{"id":42698,"date":"2020-05-31T22:39:04","date_gmt":"2020-05-31T21:39:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42698"},"modified":"2020-05-31T22:39:08","modified_gmt":"2020-05-31T21:39:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-lultimo-dubbio-di-seneca-di-luca-bertini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42698","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;L&#8217;ultimo dubbio di Seneca&#8221; di Luca Bertini"},"content":{"rendered":"\n<p>Lucio Anneo Seneca si svegli\u00f2 prima del solito\nquella mattina. Aveva appena iniziato ad albeggiare e la nebbia, che per tutta\nla notte aveva nascosto alla vista ogni forma, avvolgendola come dentro ad un\nvelo, stava cominciando a diradarsi, per lasciare spazio a quella che sembrava\nessere una luminosa giornata primaverile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo sonno era stato tranquillo,\nappena profondo e senza quei turbamenti che certe volte seguono il correre dei\nsogni, quando questi rispecchiano le nostre inquietudini.<\/p>\n\n\n\n<p>Lentamente si alz\u00f2 e, fatte le\nabluzioni mattutine, si rec\u00f2 in cucina per una rapida e frugale colazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 dalla sera precedente aveva deciso\nche si sarebbe alzato molto presto. Durante tutta la giornata gli si era\naffacciato alla mente un pensiero, a cui non aveva avuto n\u00e9 tempo n\u00e9 modo di\ndare una risposta che lo soddisfacesse.<\/p>\n\n\n\n<p>In una sacca si era fatto preparare\ndalla servit\u00f9 il pasto della giornata, a base di pane, cacio e olive. Con\nquesta messa a tracolla, e una fiasca per l&#8217;acqua alla cinta, si diresse verso\nla strada che portava all\u2019oliveta e da l\u00ec a quella che chiamava la\n\u201ccollinetta\u201d, che non era altro che un poggio, posto al limitare delle sue\npropriet\u00e0, da cui poteva avere la piena visuale del panorama circostante.<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso, da quando aveva acquistato\nquella tenuta, si era ritrovato a percorrere quel tragitto, per poi fermarsi in\ncima a quel poggio e riflettere. Non sapeva neppure lui ci\u00f2 che lo attraesse in\nquel percorso, se fossero alcuni sprazzi di paesaggio, che gli richiamavano\nalla memoria quelli che in giovent\u00f9 lo avevano visto crescere nella Baetica, o\nse invece fosse quell&#8217;apertura inaspettata, che si apriva dietro all&#8217;unica\ncurva stretta, posta pressappoco a met\u00e0 della salita, che gli ricordava come\nnulla sia come ci si aspetti e che le pi\u00f9 belle sorprese, come le notizie pi\u00f9\ndolorose, possano arrivarti improvvise, poich\u00e9 sono parte della vita dalla\nquale non vi \u00e8 modo di avere certezze.<\/p>\n\n\n\n<p>Si era ripromesso che avrebbe\nriflettuto su quel pensiero solo dopo aver raggiunto la sommit\u00e0 del poggio, in\nmodo che fosse la tranquillit\u00e0 di quel luogo ad ispirarlo. Durante il tragitto\naveva intenzione di godersi quegli spazi familiari, poich\u00e9 quella avrebbe\npotuto essere l&#8217;ultima volta che li percorreva.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasci\u00f2 quindi la mente libera di\nvagare fra ci\u00f2 che osservava ed i suoi pensieri, e questa in breve non fece che\nritornare su quanto si approssimava a compiere.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;ordine, che da pochi giorni gli\nera stato recapitato, l\u2019imperatore avanzava una sola pretesa, che avrebbe\ndovuto esaudire quanto prima. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019oggetto di quella richiesta era la\nsua vita. <\/p>\n\n\n\n<p>Di alternative non ce n\u2019erano: la fuga\nsarebbe stata solo un\u2019illusione, adatta a chi guarda il mondo con gli occhi\ndella speranza, ma non per chi come lui lo faceva con quelli della consapevolezza.