{"id":42410,"date":"2020-05-31T10:19:44","date_gmt":"2020-05-31T09:19:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42410"},"modified":"2020-05-31T10:26:50","modified_gmt":"2020-05-31T09:26:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-la-dottoressa-giorgi-di-iwayji-dydiw","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42410","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;La dottoressa Giorgi&#8221; di Luigi Giuliano D\u2019Iddio"},"content":{"rendered":"\n<p>Quel misto di odore umano e disinfettante che entra di forza nelle narici ricordando il terrore adolescenziale per i camici bianchi. Un camice bianco come quello elegante, ben stirato ed indossato dalla dottoressa Giorgi appoggiata alla parete della saletta relax piegando il ginocchio destro per spingere il piede contro il muro. Il pollice della mano sinistra sfiorava i tasti del suo cellulare accoccolato nel palmo della mano destra. Sulla parete opposta Arturo, l\u2019infermiere di turno, fingendo di essere rapito dalle pagine sportive del quotidiano, la spiava come sempre ipnotizzato da quegli occhi pieni di mare. L\u2019ultima breve pausa condivisa prima dell\u2019ultimo spezzone di turno al Pronto Soccorso e poi una serata calda, intensa e ansiosa per Arturo insieme al fratello Giacomo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incertezza del tempo disegnava nel cielo nuvole che si divertivano a celare e poi svelare il sole nella loro corsa sulla consolare alberata. Sulla strada il traffico delle ore di punta di qualsiasi citt\u00e0 ma in quella citt\u00e0 ce n\u2019era sempre di pi\u00f9. Alberto non amava incolonnarsi nel serpentone di macchine ma quel pomeriggio non pot\u00e8 rifiutarsi di accompagnare la moglie all\u2019ultima visita di controllo. La guardava riflessa nello specchietto retrovisore mal sopportando la decisione di accomodarsi sempre sul sedile posteriore da quando aveva scoperto di aspettare il loro primo bimbo. Eccola torturarsi le pellicine delle dita della mano sinistra mentre con la destra si accarezzava il pancione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDottoressa, che programmi abbiamo per stasera? Aperitivo, cinema, cenetta?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il silenzio che segu\u00ec era dovuto al fatto che la dottoressa ignorasse la sua presenza o perch\u00e9 cercava nello schermo del suo cellulare la risposta a dubbi e preoccupazioni che la attanagliavano? Si chiedeva l\u2019infermiere raschiando dalla gola i residui del fumo della seconda sigaretta della giornata annegata nello scarico del water cinque minuti prima.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cScusi Arturo, diceva?\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ah ecco, esisto, ti sei accorta che esisto dottore\u2019, avrebbe voluto dirle ma replic\u00f2 con un \u201cDicevo, dottoressa, suo figlio per quale squadra tifa? Stasera ci sono le coppe, appena finiamo passa a prendermi mio fratello col furgone della ditta e scappiamo allo Stadio. Lei che far\u00e0, dottoressa?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cArturo, ho solo una femmina che odia il calcio come la sua mamma, quindi niente coppe stasera\u201d lo zitt\u00ec abbozzando un sorriso pi\u00f9 sarcastico che simpatico.<\/p>\n\n\n\n<p>La sensazione di solletico al capezzolo sinistro provocato dal cellulare vibrante custodito nel taschino interno della giacca innervos\u00ec ulteriormente Alberto. A poco o nulla serviva in quel momento il volo del falco liberato dalle corde della chitarra di Pat Metheny che usciva dalle casse dell\u2019impianto audio della monovolume.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAbbassa il volume Alberto che oggi sono pi\u00f9 nauseata del solito, ti prego\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Finse di non sentirla e non si preoccup\u00f2 minimamente di agire sulla manopola del volume dello stereo incastonato al centro del cruscotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Virginia cominci\u00f2 a mordicchiarsi il labbro inferiore palesando ancor pi\u00f9 fastidio ed ansia. L\u2019anticamera dell\u2019esplosione che Alberto non avrebbe potuto sopportare lo spinse a stringere la manopola tra indice e pollice e con un impercettibile rotazione del polso tolse qualche decibel all\u2019abitacolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome vorrei spegnere la luce su questa giornata con la stessa facilit\u00e0\u201d pensava Alberto mentre qualche centinaio di metri pi\u00f9 in l\u00e0 alla loro destra due turisti in bicicletta pedalavano inghiottendo fiato misto a gas di scarico, preoccupati dalle auto che schizzavano ovunque ai loro fianchi pi\u00f9 che dalla salita davanti i loro occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEhi ma cosa sta facendo quel pazzo?