{"id":42608,"date":"2020-05-30T22:48:57","date_gmt":"2020-05-30T21:48:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42608"},"modified":"2020-05-30T22:50:21","modified_gmt":"2020-05-30T21:50:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-io-io-il-maschio-di-casa-di-genny-de-pas-e-donatella-di-martino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42608","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Io, io il maschio di casa&#8221; di Genny De Pas e Donatella Di Martino"},"content":{"rendered":"\n<p>Oggi ho 29 anni e il mio passato \u00e8 sempre qui come un macigno. Vivo da solo, non ho legami sentimentali. Per lungo tempo non ho pi\u00f9 avuto un passato: la mia infanzia, i miei primi anni di scuola quasi cancellati, solo ricordi nebulosi ma appena riaffiorano vengo sopraffatto dall\u2019angoscia. Sono momenti di intenso dolore che io non voglio provare e che supero da solo e in silenzio. Ho 29 anni e il mio passato \u00e8 sempre qui come un macigno perch\u00e9 i lividi dell\u2019anima sono i pi\u00f9 difficili da guarire. Sento ancora il rumore delle chiavi nella porta: mio padre. Tutti noi ci bloccavamo. Era sempre tutto perfetto: la cena pronta, la tavola apparecchiata. Io e Sara, mia sorella, seduti buoni e tranquilli, ma c\u2019era sempre un \u201cma\u201d che avrebbe scatenato in mio padre la sua cieca brutalit\u00e0. Un tovagliolo fuori posto, la minestra troppo salata, un cucchiaio che cadeva in terra. E il mondo si capovolgeva. Il suo rientro mi terrorizzava, il suo sguardo mi annientava. Era un\u2019agonia, il cuore mi esplodeva in petto, ma non un urlo, non un pianto: il terrore era il mio unico compagno. Sempre. Quando mio padre c\u2019era e quando era assente.\u00a0 Il tempo era scandito dalla paura. Ne avvertivo la puzza. La paura era una ragnatela che ci imprigionava e che lasciava un\u2019impronta in tutta la stanza e su di noi. Per mio padre era un\u2019ospite gradita: era l\u2019unica per cui valeva la pena di tornare a casa. La violenza abitava in casa mia. Io, io il maschio di casa, non venivo toccato e restavo l\u00ec, terrorizzato e immobile. Ho imparato presto a osservare, a tacere, ad aspettare che qualcuno mi aiutasse. \u00c8 stata un\u2019attesa vana. Quel qualcuno non c\u2019\u00e8 mai stato. Costringendomi a guardare lui mi voleva insegnare come si trattano le donne. Mi usava, mi schiacciava con la sua violenza, ogni volta una lotta impari e nemmeno i miei sguardi imploranti riuscivano a fermarlo. Ero un burattino nelle sue mani e lui tirava i fili quando e come voleva. <\/p>\n\n\n\n<p>Sento ancora il rumore\ndelle chiavi nella porta: mio padre. Se facevo in tempo, mi nascondevo in\ncamera mia sotto il letto. Mi tappavo le orecchie per non sentire e chiudevo\ngli occhi.&nbsp; Ero convinto, come nei giochi\ndei bambini, che mio padre non mi avrebbe visto se io non lo vedevo. Ma mi\ntrovava sempre e mi strappava dal mio rifugio, dovevo assistere al suo show: le\nbotte date senza piet\u00e0 alla mamma e alla mia sorellina. I pianti di Sara,\nnessun nascondiglio a darle protezione. Restare indifesi e soli dinanzi ad un\nodio oscuro. &nbsp;Vivevamo in un recinto\ncostruito da un adulto violento. All\u2019esterno indifferenza e incomprensione. Noi\ncostretti a vivere in una casa-prigione fatta di una quotidianit\u00e0 devastante,\nsenza via d\u2019uscita. Vedevo picchiare mia sorella, sentivo i suoi lamenti. Mio\npadre infieriva su di lei come su una bambola senza vita, senza importanza: io\ntestimone di tanta violenza, non reagivo, io vittima di tanta violenza, vivevo\nin una costante paura. &nbsp;Ero risparmiato\nma