{"id":4267,"date":"2010-06-01T10:40:39","date_gmt":"2010-06-01T09:40:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4267"},"modified":"2010-06-01T10:40:39","modified_gmt":"2010-06-01T09:40:39","slug":"ritorno-alla-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4267","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Ritorno alla realt\u00e0&#8221; di Barbara Boccacci Mariani"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\">Era buio, troppo buio. A malapena riusciva a scorgere il profilo degli alberi. Sotto i suoi piedi gli aghi di pino scricchiolavano e si spezzavano. Ora aveva paura. Si era persa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\">Aveva corso fino a ritrovarsi senza pi\u00f9 respiro. Aveva inciampato diverse volte sulle radici che affioravano dal terreno e si era messa ad urlare perch\u00e9 ogni volta le sembrava che qualcuno le afferrasse le gambe e la trascinasse negli abissi della terra. Era ricoperta di graffi che, ora, iniziavano a bruciare; la terra le si era appiccicata nelle aree dove il suo corpo era scoperto e sul viso, rigato dalle lacrime, le aveva disegnato una intricata rete di chiazze chiaro-scuro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\">Prosegu\u00ec a tastoni e le sue unghie andarono a conficcarsi in qualcosa di duro ma nello stesso tempo friabile. Tufo. Un rombo di tuono le squass\u00f2 il corpo e grosse gocce di pioggia fredda le martellarono il capo. Dita intirizzite trovarono una vasta apertura dove lei si insinu\u00f2 al riparo dal temporale e dalle voci che le sussurravano parole incomprensibili. Si acquatt\u00f2 per terra, tremante dal freddo e con le mani si copr\u00ec le orecchie. Cosa volevano da lei quelle voci? Prov\u00f2 a far scivolare via una mano dall\u2019orecchio destro ma i sussurri ricominciarono pi\u00f9 forti di prima e, impulsivamente, <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>se lo copr\u00ec nuovamente. Prov\u00f2 di nuovo con la sinistra. Ancora voci. Qualcuno o qualcosa cercava di attrarre la sua attenzione. Volevano farla impazzire? Strinse gli occhi talmente forte da vedere lumini di tutti i colori lampeggiarle dietro le palpebre. Si sforz\u00f2 di pensare e alla fine si diede della stupida. Tolse le mani dalle orecchie e apr\u00ec lentamente gli occhi. Non erano voci. O meglio, era stata la voce del vento che sibilava tra gli alberi che l\u2019aveva tratta in inganno, dandole l\u2019impressione di parlarle. Tast\u00f2 con le mani tutto intorno. La nicchia era ricoperta di muschio, morbido e umido. Il territorio circostante era pieno di tufo la maggior parte del quale ricoperto di muschio. Secondo la leggenda, secoli prima, la zona era dominata da un vulcano ma la Regina di Ghiaccio, il cui castello si trovava nelle vicinanze, era costantemente minacciata dal suo calore. Un giorno, sentendo il vulcano borbottare, intu\u00ec che stava per svegliarsi. La lava ed il calore avrebbero spazzato via in un batter d\u2019occhio il suo regno. Ordin\u00f2 cos\u00ec ai suoi sudditi di portarla in cima al cratere e una volta trovatasi sul bordo della bocca incandescente, con il solo gesto di un dito adunco, riemp\u00ec il vulcano di ghiaccio. L\u2019acqua gelida venuta a contatto con il calore del fuoco gener\u00f2 una inspiegabile sorta di risucchio ed il vulcano si richiuse su se stesso sprofondando nelle viscere della terra. Il vulcano preso alla sprovvista in quanto mai si sarebbe aspettato che la Regina osasse avvicinarsi tanto, aveva intanto cercato di colpirla con lapilli di lava incandescente che, sempre secondo la leggenda, sarebbero state lacrime versate per l\u2019inaspettata sconfitta che stava per ricevere. Le lacrime si erano stratificate dando forma a una serie innumerevole di piccole colline di tufo. La Regina, felice per la vittoria, ricopr\u00ec l\u2019area con tronchi di ghiaccio. Ma giunse il \u201cRe Calore\u201d che sconfisse la Regina di Ghiaccio sciogliendo il suo regno e tramutando i suoi tronchi in rigogliosi alberi. Ebbe origine cos\u00ec un fitto bosco di pini intervallato da<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>rocce tufacee. Ma le leggende, si sa, sono dure a morire e cos\u00ec ne nacquero altre che narravano di streghe, riti occulti e magia nera che venivano celebrati nel bosco, di sacrifici umani e di gente impazzita che aveva ucciso, senza rendersene conto, i propri cari.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\">Ma lei, Karen, che tutti gli amici chiamavano Kerry aveva paura e non voleva credere a queste cose, non adesso.