{"id":42414,"date":"2020-05-29T18:03:40","date_gmt":"2020-05-29T17:03:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42414"},"modified":"2020-05-29T18:03:42","modified_gmt":"2020-05-29T17:03:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020tempus-fugit-di-riccardo-staroccia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42414","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020&#8243;Tempus fugit&#8221; di Riccardo Staroccia"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Entr\u00f2 in ufficio il ragazzo nuovo per il suo primo giorno di lavoro, e timbr\u00f2 il cartellino.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino il secondo giorno. Gli assegnarono una scrivania e un portapenne vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino, dopo sei giorni, e conobbe i colleghi, in pausa caff\u00e8. Gente simpatica e meno simpatica, pi\u00f9 o meno come fuori. Il caff\u00e8 lo faceva Luciana, mettendo una moka enorme su un fornelletto da campeggio. Lo accendeva coi fiammiferi che nascondeva in una tasca del grembiule a fiori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino con il vestito buono e la camicia che gli aveva stirato la madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino, e si mise al lavoro. Cominciava a prendere ritmo nel lavorare le pratiche. Placido Proietti, il suo collega di stanza, risaputo comunista inviso ai padroni, gli diceva di non andare troppo di corsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino. \u201cChe vuoi far vedere, che sei bravo?\u201d, lo rimproverava Placido. \u201cTempo sprecato\u201d, sentenziava sbuffando.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino. Il caff\u00e8 di Luciana non era il massimo, ma Luciana era una rassicurante presenza materna dentro quei corridoi sterili. I colleghi pi\u00f9 anziani affondavano spudoratamente gli occhi nelle sue scollature.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino. Un umorismo grossolano circolava nelle stanze dell&#8217;ufficio. Battute banali, sconce, che tuttavia, incredibilmente per lui, risultavano molto divertenti&nbsp;<em>in primis&nbsp;<\/em>proprio<em>&nbsp;<\/em>alle signore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non timbr\u00f2 il cartellino: dopo un anno, fu costretto a prendere il suo primo giorno di malattia. Una banale influenza che lo costrinse a letto per quattro giorni. Quando torn\u00f2 a lavoro, timbr\u00f2 il cartellino, e Placido Proietti gli fece l&#8217;occhiolino, come se avesse finalmente capito come buggerare i padroni.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino, e allest\u00ec un piccolo rinfresco nella sala riunioni. Festeggiava i suoi 25 anni. Scart\u00f2 tre vassoi di paste. Cornetti, ciambelle e&nbsp;\u2013&nbsp;<em>dulcis in fundo<\/em>&nbsp;\u2013&nbsp;bombe fritte con la crema. Qualcuno ne prese solo met\u00e0, per non esagerare. Scese anche il direttore, che gli fece gli auguri con un cenno del capo, senza stringergli la mano. Quando tutti andarono via aiut\u00f2 Luciana a risistemare tutto, e poi torn\u00f2 alle sue pratiche. Una radiolina accesa in un angolo trasmetteva&nbsp;<em>Love Will Tear Us Apart<\/em>&nbsp;dei Joy Division.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino, e prese posto alla scrivania di Placido Proietti, che era stato \u201cpromosso\u201d all&#8217;ufficio permessi.&nbsp;<em>Promoveatur ut amoveatur,&nbsp;<\/em>come i cardinali scomodi in Vaticano.&nbsp;Per un bel po&#8217; la sua scrivania rimase vuota e il telefono continuava a squillare.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino. Quel giorno il direttore entr\u00f2 nella sua stanza senza bussare, poi gli present\u00f2 Federica, la sua nuova collega. \u201cFate i bravi\u201d, disse. \u201cNon fatemi pentire di avervi messo nella stessa stanza\u201d, disse, osservando qualcosa fuori dalla finestra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ubi maior minor cessat<\/em>, pens\u00f2 lui. Federica arross\u00ec e il direttore and\u00f2 via.