{"id":42542,"date":"2020-05-31T16:59:39","date_gmt":"2020-05-31T15:59:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42542"},"modified":"2026-01-30T16:22:53","modified_gmt":"2026-01-30T15:22:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-la-solitudine-del-leone-bianco-di-francesca-serantoni-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42542","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;La solitudine del leone bianco&#8221; di Leonardo Serantoni (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Aprii gli occhi di scatto. Il mio corpo pesante, improvvisamente, riprese il controllo dei sensi e la mia mente cominci\u00f2 gradualmente a schiarirsi.<br \/>\nNon ricordavo di essermi addormentato, anzi non ricordavo nulla, nemmeno chi o cosa fossi.<br \/>\nQuando cercai di muovermi dalla posizione fetale in cui mi trovavo mi resi conto di avere quattro grosse zampe artigliate dal pelo di un bianco argenteo ed una coda fluente dello stesso colore.<br \/>\nTutto mi pareva cos\u00ec estraneo, che i miei primi movimenti, assomigliarono a quelli di un cucciolo appena uscito dalla pancia della madre.<br \/>\nSostanzialmente la differenza era che io ero grosso e ingombrante. Ma soprattutto solo.<br \/>\nNon c&#8217;era nessuno a rassicurarmi, nessuno che potesse spiegarmi il perch\u00e9 mi trovassi l\u00ec.<br \/>\nMi guardai attorno. Ero circondato da petrose mura umide sulle quali erano incisi degli strani simboli color rosso sangue.<br \/>\nEro separato da un corridoio buio da spesse sbarre che iniziai a colpire senza per\u00f2 ottenere i risultati sperati.<br \/>\nNon avevo una chiara idea di che cosa io volessi in quel momento, ma una cosa era certa: dovevo assolutamente fuggire da quella squallida stanzetta gelida e maleodorante.<br \/>\nIl rumore delle sbarre, colpite dalla mia zampa, aveva graffiato prepotentemente le mie orecchie.<br \/>\nNon ricordavo altri suoni, se non quello udito poco prima: il fruscio che avevo provocato nel tentativo di alzarmi.<br \/>\nLe mie orecchie sembravano non aver mai sentito nient&#8217;altro.<br \/>\nMi rassegnai all&#8217;idea di rimanere chiuso in quel luogo, almeno per il momento, quando uno scricchiolio mi fece sobbalzare.<br \/>\n-Finalmente ti sei svegliato. Eccoti qui! &#8211; esclam\u00f2 una vocetta roca mantenendo lungo il suono sulla \u201cu\u201d.<br \/>\nCapivo ci\u00f2 che mi diceva, quindi, anche io sapevo parlare. Oppure no?<br \/>\nCom&#8217;era la mia voce? Non ricordavo nemmeno quella, se mai c&#8217;era stata.<br \/>\nGracchiai qualcosa nel tentativo di farla uscire. Mi concentrai per\u00f2 troppo su come farlo anzich\u00e9 su cosa dire, quindi alla fine, ne usc\u00ec solo un mormorio confuso.<br \/>\nCi riprovai.<br \/>\n-Io&#8230; non ricordo&#8230; &#8211; riuscii a dire.<br \/>\nFinalmente avevo sentito la mia voce che, nonostante il tremolio, suonava calda. Quasi ardeva.<br \/>\nRivolsi lo sguardo alla creatura appena emersa dall&#8217;oscurit\u00e0 e capii che aveva ben compreso in che stato mi trovassi.<br \/>\nGli enormi occhi dorati, nei quali era sprofondato il mio sguardo, appartenevano ad un grosso gufo dalle piume bianche e candide come la neve appena caduta. La punta delle sue penne sembrava essere stata inzuppata in un calamaio.<br \/>\nLe sue grandi ali si distesero e con uno strano movimento rotatorio sembrarono frantumare l&#8217;aria.<br \/>\nUn gran frastuono, provocato dalle pietre che cadevano, riecheggi\u00f2 in tutto quel luogo ed all&#8217;improvviso la luce sostitu\u00ec l&#8217;oscurit\u00e0. Quel chiarore era cos\u00ec intenso da non riuscire a tenere gli occhi aperti.<br \/>\nNon potevo vedere niente ma sentivo l&#8217;aria fresca che muoveva il mio pelo facendomi il solletico.                                                                                 Aveva aperto un varco nel muro alle mie spalle, che capii dare sull\u2019esterno.<br \/>\nNon avevo la pi\u00f9 pallida idea di come avesse fatto!<br \/>\n-Veloce! Veloce! &#8211; sentii gridare il gufo da sopra di me.<br \/>\nQuando tentai di iniziare a correre, improvvisamente, qualcosa sembr\u00f2 tirarmi gi\u00f9.<\/p>\n<p>Una forza devastante mi aveva appena trascinato in un abisso di oscurit\u00e0.<br \/>\nDal vuoto pi\u00f9 totale, nero come la pece, emerse una scintilla rossa che mi colp\u00ec trascinandosi su tutto il mio corpo. Scottava terribilmente e mentre si muoveva sotto al mio pelo mi incideva dei simboli dello stesso colore della scintilla.<br \/>\nTante voci si sovrapposero, invadendo la mia mente, finch\u00e9 la luce non torn\u00f2 ai miei occhi sbarrati dal terrore.<\/p>\n<p>Avevo avuto una visione.<br \/>\nSolo dopo di essa mi accorsi che il mio pelo non era del tutto bianco. Delle voluminose linee rosse si arricciolavano dalla punta della coda fin sotto all&#8217;occhio sinistro.<br \/>\nNon potevo certo vedermi il muso ma lo sapevo benissimo.  Bruciavano ancora sulla mia pelle.<br \/>\nI miei occhi nel frattempo si erano abituati alla luce del sole e finalmente potevo vedere ci\u00f2 mi circondava.<br \/>\nDavanti a me si srotolava, fino ad una foresta di conifere, un viale petroso contornato dall\u2019erba.<br \/>\nNon feci per\u00f2 in tempo ad abituarmi alla scena, poich\u00e9 uno scalpiccio di zoccoli minaccioso inizi\u00f2 a farsi sempre pi\u00f9 forte.<br \/>\nLocalizzata la posizione del gufo, iniziai a corrergli dietro fino a che non raggiungemmo una grossa pietra coperta dal muschio.<br \/>\n-Nascondiamoci qui dietro, presto! \u2013 sussurr\u00f2 tutto agitato.<br \/>\nLe sue penne si erano drizzate dalla tensione in modo inguardabile.<br \/>\nCi accovacciammo in fretta dietro al masso appena in tempo per non essere scoperti.