{"id":42654,"date":"2020-05-31T22:19:01","date_gmt":"2020-05-31T21:19:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42654"},"modified":"2020-05-31T22:19:03","modified_gmt":"2020-05-31T21:19:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-le-nuvole-sopra-di-me-di-raoul-vandenbulcke","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42654","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Le nuvole sopra di me&#8221; di Raoul Vandenbulcke"},"content":{"rendered":"\n<p>Sono seduto davanti alla stanza del direttore mentre aspetto di entrare. La sua assistente mi aveva chiamato poco prima e, gentile come sempre, mi aveva chiesto di salire subito per un colloquio veloce: \u201cSar\u00e0 solo per un paio di minuti\u201d, aveva detto.&nbsp;&nbsp;Stringo con forza i braccioli, mentre lei si affaccia con discrezione nella stanza del direttore. Il sudore delle mani bagna il tessuto della poltroncina. Sento la pressione salire e il cuore battere sempre pi\u00f9 forte. Si pu\u00f2 aspettare per un tempo infinito ed essersi preparati mentalmente mille volte ma, quando arriva il momento, l\u2019emozione si impossessa di te. Tutto quello che fai e che dici deve essere solo l\u2019esecuzione di una sequenza automatica o rischi di bloccarti completamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi tornano improvvisamente in mente quelle estati calde passate in Toscana con gli amici, alla ricerca di avventure nei boschi. Quelle vacanze sembravano infinite, il tempo era dilatato, si potevano ammazzare intere giornate a non far niente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSolo due minuti che il direttore termina una chiamata al cellulare\u201d, dice sorridendo l\u2019assistente.<\/p>\n\n\n\n<p>Risento i miei amici ridere e scherzare, per poi un attimo dopo tornare seri e parlare della vita e della morte. \u201cSecondo me, tu Franco, non hai le palle di farlo, ci scommetto una birra!\u201d mi dice Sandro. Riccardo ribatte: \u201cEhi ragazzi, ricordatevelo, io in questo bosco mi ci voglio far seppellire!\u201d&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Noi tre insieme ci sentivamo cos\u00ec invincibili, liberi. Ogni giorno potevamo decidere cosa fare, dove andare: a stanare le marmotte con i bastoni o a caccia con quel fucile che Sandro \u201cprelevava\u201d dall\u2019armadio del nonno a sua insaputa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il direttore si affaccia sorridente e mi fa segno di entrare. Ci siamo, penso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci fermiamo in una radura.&nbsp;&nbsp;Sdraiati sul prato guardiamo le nuvole passare veloci sopra di noi. Si scompongono e ricompongono in mille forme diverse, cos\u00ec come nelle nostre menti si materializzano e si disfano le fantasie pi\u00f9 incredibili sul nostro futuro. \u201cNotaio o avvocato perch\u00e9 guadagnano un sacco di soldi, quanti ne vogliono\u201d, dice Sandro. \u201cNo, io non posso vivere tra le scartoffie, devo avere una missione nella vita. Io far\u00f2 il medico, anzi il chirurgo, voglio salvare la vita alla gente. E tu Franco, che farai, il prete?\u201d risponde Riccardo e poi ridiamo tutti insieme.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ora non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Anno dopo anno fai le tue scelte, scarti delle alternative, fino a renderti conto che sei finito in un vicolo cieco. Che quello che hai ottenuto non \u00e8 quello che desideravi e che non puoi pi\u00f9 tornare indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il direttore mi fa accomodare. Io resto con il cappotto addosso e la borsa sulle gambe, tanto \u00e8 solo per due minuti. Lui, dopo i soliti convenevoli, cerca un documento nel computer e lo stampa.<\/p>\n\n\n\n<p>La brezza inizia a salire dal mare, \u00e8 venuto il momento di rimetterci in cammino.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVedi Franco, ci davamo del tu, \u00e8 vero?\u201d. Rispondo facendo cenno di si con la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi abbiamo pensato molto in queste settimane. Abbiamo letto con grande interesse la tua scheda personale. Sei con noi da quasi vent\u2019anni, come un matrimonio eh?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFranco dai, rimettiamoci in movimento e facci vedere di cosa sei capace!