{"id":42804,"date":"2020-06-01T15:28:28","date_gmt":"2020-06-01T14:28:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42804"},"modified":"2020-06-01T15:28:31","modified_gmt":"2020-06-01T14:28:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-piedi-nella-tormenta-di-luca-dettori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42804","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Piedi nella tormenta&#8221; di Luca Dettori"},"content":{"rendered":"\n<p>\n\u00abCiao\nsono Franco e sono il piede sinistro di un maratoneta.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abCiao\nFranco.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\nIl\nmio primo giorno al gruppo di mutuo ascolto per piedi in difficolt\u00e0\nmi sentivo compresso come dentro una Air Jordan quarantuno e mezzo.\nIl tallone paonazzo e una sudata peggio della Roma-Ostia l&#8217;undici di\nagosto. Mi ci aveva portato un mio amico, Enrico, un piede celtico\ncon l&#8217;ossessione per le verruche. Le altre fette mi osservavano\nintenerite. Ancora non sapevo che quelle colorite estremit\u00e0 disposte\nin cerchio sarebbero divenute col tempo una piccola famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abAllora\nFranco. Vuoi dirci qualcosa in pi\u00f9 su di te?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\nDario,\npiede greco laureato in filosofia con un master in coaching e\nmindfulness, era il terapista del gruppo. Il suo armonico arco\ninfondeva tranquillit\u00e0 e sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p> \u00abEcco,\u00bb arrancai \u00abnon me la sento pi\u00f9 di muovere un passo\u00bb. Scalpitii di stupore. Era la cosa peggiore che potesse capitare a un piede.<\/p>\n\n\n\n<p> \u00abTi va di parlarcene?\u00bb Dario era accomodante come un tappeto di moquette profumata. <\/p>\n\n\n\n<p>Vinsi subito ogni imbarazzo. \u00abNon \u00e8 stato sempre cos\u00ec, anzi, all&#8217;inizio il fatto di appartenere a Milo mi piaceva. Essere il piede di un maratoneta ha dei vantaggi. Giravamo parecchio: New York, Parigi, Melbourne\u2026 Ho stretto amicizie fraterne con piedi di atleta di tutto il mondo. Nonostante le migliaia di chilometri e gli allenamenti estenuanti tastare il pavimento ogni mattina era sempre una gioia, fino a quella rovinosa sera a Regent Street in cui tutto \u00e8 precipitato.\u00bb Avevo catturato la loro l&#8217;attenzione. In sala non si muoveva un mignolo. \u00abAmmetto che la colpa fu mia. Milo lo sbecco del marciapiede l&#8217;aveva pure visto, ma io ero incantato a guardare un paio di TODS camminarmi a fianco e cos\u00ec mi puntai sul cemento mentre la caviglia si torceva. Micro frattura della tibia con interessamento del metatarso. Due giorni dopo a Londra si sarebbe disputata l&#8217;ultima tappa della WMM, la Word Maraton Majors.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abOh\nno\u2026\u00bb Ettore, piede alpino di uno scalatore svizzero, si contrasse\ncome colto da un crampo improvviso. Era un veterano del gruppo.\nSoffriva il terrore del vuoto a causa di un brutto trauma subito anni\nprima durante un&#8217;arrampicata.\u00abE poi che \u00e8 successo? Vi siete\nritirati o..?\u00bb Lascio la  domanda penzoloni, conscio di aver\ncontribuito a pungolare il mio tallone d&#8217;Achille.<\/p>\n\n\n\n<p>\nFeci\nuna lunga pausa prima di scivolare sul terreno sdruccioloso dei\nricordi. \u00abMilo decise di correrla lo stesso. Quarantadue km di\ndolori lancinanti e sudori freddi. Arrivammo ultimi. L&#8217;altro piede,\nGiorgio, diede la colpa a me e da allora non mi parla. E come non\nbastasse la lesione finii per peggiorare. Passai i due mesi\nsuccessivi appiattito dentro un brutto gesso, abbandonato a me\nstesso. Per Milo era come se non esistessi. Capii che nulla sarebbe\npi\u00f9 stato come prima. Mi sono sentito sprofondare in un mare di\nmelma. Fu allora che iniziai a perdere le unghie\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00ab<em>Unghiopecia\n<\/em>da stress. Ne ho sofferto anch&#8217;io.\u00bb Leonard, il piede di un\ncestista degli U.S.A che giocava in serie A, fece capolino da una\nciabatta gommosa. A dispetto dell&#8217;enorme stazza dell&#8217;americano\nmisurava trentanove scarso, e nei bramosi spogliatoi del basket se\nnon sei un quarantaquattro pianta larga ti discriminano come niente.\nOramai provava imbarazzo anche tra le fette sue compagne di squadra,\ntutte dal quarantacinque in su, e aveva iniziato a soffrire di\ninvidia del piede.