<br \/>\nQuando la mia coda sfior\u00f2 il muschio, un brivido mi percorse la schiena e, in quel momento, un\u2019altra visione si manifest\u00f2 alla mia mente.<\/p>\n<p>Degli uomini incappucciati, avvolti in lunghe tonache bianche, mi stavano trascinando per la criniera. Sentivo alcuni ciuffi strapparsi ed i miei occhi riempirsi di lacrime di dolore quando accadeva.<br \/>\nOgni ciocca che finiva sull\u2019erba era come un pezzo di me che mi abbandonava.<br \/>\nVidi una scena sfocata svanire.<\/p>\n<p>Tornai alla realt\u00e0, dietro la roccia fra i cespugli, insieme a quel buffo gufo dalle penne tutte arruffate dalla paura.<br \/>\nIn silenzio osservai la strada.<br \/>\nDue cavalli, di un nero lucidissimo, galoppavano a gran velocit\u00e0 mostrando la tonaca muscolatura e le gambe lunghe e slanciate.<br \/>\nErano cavalcati dagli stessi uomini incappucciati di bianco che avevo visto poco prima.<br \/>\n-Sono stati loro! Loro mi hanno fatto\u2026- mi affrettai a dire appena furono lontani da noi.<br \/>\n-Dimenticare. Dimenticare tutto! \u2013 esclam\u00f2 il gufo interrompendomi.<br \/>\n-Perch\u00e9? \u2013 chiesi con un filo di voce.<br \/>\n-Perch\u00e9 le leggi sono assurde, dettate da loro!  \u2013 ribatt\u00e9 energico lui.<br \/>\n-Ma cosa avrei fatto di cos\u00ec sbagliato per loro? \u2013<br \/>\n-Hai amato un animale diverso dalla tua specie. \u2013 disse con tono triste e sentenzioso.<br \/>\nMi sentivo davvero tanto confuso.<br \/>\n-Mi ha mandato tuo fratello, devo portarti da lui e da chi ami. \u2013<br \/>\nQuando sentii la parola fratello ebbi un brivido che mi port\u00f2 alla mente l\u2019immagine di due leoncini, uno bianco e uno dorato che giocavano insieme.<br \/>\n-Non devi stare con lui! Non vedi che \u00e8 diverso da tutti? Attaccheranno anche te altrimenti! \u2013  mentre la voce si dissolveva il cucciolo dorato spariva all\u2019orizzonte portato via da una leonessa.<br \/>\n-Attraversata la foresta, ritroverai Rackal che ti ricorder\u00e0 cosa \u00e8 successo. \u2013 mi rassicur\u00f2 dopo aver visto il mio sguardo perso.<br \/>\nLanciai un\u2019ultima occhiata nella direzione del luogo in cui ero stato prigioniero.<br \/>\nUn castello di pietra si ergeva con i suoi merletti nel verde scuro degli abeti. Sulle torri erano issati degli stendardi bianchi.<br \/>\n-Oh! giusto, tu non ricordi il mio nome. Sono Bodach Oidche. \u2013<br \/>\n-Piacere, io \u2026 &#8211; farfugliai qualcosa rendendomi conto che il mio nome non lo ricordavo.<br \/>\nSi alz\u00f2 in volo bubolando.<br \/>\n-Tu ti chiami AstraLlew che significa leone astrale! \u2013<br \/>\nChinai la testa da un lato.<br \/>\n-Ma\u2026 &#8211;<br \/>\nNon riuscii a chiedere nient\u2019altro. Mi aveva interrotto volandomi pericolosamente sopra la testa solleticandomi il naso con le penne della coda.<br \/>\n-Adesso andiamo, su! \u2013 esclam\u00f2 vivace prolungando il suono sulla \u201cu\u201d pi\u00f9 del solito.<br \/>\nCi tuffammo cos\u00ec tra le conifere e, zigzagando fra gli alberi, camminammo per molte ore.<br \/>\nGli aghi secchi sul terreno si spezzavano sotto le mie zampe scricchiolando piacevolmente.<br \/>\nLa nostra marcia procedette silenziosa fino a che il cielo non si fece di un rosso acceso.<br \/>\n-Non era azzurro poco fa? \u2013 chiesi frastornato.<br \/>\n-Quello che vedi non rimane sempre uguale, cambia di continuo. Questo si chiama tramonto ed \u00e8 il momento di passaggio fra la notte e il giorno, tra poco lo vedrai cambiare ancora \u2013<br \/>\n-Quindi \u00e8 un momento di passaggio come noi che stiamo camminando? \u2013 chiesi affascinato.<br \/>\n-S\u00ec, in un certo senso \u2013 rispose lui mentre planava a terra \u2013 adesso ti faccio vedere, fermiamoci qui per passare la notte. \u2013<br \/>\nImpaziente, mi sdraiai con la pancia e il muso rivolti all\u2019ins\u00f9, aspettando quel momento a cui si riferiva Bodach.<br \/>\nIl cielo lentamente vir\u00f2 al viola, poi dall\u2019indaco al blu scuro.<br \/>\nEra punteggiato dalle stelle e illuminato dal solo bagliore della luna pallida e tonda che primeggiava sulle cime appuntite.<br \/>\nNel frattempo, gli animali non erano pi\u00f9 gli stessi. Il canto degli uccelli aveva lasciato il posto a quello dei grilli e dei rapaci notturni come Bodach.<br \/>\n-Tu s\u00ec che sei fortunato! Puoi arrivarci lass\u00f9, vero? \u2013 chiesi sognante al gufo mentre immaginavo di raggiungere quella pallina luminosa.<br \/>\n-Non proprio. Tutto cambia e non \u00e8 come sembra, AstraLlew, tienilo bene a mente\u2026\u2013<br \/>\nMi addormentai cullato dal bubolare di Bodach che vegliava su di me con occhi gialli e brillanti come tizzoni ardenti nella notte.<br \/>\nQuando mi svegliai il cielo era di nuovo cambiato.<br \/>\nA differenza del giorno prima il sole era pallido, velato da sottili nuvole grigie, che parevano gonfiarsi di pi\u00f9 ad ogni sguardo.<br \/>\nRipensai a ci\u00f2 che era avvenuto il giorno prima e, una volta ricordato il varco aperto da Bodach che tanto mi aveva sorpreso, esordii con una domanda rivolta al mio nuovo amico piumato.<br \/>\n-Continuo a non capire come tu ieri abbia potuto aprire quello squarcio nel muro\u2026 sei cos\u00ec piccolo! \u00c8 una di quelle cose che sono diverse da come sembrano? &#8211;<br \/>\n-\u00c8 una lunga storia. \u2013 disse Bodach rabbuiandosi.<br \/>\nRicominciammo a camminare fra gli abeti quando un forte vento inizi\u00f2 a fischiare fra i rami e a piegare quei fusti sottili che scricchiolavano.<br \/>\nNel frattempo, Bodach inizi\u00f2 a raccontarmi che un giorno lontano anche lui era stato catturato dagli incappucciati.