la mia anima era a brandelli e mi sentivo perduto. Nessuno mi consolava, mi\nabbracciava. In casa mi sentivo sempre minacciato. Non posso perdonare mia\nmadre che aveva accettato tutto questo, e vorrei tanto cancellare mio padre\ndalla mia vita: una vita spezzata. Cos\u00ec fin da piccolo ho indossato una\nmaschera e tutti hanno pensato che fossimo una famiglia felice. Forse i vicini\nsentivano e sapevano ma non sono mai intervenuti, indifferenti a ci\u00f2 che\navevano intuito. Mia sorella con il suo sguardo innocente, assente, con il suo\nfisico minuto, con le sue urla tormentate, con i suoi pianti che dirompevano nella\ntranquillit\u00e0 della sera, non ha mai colpito la sensibilit\u00e0 di nessuno. E poi\nsono questioni private di cui non ci si immischia. D\u2019altronde non c\u2019erano\ntumefazioni sul suo volto, mio padre sapeva dove e come picchiare. Mi sarebbe\npiaciuto scomparire o fuggire via ma per un bambino \u00e8 impossibile. Quasi ogni\nmattina, a digiuno, vomitavo e nessuno se ne accorgeva. Ora so che vomitavo\nquelle serate fatte di paura che vivevo ormai ogni giorno. Cercavo la \u201cnormalit\u00e0\u201d\na tutti i costi: mi sedevo a far colazione come se nulla fosse e poi andavo a\nscuola. Anche l\u00ec mi attendevano freddezza, disinteresse e superficialit\u00e0. Pur\nessendo aggressivo soprattutto con i miei compagni maschi, le maestre non si\nsono mai poste tante domande e si limitavano a rimproverarmi. Cos\u00ec il mio unico\nmodo di ribellarmi a quanto vivevo in casa era rispettare le ragazze e punire\npreventivamente i futuri padri. Ero aggressivo perch\u00e9 non volevo apparire\nfragile. Ero un bambino invisibile, non avevo la forza di confessare a nessuno perch\u00e9\nle mie emozioni e i miei sentimenti fossero paralizzati. Non mi confidavo con\nquei pochi amici che avevo perch\u00e9 mi vergognavo a raccontare quelle serate\nfatte di terrore cui non riuscivo ad oppormi. Allora mi giudicavo colpevole di\nnon riuscire a salvare la mia sorellina. Ero vittima ma mi sentivo\ncarnefice.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Non riesco ancora a\nspiegarmi perch\u00e9 in casa mia si fosse creata quella situazione. La miseria e\nl\u2019ignoranza non sempre sono il presupposto per cui le violenze si verificano. I\nmiei genitori erano istruiti e non avevano difficolt\u00e0 economiche: babbo insegnante\ne mamma commercialista. Non c\u2019erano tensioni e frustrazioni lavorative da\nriversare in famiglia. E allora perch\u00e9? Qual era il motivo che scatenava la\nfuria di mio padre? E perch\u00e9 mia madre non reagiva? Forse sopportava quella\nvita disumana poich\u00e9 era totalmente subordinata a suo marito: all\u2019inizio era\ndavvero innamorata e con il tempo era diventata succube di una relazione malata.\nPosso solo immaginare quali dovessero essere i suoi pensieri e le sue angosce\nnei giorni e nelle notti in bal\u00eca di mio padre, quale tragica sofferenza la\nfacesse sopravvivere fisicamente e come si sentisse una nullit\u00e0 e una vittima\nsacrificale senza un domani, con due figli che condividevano la stessa sorte. Ma\nera cos\u00ec davvero? Oppure, e credo che questa sia la realt\u00e0, accettava quella\nsituazione perch\u00e9 le piaceva assistere alle violenze del suo uomo su di noi\nbambini? Un maschio e una femmina: io, impotente e risparmiato dalle botte ma\ncostretto a vedere. Mia sorella Sara, vittima della virilit\u00e0 distorta di mio\npadre. Mi sentivo debole, infelice, a volte anche complice di quell\u2019individuo\nche dominava le nostre vite. Lui mi voleva trasmettere un modello di rapporto\ndegradato