\u201d incalza Riccardo. Mi prendevano sempre in giro perch\u00e9 cercavo mille scuse per evitare di sparare agli animali. C\u2019\u00e8 qualcosa in quel gesto cos\u00ec crudele, che mi sembrava andasse contro tutto quello che mi era stato insegnato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVedi Franco, ci sono dei momenti di svolta nella carriera di una persona nei quali un cambiamento, che pu\u00f2 apparire nell\u2019immediato negativo, si rivela invece alla lunga positivo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Sandro mi guarda negli occhi e con un mezzo sorriso mi passa il fucile, mentre imbocchiamo il sentiero di monte, dove secondo lui si nascondono le lepri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cStiamo attraversando un momento difficile e tu sei sempre stato fedele all\u2019azienda. Abbiamo pensato quindi di lasciarti andare, in modo che tu non debba attraversare questa fase di difficolt\u00e0. Ti possiamo offrire l\u2019opportunit\u00e0 di accettare un generoso pacchetto. Ti assicuro che ho insistito personalmente perch\u00e9 fosse il pi\u00f9 generoso possibile.\u201d \u201cMi scusi direttore, non capisco. Lasciarmi andare? E dove?&nbsp;&nbsp;E cosa vuol dire offrirmi l\u2019opportunit\u00e0 di accettare?\u201d ribatto io.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli amici mi hanno lasciato andare avanti, \u00e8 il mio momento, loro mi seguono due passi indietro. Mi sento spinto dalla brezza che sale dal mare, anche le foglie degli alberi mi incitano a proseguire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh Franco, io non voglio girarci troppo intorno. Tu devi firmare questa lettera di dimissioni e i soldi saranno tuoi\u201d, dice allungandomi il documento.<\/p>\n\n\n\n<p>Per farmi forza cerco di immaginarmi di ritorno a casa trionfante, con la lepre in mano, mio padre che esulta e mia madre inorridita che dice \u201cportala via ti prego, pulitela voi, io non lo far\u00f2 di sicuro\u201d. D\u2019improvviso sentiamo un rumore dietro un cespuglio e Sandro sussurra: \u201cAvanti a destra, Franco, dai, non fare l\u2019idiota!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lentamente apro la valigetta sulle ginocchia \u2013 sono fermo nel mezzo del sentiero, mentre sollevo il fucile cercando con lo sguardo la mia preda.&nbsp;&nbsp;Finalmente la vedo, la lepre \u00e8 l\u00ec, intenta a frugare, ignara di quello che sta per succedere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi vedo perplesso! Guarda che se sei venuto qui con l\u2019idea di negoziare, ti sbagli di grosso\u201d, dice il direttore innervosito dal mio silenzio, mentre le mie dita avanzano lentamente all\u2019interno della valigetta.<\/p>\n\n\n\n<p>La lepre \u00e8 l\u00ec a pochi passi da me, fruga con le sue zampette nella moquette verde dell\u2019ufficio del direttore, mentre lui mi guarda sempre pi\u00f9 stizzito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La mia mano nella valigetta sente il freddo del metallo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Stringo il fucile e lo punto sulla lepre. Lei intuisce qualcosa, si ferma, solleva la testa e ruota le orecchie come fossero radar. Vedo le sue narici gonfiarsi a intermittenza mentre annusano l\u2019aria. Ho il vento alle spalle, ho poco tempo per agire, penso.&nbsp;&nbsp;I miei amici dietro di me sussurrano: \u201cDai, fai l\u2019uomo, per una volta!\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Premo il grilletto, vedo la pallottola uscire dalla canna, in un attimo colpisce la preda, la lepre saltando in aria, imbratta di sangue la parete dell\u2019ufficio per poi ricadere a terra, come se fosse senza peso. Non avrei mai creduto, ma ora mi sento sollevato, felice, orgoglioso di averlo fatto, mi sento pi\u00f9 forte! Sento gli amici gridare di gioia: \u201cBravo Franco, finalmente ce l\u2019hai fatta!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il direttore \u00e8 ancora l\u00ec con le mani sui braccioli della sedia, come in un ultimo disperato gesto di fuga.&nbsp;&nbsp;Dalle ampie finestre dell\u2019ufficio vedo le nuvole correre veloci sopra di me. La pistola mi scivola via dalla mano e cade sulla moquette verde, mentre la mia voce riecheggia nella stanza: \u201cNon si preoccupi direttore, non sono venuto qui per negoziare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42654\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42654\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono seduto davanti alla stanza del direttore mentre aspetto di entrare. 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