{"id":42433,"date":"2020-05-29T17:49:25","date_gmt":"2020-05-29T16:49:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42433"},"modified":"2020-05-29T17:49:27","modified_gmt":"2020-05-29T16:49:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-alice-e-sveglia-di-maria-luisa-la-rosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42433","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Alice \u00e8 sveglia&#8221;  di Maria Luisa La Rosa"},"content":{"rendered":"\n<p>Si dice che la notte porti consiglio. E allora eccomi qui, seduta sul gradino davanti al portone di casa, con i piedi sull\u2019erba fresca appena tagliata e la testa rivolta al cielo, ad osservare le stelle. Davanti a me si estende infinita la mappa dell\u2019universo, ricolma di puntini luminosi che dovrebbero indicarmi una via ben precisa che per\u00f2 non vedo. E continuo a sgranare gli occhi, come uno straniero che non riesce a capire cosa c\u2019\u00e8 scritto sui cartelli stradali di un paese diverso dal suo. Dodici rintocchi di campane, provenienti dalla chiesa in fondo alla via, fanno eco nella strada deserta.&nbsp;Alice adesso \u00e8 sveglia.&nbsp;Cosa potrei mai dirle che non sia gi\u00e0 stato detto?<\/p>\n\n\n\n<p>Accendo una Marlboro anche se non ne ho voglia e mi perdo a guardare il fumo che si alza sempre pi\u00f9 su, fino a nascondere il manto di stelle in cui cercavo risposte. Sono immersa nel nulla come un esploratore in un mare di nebbia, altero su una rupe ma pronto a precipitare pur di vedere oltre l\u2019orizzonte. Poi tutto tace di nuovo, anche la luna. Sembra puntarmi addosso uno sguardo accusatore, come a voler dire: \u00e8 solo colpa tua se le cose sono andate cos\u00ec.&nbsp;E allora che senso ha che io vada da lei? Varrebbe a restituirle i dieci anni che le ho rubato? No, le scuse valgono poco per chi le riceve. Non restituiscono, non consolano, servono soltanto ad assolvere colui che le porge. Alice adesso \u00e8 sveglia. Ed io non pretendo alcuna assoluzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una luce si accende da una finestra della villa davanti a casa mia. Una finestra sempre sbarrata, almeno di giorno. Ma adesso \u00e8 notte ed il cielo \u00e8 pieno di stelle. Il contrasto con il buio esterno \u00e8 cos\u00ec netto da permettermi di vedere bene ogni dettaglio. Un uomo siede alla scrivania, restando di profilo, mentre una tenda bianca svolazza intorno al suo viso. Rabbrividisco per quanto sembri somigliare a Fabio, ma non pu\u00f2 essere lui. L\u2019uomo ha una grossa cicatrice che pare coprirgli mezzo volto, o forse \u00e8 solo un riflesso del vetro. \u00c8 assorto, non si volta neanche per un attimo. E se fosse lui? Se anche io come Alice mi fossi svegliata solo adesso?&nbsp;D\u2019improvviso si alza in piedi e rovista nell\u2019armadio. Sono tentata di rientrare in casa prima che si accorga di me, ma non riesco a smettere di guardare dentro quella finestra, che mi appare come un quadro cos\u00ec affascinante da restarne ipnotizzata. Lui torna alla scrivania e muove lentamente la penna davanti a s\u00e9, intento a scrivere chiss\u00e0 cosa. Ancora una volta i suoi gesti mi ricordano Fabio, il compito di matematica la mattina, la campanella. Ma non \u00e8 lui. Non pu\u00f2 essere. L\u2019uomo sul volto ha una ferita profonda, non ho dubbi. Mi perdo tra le sue piaghe, che crepitano come un fuoco attizzato in una giornata d\u2019inverno.&nbsp;E ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Era una sera di dicembre e faceva un freddo terribile. La neve cadeva sui nostri capelli raccolti e sui piumini che non riuscivano a coprirci abbastanza, tanto che il gelo ci penetrava nelle ossa. Io e Alice avevamo appena finito l\u2019allenamento di pallavolo e ci stavamo affrettando a tornare a casa. Eravamo talmente in simbiosi che facevamo le stesse attivit\u00e0, ci vestivamo allo stesso modo e ci piacevano le stesse cose, compresi i ragazzi. Anche Fabio ci piaceva, moltissimo. Mancavano pochi metri allo svincolo, dove lei avrebbe svoltato a destra, verso le villette a schiera del quartiere Giardino, ed io a sinistra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio sguardo si posa di nuovo sulla finestra, sul letto disfatto e sulla solitudine che percepisco dentro quella stanza. I mobili si vedono appena, le pareti sono spoglie, e la luce crea strani giochi di ombre intorno all\u2019uomo, che continua a scrivere ignaro del mio sguardo. Non \u00e8 poi una stanza cos\u00ec diversa dalla mia, mi dico. Eppure dieci anni fa era tutto diverso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera l\u2019allenatore mi aveva promesso persino che alla prossima partita sarei stata io il capitano. Ero cos\u00ec felice, anche se sapevo che Alice non l\u2019avrebbe presa bene. Ed infatti, al termine dell\u2019allenamento, non mi aveva rivolto parola ed era scappata nello spogliatoio. Anche nel tragitto verso casa eravamo rimaste in silenzio. Mi ci sono voluti tanti anni per comprendere che, seppur apparentemente inseparabili, in realt\u00e0 nel profondo saremmo state sempre in competizione. Anche perch\u00e9 ognuna di noi credeva di essere migliore dell\u2019altra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019incrocio Fabio fren\u00f2 di colpo davanti a noi, sgommando a bordo della sulla sua Golf rossa nuova di zecca, regalo per il suo diciottesimo compleanno. Il cuore mi sal\u00ec in gola, prima per lo spavento e poi alla vista dei suoi occhi azzurri e del suo viso pallido. Mi sembr\u00f2 