{"id":42378,"date":"2020-05-29T20:26:12","date_gmt":"2020-05-29T19:26:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42378"},"modified":"2020-05-29T20:26:14","modified_gmt":"2020-05-29T19:26:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-malocchio-di-nilla-licciardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42378","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Malocchio&#8221; di Nilla Licciardo"},"content":{"rendered":"\n<p>Don Giuseppe Bonaiuto mise la freccia e imbocc\u00f2 la terza traversa a destra che scendeva da via Finocchiaro, inoltrandosi per le campagne etnee. Dopo qualche metro la strada sbucava in uno stretto e tortuoso sterrato che, tra curve e saliscendi, costeggiava vigne e frutteti delimitati da muretti in pietra lavica, decrepite case rurali e villette pretenziose circondate da giardini fitti di piante tropicali. La piccola utilitaria sobbalzava, sollevando una nuvola di polvere che si andava a depositare sulla muraglia di rovi ai bordi della strada. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma\nvedi un po&#8217; se alle quattro di pomeriggio, con questa canicola d&#8217;agosto, non me\nne stavo meglio a riposare a casa mia invece di venirmi a scassare la macchina in\nquesta stradazza! \u2013 bofonchiava don Giuseppe, da quattro anni parroco della\nchiesa di Santa Venera. La sera prima aveva ricevuto una telefonata implorante dalla\nsignorina Bellassai, un&#8217;anziana azzimata che frequentava la parrocchia con\nassiduit\u00e0 maniacale.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Venga subito per favore, \u2013 l&#8217;aveva scongiurato la donna \u2013 ci risiamo, non mi d\u00e0 tregua!  <\/p>\n\n\n\n<p>Doveva trattarsi dell\u2019ennesimo litigio con una parente di cui si lamentava spesso durante le sue interminabili sedute di confessionale. Un giorno gliel&#8217;aveva indicata, dalla soglia della chiesa. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Eccola,\n\u00e8 lei! La vede quant\u2019\u00e8 schifosa? &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A lui\nera sembrata una come tante, forse un tantino ridicola, una di quelle donne\nattempate che si atteggiano ancora a maliarde. Che noia doversi immischiare nei\nbattibecchi di due vecchie squinternate! Eppure gli toccava farlo, anche solo per\namore dei suoi poveri: la Bellassai, che gli aveva dato a intendere di essere\npiuttosto abbiente, al telefono gli aveva promesso una bella offerta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Lasci\u00f2 la macchina in una curva della strada\ne si avvi\u00f2 a piedi risalendo un ripido sentiero verso la casa. La donna\nl&#8217;aspettava fuori, con una mano sugli occhi a ripararsi dal sole. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo\naccolse un concerto di furiosi latrati: tre enormi cani, due dobermann e un\nrottweiler, si slanciavano abbaiando contro le sbarre di un cancello laterale. Don\nGiuseppe si ferm\u00f2 timoroso. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Sono\nchiusi? &#8211; s&#8217;inform\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Certo,\nnon si preoccupi! S&#8217;accomodi!<\/p>\n\n\n\n<p>La\ncasa, che di fuori appariva rustica, all&#8217;interno era arredata con gusto e\nricercatezza: mobili antichi di ottima fattura, quadri d&#8217;autore, arazzi e tappezzerie\ndamascate, argenterie e porcellane raffinate. Don Giuseppe si sedette su una\npoltrona di velluto cremisi, appoggi\u00f2 la borsa per terra e tir\u00f2 fuori dalla tasca\nun ampio fazzoletto per asciugarsi il sudore. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Fa\nun caldo che si muore! &#8211; borbott\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Sediamoci\nin terrazza che fa pi\u00f9 fresco, \u2013 disse la Bellassai \u2013 da questo lato c&#8217;\u00e8 ombra\ne dal mare arriva un&#8217;arietta che \u00e8 una meraviglia!<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, dando\nun\u2019occhiata di traverso alla borsa, gli chiese a voce bassa: &#8211; Li ha portati,\nvero?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; S\u00ec,\ns\u00ec &#8211; rispose lui sbrigativo, e si alz\u00f2 per seguirla nella veranda.<\/p>\n\n\n\n<p>Una\nlunga terrazza protetta da una vecchia ringhiera di ferro si affacciava a ovest\nsu una spianata di limoni, oltre la quale in lontananza scintillava il mare.\nDietro l&#8217;angolo dell&#8217;edificio l&#8217;occhio si perdeva tra terrazzamenti di vigne\nbasse e tortuose e pi\u00f9 su, dove la vegetazione si faceva pi\u00f9 folta, la pineta\nricopriva come un vello scuro le pendici della montagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima\ndi raggiungere l&#8217;ospite, che si era accomodato sotto il pergolato, la donna si\naffacci\u00f2 verso il frutteto e lo indic\u00f2 con un largo gesto della mano.