\u201d url\u00f2 Hanna al suo compagno indicando un furgone che zigzagava nella colonna delle macchine che procedevano nel senso di marcia opposto a quello delle loro due ruote.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cItaliani\u201d la teutonica risposta del suo compagno accompagnata da una smorfia di acceso disappunto<\/p>\n\n\n\n<p><em>Buongiorno avvocato ieri ti ho percepito distante, assente\u2026 cosa succede?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>fece scorrere lo schermo qualche millimetro per leggere<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ops scusami sarai impegnato con la Rottermaier, la tua bisbetica segretaria anche un p\u00f2 bruttina devo dire, te l\u2019ho mai detto? \ud83d\ude42<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vide che tra il secondo e il terzo watsup che gli aveva spedito erano trascorse due ore di non-risposte<\/p>\n\n\n\n<p><em>Oggi al PS una giornata tranquilla tranne l\u2019infermiere con cui sono in turno che \u00e8 piattamente logorroico, e tu?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Cazzo, si strill\u00f2 nella mente, ma perch\u00e9 tutto questo silenzio? Mentre con il pollice faceva scorrere anche gli ultimi due messaggi successivi dal profilo assolutamente pi\u00f9 forte<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ti ho mai detto che odio pi\u00f9 essere ignorata che ricevere un no?&nbsp;<\/em>Il quarto messaggio malcelava una minaccia ostentata nel successivo ed ultimo della carrellata, appena inviato<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi hai decisamente rovinato la giornata Alberto te la far\u00f2 pagare, CAZZO!&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aria<em>,&nbsp;<\/em>all\u2019interno dell\u2019abitacolo, si era dannatamente ispessita caricata dagli sbuffi nervosi di Virginia mentre ad Alberto iniziava a ballare il sopracciglio destro come sempre gli capitava gli ultimi minuti prima di entrare in aula in occasione delle udienze pi\u00f9 ostiche. Quella che si era andata proponendo alla sua vita nelle ultime settimane era una situazione peggiore. Conteso tra la responsabilit\u00e0 di marito, prossimo padre di un innocente nascituro e la goliardica libert\u00e0 di amante, amatore ed estimatore di episodi piccanti non riusciva a trovare le parole migliori per rendere vincente l\u2019arringa con la propria coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ennesima vibrazione nel taschino lo spinse ad acciuffare il cellulare per spiare la sorgente del suo fiammante nervosismo. Goffamente, nascondendo il gesto a Virginia ignara dell\u2019esistenza di questo telefonino clandestino, cerc\u00f2 di leggere i messaggi ricevuti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDai su, spingi gi\u00f9 quel piede o levati di torno\u2026 ma dove dovrete andare tutti quanti\u201d sbraitava Giacomo nel furgone dopo aver mandato a quel paese due ciclisti che dalla corsia opposta lo avevano fatto indirizzo di qualcosa per lui indecifrabile ma comprensibile per le smorfie e per l\u2019agitare di braccia che gli avevano rivolto contro.&nbsp;&nbsp;Il verde era scattato, secondo lui, da una vita e non sopportava di vedere la sua fretta, la sua corsa fermata da poveri rincoglioniti cos\u00ec scart\u00f2 per l\u2019ennesima volta di lato sfiorando la fiancata di una smart e schiacci\u00f2 l\u2019acceleratore con un fastidioso stridio di gomme sull\u2019asfalto catapultandosi verso l\u2019enorme incrocio con la consolare. L\u2019ultima consegna e poi via di corsa verso l\u2019ospedale a caricare Arturo pronti per quella che desiderava diventasse una serata indimenticabile per s\u00e9 e per la propria squadra del cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sorriso abbozzato