<br \/>\nDa loro, dopo averli osservati a lungo, aveva imparato alcuni trucchetti magici; in seguito era riuscito a fuggire con lo stesso incantesimo che gli avevo visto usare il giorno prima.<br \/>\nNon molto tempo dopo sentii una grossa goccia d\u2019acqua fredda cadermi sul naso.<br \/>\nPoi, una sulla coda, sulla schiena, sull\u2019orecchio, sulla criniera, sul muso vicino all\u2019occhio. Stavano precipitando dappertutto.<br \/>\nLa terra si inumid\u00ec liberando un forte profumo che aggrediva le narici ma allo stesso tempo le coccolava. Ero infreddolito ma eccitato da quell\u2019atmosfera.<br \/>\n-Che cos\u2019\u00e8 quest\u2019odore, Bodach? \u2013 chiesi euforico balzando da un albero all\u2019altro.<br \/>\n-Questo \u00e8 l\u2019odore della pioggia sulla terra asciutta. Ha un nome particolare che non tutti conoscono\u2013 disse lui con tono saccente e una punta di misteriosit\u00e0.<br \/>\n-E quale, Bodach? \u2013<br \/>\nStavo morendo letteralmente dalla curiosit\u00e0 e lui se ne era accorto, esit\u00f2 dunque un po\u2019 prima di rivelarmi quella strana parola.<br \/>\nPoi ad un tratto annunci\u00f2, scandendo bene le lettere, \u201cPetricore\u201d.<br \/>\n-Significa pietra e linfa degli d\u00e8i. \u2013 aggiunse con le piume gonfie per la soddisfazione.<br \/>\nMi feci sfuggire un \u201cooh\u201d di meraviglia e un grosso sorrisone.<br \/>\nContinuammo la nostra marcia per cos\u00ec tanto tempo che, sia quegli alberi magri e appuntiti che la pioggia, ci abbandonarono lasciando posto ad un altro tipo di vegetazione.<br \/>\nC\u2019erano prevalentemente cespugli con piccoli frutticini tondi viola e rossi, mentre, gli alberi erano pi\u00f9 bassi e con la chioma tondeggiante.<br \/>\nDunque, capii che durante la giornata la luce nel cielo cambiava spesso e che poteva esserci la pioggia, il freddo e il vento oppure il sole con il suo tepore.<br \/>\nCome se non bastasse anche camminando tutto ci\u00f2 che ci circonda si trasforma assumendo tutt\u2019altro aspetto.<br \/>\nEro immerso in queste riflessioni quando io e Bodach ci imbattemmo in una radura.<br \/>\nUna distesa erbosa che ospitava una grossa macchia azzurra in cui si specchiava il cielo e dove vi si abbeverava un maestoso cervo.<br \/>\nBodach scese a terra mentre lui alzava il capo dall\u2019acqua del laghetto.<br \/>\n-Siamo dei viaggiatori e vogliamo solo abbeverarci. Lui \u00e8 grosso ma non \u00e8 pericoloso. \u2013 disse il gufo indicandomi con l\u2019ala.<br \/>\nIo nel frattempo osservavo affascinato quelle corna arricciolate che parevano i rami di un nodoso albero.<br \/>\n-Siete i benvenuti \u2013 disse con voce profonda e concisa.<br \/>\nCi avvicinammo per bere quell\u2019acqua fresca per poi riprendere la nostra marcia.<br \/>\nQuando fummo abbastanza lontani Bodach mi disse che lui era il re di quella foresta e che era uno dei pochi animali che lottava contro gli uomini incappucciati di bianco.<br \/>\nIl cammino prosegu\u00ec a lungo e di nuovo lo scenario intorno a noi stava cambiando.<br \/>\nL\u2019erba si faceva pi\u00f9 alta, pungente e di un colore giallo paglierino mentre gli alberi diminuivano di numero considerevolmente.<br \/>\nAd un certo punto, ci trovammo davanti ad un\u2019alta roccia appuntita che celava in s\u00e9, alla sua base, una cavit\u00e0 buia.<br \/>\nSeguii Bodach all\u2019interno, dove il caldo si faceva sentire meno, fino a che non vidi nella penombra le acque scure di un laghetto sotterraneo.<br \/>\nMi sembrarono invitanti come antilopi o gazzelle\u2026 e solo dopo mi resi conto che iniziavo ad essere davvero affamato e le similitudini che la mia mente trovava erano sempre meno poetiche.<br \/>\nAvevo scoperto di cosa io mi nutrissi, poco prima, grazie a Bodach.<br \/>\nIn realt\u00e0 ero rimasto abbastanza perplesso nel sapere che mangiavo altri animali ma mi venne rivelato che non ero un gran cacciatore e la carne di cui mi nutrivo era per lo pi\u00f9 di carogne.<br \/>\nPotevo quindi pensare battute del genere senza sentirmi in colpa dato che ci\u00f2 che mangiavo era gi\u00e0 morto!<br \/>\nQuando ci avvicinammo alle acque del lago da una delle tante gallerie, all\u2019improvviso, vedemmo spuntare qualcosa.<br \/>\nNon ebbi il tempo di guardare meglio perch\u00e9 con un balzo la misteriosa figura mi piomb\u00f2 addosso facendomi cadere rovinosamente sotto al suo peso.<br \/>\nIl mio cuore nel frattempo aveva iniziato a battere all\u2019impazzata, il mio corpo si era irrigidito e aveva assunto istintivamente una posizione di difesa, gli occhi si erano chiusi.<br \/>\nSentivo il suo respiro caldo sul muso e le sue zampe sul petto che mi bloccavano, poi, mi sentii leccare sul naso e sulle orecchie.<br \/>\nAprii gli occhi cautamente e mi trovai riflesso in quelli di un grosso leone dorato che mi guardava affettuosamente.<br \/>\nEra Rackal, mio fratello!<br \/>\nNonostante non potessi ricordare, era come se l\u2019ultima brace di un grande fuoco fosse ancora accesa ma sepolta nella cenere.<br \/>\nDopo aver strusciato il suo muso contro il mio, si ricompose nella sua maestosit\u00e0, lasciando cos\u00ec che anche io mi rialzassi.<br \/>\n-So che non ti ricordi Llew \u2013 disse con un velo di tristezza nel tono, poi, aggiunse solennemente               -Io sono tuo fratello. \u2013<br \/>\n-Noi siamo la tua famiglia! Io, Rackal e Altea. \u2013 gracchi\u00f2 frettolosamente Bodach intromettendosi.<br \/>\nIl maestoso leone dorato gli tir\u00f2 un\u2019occhiata severa.<br \/>\n-Piano Bodach. \u00c8 gi\u00e0 abbastanza confuso, adesso lasciami parlare. \u2013 lo ammon\u00ec mentre si sedeva sulle pietre.<br \/>\n-Nostra madre ci imped\u00ec di stare insieme a causa del tuo pelo.