{"id":42578,"date":"2020-05-31T17:36:40","date_gmt":"2020-05-31T16:36:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42578"},"modified":"2020-05-31T17:36:43","modified_gmt":"2020-05-31T16:36:43","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-lincontro-di-valentina-cirella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42578","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;L&#8217;incontro&#8221; di Valentina Cirella"},"content":{"rendered":"\n<p>Era seduto su quella sedia fredda e scomoda da pi\u00f9 di due ore continuando a chiedersi cosa facesse l\u00ec ma senza trovare un valido motivo per andarsene. Tir\u00f2 fuori dalla tasca della giacca l\u2019ultima liquirizia, afferr\u00f2 l\u2019involucro di carta, lo appoggi\u00f2 tra le labbra e tir\u00f2 facendo uscire la caramella. Osservando la carta vuota ancora umida di saliva fra le mani si rimprover\u00f2, scuotendo la testa, per aver ceduto ancora una volta a quel rituale di scarsa igiene.<\/p>\n\n\n\n<p>La porta d\u2019ingresso del pronto soccorso si apriva e chiudeva di fronte a lui generando brevi folate di vento che lo colpivano al volto. Quella sensazione gli riport\u00f2 alla mente la passeggiata nella notte della vigilia di Natale del 2019. Camminava senza meta nella periferia di Piacenza. L\u2019aria fredda di dicembre gli tagliava il volto ma al tempo stesso&nbsp; gli regalava un senso di leggerezza che avrebbe voluto conservare anche a casa. Avevano deciso di accettare l\u2019invito dei parenti di sua moglie sebbene tra loro le cose non andassero bene gi\u00e0 da un p\u00f2. L\u2019avevano fatto per Cloe, si erano detti, ma adesso gli era chiaro che lo avevano fatto per timore di dover affrontare la realt\u00e0 di un matrimonio arrivato al capolinea.<\/p>\n\n\n\n<p>Decise di alzarsi e sgranchirsi le gambe. Dirigendosi verso il bagno pass\u00f2 vicino all\u2019ingresso. Per un momento ebbe la tentazione di andarsene, ma non lo fece. Si guard\u00f2 allo specchio e si tir\u00f2 indietro i capelli facendo emergere la voglia a forma di cuore sul polso sinistro. Arrotol\u00f2 con minuziosa cura i polsini della camicia perch\u00e9 non si bagnassero. Con le mani umide si accarezz\u00f2 il volto e torn\u00f2 a sedersi e ad aspettare.<\/p>\n\n\n\n<p>Tir\u00f2 fuori il cellulare e si mise a giocare con gli effetti su una fotografia de \u201cLe rose di Atacama\u201d. #luissepulveda #grandiscrittori #buencamino<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante non avesse capito fino in fondo il senso di quegli hashtag quando sua figlia aveva provato a spiegarglielo, gli era venuta come la mania di riempire di commenti le foto di libri che pubblicava con assiduit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSmith? Alberto Smith?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si volt\u00f2 verso la voce come destato da un sogno. \u201cSono io,\u201d rispose.<\/p>\n\n\n\n<p>Una giovane donna in camice bianco si era materializzata di fronte a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon siamo riusciti ancora a rintracciare nessun parente della signora. Pu\u00f2 farle visita per qualche minuto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrazie.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie di cosa? Di lasciarmi entrare nella stanza di ospedale di una sconosciuta?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Apr\u00ec delicatamente la porta della camera 127. L\u2019unica luce nella stanza era quella che entrava dalle spesse veneziane appena socchiuse. Rimase per qualche secondo vicino alla porta e poi si mosse ancora esitante lasciando la porta aperta dietro di s\u00e9 e si port\u00f2 al lato sinistro del letto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La donna aveva gli occhi chiusi e respirava lentamente. La osserv\u00f2 a lungo e si rese conto che era la prima volta che vedeva davvero il suo viso. Doveva avere pi\u00f9 o meno la sua et\u00e0, portava i corti capelli color argento tagliati con cura, i tratti e la pelle mediterranea gli ricordarono la Sicilia. Si sofferm\u00f2 sulle narici che si allargavano leggermente per poi ritrarsi e si ricord\u00f2 di sua moglie. Nonostante fossero passati ormai pi\u00f9 di tre anni dall\u2019ultima volta che avevano dormito insieme, ricord\u00f2 perfettamente quel movimento e le volte in cui si era fatto cullare da quel ritmo alle prime luci dell\u2019alba.