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino. Aveva addosso un profumo nuovo, e la camicia pulita. Era impegnativo avere una bella ragazza a fianco per otto ore al giorno, ma almeno non badava pi\u00f9 alle pareti beige.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino. \u201cDa quanto tempo lavori qui?\u201d chiese Federica.&nbsp;\u201cCinque anni\u201d, rispose lui\u201d. E poi aggiunse, chiss\u00e0 perch\u00e9: \u201cMa ho fatto il Liceo Classico\u201d.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino. Luciana and\u00f2 in pensione. Ci fu una grande festa, con i palloncini e tutto. Il ragazzo si commosse al pensiero del tempo che passa.&nbsp;<em>Panta rei<\/em>, pens\u00f2. Abbracci\u00f2 Luciana con gli occhi lucidi. \u201cE adesso chi ce lo fa il caff\u00e8?\u201d, le chiese.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino. Installarono un distributore automatico di bevande calde nel punto esatto in cui prima stava il fornelletto da campeggio di Luciana. Quando il caff\u00e8 era pronto emetteva un&nbsp;sinistro&nbsp;<em>bip.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino. In mancanza di mogli e figli, appiccic\u00f2 la foto di Tot\u00f2 Schillaci alla parete dietro la sua poltrona. Ogni mattina lo pregava di dargli la forza di farsi avanti con Federica, ma l&#8217;azzurro si limitava a spalancare gli occhi in un&#8217;espressione basita che lo confondeva ulteriormente.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino, dopo due giorni di assenza. Stacc\u00f2 la foto ingiallita di Tot\u00f2 Schillaci e mise una piccola fotografia di sua madre, che lo vegliava con il suo solito sguardo confortante. Era una foto di gruppo, ma quelli delle onoranze funebri l&#8217;avevano trasformata in un santino perfetto da distribuire il giorno del funerale. Qualche collega imbarazzato gli fece le condoglianze. Federica lo abbracci\u00f2 e gli diede un bacio sulla guancia. Lui le annus\u00f2 i capelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino, ma nella notte qualcuno si era introdotto negli uffici, rubando alcuni computer e devastando i locali. Potevano tornarsene a casa, per quel giorno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lui fece il giro lungo, a piedi, compr\u00f2 il giornale e se lo gust\u00f2 con calma sulla panchina di un parco. Quante vite in giro, mentre lui era chiuso in quella gabbia cos\u00ec beige, pens\u00f2. Si guard\u00f2 da fuori, e si vide invecchiato. Un uomo prossimo ai quaranta che leggeva il giornale su una panchina alle nove di mattina. Gli mancava solo il pane raffermo da dare ai piccioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Pens\u00f2 a Federica: avrebbe potuto approfittare del fuori programma per invitarla a prendere un caff\u00e8 vero, uno di quelli senza il&nbsp;<em>bip<\/em>&nbsp;alla fine.&nbsp;Ma ormai erano dieci anni che condividevano l&#8217;ufficio beige, e il&nbsp;<em>carpe diem<\/em>&nbsp;non era mai stato il suo punto di forza.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino. Maggio. Federica aveva un vestitino che lasciava scoperte le gambe fin sopra il ginocchio, e lui non riusc\u00ec a lavorare nemmeno una pratica, per quel giorno. Non erano pi\u00f9 due ragazzini, ma sentiva solo un profumo di ginestra che gli comprimeva le tempie.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino. Regalarono a tutti i dipendenti una piccola calcolatrice azzurra, con la bandiera italiana e la bandiera europea. Serviva a calcolare il cambio lira\/euro. Qualcuno, di nascosto, ne prese pi\u00f9 di una.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino. Federica era incinta. No, non di lui. Come al solito aveva accontentato il direttore, ma non il suo istinto. Si tuff\u00f2 nelle pratiche, per non pensarci. Qualsiasi bisogno avesse Federica, comunque, lui la aiutava, che non si pensasse che sarebbe diventato una canaglia solo perch\u00e9 il seme di quella nuova vita non era il suo.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il cartellino. Con una circolare all&#8217;attenzione di tutti i dipendenti si comunicava che a decorrere dalla data odierna il cartellino sarebbe diventato \u201cbadge\u201d, in ottemperanza alle esigenze di ammodernamento e di adeguamento agli standard europei, scaturite da apposite analisi di mercato effettuate dall&#8217;ufficio marketing.