<br \/>\nCome hai potuto vedere qui la natura ha il mio stesso colore, come della maggior parte dei leoni.<br \/>\nCi\u00f2 \u00e8 fondamentale per cacciare e non essere visti.<br \/>\nUn leone bianco incontra varie difficolt\u00e0 perch\u00e9 non pu\u00f2 mimetizzarsi e quindi predatori e prede lo individuano subito.<br \/>\nIl nostro branco gi\u00e0 in origine era poco numeroso e quindi in difficolt\u00e0, poi, in seguito ad una lotta nostro padre perse la vita con altre due leonesse.<br \/>\nCos\u00ec eravamo rimasti solo in cinque compresa nostra madre e noi due, piccoli cuccioli, ancora incapaci di cacciare.<br \/>\nDopo giorni di accese discussioni la decisione venne presa e tu venisti lasciato qui, in questa grotta. \u2013<br \/>\nRimasi in silenzio, con quel piccolo pezzo del mio passato che pareva ferirmi pi\u00f9 di tutti gli altri che finora avevo raccolto.<br \/>\n-Ma io, come puoi ben vedere, non ti ho mai abbandonato. \u2013 continu\u00f2 lui \u2013 Ogni giorno di nascosto venivo da te per controllare che tu stessi bene.<br \/>\nAvendo il pelo bianco eri gi\u00e0 svantaggiato in partenza, in pi\u00f9 non ti era stato insegnato come cacciare, cosa alquanto crudele nei tuoi confronti. Cos\u00ec sul tragitto, catturavo piccole prede vive, e simulavo una piccola battuta di caccia, nella grotta, in modo da renderti pi\u00f9 autonomo. Fortunatamente imparasti appena in tempo, prima che, mi scoprissero e trascinassero via da te. \u2013<br \/>\nLa luce che entrava dall\u2019apertura della tana ebbe come un sussulto, e illumin\u00f2 una figura che prima non avevo notato, proiettando sul muro l\u2019ombra di una snella creatura dalla coda arricciolata e sottile.<br \/>\nQuesto mutamento di luminosit\u00e0, unito ad un fruscio, attir\u00f2 la mia attenzione e port\u00f2 il mio sguardo in quella direzione.<br \/>\nUna tigre dalla coda arancione, arricciolata e avviluppata da strisce nere, si stava avvicinando verso di noi. I suoi occhi, uno marrone e l\u2019altro verde, mi lanciarono un\u2019occhiata particolarmente furbetta mentre mi passava vicino per sedersi accanto a me. Per un attimo il respiro mi si sospese quando mi sfior\u00f2.<br \/>\n-E adesso entro in scena io! \u2013 disse con voce suadente la nuova arrivata.<br \/>\n-Quando tuo fratello non pot\u00e9 pi\u00f9 vederti, iniziasti ad uscire dalla tana con l\u2019intento di trovarlo e procurarti da mangiare. Il branco per\u00f2 si era spostato lontano e, alla fine, decidesti di dirigerti da tutt\u2019altra parte. Raggiungesti, dopo un lungo cammino, una foresta nella quale ti perdesti. L\u00ec ti trovai io. \u2013<br \/>\nPer un attimo il mio cuore si ferm\u00f2. L\u2019ultimo tizzone accesso sembr\u00f2 divampare tutto d\u2019un tratto.<br \/>\nNonostante io non potessi ricordare niente di ci\u00f2 che mi veniva raccontato, sentivo alcune sensazioni riaffiorare.<br \/>\nSembra proprio che ci\u00f2 che siamo sia determinato da coloro che ci amano e che amiamo, senza di loro, io, non avrei mai potuto ritrovare il mio passato.<br \/>\nE senza il mio passato chi sarei stato?                                                                                                               Le esperienze ci plasmano, le persone che conosciamo ci cambiano proprio come muta tutto ci\u00f2 che abbiamo intorno con il passare del tempo e con lo spostamento nello spazio.<br \/>\nPassammo la nottata insieme in quella grotta dove mi furono raccontate diverse vicende che tentavo di ricondurre a me stesso.<br \/>\nUna di queste, oltre a descrivermi il luogo in cui vivevo, raccontava anche il mio primo incontro con Bodach.<br \/>\nDopo che Altea mi trov\u00f2 mi fermai con lei nella giungla, un luogo dove i colori sono gi\u00e0 di per s\u00e9 sgargianti e quindi dove il mio pelo non aveva pi\u00f9 importanza. Anzi, l\u00ec c\u2019erano degli uccelli dalle piume cos\u00ec sgargianti da destare meraviglia immensa.<br \/>\nUn giorno io e Altea decidemmo di fare una lunga passeggiata gareggiando a chi avrebbe avvistato pi\u00f9 pappagalli.<br \/>\nIniziammo cos\u00ec il nostro lungo percorso quando per un attimo ci perdemmo di vista l\u2019un l\u2019altra.<br \/>\nIo mi ero distratto per guardare nella direzione di un fruscio che avevo sentito, quando, Altea era rimasta indietro per tentare di afferrare con i denti un piccolo frutto colorato da mostrarmi.<br \/>\nAvevamo preso direzioni opposte convinti di un reciproco scherzetto.<br \/>\nQuando capimmo di esserci persi erano ormai passate due ore e le nostre strade erano lontane.<br \/>\nIniziammo a cercarci a vicenda tentando, con scarso successo, di tornare indietro al punto di partenza. Non ci riusc\u00ec nessuno dei due.<br \/>\nFortunatamente per\u00f2, un incontro, ci risparmi\u00f2 tante ore di fatica arricchendoci anche di un nuovo amico.<br \/>\nAltea si era imbattuta in un buffo gufo che, proprio in quel momento, stava balzando frenetico da un ramo all\u2019altro tutto innervosito perch\u00e9 gli era appena cascata dagli artigli una piccola preda.<br \/>\n-Sto diventando vecchio per queste cose! \u2013 continuava a ripetere con le piume alzate.<br \/>\nLa tigre decise, con il tentativo di divertirlo, di raccontargli la buffa e fastidiosa situazione in cui si era trovata.<br \/>\nIl gufo scoppi\u00f2 in una fragorosa risata, sorpreso di quanto quei due fossero fra le nuvole pi\u00f9 di lui che poteva volare.<br \/>\nAlla fine, decise di aiutarli cercando di individuare il leone e raccomandandosi alla tigre di rimanere ferma esattamente nel punto in cui l\u2019aveva lasciata.<br \/>\nTrovato l\u2019unico leone bianco della giungla, il gufo, soddisfatto della sua impresa mi comunic\u00f2 di seguirlo fino alla mia compagna a strisce.