\nEppoi non aveva mai pensato ad una fuga, non perch\u00e9 non fosse adatta ad un uomo\ndella sua et\u00e0, \u00e8 che lui sentiva proprio di non dover fuggire da alcunch\u00e9, meno\nche mai dalla morte, che \u00e8 solo il momento finale delle nostre vite, poich\u00e9 anche\nse non facciamo altro che nascondercelo, ogni giorno perdiamo una parte della\nnostra esistenza, facendo un passo verso di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla morte aveva riflettuto spesso,\nma una cosa \u00e8 speculare su un qualsiasi argomento quando lo sentiamo lontano da\nnoi, un\u2019altra \u00e8 guardare negli occhi ci\u00f2 che la sorte ci sta prospettando,\ncoscienti che fra pochi giorni dovremo affrontarla. Su di una cosa era certo, non ne aveva alcun\ntimore, e ci\u00f2 che gli dava questa convinzione non nasceva dalla sua filosofia,\nma aveva prima preso forma nella sua esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin da piccolo aveva sofferto d\u2019asma,\ncostretto ad un\u2019esistenza fatta di piccole attenzioni che i suoi coetanei\nignoravano, e con il pensiero che ogni attacco avrebbe potuto essere l\u2019ultimo.\nOgni volta che gli spasmi si presentavano, e doveva lottare con un respiro che\nsembrava volergli sfuggire, fino ad esser trascinato nell\u2019agonia di un\nsoffocamento che lo lasciava a terra esausto, sentiva che la morte era quasi ad\nun passo. Con il tempo si era accorto che questa malattia lo aveva in qualche\nmodo risarcito di tutti quei momenti di dolore, sfilandogli ogni timore nei\nconfronti della morte, poich\u00e9 anche nell&#8217;istante in cui l&#8217;avesse incontrata,\nsarebbe sempre stato oltre i suoi spasmi, in un luogo dove ogni suo dolore\navrebbe avuto termine, ed in cui vi sarebbe stata solo quiete.<\/p>\n\n\n\n<p>Riflettendo su tali argomenti\nraggiunse l&#8217;oliveta. Il suo sguardo cadde sui resti di un grande olivo, di\nquelli nei quali la circonferenza del fusto si avvicina ai cinque cubiti, che\nda poco era stato spiantato. Si ricord\u00f2 che quella stessa pianta l&#8217;anno\nprecedente era stata colpita da un fulmine, e che a seguito di quell&#8217;evento si\nera in breve seccata, fino a rendere necessaria la sua rimozione.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella pianta, che aveva fatto\nabbattere dalle scuri dei suoi servi, aveva avuto un destino simile a quello\nche lo stava attendendo. La sorte in entrambi i casi si era manifestata in modo\nrepentino, senza lasciare spazio ad alcuna possibilit\u00e0 che non fosse il suo\ndisvelarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Era certo che quell\u2019albero avesse avuto\ndelle radici solide, ma non avevano potuto alcunch\u00e9 contro le forze della\nnatura palesatesi in tutta la loro potenza e casualit\u00e0, ed allo stesso modo lui\nnon era stato in grado di poter fare niente per dimostrare la sua estraneit\u00e0 a\nquella congiura, poich\u00e9 le delazioni erano state ritenute sufficienti per\nemettere le sentenze, ed a quel punto di chi ne avesse fatto effettivamente\nparte non interessava granch\u00e9 a nessuno, tanto meno all&#8217;imperatore che quelle\nsentenze le aveva emesse, ed attendeva solo che fossero eseguite. Cos\u00ec ogni\nverit\u00e0 sui nomi o sui ruoli dei congiurati, e sulle motivazioni che avevano\nspinto personaggi pubblici come Petronio Arbitro ad esporsi, sarebbe caduta nel\ndimenticatoio.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sedette sui resti di quell&#8217;olivo\nprima di affrontare la salita, e rimase per un momento ad occhi chiusi, fino a\nche un nuovo pensiero lo coinvolse. Da sempre si ricordava di essersi fermato\nper riposare prima di ogni piccolo sforzo, e che questa breve sosta lo\ncaratterizzasse pi\u00f9 dei segni che il passare del tempo avevano lasciato sul suo\ncorpo. Era anch\u2019esso un lascito dell&#8217;asma, che era rimasto nonostante ora\npotesse farne anche a meno. <\/p>\n\n\n\n<p>Per lui era diventato come un rito che\nsembrava scandisse il passare del tempo, e ora, giunto quasi al termine della\nsua esistenza, quando il suo tempo stava per finire, lo accompagnava ancora, a\nchiudere l\u2019ultimo cerchio. <\/p>\n\n\n\n<p>Lentamente si rialz\u00f2, bevve dalla\nfiasca un po&#8217; d\u2019acqua, e riprese la strada.