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLo\nringraziai con un cenno dell&#8217;alluce e ripresi. \u00abMi sono sentito\nusato, maltrattato. Ho capito che a Milo di me non fregava niente,\nche mi avrebbe sacrificato per i suoi tornaconti sportivi senza\npensarci un attimo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abFai\nbene a voltargli la pianta!\u00bb scalpit\u00f2 Amanda, il piede di una\nballerina di Flamenco. \u00abGli sportivi sono i peggiori. Egoisti e\nnarcisi, per non parlare dei maestri di danza. Buoni quelli, te li\nraccomando!\u00bb Amanda soffriva di <em>taccofobia<\/em>. Ogni volta che\nmontava sopra il minimo rialzo si sentiva mancare, sopraffatta da\nnausea, <em>allucegiro <\/em>e sudorazione incontrollata.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abSi\n\u00e8 comportato male!\u00bb incalz\u00f2 Giacomo, piede piatto di un ex\npoliziotto. \u00abSe fosse capitato a una mano l&#8217;avrebbe fasciata e\ntenuta a riposo! Ma siccome siamo piedi ci spremono fino al calcagno,\nci pestano come uva, ci schiacciano come cacche!\u00bb Giacomo era un\n<em>manofobo <\/em>con tendenze ossessive. Sosteneva l&#8217;esistenza di una\nlobby delle mani tozze che voleva distruggere l&#8217;industria delle\ncalzature obbligando i piedi a maciullarci scalzi per strada.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\nhanno alcun rispetto per chi porta i calli e i duroni di una vita\u201d\nsi intromise Alfred, piede malandato di un maggiordomo inglese sul\nviale del tramonto. L&#8217;anziana estremit\u00e0 mal sopportava la pantofola\ncalda di flanella e, con la pensione, era arrivata anche l&#8217;insonnia.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abE\nche cosa dovrei dire io allora?\u00bb Manola, alla <em>piedigrafe <\/em>Manuel,\nera nato taurino ma si era sempre sentita donna in un piede di uomo.\nApparteneva a un contadino irsuto: \u00abUn brav&#8217;uomo per carit\u00e0, ma mi\ntiene chiusa tutto il giorno in scarponi unti e maleodoranti. Ah,\ncosa non darei per un sandalo di Vitton e un po di smalto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u00abUh!\nLa solita melodrammatica\u00bb fece Alfio, piede vezzoso con una\neccessiva ricrescita di peli sul collo che lo aveva portato a\ndetestare il suo aspetto.<\/p>\n\n\n\n<p> \u00abRagazzi non divaghiamo per favore\u00bb li interruppe Dario, cercando di riportare le falangi del gruppo su di me. \u00abVedi Franco\u00bb continu\u00f2 \u00abNon sei il solo qui a patire una situazione simile, molti di noi hanno vissuto o vivono un rapporto disfunzionale con chi li ospita. Il mio consiglio \u00e8 di cercare un punto d&#8217;incontro. Non si tratta di giustificare Milo, ma di comprendere che se si comporta cos\u00ec \u00e8 perch\u00e9 la societ\u00e0 in cui vive \u00e8 profondamente  <em>antipied\u00ecta<\/em>. In un certo senso non ha colpa, \u00e8 cresciuto nella convinzione che i piedi siano i bassifondi del corpo umano, quelli che puzzano, quelli da nascondere sotto la sabbia e di cui ci si vergogna. E spetta a tutti noi impegnarci per rovesciare questo punto di vista, dimostrare che non \u00e8 cos\u00ec, che c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella\nsera tornai a casa con una consapevolezza diversa. Spaparanzato sul\nbracciolo del divano pensai che frequentare quel gruppo mi avrebbe\nfatto solo bene. Poi\nmi sentii allungare sul polpaccio destro di Milo, il mio arco\nstrofinarsi sulla sua carne ruvida e poi pi\u00f9 gi\u00f9 fino al collo di\nGiorgio, il mio inseparabile compagno di viaggio che non si scost\u00f2,\nma anzi accolse quel grattino inaspettato con un brivido. Ricordai\nle parole di Dario. Mi inarcai all&#8217;indietro verso Milo e gli feci\nmignolino. Ma s\u00ec, potevamo ritornare ad essere una squadra. Ci avrei\nlavorato. E per questo dovevo ringraziare i compagni di \u201cPiedi\nnella Tormenta\u201d che mi avevano accolto a dita aperte. Quel giorno\nin fondo avevo trovato nuovi amici, e questo era ci\u00f2 che contava\nveramente.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42804\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42804\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCiao sono Franco e sono il piede sinistro di un maratoneta.\u00bb \u00abCiao Franco.\u00bb Il mio primo giorno al gruppo di mutuo ascolto per piedi in difficolt\u00e0 mi sentivo compresso come dentro una Air Jordan quarantuno e mezzo. 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