Apollo che trasportava il sole sul suo carretto scarlatto, immagine che avevo visto la mattina stessa nel libro di mitologia. Non l\u2019ho mai pi\u00f9 dimenticata. Dall\u2019autoradio<em> Into the Groove<\/em> di Madonna rimbombava nell\u2019aria a volume altissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCagasotto, su salite\u201d ci disse, \u201cvi porto io a casa\u201d. Alice, approfittando della mia esitazione, mi diede una gomitata e si sedette sul sedile accanto a lui. Furiosa, fui tentata di correre verso casa ma il pensiero di lasciarli soli mi fece aprire lo sportello dietro con stizza e sedere in silenzio, sconfitta nella prima battaglia. Non avevo per\u00f2 alcuna intenzione di farle vincere la guerra. Fabio non ci port\u00f2 a casa come aveva detto e ci ritrovammo sulla superstrada, in direzione del mare.&nbsp;Mi sembra di sentire ancora adesso il vento di quella sera sul viso, che entrava prepotente dai finestrini aperti e ci scompigliava i capelli.&nbsp;Alice gli sfiorava la mano ogni volta che l\u2019appoggiava al cambio, si sporgeva su di lui, gli sorrideva. Io non potevo che guardare. Il fuoco che avevo dentro era ancora una piccola fiammella, flebile, cos\u00ec leggera che sarebbe bastato un soffio per spegnerla. I loro gesti per\u00f2 continuavano a nutrirla. Pi\u00f9 Alice rideva, pi\u00f9 Fabio premeva l\u2019acceleratore. Eravamo quasi arrivati sul lungomare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso sento una improvvisa voglia di scappare. Scomparire. Non voglio neanche pi\u00f9 sapere da queste maledette stelle qual \u00e8 la cosa giusta da fare. Il fuoco quella sera si \u00e8 spento per sempre e non si \u00e8 mai pi\u00f9 riacceso. Ma adesso Alice \u00e8 sveglia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo appoggia i gomiti alla finestra, guardando nella mia direzione. Il cuore mi sale in gola e istintivamente mi alzo. Dentro di me cresce l\u2019ansia di chi viene scoperto a fare qualcosa di sbagliato. Ma io stavo solo guardando, mi dico, niente di male. Eppure uno strano senso di colpa cresce, diventa un macigno, mi schiaccia immobile davanti alla porta di casa. Prima di girare la chiave nella toppa volgo un ultimo sguardo furtivo verso la villa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Buio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La finestra \u00e8 di nuovo sbarrata come al solito. Sembra che il quadro dai colori nitidi e luminosi ed il fuoco che promanava dalla cicatrice dell\u2019uomo siano improvvisamente svaniti nella notte, insieme a tutti i miei ricordi. Tiro un sospiro di sollievo e mi risiedo sul gradino, per riprendere fiato.&nbsp;Poi Fabio mi appare davanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCiao\u201d mi dice.<\/p>\n\n\n\n<p>Non riesco a rispondere, impallidisco e lo guardo con gli occhi sbarrati. Lui resta immobile, nella sua solita camicia a quadri blu e i jeans logori, in attesa di una mia risposta. Sembra vestito proprio come quel giorno, ma ha qualcosa di diverso. Quando si rende conto che sto indietreggiando, mi sorride.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon ci vediamo da tempo, eh?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Sono cos\u00ec sconvolta che spalanco la porta di casa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAspetta, non te ne andare!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Per un attimo il tempo si ferma. Nella mia mente passato, presente e futuro si fondono in un calderone infinito, facendomi perdere il contatto con la realt\u00e0. Non \u00e8 lui, mi dico. Non pu\u00f2 essere qui&#8230; ma Alice \u00e8 sveglia. E se lo fossimo di nuovo tutti e tre? Le lacrime iniziano a scorrere veloci sul mio viso, senza che io riesca a trattenerle. Eppure cerco di farlo. Se Fabio \u00e8 veramente qui non \u00e8 mai successo nulla. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSuvvia Elisa, non \u00e8 il caso di prenderla cos\u00ec male.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTu&#8230; tu&#8230; non mi odi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon ti ho mai odiato baby, e neanche Alice ti odia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa \u00e8 tutta colpa mia!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 un punto di vista, come quelli della professoressa Lanzi sulle boiate che ci faceva leggere\u201d ridacchi\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi stupisce che non sia cambiato per niente, e che sia rimasto sempre quel ragazzino polemico e divertente. Si siede sul gradino accanto a me, indicando il pacchetto di sigarette riverso a terra. Glielo porgo ma non lo afferra. Il fumo della mia sigaretta nasconde i nostri volti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAlice&#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 viva! Puoi andare a parlarle ora.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon posso!\u201d dico, spingendo la testa tra le ginocchia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cStai bene?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><em>Stai bene? <\/em>\u00c8 la prima cosa che mi hanno chiesto quando mi hanno tirata fuori dalle lamiere della sua macchina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cRicorda&#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon voglio!