie spalle considerano che per apprezzare appieno le caratteristiche dei\ntelevisori di ultima generazione non dovrebbero essere trasmesse riprese a\ndefinizione cos\u00ec bassa. Mi rendo conto che sto riversando su di loro la tensione\nche mi cresce dentro nel timore di vedere all\u2019improvviso frammenti di selciato\nlevarsi in fontane di schegge, figure insanguinate accasciarsi su quel convivio\nraffazzonato e commovente o detriti piovere all\u2019improvviso da una costruzione\nsbriciolata da una cannonata nel mezzo del fuggifuggi generale. L\u2019apprensione \u00e8\naccresciuta dal numero di bambini, uomini e donne che si scambiano pani e\ncondividono piatti di verdure, che versano bevande calde da samovar che sanno\ndi <em>Mille e una notte<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante\nla manciata di secondi del collegamento, per\u00f2, non accade nulla. Il\ntelegiornale passa rapidamente a un\u2019altra notizia e io mi affretto a lasciare\nil centro commerciale e a rientrare a casa provando a farmi una ragione di\nquello che accade. Delle implicazioni, ma anche del significato.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\n\u00e8 inevitabile ricordare come \u00e8 iniziato tutto questo.<\/p>\n\n\n\n<p>Torno\na due anni fa. Mancano pochi giorni a Natale. Come ogni anno da che \u00e8 morta mia\nmadre va in scena un nuovo episodio della diaspora familiare che riduce sempre\npi\u00f9 il numero dei convitati.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\nmancano i pranzi di Natale di un tempo. In effetti mi manca molto altro, ma quella\ndei pranzi natalizi \u00e8 una mancanza simbolica e pi\u00f9 dolorosa. Racconto a mio\nfiglio per l\u2019ennesima volta di come, fin dalle prime ore del mattino del 25\ndicembre, i vetri delle finestre della cucina si appannassero ai vapori delle\ncasseruole con cui armeggiava mia madre, sua nonna; di come si venisse\nsvegliati dal profumo delle pietanze in cottura che si spandeva per il ballatoio\nmescolandosi ai profumi che venivano dagli altri appartamenti, vera colonna\nsonora \u2013 anzi, olfattiva \u2013 della giornata di festa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSiamo\nsempre meno. Quest\u2019anno se ne va anche quel cazzone di tuo zio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTrova\nun modo per farlo stare,\u201d semplifica mio figlio. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\ncome competiamo con i Caraibi? Con i cannelloni al verde e i cappelletti in\nbrodo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\nguarda di sfuggita, digitando sul telefono. \u201cNon mi raccontavi che gi\u00e0 la Vigilia\neravate tutti insieme al lavoro? Tagliavate la verdura tutta uguale per\nl\u2019insalata russa, arrotolavate gli involtini, sistemavate il vitello tonnato\nsui vassoi, davate forma ai cappelletti. Scherzavate. Vi facevate dispetti. Vi\ndivertivate. Cenavate insieme mettendovi sul tappeto in soggiorno perch\u00e9 i\nnonni avevano gi\u00e0 preparato la tavola per il giorno dopo. Allo zio non devi\nproporre il pranzo. Invitalo ai preparativi, che erano il momento pi\u00f9 bello\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Smette\ndi digitare. Mi guarda. \u201cSe vuoi lo chiamo io.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo\nfaresti?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono\nun adolescente. Ho spesso a che fare con i cazzoni\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>E\nmio fratello accetta e rinuncia ai Caraibi, e la sera della Vigilia, tutti\nseduti sul vecchio tappeto dopo una sfacchinata a base di risate, spilucchiamo quello\nche non ha trovato posto nei bei vassoi e divoriamo i bucatini conditi con il\nfondo dell\u2019arrosto. Il giorno dopo non abbiamo abbastanza sedie e ricorriamo a\nvecchi sgabelli che stavano in cantina da tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019\nsolo l\u2019inizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nfebbraio seguente, accade che il Preside del Liceo che frequenta mio figlio neghi\nla concessione dell\u2019aula magna che \u00e8 stata richiesta dagli studenti per tenere\nun\u2019assemblea dopo l\u2019orario dei corsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mio\nfiglio \u2013 al quale non avrei mai pensato potesse importare di un\u2019assemblea su\ntemi sociali \u2013 pensa bene di sedere sul marciapiede al termine delle lezioni,\ndavanti alla scuola, sistemando il giaccone per terra e posandoci sopra il\npanino che non ha mangiato all\u2019intervallo perch\u00e9 era a discutere con il Preside\ninsieme a una nutrita delegazione. Mezz\u2019ora dopo, trecentocinquanta ragazzi\noccupano il marciapiede lungo un variopinto serpentone, si confrontano,\ndiscutono, consumano un