{"id":42435,"date":"2020-05-29T17:59:07","date_gmt":"2020-05-29T16:59:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42435"},"modified":"2020-05-29T17:59:08","modified_gmt":"2020-05-29T16:59:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-terrore-notturno-di-elena-comelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42435","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Terrore notturno&#8221; di Elena Comelli"},"content":{"rendered":"\n<p> Da ore oramai imperversava la tempesta. Il vento colpiva bruscamente le finestre della vecchia casa, facendole tremare freneticamente. Il rumore acuto dei vetri sottili aveva spaventato Elvira, di poco pi\u00f9 di sei anni, che si era rifugiata fra le braccia del padre. L\u2019acqua piovana cadeva abbondante e sembrava aumentare d\u2019intensit\u00e0 insieme al vento. Era sera e la famiglia si era radunata attorno al camino, unica fonte di calore. Avevano acceso delle lanterne ad olio, essendo saltata la corrente elettrica; qualche candelabro sparso qua e l\u00e0 per la casa illuminava con una luce fioca e ballerina le stanze altrimenti buie.<\/p>\n\n\n\n<p>La famiglia Giordano viveva a venti minuti a piedi dal villaggio. In circostanze come quelle, quei venti minuti facevano pentire i signori Giordano d\u2019aver comprato quella dimora cos\u00ec solitaria; non avrebbero di certo disprezzato la presenza rassicurante di alcuni vicini di casa nei momenti di pericolo e di incertezza. Tuttavia quella dimora era stata la soluzione ideale alle loro esigenze, non troppo costosa e allo stesso tempo abbastanza grande da permettere alla famiglia di allargarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Elvira\nera nata e cresciuta in quella casa, e cos\u00ec era successo anche a suo\nfratello Francesco, di appena pochi mesi. La bambina ricordava il\ngiorno in cui la madre diede alla luce\nil fratellino\nperch\u00e9 fu particolarmente spaventata\ndalle urla e dal continuo via vai di persone. Due donne del villaggio\nerano entrate nella stanza della madre, da cui si alzavano grida\nstrazianti, mentre una terza\ndonna era stata\ncon lei al pian\nterreno. Perfino\nun medico\nsopraggiunse,\nfigura che non si vedeva molto spesso da\nquelle parti. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Da\nsotto le braccia del padre, Elvira\nguard\u00f2 in\ndirezione della\nmadre, presa a cullare\nil piccolo Francesco. Avevano desistito dal\nparlare a causa del troppo rumore proveniente\ndall\u2019esterno.\nIl crepitio del legno nel camino era quasi impercettibile, soffocato\ndai suoni del vento. Elvira\nosserv\u00f2 il\nfratellino con un pizzico di gelosia, invidiando\ni panni caldi in cui era ben avvolto. A\nvederlo cos\u00ec calmo, addormentato in un\nsonno profondo, sembrava\nquasi che\nnon sentisse il ruggito irruente della\nnatura l\u00ec fuori. Lei invece aveva freddo ai piedi e alle mani, non\nriusciva a scaldarsi, e si sentiva assalire da un terrore\nincontrollabile ad ogni lampo.\nQuando poi udiva\nil tuono, nascondeva puntualmente\nil volto sotto\nl\u2019ascella del\npadre. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cElvira, hai i piedini cos\u00ec freddi\u201d le aveva detto lui con una voce profonda. Si alz\u00f2 e si diresse verso un mobiletto al lato del camino, per cercarvi una coperta. La bambina lo contempl\u00f2 senza lasciare la poltrona, percependo l\u2019insicurezza del distacco fisico. Proprio mentre lui rovistava fra le cose accatastate disordinatamente nel mobiletto, l\u2019attenzione di Elvira si spost\u00f2 sul tavolo l\u00ec vicino. Le piaceva nascondersi l\u00ec sotto. La madre lo lasciava spesso decorato con una lunga tovaglia colorata, permettendole di usare quello spazio per i suoi giochi. Da dietro la tovaglia si poteva sentire tutto senza essere visti, creando dunque il nascondiglio perfetto. Anche quella sera una lunga tovaglia di colore rosso acceso cadeva gentile fino a terra.  <\/p>\n\n\n\n<p>Un\nfulmine tagli\u00f2 l\u2019oscurit\u00e0\ned Elvira lanci\u00f2\nun urlo. \u201cPap\u00e0, pap\u00e0!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il padre si affrett\u00f2 e torn\u00f2 verso di lei con una coperta di lana, mentre il rombo del tuono si consumava lento fra il ticchettio della pioggia. La copr\u00ec con molta attenzione e la strinse forte a s\u00e9. \u201cNon avere paura, Elvira, \u00e8 solo brutto tempo. Cerca di pensare a quando fuori c\u2019\u00e8 il sole e ti diverti a giocare all\u2019aperto\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Senza rispondere nulla, Elvira si accovacci\u00f2 nuovamente fra le sue braccia e cerc\u00f2 di tranquillizzarsi. Chiuse gli occhi e inizi\u00f2 a ripensare ai bei ricordi, al sole, ai profumi e al calore dell\u2019estate. Ecco che gi\u00e0 si immaginava fuori dalla casa, seduta all\u2019ombra della vecchissima quercia sul retro. L\u00ec osservava un formicaio, mentre sua madre preparava il pranzo. Dalla finestrella della cucina si disperdeva nell\u2019aria un odore delizioso. L\u2019erba era verde, leggermente ingiallita in alcuni punti, e numerose margheritine interrompevano qua e l\u00e0 l\u2019uniformit\u00e0 di quel colore cos\u00ec rassicurante. Pur essendo all\u2019ombra, Elvira percepiva il calore della giornata, un calore reso piacevole dalla leggera brezza che accarezzava la pelle. Le formiche continuavano a muoversi ai suoi piedi, attirando la sua attenzione di bambina. Il cinguettare degli uccelli era intenso ed estremamente vario ed aggiungeva un tocco magico alla scena pastorale. Rientrata in casa, Elvira si era seduta sulla poltrona vicino a suo padre e aspettava il pranzo cantando una canzone ad alta voce, inventando le parole sul momento.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u201cTock, tock, tock\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevano\nbussato alla porta di casa. Chi mai poteva essere? La\nbambina si alz\u00f2\nin piedi, roteando tutto il corpo in direzione dell\u2019ingresso.\nIl buio era calato di nuovo ed il vento\nsi schiantava\nsulle finestre\nprepotentemente.\n\u201cPap\u00e0, chi \u00e8?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p> Il padre non fece caso alla sua domanda. Era intento ad osservare la moglie e il neonato fra le sue braccia. Entrambi i genitori avevano l\u2019aria molto preoccupata, ed Elvira non pot\u00e8 evitare di notarlo.\u201cSali, Ginevra, aspettami al piano di sopra mentre controllo chi \u00e8\u201d disse lui alla moglie. \u201cPresto, sali veloce!\u201d aveva aggiunto con un fremito nella voce. Mentre la donna saliva le scale verso il primo piano, il padre prese per le spalle la piccola Elvira e guardandola dritta negli occhi disse: \u201cNasconditi sotto il tavolo. Mi devi promettere che qualunque cosa succeda, tu non uscirai dal tuo nascondiglio. \u00c8 chiaro, Elvira? Guardami negli occhi. \u00c8 chiaro?\u201d. La bambina aveva annuito con la testa, dirigendosi velocemente sotto il tavolo e nascondendosi dietro la tovaglia. Da l\u00ec sotto riusciva a intravedere le gambe del padre dirigersi verso l\u2019uscio di casa.   <\/p>\n\n\n\n<p> Bussarono di nuovo, e finalmente il padre apr\u00ec la vecchia porta di legno. Fuori era buio, pioveva molto e tirava un vento forte, rumoroso. I lampi continuavano a tagliare l\u2019oscurit\u00e0 della notte facendo palpitare a pi\u00f9 non posso il cuore della bambina. Dopo aver notato una fenditura nella stoffa, Elvira vi si avvicin\u00f2 gattonando e, facendo attenzione a non far rumore, sbirci\u00f2 in direzione dell\u2019ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p>\nIl padre aveva\nsubito richiuso la porta dietro di s\u00e9 con\nun gesto molto violento, senza aver\nfatto accomodare nessuno in casa. Chi mai poteva essere sull\u2019uscio,\nlungi dall\u2019essere benvenuto? Non\n aveva mai visto il padre reagire a\nquel modo. Aveva appoggiato la schiena alla porta e aveva preso a\nspingere con tutta la sua forza per impedire che questa\nsi aprisse, facendo leva sui suoi piedi\nlarghi. Dopo qualche\nsecondo di tensione, la porta si apr\u00ec\nbruscamente,\nscaraventando il padre di Elvira a terra. La bambina trasal\u00ec, ma si\nricord\u00f2 di ci\u00f2 che le aveva detto lui poco\nprima. \u201cQualunque cosa succeda\u201d.\nRimase fermissima e guard\u00f2 con orrore una\nfigura avvolta in un mantello nero entrare in casa, procedendo a\npassi molto lenti. Il mantello era curiosamente asciutto, la\nstoffa ridotta a brandelli ed il cappuccio\nalzato sopra il capo. La mano destra\nimpugnava una lunghissima falce, che\nutilizzava anche come bastone. Elvira, terrorizzata, alz\u00f2 lo sguardo\ncercando di intercettare il volto\ndello straniero. Trov\u00f2 tuttavia solo il vuoto, riempito da ci\u00f2\nche le sembr\u00f2\nuna sostanza nera\ne gassosa. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Un\ntuono molto forte fece tremare i bicchieri nelle mensole. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nElvira ebbe\nun\u2019illuminazione e si\nricord\u00f2 di una cosa che le aveva detto\nsua nonna non\nmolto tempo prima.\nRimembrava\ninfatti le sue\nesatte parole:\n\u201cLa Morte\nbussa alla casa di tutti, Elvira, e niente pu\u00f2\nfermarla. Niente e nessuno pu\u00f2 intralciare la sua venuta. Arriva\nlenta, con una falce, e prende chi deve prendere, nessun altro\u201d. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nNe era certa,\ndoveva essere proprio la Morte.\nMa chi era venuta a prendere? \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa Morte\nsuper\u00f2 il corpo del padre a terra, cos\u00ec\ncome super\u00f2 il tavolo sotto\nil quale si nascondeva lei, e si diresse\nverso le scale, fermandosi proprio\nsul principio dei\ngradini. Il padre si divincol\u00f2,\nrimettendosi sui due piedi con molta\nfatica. Aveva preso un grosso coltello da\ncucina e si stava scaraventando con violenza verso la Morte.\nElvira vide il\npadre infilzarla\nnella schiena pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, gridando con\nfare animalesco.\nLa Morte sembrava\nper\u00f2 impassibile e continuava la sua lenta\nascesa verso il\nprimo piano. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nIn lontananza\nil pianto stridulo del fratellino si confondeva con i singhiozzi\nsoffocati della madre. Disturbata\ndall\u2019uomo e dal suo\ngesto accanito,\nla Morte lo spinse gi\u00f9\ndalle scale, scaraventandolo\nnuovamente a terra. Elvira not\u00f2\ndal buco nella\nstoffa come il\npadre adesso non\nsi muovesse pi\u00f9:\naveva perso conoscenza\ne gi\u00e0 un rigolo\ndi sangue si allungava muto sul pavimento.<\/p>\n\n\n\n<p>\nGuard\u00f2\ni piedi della Morte\nsalire imperterriti gli\nultimi gradini, fino\na perderli di vista.\nPoi, d\u2019un\ntratto, il fratellino\nsmise di piangere. La\nmadre lanci\u00f2 un urlo tremendo che arriv\u00f2 dritto al suo\ncuore, facendole spalancare gli occhi. \n<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42435\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42435\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da ore oramai imperversava la tempesta. 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