{"id":4262,"date":"2010-06-01T10:35:07","date_gmt":"2010-06-01T09:35:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4262"},"modified":"2010-06-01T10:35:07","modified_gmt":"2010-06-01T09:35:07","slug":"venerdi-13","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4262","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Venerd\u00ec 13&#8221; di Barbara Boccacci Mariani"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">I capelli erano biondi e lisci, gli occhi verdi <span style=\"yes\">\u00a0<\/span>e ben distanziati, le fattezze del viso regolari, le labbra rosse e carnose, la pelle bianca e liscia non mostrava imperfezioni, <span style=\"yes\">\u00a0<\/span>le curve del corpo sinuose. Il vestito di seta verde le cadeva addosso a pennello tanto da sembrare dipinto sulla pelle. Il portamento eretto dimostrava sicurezza. Peccato per lo sguardo, era freddo e impenetrabile, senza vita.<span style=\"yes\">\u00a0 <\/span>La bionda, in quel momento, era osservata. Ad osservare il manichino che posava immobile al di l\u00e0 della vetrina era lo sguardo ammirato della ragazza sciatta, cicciottella e con i capelli arruffati che ogni giorno andava a fissarlo per interi quarti d\u2019ora. Le piacevano i vestiti che la commessa del negozio sistemava e cambiava regolarmente addosso a Petra. Ma quel vestito di seta verde era il pi\u00f9 bello in assoluto che avesse mai visto.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\"><span style=\"yes\">\u00a0<\/span>Anja credeva di non essere bella e nemmeno magra. Le sue nutrite forme non erano certo dovute ai suoi abbondanti pasti che, anzi, erano molto miseri; sapeva di soffrire di una qualche disfunzione ma i soldi per pagarsi i dottori, bravi o meno che fossero, non li aveva. Non aveva nemmeno un lavoro e abitava in uno squallido monolocale interrato senza riscaldamento. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">Quel venerd\u00ec 13 nonostante piovesse ininterrottamente da diciotto ore and\u00f2 ugualmente a trovare quella che ormai reputava la sua amica-manichino e che aveva, affettuosamente, battezzato<span style=\"yes\">\u00a0 <\/span>\u201cPetra\u201d perch\u00e9 il nome le ricordava la pietra, un oggetto duro e immobile come il manichino altrettanto era. Prima di uscire di casa il gioved\u00ec, aveva acceso come era consueta fare ogni mattina appena sveglia, la vecchia radio; dalla gracchiante stazione, quel giorno, uscivano le voci dei due dj che ammonivano i fedeli ascoltatori a prendere precauzioni per far fronte alle 24 ore di jella che stavano per arrivare, il giorno dopo sarebbe stato infatti un funesto \u201cvenerd\u00ec 13\u201d. Ma Anja non se ne preoccup\u00f2 pi\u00f9 di tanto, d\u2019altronde cosa poteva succedere di ancora pi\u00f9 sfortunato nella sua triste vita? Cos\u00ec il mattino seguente usc\u00ec di casa dimentica del superfluo avvertimento.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">Non fece nemmeno caso al fatto che proprio quella mattina facendo colazione si era prima<span style=\"yes\">\u00a0 <\/span>scottata e poi morsa la lingua, si era rovesciata addosso l\u2019intera tazza di latte e orzo e infine l\u2019unghia del dito indice della mano sinistra le era diventata nera per essersela chiusa dentro il cassetto, il quale, tiratolo con troppa veemenza per liberare il dito dolorante, le era finito su un piede.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">Anja era assorta nei suoi sogni nei quali si vedeva bella, magra con indosso il vestito di seta verde di Petra e corteggiata da un uomo bello e distinto. I sogni erano sempre gli stessi, cambiava solo lo scenario: a passeggio in un parco mano nella mano, in un supermercato a fare la spesa per la loro casa, in gita con degli amici\u2026.. i gioielli, le pellicce e i troppi soldi non le interessavano, avrebbe voluto avere, semplicemente, una vita normale.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">Si accorse vagamente del rombo di motore proveniente alle sue spalle; fu invece una parola gridata con tono di urgenza a distoglierla dagli occhi di Petra ma oramai era troppo tardi, una macchina la invest\u00ec in pieno. Sent\u00ec un rumore di vetri infranti seguito da un vorticoso giramento di testa, avvert\u00ec la pioggia picchiettarle sul viso, poi scivol\u00f2 nel buio.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"center\" align=\"center\"><strong><span style=\"Tahoma;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Usc\u00ec dal palazzo tirandosi dietro il pesante portone di legno massiccio. Corse verso la macchina, una berlina grigia parcheggiata poco distante, riparandosi dalla pioggia con il giornale che si faceva recapitare a casa ogni mattina. Imprec\u00f2 quando mise il piede in una pozzanghera e l\u2019acqua oltre a bagnarli l\u2019orlo dei pantaloni, si insinu\u00f2 dentro le costose scarpe di pelle. Entrato in auto gett\u00f2 sul sedile posteriore il giornale ormai fradicio e appoggi\u00f2 la 24 ore, regalatale da sua madre in occasione del suo ultimo compleanno, sul sedile del passeggero; per fortuna la valigetta non era stata danneggiata dalla pioggia. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Scapolo e con una ottima posizione, l\u2019avvocato Filippo Fiorentini non si era mai sposato, aveva dedicato tutto il suo tempo al lavoro e l\u2019impegno, dettato anche da una inconsueta bravura, che metteva negli innumerevoli processi che gli affidavano lo aveva reso un avvocato di spicco.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Ma ora che lo studio era avviato e lui si era guadagnato una certa fama e notoriet\u00e0, la mancanza di una relazione stabile con una donna cominciava<span style=\"yes\">\u00a0 <\/span>a farsi sentire; ma dove avrebbe potuto conoscere una donna che facesse al caso suo? Non era tipo da andare alle feste organizzate dei colleghi e in verit\u00e0 fuggiva all\u2019idea di prendere in moglie una donna che appartenesse al suo giro. Le sarebbe piaciuto condividere la sua elegante casa con una donna semplice, che non avesse tanti grilli per la testa e che non lo sposava per i soldi e tutto quello che ne derivava. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Mise in moto, azion\u00f2 i tergicristalli e part\u00ec alla volta del Tribunale dove aveva appuntamento con il Giudice Mastrandrea, peraltro, suo amico dai tempi del liceo. Scese verso la piazza, svolt\u00f2 a sinistra and\u00f2 dritto e invece di dirigersi a destra come di consueto quando era diretto al suo studio, mise la freccia e rallent\u00f2, o per lo meno ci prov\u00f2, per svoltare a sinistra. Il piede affond\u00f2 sul freno senza ottenere risposta, manc\u00f2 la svolta e continu\u00f2 la corsa sull\u2019asfalto reso viscido dalla pioggia verso la piazzetta in fondo alla strada. Vide una corpulenta forma venirgli incontro, cerc\u00f2 di evitarla sterzando bruscamente ma la abbatt\u00e8 ugualmente come fosse un birillo. Sent\u00ec un tonfo sordo a cui ne segu\u00ec uno pi\u00f9 squillante di vetri in frantumi. Quando riapr\u00ec gli occhi e sciolse le braccia dalla stretta che istintivamente si era dato per proteggersi la testa ed il volto, si ritrov\u00f2 infilato con la macchina in una vetrina; dal parabrezza rotto sbucava verso l\u2019interno del veicolo una donna mora con i capelli arruffati che lo guardava con occhi spalancati e vitrei, in un primo momento si prese un bello spavento ma poi si rese subito conto che, fortunatamente, era solo un manichino accanto al quale, oltre il cofano, ce ne era un secondo con una parrucca bionda scivolata di traverso, rimasto incolume. La ragazza in carne ed ossa, invece, la scopr\u00ec scendendo dalla macchina e lo spavento, a quel punto, si tramut\u00f2 in puro terrore.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"35.4pt\"><strong><span style=\"Tahoma;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"35.4pt\"><strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"center\" align=\"center\"><strong><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"center\" align=\"center\"><strong><span style=\"Tahoma;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Una luce soffusa filtrava attraverso le palpebre, cerc\u00f2 di aprire gli occhi sentendo delle voci poco distanti; sentiva la testa come fosse piena di ovatta e un dolore martellante sulla tempia sinistra. Realizz\u00f2 di essere distesa e coperta ma il tepore che avvertiva non era dovuto solo alle coperte, proveniva sicuramente da una stanza ben riscaldata, ma allora, dove si trovava? Non di certo a casa propria. Cosa le era successo? Sentiva anche un odore di \u2026 cosa? Fiori? S\u00ec, dovevano essere delle rose ad emanare quel profumo. Si sforz\u00f2 di schiudere gli occhi almeno quel tanto da permetterle di vedere dove si trovasse. Vide solo un muro bianco. Tent\u00f2 allora di voltare il capo verso destra, un riquadro nero punteggiato di gocce d\u2019acqua si rivel\u00f2 essere una finestra dalla quale si intravedeva un fazzoletto di cielo scuro per l\u2019 ora tarda, pioveva ancora. Faticosamente si volt\u00f2 dal lato opposto. All\u2019altezza della testa vide un comodino con appoggiati sopra un bicchiere ed una bottiglia di acqua. La porta era socchiusa e dallo spiraglio vedeva un viavai di persone, molte delle quali vestite di bianco. In quel momento l\u2019uscio si apr\u00ec ed entr\u00f2 una donna anch\u2019essa vestita di bianco, i capelli raccolti sotto una cuffietta.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">\u201cOhh! Finalmente sei tornata tra noi! Buonasera Anja!\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Lucilla, l\u2019infermiera che l\u2019aveva soccorsa quando era arrivata in ospedale si era presa particolarmente cura di lei. Le aveva pulito il viso ed il corpo con una spugna bagnata poich\u00e8 era evidente che la sua pelle non vedeva molto spesso l\u2019acqua e tantomeno il sapone. Sotto lo strato di sporcizia, Anja, si era rivelata una vera e inaspettata bellezza.