<br \/>\nQuesto fu solo uno dei tanti racconti che quella notte io udii prima di addormentarmi profondamente e che mi fecero avere l\u2019impressione di \u201cessere tornato\u201d.<\/p>\n<p>Il mattino seguente a mente lucida decidemmo cosa dovesse essere fatto da quel momento in poi.<br \/>\nDovevamo convincere gli animali che il colore del pelo non deve essere occasione di discriminazione ma che, anzi se esso porta svantaggi, chi \u00e8 a rischio va difeso a spada tratta.<br \/>\nDovevamo poi, combattere per l\u2019amore perch\u00e9 esso \u00e8 giusto sempre.<br \/>\nGli incappucciati di bianco mantenevano il loro potere grazie al terrore che incutevano su tutti gli animali, facendo in modo da incoraggiare certi tipi di discriminazioni che li facevano avere paura l\u2019uno dell\u2019altro.<br \/>\nSi dividevano in squadroni ed andavano a chiedere di svelare loro sospettate coppie fra animali di specie diversa.<br \/>\nPerch\u00e9? Perch\u00e9 ci\u00f2 avrebbe portato al soccombere del loro potere che trovava le basi nell\u2019attribuzione di caratteristiche negative ad ogni specie e sul tentare di fermare ogni tipo di amore che testimoniasse la caduta di tali falsi stereotipi.<br \/>\nDovevamo dunque, per combattere questa battaglia, fare in modo che chiunque fosse in grado di amare si unisse a noi.<br \/>\nPartimmo con l\u2019idea di far riflettere quello che era stato il mio branco e poi tutte le altre creature.<\/p>\n<p>Decidemmo di dirigerci guidati da Rackal alla rupe dove la mia famiglia risiedeva.<br \/>\n-Il maleficio doveva far s\u00ec che il vostro amore perisse, guarda come ha funzionato! \u2013 esclam\u00f2 con chiara ironia Bodach indicando me e Altea che ci guardavamo teneramente.<br \/>\n-L\u2019amore \u00e8 una forza incontrastabile che niente e nessuno, nemmeno la magia pu\u00f2 cambiare. \u2013 aggiunse solenne mentre il cammino proseguiva.<br \/>\nSuperammo lunghi tratti di pungente e alta erba gialla, mentre Bodach in certi momenti ci faceva ridere fino al mal di pancia dato che non riusciva, nel pi\u00f9 delle volte, a tenere il becco chiuso.<br \/>\nLa silenziosa Altea, invece, quando parlava utilizzava sempre parole acute e pungenti e le sue risposte erano sempre pronte.<br \/>\nIl pi\u00f9 serio era mio fratello che non aveva bisogno nemmeno di quelle poche parole, lui con uno sguardo poteva dire tutto ci\u00f2 che gli passava per la mente.<br \/>\nIl mio umore fu tranquillo fino a che non giunsi dinanzi a quella grossa roccia sulla quale, una volta salito, avrei conosciuto mia madre.<br \/>\nIniziai a provare la stessa sensazione di quando avevo creduto di essere sotto attacco nella grotta. Sentivo il corpo rigido e il respiro che si faceva sempre pi\u00f9 affannato.<br \/>\nIl leone dorato si avvicin\u00f2 a me e strusci\u00f2 la testa contro la mia spalla sussurrandomi \u201ccoraggio, sono qui con te\u201d.<br \/>\nSalimmo tutti e quattro su quella roccia svegliando i leoni che vi riposavano.<br \/>\nAlcuni quando ci videro mostrarono i denti, mentre due di loro si avvicinarono a Rackal.<br \/>\nErano due leonesse: una la nostra madre naturale, l\u2019altra invece, aveva cresciuto Rackal con lei.<br \/>\nA prima vista strofinarono entrambe il loro muso con quello di mio fratello senza accorgersi della mia presenza n\u00e9 tantomeno di quella di Altea e Bodach.<br \/>\nQuando finalmente si resero conto che il piccolo leoncino bianco che avevano abbandonato ero io, sobbalzarono, per poi indietreggiare.<br \/>\n-Siamo qui perch\u00e9 dobbiamo porre fine a queste ingiustizie. Lui ha sofferto abbastanza. Ormai ci\u00f2 che importa \u00e8 quello che accadr\u00e0 da qui in seguito. \u2013<br \/>\n-Esatto, non possiamo permettere che succeda pi\u00f9 a nessuno. \u2013 aggiunse Altea.<br \/>\nDopo aver visto in mia madre uno sguardo mortificato e pieno di dolore, mi sentii di parlarle.<br \/>\n-Non porto rancore, so che questa fu una decisione difficile. Questo non significa che dimenticheremo quello che \u00e8 successo, ma servir\u00e0 perch\u00e9 non si ripeta niente di simile. Ora dobbiamo prendere parte ad una battaglia pi\u00f9 grande. \u2013<br \/>\nMia mamma comunque non riusciva a guardarmi negli occhi, i suoi si erano gonfiati di lacrime mentre io sentivo una sensazione paralizzante che non mi permetteva di avvicinarmi.<br \/>\n-Siamo dei vostri \u2013 disse a nome di tutti l\u2019altra leonessa, dando voce a nostra madre che non riusciva a tirar fuori una parola.<br \/>\nAlla fine, ebbi il coraggio di toccarle la zampa con la mia. Lei scoppi\u00f2 a piangere.<br \/>\nIntanto l\u2019altra leonessa and\u00f2 a parlare ai componenti del branco che si erano aggiunti oltre ai nostri due fratelli.<br \/>\n-Fra due giorni troviamoci davanti al vecchio castello nella foresta di conifere! \u2013 esordimmo in coro tutti e quattro in conclusione.<br \/>\nAdesso dovevamo fare in fretta ed andare a parlare con ogni animale che incontravamo sperando che ognuno di essi facesse altrettanto.<br \/>\nIl primo sul nostro cammino fu un uccellino dal piumaggio del petto color rosso-arancione e quello del capo e del dorso azzurro.<br \/>\nEra nascosto fra le foglie di un cespuglio, appollaiato su un rametto, in prossimit\u00e0 di un lago quando lo raggiungemmo.<br \/>\nGli spiegammo tutto per filo e per segno e lui ascolt\u00f2 con attenzione prima di esordire con:<br \/>\n-Avete la mia disponibilit\u00e0! Parler\u00f2 a tutti gli uccelli e li avrete dalla vostra parte, parola di Martin! \u2013<br \/>\nCi sentimmo rassicurati dalle sue parole e, data la facilit\u00e0 con cui avevamo ottenuto ci\u00f2 che volevamo, ci illudemmo che anche gli altri animali si sarebbero comportati come lui.