pasto pi\u00f9 o meno frugale, imparano a riconoscere\nl\u2019altro. Vengono poi sgombrati dai Vigili Urbani chiamati dal Preside che incautamente\ncon il suo intervento apre loro le porte di testate giornalistiche e social. E\u2019\nl\u00ec che mio figlio viene citato per la prima volta come promotore geniale. Riceve\nperfino un messaggio da mio fratello che gli scrive \u201cBen fatto. Lo zio cazzone\u201d,\nche mi rivela di contatti gioviali e senza censure di cui non supponevo\nl\u2019esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Iniziative\nanaloghe si moltiplicano rapidamente al di fuori della nostra citt\u00e0, in diversi\ncontesti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAvranno\ntutti avuto una nonna\u201d, commenta mio figlio quando i rappresentati di una lista\ncivica d\u2019opposizione, politici e cittadini di diversa estrazione e corrente\npolitica la cui protesta non riesce a raggiungere la sala consiliare del loro Comune,\nsi aggregano intorno a una tavola fatta di sciarpe, tovaglie e coperte, a\ncrescita scoordinata e inarrestabile, nella piazza grande, dove cittadini\nportano cibo come in un giorno di festa, quasi offerta a chi li sta\nrappresentando e salvaguardando.<\/p>\n\n\n\n<p>Scopro\nnei giorni seguenti che dopo ogni evento simile, mio figlio viene contattato e\nrisponde in maniera pronta e misurata. La foto del profilo lo ritrae seduto su\ndi una panchina con gli amici mentre taglia la torta di compleanno. Sta\nrimodellando il concetto di flashmob strappandolo all\u2019area danzante e dandogli\ndignit\u00e0 sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019\naccaduto in uno dei pi\u00f9 grandi centri di accoglienza del Sud. Si \u00e8 ripetuto in\nuna cittadina della Baviera in seguito a incidenti di matrice raziale. A Parigi\nin un sabato di tregua piena di significato che ha accomunato cittadini e forze\ndell\u2019ordine. A Londra, in un momento di aggregazione spontanea per ricordare\nche ci sono modi diversi di lasciare l\u2019Europa, magari senza scavare solchi. E\nlungo i misconosciuti confini tra Catalogna e resto della Spagna per dire che a\ntavola c\u2019\u00e8 posto per tutti; al mondo c\u2019\u00e8 posto per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivo\na casa trafelato. Mio figlio sta gi\u00e0 pranzando. Non accade quasi mai che ci si\nincontri durante il giorno, ma oggi \u00e8 un sabato insolito.<\/p>\n\n\n\n<p>Influenzato,\n\u00e8 davanti a un piatto di riso in bianco e osserva dallo schermo del computer le\nstesse immagini che mi hanno causato tanta apprensione. Alza gli occhi verso di\nme per un attimo e mi sorride.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\nsiedo davanti a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMangiamo\ncon loro?\u201d mi chiede spostando verso di me il piatto. Mia moglie si siede con\nnoi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\nti preoccupi?\u201d Non riesco a non chiederglielo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sposta\nverso di me il cellulare sul quale si aprono contatti come fiori che sbocciano\nin un filmato avanti-veloce. Ne mostra alcuni facendo scorrere la schermata con\nun dito. Foto di profili: militari dalle divise diverse, dai diversi colori\ndella pelle, dalle diverse lingue stampate sugli indumenti che indossano. Il\nmessaggio \u00e8 unico, in un inglese pi\u00f9 o meno corretto, in arabo tradotto dal\nprogramma stesso.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Li terremo al sicuro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\nc\u2019\u00e8 pericolo. Vedi?\u201d mi tranquillizza, pi\u00f9 con la sua serenit\u00e0 che con il\nmessaggio stesso pieno di implicazioni. \u201cMangiamo?\u201d dice infilando le dita nel\nriso bianco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cRiso?\u201d\nchiedo perplesso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\nvi importava davvero di quello che mangiavate o bevevate quando eravate tutti\ninsieme?\u201d mi chiede allora il giovane uomo che ho di fronte.<\/p>\n\n\n\n<p>No,\nnon ci importava.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\nriso sia!\u201d mormoro. Tutti e tre ci portiamo il boccone alle labbra e ci uniamo\nai commensali che riempiono lo schermo. Ci sentiamo tra amici.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42807\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42807\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre sono in coda alle casse, alzo gli occhi sullo schermo di un televisore in esposizione che trasmette l\u2019immagine di un lungo serpente variopinto che si snoda attraverso una citt\u00e0 in guerra: l\u2019immagine \u00e8 quasi ipnotica e mi cattura. 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