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Anja apprese di essere stata in coma per ventidue giorni trascorsi i quali, dopo essersi svegliata per pochi secondi, erano stati i medici a procurarle un coma farmacologico.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Durante il sonno indotto la giovane paziente aveva parlato e Lucilla era venuta a conoscenza di particolari che facevano parte della sfortunata vita di quella povera ragazza.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Nell\u2019incidente occorsole davanti al negozio di Petra, Anja era, per\u00f2, stata fortunata; poteva andarle molto peggio del breve coma in cui era caduta e, per il resto, aveva riportato solo qualche lussazione, diverse escoriazioni e una frattura al polso destro. I medici avevano deciso, cos\u00ec, di tenerla sedata per qualche giorno in pi\u00f9 per farle pi\u00f9 accertamenti diagnostici possibili in quanto era chiaro che la sua salute era stata molto trascurata. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Lucilla le si era affezionata e all\u2019ora dei pasti, di nascosto, metteva nel suo vassoio la pasta meno scotta e pi\u00f9 condita, la carne pi\u00f9 tenera, la frutta meno rovinata, e qualche volta le portava qualcosa di pi\u00f9 appetitoso cucinato a casa, compresa qualche fetta di dolce. Le aveva lavato e sistemato i capelli che sapeva come trattare in quanto, da adolescente, poco prima di intraprendere la professione di infermiera, aveva lavorato e imparato il mestiere di parrucchiera nel negozio della zia.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Con il trascorrere dei giorni le due donne diventarono amiche, cosa che riempiva di immensa felicit\u00e0 Anja, che non riusciva a credere di avere finalmente una vera amica in carne ed ossa. Aveva suscitato in Lucilla ilarit\u00e0 e tenerezza raccontandole di Petra e dei suoi meravigliosi vestiti. Le aveva raccontato della sua miseria, della sua tristezza e dei suoi sogni. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Dal canto suo, Lucilla, l\u2019aveva messa al corrente del suo matrimonio finito male, del suo sconforto nell\u2019essere rimasta sola, ma le aveva anche assicurato che con la volont\u00e0 si poteva rinascere e ricominciare a vivere. Lei, Lucilla, aveva tirato fuori tutta la sua voglia di esistere, di fare, di donare, di condividere e con somma gioia e amore si era tuffata nel suo lavoro ricevendo in cambio tanta stima e soddisfazione. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"Tahoma;\">Quando ritenne che era giunto il momento di potergliene parlare, Lucilla raccont\u00f2 ad Anja del bell\u2019avvocato che aveva causato l\u2019incidente, di quanto ne fosse rimasto sconvolto e dispiaciuto, delle ore passate dietro il vetro ad osservarla quando era ancora in coma, delle quantit\u00e0 spropositate di fiori che ogni giorno mandava e che lei, a sua volta, portava in buona parte nella cappella dell\u2019ospedale e offriva in dono ai vari santi; le raccont\u00f2 di quante volte al giorno l\u2019avvocato avesse telefonato per avere notizie e informazioni sul suo conto.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">Le tenne, per\u00f2, nascosto che aveva rivelato all\u2019avvocato tutto ci\u00f2 che aveva appreso sulla sua vita personale compresa la storia di Petra.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">Filippo, da parte sua, era rimasto colpito da quella fragile ragazza che giorno dopo giorno sembrava aggiungere un delicato e vellutato petalo alla sua bellezza fino a completare una splendida rosa.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">Pass\u00f2 quasi un mese ed una mattina, andando in bagno e riflettendosi nello specchio, Anja si scopr\u00ec una persona diversa. Quasi non si riconobbe vedendo i capelli, i suoi capelli, lucidi e setosi; la pelle luminosa; i chili di troppo erano spariti lasciando il posto a forme sensuali e quasi perfette.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">Il giorno in cui venne dimessa dall\u2019ospedale, Lucilla consegn\u00f2 ad Anja una scatola di pillole con un fogliettino e le disse: \u201cQueste sono le pillole che dovrai assumere per altri 6 mesi a completamento della cura, ricordati che le devi prendere il marted\u00ec e il venerd\u00ec\u201d; Anja sbirci\u00f2 il promemoria e vide che le prossime pillole le doveva prendere il venerd\u00ec successivo \u2026.. di nuovo un venerd\u00ec 13. \u201cBene\u201d, pens\u00f2, \u201cvorr\u00e0 dire che venerd\u00ec non mi muover\u00f2 da casa e trascorrer\u00f2 tutto il giorno a letto \u2026 !!