<br \/>\nTuttavia, ci sbagliavamo di grosso.<br \/>\nPoco pi\u00f9 tardi, infatti, incontrammo un grosso rinoceronte che quando ci vide ci ignor\u00f2 completamente.<br \/>\nQuando tentammo di avvicinarci a lui venimmo allontanati con violenza.<br \/>\n-Non voglio guai. Via! \u2013 grugn\u00ec contro di noi in modo cos\u00ec minaccioso che il terreno sembr\u00f2 tremare.<br \/>\nPensammo che, da un momento all\u2019altro, ci avrebbe assaliti sopraffacendoci.<br \/>\n-Ci mancava un leone bianco piantagrane a rovinarmi la giornata! \u2013 aggiunse con rabbia prima di voltarsi e tornare al suo spuntino, tuttavia mostrando un grande fastidio.<br \/>\n-Ma io \u2026 non ho mai fatto del male a nessuno! \u2013 cercai di dire.<br \/>\n-Piantagrane e anche bugiardo \u2013<br \/>\nMio fratello a questa frase, detta con disprezzo dal rinoceronte, rugg\u00ec spaventosamente e subito dopo accecato dalla rabbia, tent\u00f2 di gettarsi contro di lui.<br \/>\nProntamente mi frapposi fra i due per fermarli appena in tempo.<br \/>\n-Fratello no! Non \u00e8 con la violenza o la rabbia che otterremo ci\u00f2 che vogliamo. Lasciamo che rifletta \u2013<br \/>\nMio fratello era un tipo calmo e pacato ma quando si trattava di me diventava spaventosamente impulsivo e iracondo. Mi aveva gi\u00e0 perso una volta per colpa di chi aveva intorno. Si era promesso che non avrebbe mai pi\u00f9 tollerato che accadesse di nuovo.<br \/>\nIl rinoceronte si era spaventato, ma allo stesso tempo era rimasto sorpreso dalle mie parole.<br \/>\nTent\u00f2 di guardarmi meglio strizzando gli occhi, poi, con finto disinteresse mi chiese \u2013 e cos\u2019\u00e8 che vorreste? \u2013<br \/>\n-Non vogliamo che il colore del pelo sia fonte di discriminazioni, e vogliamo che ognuno possa essere libero di amare chi vuole \u2013 risposi pacato.<br \/>\n-Intendi amare qualcuno di specie diversa? \u2013 chiese con tono inorridito mostrando per\u00f2, adesso, tutto l\u2019interesse che prima aveva tentato di dissimulare.<br \/>\n-Perch\u00e9 quel tono? Cosa ci trovi di sbagliato? \u2013 aggiunse pungente come al solito Altea.<br \/>\n-\u00c8 contro natura! \u2013 grid\u00f2 lui.<br \/>\n-L\u2019amore \u00e8 la natura stessa, la natura non si pone alcun problema. Sono gli incappucciati che stanno spargendo questo tipo di convinzioni fra di noi, e sai perch\u00e9 lo fanno? \u2013<br \/>\n-Perch\u00e9? \u2013<br \/>\n-Perch\u00e9 vogliono dividerci. Gli incappucciati sanno bene che insieme siamo pi\u00f9 forti di loro. Se invece abbiamo paura o ci disprezziamo l\u2019uno l\u2019altro, allora \u00e8 pi\u00f9 semplice tenerci in pugno. \u2013<br \/>\nIl mondo del rinoceronte era stato appena ampliato oltre il suo corno e, probabilmente, la cosa lo sconvolse tanto da farlo chiudere in s\u00e9 stesso.<br \/>\nIn preda ad un attacco d\u2019ira ci fece fuggire facendoci rassegnare all\u2019idea di non averlo dalla nostra parte.<br \/>\nAnche qui, ci sbagliavamo, aveva solo bisogno di tempo per riflettere.<br \/>\nLa nostra marcia prosegu\u00ec ancora, anche se, con un po\u2019 di sconsolatezza che iniziava a serpeggiare fra di noi.<br \/>\nCi stavamo avvicinando alla famigerata foresta di conifere. Adesso potevamo vederla da lontano coperta da un grosso fungo grigio. Un nuvolone gonfio di pioggia stava per abbattersi sulle cime appuntite e sottili degli abeti.<br \/>\nL\u2019aria in quel momento era davvero gelida.<br \/>\nAd un certo punto un lieve rumore cattur\u00f2 la nostra attenzione portandoci tutti a guardare verso un cespuglio.<br \/>\nUn coniglietto stava alzato con le zampette anteriori tirate in su, il nasino rosa tremante traluceva umido rilasciando un sottile vapore quasi impercettibile.<br \/>\nEra rimasto paralizzato dalla paura nel vedere due grossi predatori come noi ed un rapace che ci volava sopra la testa.<br \/>\nDoveva essere un terribile incubo per lui!<br \/>\nMi preoccupai subito di non muovere un muscolo e di rimanere il pi\u00f9 immobile possibile.<br \/>\nCon cautela dissi:<br \/>\n-Piccolo non hai niente da temere, non vogliamo farti del male n\u00e9 a te n\u00e9 a chiunque altro. \u2013<br \/>\nIl coniglio rimase in silenzio con le pupille dilatate dalla paura ancora rivolte verso di noi.<br \/>\n-Ci allontaniamo, tranquillo, vogliamo solo che gli animali possano agire uniti non pi\u00f9 sopraffatti dalla paura \u2013 disse mio fratello indietreggiando.<br \/>\nIo aggiunsi \u2013 domani, saremo al castello di pietra tutti insieme e faremo vedere agli incappucciati che il loro potere non avr\u00e0 pi\u00f9 effetto da ora in poi \u2013<br \/>\nIl coniglio annu\u00ec iniziando a tremare in modo meno visibile.<br \/>\n-Non tenderete un agguato a noi pi\u00f9 piccoli, vero? \u2013 chiese titubante.<br \/>\n-Certo che no! \u2013 disse Rackal.<br \/>\nPoi ridendo aggiunse \u2013 questo leone bianco qui \u2013 mi indic\u00f2 con la zampa \u2013 vedi quanto \u00e8 magro? \u2013<br \/>\n-Oh s\u00ec, lo vedo signore \u2013 rispose.<br \/>\n-Lui non caccia, dunque non mangia! \u2013<br \/>\nIl coniglio abbozz\u00f2 un sorrisetto, poi gli occhi gli brillarono.<br \/>\n-Va bene, va bene saremo tutti l\u00ec, con gli scoiattoli, i ghiri, i ricci! Ci saremo tutti contro quei prepotenti! \u2013 esclam\u00f2 prima di correre via.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non fu difficile convincere quel coniglietto?                                                                                           Perch\u00e9 gli incappucciati di bianco, non avendo paura di animali di cos\u00ec ridotta taglia, si mostravano per quello che erano. Crudeli e violenti.