leggendo il primo dei cinque messaggi ricevuti nel corso della giornata dalla sua \u201cdottoressa\u201d venne cancellato da quelli successivi insieme al rosso del semaforo sotto il quale stava per transitare. L\u2019attenzione rivolta al cellulare lo aveva indotto nell\u2019errore di calcolo della durata dell\u2019arancione e alle sue spalle Virginia non aveva potuto aiutarlo perch\u00e9&nbsp;&nbsp;il tetto dell\u2019auto e i cespugli degli alberi si frapponevano tra lei e il semaforo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal sedile posteriore riusc\u00ec per\u00f2 a scorgere la minacciosa ombra che sopraggiungeva alla sua destra quando erano oltre la met\u00e0 del grosso incrocio ma il suo urlo rimase strozzato in gola insieme allo stupore nel vedere che Alberto aveva lo sguardo rivolto in basso e non alla strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bip del cercapersone interruppe fortunatamente il vortice di brutti pensieri che frullava nella testa della dottoressa \u201cArturo, venga, credo che l\u2019ultimo spezzone di turno arrivi prima del previsto\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDottore\u2019 speriamo di finire presto per\u00f2 perch\u00e9 devo andare allo stadio come le dicevo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sguardo di commiserazione non fu colto dall\u2019infermiere impegnato a piegare rapidamente il quotidiano sportivo e gettarlo su un tavolino.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019esterno si udiva l\u2019ululato di due sirene farsi sempre pi\u00f9 vicino mentre nel pronto soccorso tutto il personale metteva in atto le procedure previste per il codice rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel giro di qualche minuto due lettighe piombarono all\u2019interno del lungo corridoio dell\u2019ospedale spinte dagli addetti alle ambulanze con i volti carichi di preoccupazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Stordito dalla catastrofe degli eventi, accecato dalla luce fluorescente e nauseato dagli odori alcolici che invadevano il lungo corridoio, si teneva la testa tra le mani seduto su una sedia con le rotelle. A bordo dell\u2019ambulanza lo avevano rassicurato sulle sue condizioni, neanche un graffio ma solo un enorme spavento. Li aveva ascoltati ammutolito, confuso e terrorizzato dalle orribili conseguenze che la sua distrazione aveva provocato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDottoressa, la signora \u00e8 incinta, chiamo su in maternit\u00e0 per una consulenza?\u201d l\u2019infermiera prov\u00f2 ad interrompere ma invano l\u2019aspetto catalettico in cui era piombata appena aveva realizzato che la donna in codice rosso stesa sulla lettiga era in compagnia di Alberto, spinto lungo il corridoio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMio fratello, ma \u00e8 mio fratello! Giacomo, Giacomo!\u201d l\u2019urlo di Arturo invase il pronto soccorso facendo scattare una coppia di portantini verso l\u2019infermiere per bloccarlo mentre stava per gettarsi sulla lettiga scesa dalla seconda ambulanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Scosso dall\u2019urlo dell\u2019infermiere, Alberto, allontanando il volto dalle mani, port\u00f2 lo sguardo davanti a s\u00e9 incrociando la donna in camice bianco. Gli dava le spalle ma non aveva alcun dubbio. Si sconvolse quando lei si volt\u00f2 perch\u00e9 il viso della dottoressa, la sua \u201cdottoressa\u201d, era quello di Virginia. La mamma del suo primo bambino, quello che ancora portava in grembo. Non aveva il pancione ma sorrideva, gli sorrideva. Non era arrabbiata con lui dunque. Il piacere di questa sensazione si inizi\u00f2 a propagare lungo le membra spingendolo a chiudere gli occhi e disegnare con le labbra una smorfia di serenit\u00e0, di pacatezza. Lasci\u00f2 cadere la testa indietro sulla parte alta dello schienale della sedia e permise al buio di avvolgerlo completamente.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42410\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42410\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quel misto di odore umano e disinfettante che entra di forza nelle narici ricordando il terrore adolescenziale per i camici bianchi. 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