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu distolto da quei ricordi dal pensiero di cosa avrebbe detto se la donna si fosse svegliata in quel momento e, per quella che volle poi ricordare come una premonizione, la donna apr\u00ec gli occhi e lo fiss\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei sempre stato qui?\u201d disse la donna. La sua voce era calda e leggermente rauca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec. Cio\u00e8\u2026 non qui. Sono stato di l\u00e0.. in sala d\u2019attesa, intendo.\u201d Balbettava e sent\u00ec il sudore che gli bagnava le tempie nonostante nella stanza non facesse caldo.<\/p>\n\n\n\n<p>La donna sollev\u00f2 una mano e si tocc\u00f2 la testa fasciata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo sbattuto la testa? E\u2019 grave?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon lo so. Non ho potuto parlare con i medici. Sei caduta a terra e hai perso i sensi, ma le gambe ti hanno sorretto e attutito la caduta da quello che ricordo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon mi era mai capitato di perdere i sensi. E\u2019 come se qualcuno avesse spento l\u2019interruttore.\u201d La donna lo guard\u00f2 con intensit\u00e0, studiandone il volto. \u201cNon ti ho nemmeno chiesto come ti chiami.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAlberto. Alberto Smith\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPiacere Alberto Smith. Io sono Stefania.\u201d disse sforzandosi di fare un bel sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>Entr\u00f2 un\u2019infermiera con il carrello del pranzo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAdesso dovrebbe uscire,\u201d disse in tono direttivo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVorrei che restasse. Sono sola e non verr\u00e0 nessuno a breve. Lo faccia rimanere ancora un p\u00f2, per favore.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPu\u00f2 rimanere finch\u00e9 non torno a prendere il vassoio, non di pi\u00f9. Dopo passer\u00e0 il medico a visitarla.\u201d Sentenzi\u00f2 e usc\u00ec accompagnata dal cigolio del carrello.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPosso invitarti a pranzo?\u201d torn\u00f2 a guardarlo e a sorridere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh, non so..\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSto scherzando. Non offrirei questo pranzo al mio peggior nemico.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMangiare di fronte ad uno sconosciuto mi procura un forte senso di disagio.\u201d Disse tutto d\u2019un fiato.<\/p>\n\n\n\n<p>Stefania lo guard\u00f2 stupita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon lo avevo mai detto a nessuno.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon c\u2019\u00e8 niente di male, dico davvero. Mi piace pensare che ci sia sempre tempo per affrontare le proprie paure.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, piace anche a me.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Stefania appoggi\u00f2 la forchetta sul piatto e si rivolse verso Alberto come se le fosse&nbsp; tornata alla mente una cosa molto importante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSai se l\u2019ospedale sta cercando di contattare i miei familiari?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Al pensiero che Stefania avesse un marito, una famiglia e degli affetti Alberto prov\u00f2 un moto di gelosia. Che assurdit\u00e0, la conosceva appena, non poteva essere geloso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo una figlia. Si chiama Francesca. Vive a Milano e non sar\u00e0 facile rintracciarla. Inoltre non vorrei spaventarla, sto bene e poi ci sei tu qui con me.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Alberto fece un sospiro leggero e le prese una mano fra le sue.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi fai assaggiare un p\u00f2 di budino?\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42578\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42578\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era seduto su quella sedia fredda e scomoda da pi\u00f9 di due ore continuando a chiedersi cosa facesse l\u00ec ma senza trovare un valido motivo per andarsene. 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