<br \/>\nGli animali pi\u00f9 grandi si facevano la guerra fra di loro, il potere degli incappucciati, stava nel semplice spargere parole maligne.<br \/>\nCon i pi\u00f9 piccoli invece usavano direttamente la loro cattiveria, li uccidevano e ferivano, esclusivamente per sentirsi forti.<br \/>\nDunque, non era difficile capire quanto il desiderio di giustizia aleggiasse fra di loro.<\/p>\n<p>Camminammo fino a sera fino ad addentrarci nella foresta.<br \/>\nRaggiungemmo quella stessa radura in cui, io e Bodach, avevamo dormito insieme per la prima volta e ci fermammo l\u00ec di nuovo per la notte.<br \/>\nQuante cose erano cambiate nel giro di cos\u00ec poco tempo, pensavo mentre guardavo quello stesso cielo che, anche in questo caso, non era pi\u00f9 lo stesso.                                                                                             Adesso lo stavo osservando con occhi completamente diversi, anche io ero cambiato.<br \/>\nAvevo visto cos\u00ec tanti luoghi, incontrato tanti personaggi e provato sensazioni diverse che continuavano a farsi sentire dentro di me.<br \/>\n-Tutto si trasforma, sempre. \u2013 sussurrai a Bodach accanto a me.<br \/>\nIn quel momento mi sembr\u00f2 di poter respirare la terra, l\u2019erba, gli insetti, gli alberi, l\u2019acqua, le stelle, e il cielo.<br \/>\nIntorno a me i grilli mi facevano pensare a quanto tutto quello che mi circondasse fosse essenzialmente vita. Una vita liquida come l\u2019acqua.<\/p>\n<p>Il giorno seguente, mentre ci dirigevamo verso il castello, ci trovammo a camminare insieme ai piccoli animali che si erano uniti a noi grazie al passa-parola avviato dal coniglio.<br \/>\nIl castello apparve in alto. Mancava poco a raggiungerlo.<br \/>\nGli abeti continuavano a circondarci con il loro odore intenso che ci dava forza, andavamo sempre pi\u00f9 veloci cos\u00ec come sempre pi\u00f9 numerosi diventavamo.<br \/>\nCome un\u2019onda che piccola all\u2019orizzonte si fa sempre pi\u00f9 grande ci stavamo riversando contro la riva; le mura del castello.<br \/>\nIntanto era arrivato il mio branco accompagnato da tantissimi altri animali: zebre, leopardi, ippopotami, elefanti, gazzelle, iene, facoceri e bufali. La terra tremava.<br \/>\nAnche il rinoceronte che ci aveva fatto fuggire era l\u00ec con i suoi piccoli.<br \/>\nQuando giungemmo alle porte del maniero il cielo si oscur\u00f2 spaventosamente all\u2019improvviso.<br \/>\nLe nuvole grigie erano completamente coperte da una quantit\u00e0 impressionante di volatili.<br \/>\nIl maestoso cervo che avevamo visto io e Bodach era spuntato dalla foresta e si stava dirigendo nella nostra direzione. Con lui c\u2019erano orsi, linci, volpi, lupi, e tantissimi altri animali.<br \/>\nUna volta circondato e assediato il castello, anche dall\u2019alto, iniziammo tutti insieme a gridare e a battere le zampe rumorosamente sul terreno, a ritmo.<\/p>\n<p>Gli incappucciati uscirono infuriati e per tenerci lontani iniziarono a lanciare incantesimi, rapidi e fitti come frecce, dalle torri da cui erano appena spuntati.<br \/>\nI primi ad essere colpiti furono i volatili che iniziarono a precipitare rovinosamente a terra come una pioggia infuocata.<br \/>\nNel cielo si stavano aprendo degli squarci di luce: alcuni degli uccelli che lo avevano coperto fino a poco prima, adesso, giacevano sulla terra gelida.<br \/>\nI rapaci, con i loro artigli per\u00f2, si erano lanciati in picchiata contro gli incappucciati, gettandoli a terra e immobilizzandoli.<br \/>\nIn questo modo permettevano, ad altri ancora, di entrare dalle aperture sulle torri dalle quali erano usciti fuori gli stregoni.<br \/>\nSfrecciavano in volo, sfiorando con le piume del ventre gli scalini delle irte scale a chiocciola fino a raggiungere la base delle torri.<br \/>\nIl castello, enorme quanto un villaggio, aveva tante sale con incappucciati che preparavano in fretta e furia filtri da portare come munizioni a quelli che combattevano sopra.                                                                                                                    Una volta avvistato il portone delle mura, chiuso grazie ad una grossa trave di legno, fu scacco matto.<br \/>\nCon tutte le loro forze gli uccelli in massa spinsero via l\u2019ostacolo che lo teneva chiuso.<br \/>\nDopo un boato tremendo la porta fu spalancata. Eravamo entrati tutti.<br \/>\nGruppi di animali si riunirono ognuno per tenere immobilizzato uno stregone, in modo da darci un attimo di tregua e pensare a cosa fare.<br \/>\nIo, Altea, Bodach e Rackal eravamo in una sala enorme circondati da moltissimi animali.<br \/>\nLe pareti erano completamente coperte da libri mentre, sui grossi tavoli di legno, erano poggiati tantissimi alambicchi e bizzarri strumenti.<br \/>\nIl rinoceronte con cui avevamo parlato noi, avanz\u00f2 di qualche passo.<br \/>\n-Distruggiamo il loro potere! Distruggiamo tutto questo! \u2013 grugn\u00ec.<br \/>\nA questa proposta si accese un grande fermento, molti animali gridarono e si innalzarono su due zampe entusiasti. Stavano gi\u00e0 per cominciare.<br \/>\n-No! Vi prego non fatelo! \u2013 gridai esasperato e ansimando terribilmente.<br \/>\nTutti si voltarono verso di me.<br \/>\n-\u00c8 ferito! \u00c8 terribilmente ferito! \u2013 sentii gridare prima di cadere rovinosamente a terra.<br \/>\nIl furore di quel combattimento era stato cos\u00ec intenso che non mi ero accorto di avere un grosso squarcio nel petto.<br \/>\nNon mi resi conto del forte dolore che provavo fino a quando la vista non inizi\u00f2 ad annebbiarmisi.<br \/>\nQuesto di cui parlo ora mi fu raccontato al mio risveglio, dal momento che io avevo perso conoscenza.