<\/p>\n\n\n\n<p>La fatica della salita cominci\u00f2 a\nfarsi sentire, per cui lasci\u00f2 andare ogni pensiero e rimase concentrato solo su\nquello sforzo, sul sentire il cuore aumentare i battiti e la muscolatura\niniziare ad affaticarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, giunse in cima al poggio. Era\nstanco, ma di quella piacevole stanchezza fisica di cui volerne tenere il\nricordo nella memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Si guard\u00f2 attorno, ed il suo sguardo\ncorse subito a rivedere quel paesaggio per il quale era salito fin lass\u00f9. Cos\u00ec\nlo rivide in tutte le sue forme, dalle cime dei monti che si scorgevano da un\nlato fino ad uno spicchio di mare, che si rivelava nella sua azzurra lucentezza\nquasi al limite dell&#8217;orizzonte.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sedette su di una pietra abbastanza\nlarga, rialzata rispetto al terreno, e comprese come quel paesaggio gli stesse\ngi\u00e0 parlando. Tutte quelle forme che stava vedendo, cos\u00ec diverse fra loro, gli\nrivelano l\u2019essenza di quella Felicit\u00e0 che occupava i suoi pensieri, e che\nniente c\u2019entrava con la contentezza o l\u2019allegria, che sono solo condizioni\nmomentanee e che non sono destinate a durare. La Felicit\u00e0 \u00e8 invece un punto\nd&#8217;arrivo raggiungibile solo attraverso la pienezza, poich\u00e9 solo la conoscenza\ndi s\u00e9 stessi e del mondo che ci circonda ci permette di raggiungerla, ed \u00e8\nattraverso le gioie e i dolori, gli amori e le illusioni che abbiamo vissuto,\nche ci indirizziamo lungo la salita che ci conduce ad essa, poich\u00e9 raggiungerla\n\u00e8 anche l&#8217;essere in grado di percepire il valore di ogni cosa, e pens\u00f2 che la\npersona che l&#8217;avesse sperimentata, avrebbe potuto percepire il mondo come una\nstrada senza ostacoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui, l\u2019aveva raggiunta la felicit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Era questa la domanda a cui non\nriusciva ancora a rispondere, e che dal giorno precedente era tornata\ninsistentemente a richiedergliene una.<\/p>\n\n\n\n<p>Si alz\u00f2, ed inizi\u00f2 a camminare l\u00ec\nattorno, come alla ricerca di un qualcosa di cui per\u00f2 non aveva presente n\u00e9 la\nforma n\u00e9 se esistesse, fino a che non decise di sedersi con la schiena\nappoggiata al fusto di un grosso albero di tasso, posto a poca distanza, quasi\nsenza un particolare motivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per acquietare quell\u2019inquietudine\ndecise di mangiare qualcosa, e quel poco di cibo, assieme alla stanchezza\nfisica ed al sole che iniziava a farsi sentire con forza, nella sua prorompente\nvitalit\u00e0 primaverile, lo portarono a rilassarsi fino a che quasi si addorment\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu in quel breve spazio temporale, in\ncui dur\u00f2 quello stato di sonnolenza, che gli apparve un&#8217;immagine. Era quella\ndel volto di un bambino, intento a giocare a nascondersi con qualcuno, pieno di\nquell\u2019intensit\u00e0 che solo i bambini sanno mettere in ogni cosa che fanno. Seppe\nda subito che gli apparteneva, nonostante fosse cos\u00ec lontana nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel bambino era suo figlio, nato\nquasi quarant&#8217;anni prima e morto dopo poche primavere, ed in quell&#8217;immagine\nsapeva che gli stava correndo incontro ad abbracciarlo e che stava ridendo, s\u00ec,\nche stava ridendo di gioia come lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed inizi\u00f2 a sorridere, mentre una\nlacrima sembr\u00f2 staccarglisi dall&#8217;occhio destro solcandogli lentamente la\nguancia.\n\nLucio Anneo Seneca cap\u00ec che aveva trovato la risposta\nche cercava, e continu\u00f2 a sorridere, quasi nascosto all&#8217;ombra di quel tasso,\nmentre i raggi del sole avevano gi\u00e0 raggiunto i suoi piedi.\n\n\n\n<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42698\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42698\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lucio Anneo Seneca si svegli\u00f2 prima del solito quella mattina. 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