&nbsp;<em>Ipse dixit<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il badge. Al nono mese di gravidanza, salut\u00f2 Federica. Non la rivide mai pi\u00f9, dopo il parto. La bambina stava bene.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il badge. Il telefono sulla scrivania di Federica continuava a squillare invano.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il badge. Fu promosso Supervisore Capo dal nuovo direttore, il quale scontent\u00f2 molti di coloro che avevano dedicato una vita intera ad adulare il vecchio.&nbsp;<em>Mors tua vita mea<\/em>. Aveva finalmente un bagno tutto per lui, dove fare le sue cose in santa pace, la mattina, con il giornale poggiato sulle cosce nude.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il badge, ma quel giorno nessuno lavor\u00f2 granch\u00e9, ch\u00e9 l&#8217;Italia aveva vinto i mondiali di calcio in Germania, e c&#8217;era da festeggiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il badge, ma anche quel giorno nessuno lavor\u00f2 granch\u00e9: l&#8217;Italia era fuori dai mondiali di calcio in Sudafrica, eliminata al primo turno contro la Slovacchia, e c&#8217;era da commentare quella ignobile disfatta.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il badge. Venne a sapere che Federica aveva due figli adesso. L&#8217;aveva incontrata un collega, per caso, al centro commerciale. Non gli mandava nessun saluto personale, solo un generico abbraccio a tutti i colleghi.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il badge, e Placido Proietti in mattinata lo chiam\u00f2 per comunicargli con tono grave che la \u201ccompagna\u201d Luciana era deceduta. And\u00f2 al funerale, ma era uno dei pochi dell&#8217;ufficio. La maggior parte dei colleghi di adesso non avevano conosciuto Luciana. Per loro il caff\u00e8 era soltanto quello del distributore automatico. In chiesa c&#8217;erano per lo pi\u00f9 parenti che lui non conosceva.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il badge. Si accorse che spesso si ritrovava a raccontare vecchie storie del passato ai colleghi pi\u00f9 giovani, con parole che trasportavano un carico di malinconia sproporzionato.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il badge. Parcheggi\u00f2 il suo nuovo fuoristrada nello spazio a lui riservato, il numero 13. Non ebbe la fitta di piacere che immaginava quando da giovane fantasticava sul fatto che avrebbe avuto un posto personale per il suo nuovo fuoristrada.<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il badge. Mentre saliva in ascensore si rese conto di essere diventato esattamente come i suoi superiori di quando lui era un novellino. Ne aveva assorbito anche i tic: anche lui, ad esempio, aveva il vizio di guardare fuori dalla finestra mentre parlava con qualcuno. Non era codardia, ma un&#8217;arrogante dimostrazione di potere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Timbr\u00f2 il badge, per l&#8217;ultima volta. Fecero un bel rinfresco, ma ne aveva visti troppi per non sapere che l&#8217;unica cosa a cui pensavano i presenti era di tornare alle proprie stanze e meglio ancora, dopo qualche ora, alle proprie case. Con un bel discorso ringrazi\u00f2 tutti e fece gli auguri all&#8217;azienda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Alea iacta est<\/em>, disse, provocando un mormorio di risolini compiaciuti tra i colleghi, che ormai ben conoscevano la sua passione per le citazioni latine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;era bisogno di giovani, disse, per affrontare le sfide del futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi entr\u00f2 in ufficio il ragazzo nuovo per il suo primo giorno di lavoro, e timbr\u00f2 il badge.<br><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42414\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42414\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Entr\u00f2 in ufficio il ragazzo nuovo per il suo primo giorno di lavoro, e timbr\u00f2 il cartellino. 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