<br \/>\nMio fratello inizi\u00f2 a ruggire e a mugolare disperato, Altea continuava a guardarmi esterrefatta mentre Bodach, volava in tondo agitato sopra il mio corpo esanime.<br \/>\nGli altri si stavano avvicinando preoccupati cercando una soluzione che per\u00f2, tardava sempre di pi\u00f9 ad arrivare.<br \/>\nImprovvisamente Altea si scosse. Le sue pupille si restrinsero all\u2019improvviso quasi rilasciando una scintilla.<br \/>\n-Ha detto \u201cnon fatelo\u201d perch\u00e9 forse spera che ci\u00f2 che \u00e8 qui non sia solo malefico\u2013 grid\u00f2 lei con entusiasmo.<br \/>\n-Qualcosa che cura, qualcosa che cura \u2013 inizi\u00f2 a bubolare Bodach quasi cantilenando.                                  Stava cercando ora, per tutta la sala, libri che illustrassero qualcosa del genere.<br \/>\nGli altri animali capirono le loro intenzioni ed iniziarono cos\u00ec, con cautela, a versare poche gocce di quei liquidi colorati per capire come potessero essere utilizzati.<br \/>\n-Questa! Questa! \u2013 si sent\u00ec gridare improvvisamente dopo momenti di incessante fermento e ricerca.<br \/>\nTra i tantissimi libri ne era stato trovato uno che presentava sulla copertina una pozione dal colore blu scuro e la superfice iridescente mentre le pagine raffiguravano ferite rimarginate.<br \/>\nGli animali si riversarono in tutte le sale del castello per cercarla, fino a quando, dopo un tempo che parve infinito, una scimmia annunci\u00f2 finalmente di averla trovata.<br \/>\n-Versa questa presto! \u2013 grid\u00f2 la scimmia passando la provetta ad Altea una volta giunta nella stanza dove mi trovavo.<br \/>\nLa tigre la afferr\u00f2 tra i denti e, con cautela, la vers\u00f2 sul mio petto.<br \/>\nLa ferita velocemente, come se avesse preso vita, si richiuse e, poco dopo, il pelo bianco e lucente ci era gi\u00e0 ricresciuto sopra.<br \/>\nAprii di nuovo gli occhi e abbozzai un sorriso ad Altea che mi guardava con gli occhi gonfi di lacrime.<br \/>\n-Avete capito a cosa stessi pensando\u2026 \u2013 sussurrai ancora sdraiato a terra.<br \/>\n-Non tutto \u00e8 come sembra, vero Bodach? \u2013 esclamai rivolto al povero gufo che, giaceva esausto, su una montagna di libri che aveva tirato gi\u00f9 dagli scaffali.<br \/>\nNel frattempo, la scimmia si avvicin\u00f2 a me con un gran sorriso.<br \/>\nCapii immediatamente cosa fosse successo poco prima.<br \/>\n-Grazie, grazie di cuore! \u2013 dissi rialzandomi da terra completamente ripreso.<br \/>\nAlla fine, andammo a liberare i prigionieri nelle segrete cos\u00ec che le coppie poterono finalmente ricongiungersi. Anche il maestoso cervo della radura si riun\u00ec con il suo amore: un grosso lupo bianco.<\/p>\n<p>Nei giorni seguenti, passammo molto tempo a cercare di capire come funzionassero le pozioni e gli strumenti magici.<br \/>\nQuando ci imbattevamo in qualcosa di malvagio lo distruggevamo oppure, se possibile, tentavamo di usarlo in modo diverso.<br \/>\nLa scoperta pi\u00f9 grandiosa in assoluto, per\u00f2, fu quella che fece mio fratello.<br \/>\nRackal non aveva avuto molta scelta riguardo alla caccia, per la sua sopravvivenza e per la mia, aveva dovuto uccidere spesso.<br \/>\nFin dal primo momento il suo scopo nella ricerca, dunque, fu quello di trovare un rimedio alla fame dei carnivori cos\u00ec da poter davvero, finalmente, vivere in armonia.<br \/>\nRiusc\u00ec davvero a creare un vero e proprio alimento magico che poteva sfamare tutti noi.<br \/>\nGli stregoni ormai erano stati completamente sconfitti: il loro potere, basato sulla discriminazione, la caccia e la magia, non esisteva pi\u00f9.<br \/>\nAvrebbero vissuto come tutti noi, senza, arroccarsi in una fortezza dove detenere il potere a differenza degli altri.<br \/>\nIn questo modo l\u2019armonia avrebbe regnato per molti, molti anni.<br \/>\nBeh, fino a quando tre piccoli diavoletti tigrati non nacquero. I loro nomi erano Akira, Yaasmeen e Jazal ed erano cos\u00ec scatenati che quando giocavano la terra tremava.<\/p>\n<p>-Pap\u00e0 ancora ti prego! \u2013 (Yaasmeen)<br \/>\n-Dai pap\u00e0 un\u2019ultima, ultima volta poi dormiremo! \u2013 (Akira)<br \/>\nPiccoli, come promesso, adesso si dorme.<br \/>\n-Uffa! ma comunque la parte finale \u00e8 quella pi\u00f9 bella! \u2013 (sempre Akira)<br \/>\n-Ma certo che \u00e8 la pi\u00f9 bella, ci siamo noi! \u2013 (Jazal)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_42542\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42542\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aprii gli occhi di scatto. Il mio corpo pesante, improvvisamente, riprese il controllo dei sensi e la mia mente cominci\u00f2 gradualmente a schiarirsi. Non ricordavo di essermi addormentato, anzi non ricordavo nulla, nemmeno chi o cosa fossi. Quando cercai di muovermi dalla posizione fetale in cui mi trovavo mi resi conto di avere quattro grosse [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_42542\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42542\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":20413,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[545],"tags":[],"class_list":["post-42542","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42542"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20413"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=42542"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42542\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58342,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42542\/revisions\/58342"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=42542"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=42542"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=42542"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}