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Questo\nera l&#8217;orgoglio di mio padre! Fu uno dei primi a piantare i verdelli e a installare\nl&#8217;irrigazione a tempo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E\nadesso lei vuole vendere tutto? Suo padre non sarebbe molto contento!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Sicuro\u2026\ninfatti l&#8217;altra sera me lo sono visto davanti, arrabbiatissimo! Madonna Santa quant\u2019era\nbrutto\u2026 mi ha detto <em>\u201cSe ti azzardi a vendere te ne pentirai amaramente!\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Le \u00e8\ncomparso in sogno?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma\nquale sogno, mi \u00e8 comparso per davvero, di l\u00e0 in soggiorno. Era seduto sulla\nsua poltrona preferita, quella dove stava prima lei, e mi minacciava, col suo\ndito ossuto!<\/p>\n\n\n\n<p>Don\nGiuseppe assunse un&#8217;espressione spazientita.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Certo&#8230;\nmi vuol dire ora perch\u00e9 mi ha mandato a chiamare con tanta urgenza?<\/p>\n\n\n\n<p>La\ndonna sembr\u00f2 contrarsi in una smorfia lamentosa, le rughe sulla fronte si\naccentuarono e la bocca le spar\u00ec in una fessura tremula.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; \u00c8\nsempre lei, quella strega di mia cugina&#8230; non mi d\u00e0 pace! &#8211; pigol\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Don\nGiuseppe si mise le mani tra i capelli.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ancora\ncon questa storia! Le ho detto mille volte che sono tutte fantasie!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma\nquali fantasie, padre! Nel mondo c&#8217;\u00e8 tanta cattiveria, tanta invidia! E c&#8217;\u00e8\npure il demonio, non vorr\u00e0 negarlo!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No,\nnon lo voglio negare, ma creda, il diavolo oggigiorno ha ben altro da fare che\nvenire a dar fastidio a lei!<\/p>\n\n\n\n<p>La\nBellassai allora gli si piant\u00f2 davanti e, tutta imporporata, cominci\u00f2 a\nstrabuzzare gli occhi e a urlare:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; &nbsp;Allora non l&#8217;ha capito che mia cugina \u00e8 una\nstrega, che \u00e8 al servizio del demonio? Come glielo devo dire? \u00c8 U-NA STRE-GA! <\/p>\n\n\n\n<p>Il\nprete chiuse gli occhi e respir\u00f2 a fondo, sforzandosi di mantenere un tono\npacato.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Si\ncalmi ora. Da cosa deduce questa sua convinzione?<\/p>\n\n\n\n<p>La\ndonna afferr\u00f2 svelta il cellulare poggiato sul tavolo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Conosce\n<em>Feisb\u00f9c<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; S\u00ec, e\nche c&#8217;entra? <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lei\npensa che sono pazza, ma solo io conosco la cattiveria che ha in corpo quella. Guardi,\nlo dichiara lei stessa nel suo profilo!<\/p>\n\n\n\n<p>Don Giuseppe si riaccomod\u00f2 gli occhiali sul naso. Sullo schermo, sotto la scritta <em>\u201cLa strega innamorata\u201d, <\/em>occhieggiava una megera truccatissima con in mano un cappello nero e una bacchetta. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Adesso\nmi crede? &#8211; chiese la donna con aria petulante. Don Giuseppe alz\u00f2 gli occhi al\ncielo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; In\nquesti S<em>ocial forum<\/em> la gente si diverte a inventarsi di tutto! Uno pu\u00f2\ndire o scrivere di s\u00e9 quello che vuole: se io scrivo che sono un elefante\nsecondo lei lo divento sul serio?<\/p>\n\n\n\n<p>La\nBellassai riprese a frignare. I cani dietro il cancello, sentendola piangere,\nripresero ad abbaiare, mostrando i denti e fissandolo con ferocia.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Altro\nche sua cugina, sono i suoi cani a sembrare appena usciti dall\u2019inferno!<\/p>\n\n\n\n<p>La donna\nsi ricompose e fece un cenno per chetare gli animali. Poi lo guard\u00f2 torva e si\nalz\u00f2 in piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Venga\ndi l\u00e0! &#8211; &nbsp;gli fece. Il prete la segu\u00ec lungo\nil corridoio fino a una cameretta arredata in modo semplice, con un letto in\nferro battuto, una scrivania e un antico inginocchiatoio in noce. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Questa\nera la stanza di mio padre, buonanima; \u00e8 morto in quel letto, dieci anni fa. Ci\nvengo ogni sera a dire il rosario. &nbsp;&#8211; Padre\nBonaiuto, rassegnato, fece un cenno di assenso.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ecco,\nda qualche giorno, appena inizio a pregare, sento un rumore\u2026 come un mormorio,\nche proviene da quel quadro &#8211; e indic\u00f2 una vecchia stampa di Sant&#8217;Antonio Abate\nappesa sopra il confessionale.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Saranno\ni tarli, &#8211; comment\u00f2 il parroco &#8211; la cornice \u00e8 vecchia!