e degradante, di sopraffazione verso la donna con licenza di\nmaltrattamenti. In realt\u00e0, allora, la mia reazione fu proprio opposta: sfogavo\nla mia rabbia sui maschi e cercavo di intervenire in favore delle bambine in\ndifficolt\u00e0 ma loro rifiutavano il mio aiuto. Sapevano cavarsela da sole. Erano\nforti abbastanza. E Sara perch\u00e9 non era forte? Perch\u00e9 non si difendeva? Ma come\navrebbe potuto farlo. Subiva continuamente brutalit\u00e0 su di s\u00e9 e assisteva alla\nresistenza passiva di mamma che non protestava, accettando tutto in silenzio.\nIl messaggio era questo: alle donne non resta che sottomettersi. Nessuna\nribellione era prevista. <\/p>\n\n\n\n<p>I miei genitori vivono\nancora insieme. Ma per me sono morti. Appena ho potuto sono scappato da casa,\ndalla mia famiglia. Famiglia? Da quell\u2019inferno. Ho abbandonato mia sorella ed\nho scelto di studiare lontano da tutti loro. Non so come ho fatto ma sono\nfuggito. Non tornavo mai a casa nemmeno per le vacanze natalizie o estive.\nVenivano loro a trovarmi e risvegliavano in me momenti terribili che mi\nrendevano muto e incapace di comportarmi da figlio. Perch\u00e9 figlio non ero mai\nstato. Il mio solo desiderio era che se ne andassero alla svelta. Quando li\nvedevo andar via ricominciavo a vivere. Compativo mia sorella rimasta loro\nprigioniera, ma non ho mai mosso un dito per allontanarla da quei due. Dovevo\npensare alla mia salvezza. Ho respirato la violenza che si \u00e8 fatta padrona\ndella mia vita e ho odiato i miei genitori. Non so cos\u2019\u00e8 l\u2019amore. Non ho mai\namato n\u00e9 un uomo, n\u00e9 una donna. Allontanarmi da tutti non mi ha liberato dal\npeso della mia infanzia: nessuna salvezza per me. Non ho voluto amici, non ho\nvoluto aiuti. Ero sicuro di uscirne con le mie sole forze. Ho sempre pensato\nche chiedere aiuto fosse un segno di debolezza e arrangiarmi da solo \u00e8 stato un\npunto d\u2019onore. Mi sono costruito una corazza che mi aiuta a non morire. <\/p>\n\n\n\n<p>Ancora oggi odio mia\nmadre per il suo atteggiamento cos\u00ec remissivo da non aver mai cercato una via\nd\u2019uscita. Sara era una bambina, solo una bambina disperata e folle per le botte\ne la paura. Ma mia madre? Una puttana ecco cos\u2019era, una puttana. Ed oggi lavoro\ncon loro con le puttane: sono il loro padrone, sono il loro protettore. A me la\nfamiglia ha rovinato la vita ma ora mi sto vendicando. E la vendetta allevia il\nmio dolore. Le mie donne conoscono i miei metodi: nessuna ribellione, nessuna\ndisubbidienza. Mi piace sentire la loro paura. La paura \u00e8 una puzza che conosco\nbene ma ora sono io a gestirla. Niente mi trattiene. Non conosco la compassione\ne non ho piet\u00e0 anche se rivedo nei loro occhi quel terrore di me bambino: in\npochi istanti rabbia, paura, disgusto. In quegli occhi ritrovo la stupida e\nvergognosa rassegnazione di mia madre alle violenze del suo uomo e colpendo e\npicchiando le mie donne infierisco su di lei. E loro non si ribellano a me come\nlei non si \u00e8 mai ribellata a mio padre.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero solo un bambino\nfragile che non ha conosciuto l\u2019infanzia, che non ha conosciuto l\u2019amore. Mio padre\nha svolto bene il suo compito educativo: la sua violenza \u00e8 diventata parte di\nme, \u00e8 la mia vita. <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42608\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42608\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi ho 29 anni e il mio passato \u00e8 sempre qui come un macigno. 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