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cRicorda&#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E allora ci provo. Siamo quasi sul lungomare, anche se non si vede granch\u00e9, a parte i fari dei lampioni che illuminano l\u2019asfalto lucido. L\u2019auto sfreccia sulla strada ma nessuno di noi ne percepisce la reale velocit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>70. Risate e schiamazzi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>75. Canzoni urlate al cielo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>80. Alice si sporge verso di lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>85. Lo bacia sulla guancia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>90. Lui la guarda stupito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>95. Lei affonda le labbra sulle sue e lui perde la presa al volante&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>100. Mentre lui riacquista sicurezza, una lacrima scende sul mio volto e l\u2019asciugo con la mano sinistra prima che possa raggiungere la fiammella.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>105. Il fuoco cresce. Pi\u00f9 la sua bocca resta attaccata a quella di Fabio, pi\u00f9 le fiamme crepitano. Il puzzo di fumo \u00e8 asfissiante.&nbsp;Non respiro. Non respiro. Smettetela.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>110. Alice torna al suo posto e il fuoco scema un attimo. Poi sorridendo gli chiede se dopo quel bacio stanno insieme.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>115. Lui risponde di s\u00ec. La fiamma divampa, cresce, fino a farmi perdere la ragione. Brucia tutto dentro di me.<\/p>\n\n\n\n<p>120. Alice si sporge di nuovo verso di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>125. Non sono pi\u00f9 padrona del mio corpo. Mi spingo in avanti e le do una spinta per farla tornare al suo posto. Alice non se l\u2019aspetta e quando si ritrae urta il volante. Siamo nella corsia opposta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>130. I fari di un\u2019auto di fronte ci accecano. Lo schianto \u00e8 assordante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Stai bene?&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201c<\/em>Si, \u00e8 proprio la<em> <\/em>prima cosa che mi hanno chiesto quando mi hanno tirata fuori dalle lamiere della tua macchina\u201d dico piangendo, con la bocca impastata di fumo e il mozzicone di sigaretta spento tra le dita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon poteva andare diversamente. Volevi solo che tornasse al suo posto. Non potevi certo immaginare&#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi dispiace&#8230; mi dispiace tanto&#8230;\u201d gli sussurro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDevi andare oltre.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo&#8230; io non posso&#8230; io ti ho ucciso Fabio!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 stata colpa tua.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi dispiace&#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La cicatrice di Fabio si riassorbe completamente davanti ai miei occhi increduli e sparisce come se non avesse mai deturpato il suo viso angelico. Restiamo in silenzio per qualche minuto, poi lui guarda il pacco di sigarette ancora accartocciato a terra e sorride.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDevi andare da lei. Ti sta aspettando.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Abbasso d\u2019istinto lo sguardo ma quando lo rialzo lui non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In alto c\u2019\u00e8 solo il cielo stellato, ancora pi\u00f9 luminoso di prima. Adesso mi pare di scorgere un grande carro trainato da un orso. E sopra, il volto sorridente di Apollo che mi indica la strada da seguire. Improvvisamente tutto mi \u00e8 chiaro. Un foglio rosso dai bordi bruciati svolazza ai miei piedi, tra l\u2019erba fresca, nel buio della notte. In alto lo stemma della chiesa. Si leggono solo tre parole:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ego te absolvo<\/em><br><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42433\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42433\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se \u00e8 vero che la notte porta consiglio, \u00e8 altrettanto vero che la strada per la consapevolezza \u00e8 impervia e piena di curve pericolose. Elisa dovr\u00e0 percorrerla fino in fondo, ad alta velocit\u00e0, prestando attenzione a tutto ci\u00f2 che vede dallo specchietto retrovisore. Ogni minimo dettaglio potrebbe fare la differenza, perch\u00e9 Alice adesso \u00e8 sveglia e lei non pu\u00f2 pi\u00f9 perdere altro tempo. <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_42433\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42433\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":20383,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[545],"tags":[355],"class_list":["post-42433","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2020","tag-raccontinellarete"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42433"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20383"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=42433"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42433\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42472,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42433\/revisions\/42472"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=42433"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=42433"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=42433"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}