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lo pensavo\nanch&#8217;io all\u2019inizio, cos\u00ec l\u2019ho aperto per controllare&#8230;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>La\ndonna si arrest\u00f2 e lo guard\u00f2 con occhi spiritati. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E\nallora? &#8211; chiese lui, trattenendo l&#8217;irritazione.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma\nquali tarli, caro mio, neanche l\u2019ombra! \u2013 url\u00f2 infervorata &#8211; Ho iniziato a\npregare pi\u00f9 forte, e il rumore cresceva. Se mi fermavo si fermava, se\nricominciavo riattaccava: \u00e8 il diavolo, capisce, non vuole che io preghi, e l\u2019ha\nchiamato quella strega!<\/p>\n\n\n\n<p>Padre\nBonaiuto scosse la testa, esasperato: <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Che\ndevo dirle, io non sento nessun rumore, provi a recitare un&#8217;Ave Maria, vediamo\nse torna&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>La donna si accomod\u00f2 sull&#8217;inginocchiatoio e inizi\u00f2 a pregare. Il prete avvicin\u00f2 l&#8217;orecchio alla parete e rimase in ascolto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Continuo\na non sentire niente &#8211; disse, esitante. La Bellassai smise di biascicare\npreghiere.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma\nvuole che si faccia sentire proprio da lei? \u2013 ridacchi\u00f2 &#8211; Il demonio \u00e8 furbo,\ndovrebbe saperlo!<\/p>\n\n\n\n<p>Don\nGiuseppe si spazient\u00ec. &#8211; Sa cosa le dico? Sono stufo, me ne vado! Ho i miei\nimpegni, cose ben pi\u00f9 importanti a cui pensare!<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Fece per uscire ma la donna lo agguant\u00f2 per la\ntonaca e inizi\u00f2 a tirarlo, urlando come una forsennata.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Deve\nfarmi l&#8217;esorcismo, \u00e8 suo dovere! Non pu\u00f2 lasciarmi in balia del diavolo!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lei\n\u00e8 pazza, mi lasci stare! &#8211; replicava il prete, tentando di divincolarsi. A un\ntratto la donna si ferm\u00f2, gli occhi fiammeggianti e rossa in viso, e alz\u00f2 un\ndito con aria allucinata.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&#8211; Badi bene, se esce mi avr\u00e0 sulla coscienza! Non\nsa di cosa sono capace!<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nprete si ferm\u00f2, chiuse gli occhi e giunse le mani davanti al viso, sconsolato. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Vado\na prendere l&#8217;occorrente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Torn\u00f2 dopo pochi minuti con in mano l\u2019aspersorio\ne un messale. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Si\ninginocchi! &#8211; le intim\u00f2, brusco. Lei si inginocchi\u00f2 per terra e apr\u00ec le braccia\nvolgendo di traverso gli occhi al cielo, come una Santa Teresa in estasi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nsacerdote mormor\u00f2 tra i denti alcune formule, agit\u00f2 l\u2019aspersorio e le fece un\nsegno sbrigativo sulla fronte, poi si rimise in tasca gli arnesi e si volt\u00f2 per\nandarsene. Quando quella gli afferr\u00f2 la mano tentando di baciargliela si scost\u00f2\ninfastidito.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Devo\nandare&#8230; a proposito, mi aveva accennato a un&#8217;offerta per i poveri.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nBellassai assunse un&#8217;aria contrita e lamentosa.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; I\npoveri? Chi \u00e8 pi\u00f9 povero di me! &#8211; frign\u00f2 \u2013 Riesco a stento a mangiare\u2026 e non ho\nneanche i soldi per far curare Furio!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Chi\n\u00e8 Furio? &#8211; chiese padre Giuseppe.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; \u00c8 il\nmio rottweiler&#8230; gioia mia, ha un tumore ai testicoli, dovrei farlo operare! &#8211;\n&nbsp;Si copr\u00ec il viso con le mani e inizi\u00f2 a\nsinghiozzare. &#8211; Mi aiuti, padre, la prego!<\/p>\n\n\n\n<p>I cani\nripresero ad abbaiare.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E\nsecondo lei dovrei togliere il pane di bocca ai poveri per una bestia? Chi glie\nlo dice a lei di mantenere tutti questi cani? <\/p>\n\n\n\n<p>La vecchia piangeva sempre pi\u00f9 forte e i mostri a quattro zampe continuavano ad abbaiare inferociti, facendo grandi salti contro il cancello. Don Giuseppe, scuotendo la testa, s&#8217;infil\u00f2 una mano in tasca, ne tolse una carta da dieci euro e gliela porse. Poi si gir\u00f2 e si avvi\u00f2 svelto per il sentiero di sassi, con la tonaca che svolazzava tra i limoni.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42378\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42378\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Don Giuseppe Bonaiuto mise la freccia e imbocc\u00f2 la terza traversa a destra che scendeva da via Finocchiaro, inoltrandosi per le campagne etnee. 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