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\">Pensando alle leggende e rivivendole nella sua mente si era distratta ed i battiti del suo cuore ed il respiro erano tornati regolari. Cerc\u00f2 di guardarsi intorno ma vedeva solo buio. Ma da cosa era fuggita? Perch\u00e9 si era inoltrata nel bosco? Improvvisamente vide rosso. Rosso sangue. Sangue ovunque. La sua mente si mise a galoppare in cerca di una spiegazione. S\u00ec. Ora ricordava tutto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\">Parcheggi\u00f2 il SUV sullo spiazzo erboso davanti al villino. Il sole stava scomparendo dietro gli alberi. Scese e prese le buste di carta, contenenti le provviste per il fine settimana, che aveva sistemato sul sedile posteriore della vettura. Tenendo una busta per braccio, appoggiate al petto, si diresse verso la porta. Sentiva un cerchio alla testa. Arrivata sulla soglia not\u00f2 che la porta era socchiusa. Strano. La spinse con la punta della scarpa ed entr\u00f2. Era buio. And\u00f2 in cucina ma si blocc\u00f2 sulla porta a soffietto. Per terra, un tappeto di cocci: piatti, bicchieri, perfino una bottiglia del suo vino preferito il cui odore aleggiava nell\u2019aria. Una fitta di dolore le attravers\u00f2 le tempie. Calpest\u00f2 i cocci, quasi lanci\u00f2 le buste sul tavolo e corse nello studio. Vuoto. Sal\u00ec le scale di legno che portavano alle camere da letto. Si ferm\u00f2 davanti a quella matrimoniale, si fece coraggio e apr\u00ec la porta. Un urlo squarci\u00f2 il silenzio. &lt;&lt;MarK!&gt;&gt; <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\">Mark, il marito di Karen, era riverso a terra accanto al letto in una pozza di sangue. Sul ventre dilaniato vi era incuneata un\u2019ascia insanguinata. Karen gir\u00f2 su se stessa, scese le scale di corsa e and\u00f2 nel ripostiglio degli attrezzi. La porta era spalancata e l\u2019ascia che di solito si trovava appesa ad un gancio nel muro, non c\u2019era pi\u00f9. La testa le scoppiava. &lt;&lt;Sono stata io!!&gt;&gt; url\u00f2 Karen &lt;&lt;Sono stata io?&gt;&gt; si guard\u00f2 le mani &lt;&lt;come posso aver fatto una cosa simile?&gt;&gt; ma intanto che se lo chiedeva una serie di immagini si affacciavano alla sua mente. Avevano litigato, lei e Mark, ed erano volate parole pesanti. Poi avevano iniziato a volare anche i piatti. Ora ricordava vagamente anche la muscolosa schiena di Mark che avanzava su per la scala. Poi il nulla. La prima cosa che ricordava subito dopo la figura di Mark era il minimarket gi\u00f9 in paese. Si rivide afferrare una bottiglia di vino, il suo preferito, dallo scaffale in alto e la commessa alla cassa che le sorrideva. Ma cosa era successo tra i due eventi? \u2026 Le leggende! Era tutta colpa delle leggende! Tutto si confuse, le immagini si sovrapposero. Si gir\u00f2 terrorizzata e scapp\u00f2 via. Corse verso il bosco e vi si inoltr\u00f2.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\">Karen chiuse gli occhi piangendo e singhiozzando, si appoggi\u00f2 all\u2019umido muschio e scivol\u00f2 in un sonno agitato. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\">Un brusio la svegli\u00f2. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\">Apr\u00ec gli occhi, una lama di luce si insinuava attraverso la finestra. La sveglia annunciava con il suo trillo insistente che erano scoccate le 7:00. Giulia si guard\u00f2 intorno, vide il puzzle incorniciato e appeso al muro che ritraeva le isole Maldive, l\u2019 i-pod nano color verde mela in bilico all\u2019angolo della scrivania, i jeans e la maglietta nera con la scritta \u201cA Beautiful Lie!\u201d sistemati sulla sedia. Erano i vestiti che aveva indossato la sera prima quando era uscita con la sua amica Laura per andare al cinema. Avevano optato per un film horror. Durante la notte la sua mente le aveva fatto rivivere in sogno una parte del film, la pi\u00f9 terrificante, attribuendole la parte della protagonista.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\">La prossima volta che andiamo al cinema, pens\u00f2, sar\u00e0 meglio scegliere un film d\u2019amore. Giulia allung\u00f2 una mano e pose fine al brusio della sveglia con un sorriso. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\">Una lacrima brillava ancora sulla sua guancia. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4267\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4267\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era buio, troppo buio. 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