\u201d. Salut\u00f2 e ringrazi\u00f2 i medici ed il personale infermieristico. Lucilla la accompagn\u00f2 fino al cancello esterno e dopo essersi salutate e abbracciate si promisero di rivedersi presto. Anja si incammin\u00f2 lentamente verso casa quando, all\u2019improvviso, il suo pensiero vol\u00f2 a Petra, era tanto che non vedeva la sua amica di plastica con indosso il bel vestito; d\u2019impulso gir\u00f2 su se stessa e si diresse al negozio.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">Petra la guard\u00f2 con il suo solito sguardo fisso. Indossava un cappotto di cachemire color caramello. Del bel vestito di seta verde che tanto aveva ammaliato Anja nessuna traccia. Chiss\u00e0, forse la commessa era riuscita a venderlo nonostante il prezzo molto alto. Anja era delusa, il vestito era stato<span style=\"yes\">\u00a0 <\/span>venduto a qualche fortunata ragazza e lei non lo avrebbe pi\u00f9 rivisto.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\">\n<div><\/div>\n<div><span style=\"Verdana;\"><\/span><\/div>\n<p><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\"><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\">Quando arriv\u00f2 a casa trov\u00f2 un pacco appoggiato alla sua porta. In un primo momento pens\u00f2 che lo avesse lasciato l\u00ec un inquilino del palazzo che era andato a parcheggiare la macchina e lo aveva depositato in quel punto semi nascosto per recuperarlo poco dopo. Mentre allungava la mano per infilare la chiave nella toppa not\u00f2 per\u00f2 che sotto la grossa coccarda, tenuta ferma da un largo nastro di seta blu, spuntava una busta su cui c\u2019era scritto con elegante grafia: <\/span><\/p>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><\/span><\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/div>\n<p><\/span><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"center;\">\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"center;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"center;\"><strong><span style=\"&quot;English157 BT&quot;;\"><em>Per Anja Mitroswich<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">Trascin\u00f2 il pacco dentro casa, si mise in ginocchio e sciolse il nastro che lo chiudeva, tir\u00f2 via il coperchio e alz\u00f2 i due fogli di carta velina. Adagiato sul fondo, perfettamente piegato, c\u2019era il vestito di seta verde che, almeno fino al giorno dell\u2019incidente, indossava Petra. Il fiato le si mozz\u00f2 in gola. Gli occhi fissarono attoniti il vestito, poi le mani scattorono in cerca del biglietto, lo apr\u00ec freneticamente e con dita tremanti sfil\u00f2 il cartoncino color crema sul quale, con altrettanta elegante calligrafia vi era scritto un breve messaggio:<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"center;\">\u00a0<span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">\u00a0<\/span><\/span><strong><span style=\"'English157 BT';\"><em>Per farmi perdonare il capriccioso guasto della mia automobile.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"center;\"><strong><span style=\"'English157 BT';\"><em>Posso offrirle l\u2019occasione di indossarlo venerd\u00ec 13 \u2026 a cena?<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"center;\"><strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"center;\"><strong><span style=\"'English157 BT';\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">In calce era riportata semplicemente la firma, Filippo, e un numero di telefono. Anja ripens\u00f2 alla descrizione che Lucilla le aveva fatto dell\u2019avvocato: giovane, affascinante, distinto e<span style=\"yes\">\u00a0 <\/span>\u2026. scapolo!!<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">\u201cBeh!\u201d pens\u00f2 Anja \u201cForse non porta poi cos\u00ec sfortuna \u2026 venerd\u00ec 13!\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify\"><span style=\"Verdana;\"><span style=\"small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4262\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4262\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I capelli erano biondi e lisci, gli occhi verdi \u00a0e ben distanziati, le fattezze del viso regolari, le labbra rosse e carnose, la pelle bianca e liscia non mostrava imperfezioni, \u00a0le curve del corpo sinuose. Il vestito di seta verde le cadeva addosso a pennello tanto da sembrare dipinto sulla pelle. Il portamento eretto dimostrava [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4262\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4262\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1167,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-4262","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2010"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4262"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1167"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4262"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4262\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4262"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}