{"id":4237,"date":"2010-06-01T18:50:51","date_gmt":"2010-06-01T17:50:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4237"},"modified":"2010-06-03T16:54:53","modified_gmt":"2010-06-03T15:54:53","slug":"una-bizzarra-sentenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4237","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Una bizzarra sentenza&#8221; di Gabriella Santaniello"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Vincenzo Merlo, conosciuto da tutti nella zona di San Fratello come don Cec\u00e8, si apprestava, come ogni giovedi nell\u2019ora del meriggio, a preparare con cura sotto lo sguardo custode di Siccia il suo bassotto nero, la <em>buggiacca*<sup>1<\/sup>.<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Ripassando meticolosamente l\u2019inventario si ricord\u00f2, come trafitto da una folgore, che il giovedi era il giorno della caccia al coniglio selvatico, quindi, avrebbe dovuto portare il fucile a canna rigata.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">La caccia, per don Cec\u00e8, era come andare in battaglia, una manifestazione di prodezza e coraggio. Giravano addirittura voci sul fatto che, prima di imbracciare il fucile solesse esclamare impettito: \u201cfrangar, non flectar!\u201d in preda ad uno stato allucinatorio, credendosi un impavido condottiero romano.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Uno dei suoi momenti preferiti era, durante il tragitto, passare per quella mulattiera tra San Fratello e Troina, che sovrastata dalle fronde dei rossi castagni, sembrava un bucolico arco di trionfo, mentre lui, orgoglioso, lo attraversava come un moderno Napoleone, trasfigurando, con le sue fervide doti immaginative, il tozzo Siccia in un cavallo bianchissimo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">\u201cNiuru come &#8216;na Siccia<em>*<sup>2<\/sup><\/em>\u201d fu la prima esclamazione che Cec\u00e8 pronunci\u00f2 quando Peppe, suo cugino di Viagrande, glielo regal\u00f2 per sdebitarsi di una damigiana di vino.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Ormai era diventato un amico discreto, il suo compagno di avventura, un prode commilitone.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Quel giorno la frizzante brezza autunnale liberava odori antichi e inebrianti, come quello del muschio o della legna arsa, che riportava Cec\u00e8 al tempo dilatato e crepuscolare dell\u2019infanzia.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Nel frattempo Cesar\u00f2 si era improvvisamente svelata ai loro occhi, dolce e sublime epifania di fitti boschi, e senza perder tempo, imbracciato il fucile al suono ideale di un corno, si aprivano le danze.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Dopo qualche ora, Cec\u00e8 era sicuro che avrebbe ricordato quel pomeriggio per sempre; mai infatti aveva cacciato cos\u00ec tanta selvaggina in un sol giorno.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">In realt\u00e0 non si sbagliava, se non per un dettaglio: in quel posto non era solo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Nel raccogliere il \u201cbottino\u201d, prova della sua innegabile ars militaris, appoggi\u00f2 il fucile sul tronco di un pino, ed accadde che Siccia, correndo incespic\u00f2 proprio l\u00ec, la canna spar\u00f2 un colpo e destino volle che ad esser colpito fosse stato un compagno di Cec\u00e8, un conoscente a cui era legato da un sodalizio sacro: la caccia.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Ebbene, compare Vito, il cacciatore in questione, era un uomo di bassa statura, Cec\u00e8 lo chiamava <em>cicirittu*<sup>3<\/sup><\/em>, e questo, per lui, era il suo nome di battaglia.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">A dire il vero Cec\u00e8 non aveva molta stima di Vito, lo considerava uno sfaticato, un lavativo che intendeva la caccia come un sollazzo virile e non una missione coraggiosa, quindi in un certo senso era sollevato dal fatto che l\u2019offeso fosse stato lui, piuttosto che un altro pi\u00f9 ammirevole. Il colpo sferrato colp\u00ec questo sfortunato pigmeo e lo rese cieco da un occhio.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Quella sera al posto del suo arco trionfale c\u2019erano delle fauci nere e fameliche che sembravano inghiottirlo in un boccone senza speranza.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Aveva perso quel giorno sul campo e tornava disfatto con un enorme macigno sul cuore.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">I giorni passavano lenti, sempre pi\u00f9 lunghi e sbiaditi e i fuochi strepitanti si spegnevano, cristallizzandosi in nebbie impenetrabili.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Tutti a San Fratello erano a conoscenza del fatto, non si parlava d\u2019altro che di don Cec\u00e8 e della sua nefasta vicenda, degli anni di galera che avrebbe dovuto scontare e di chi, ebbene si parlava anche di questo, avrebbe preso in custodia il piccolo Siccia.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Si aspettava il giorno del giudizio con l\u2019ansia morbosa tipica dei piccoli centri, e con insofferenza, la stessa che hanno gli scolari quando spalmati sui banchi attendono l\u2019estate, e lo stupore nacque sui volti di tutti quando si ebbe notizia dell\u2019identit\u00e0 del giudice.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Melo Gatto avrebbe deciso della sorte del povero Cec\u00e8.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Carmelo Gatto era uno strano individuo; non si pu\u00f2 dire certo che fosse una volpe, era volubile, talvolta irruento e un po\u2019 piagnucoloso e non sbagliava di molto chi si riferiva a lui con l\u2019epiteto di <em>Cucuzzuni*<sup>4 <\/sup>.<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Viveva con la sua domestica, la paziente <em>Badduzza*<sup>5<\/sup><\/em> che gli trasmetteva calma e serenit\u00e0, calmava le sue ansie sopportando le sue manie.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Inoltre Gatto, era posseduto da un bizzarro demone, quello che noi oggi chiameremmo schizofrenia, che ogni tanto si materializzava destando la perplessit\u00e0 e lo sconforto in chi aveva a che fare con lui.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">\u201c<em>Musciddu, Musciddu!\u201d*<sup>6 <\/sup><\/em>cercava di ammansirlo allora Badduzza<span> <\/span>e talvolta vi riusciva.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Il problema era bens\u00ec pi\u00f9 grave, quando il demone visitava Gatto in quel delicato momento che \u00e8 la pronuncia della sentenza finale, il momento del martelletto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Tutti per questo erano costretti a temerlo, e ognuno in cuor suo, non vedeva l\u2019ora in cui anche lui sarebbe passato a miglior vita, ma questo istante tardava ad arrivare, nonostante Gatto fosse di salute cagionevole e in passato fosse stato coinvolto in vari incidenti.<\/span><span style=\"14pt;\"> <\/span><span style=\"16pt;\">Proprio per questo i pi\u00f9 superstiziosi leggevano veramente l\u2019allegoria di un destino nel suo cognome, e stavano imparando a crederci anche i pi\u00f9 scettici.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Come la primavera, che per un incantevole capriccio della natura non arriva mai nel giorno stabilito dal calendario astronomico, cos\u00ec la notizia della data del verdetto giunse improvvisa, quando ormai nessuno pi\u00f9 ci pensava, arrecando un vivacissimo stupore.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Secondo la cosiddetta \u201cmagia simpatica\u201d il lunedi \u00e8 il giorno pi\u00f9 propizio per affrontare una circostanza problematica , ma don Cec\u00e8, che pensava secondo i dettami della filosofia contadina, viveva questo giorno, il dies lunae, come il preannuncio di una sciagura.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Lunedi era arrivato e Cec\u00e8, con il difensore d\u2019ufficio, sedeva nell\u2019ala destra di una minacciosa stanza; davanti Carmelo Gatto in vesti ufficiali, somigliava ad un goffo piccione, come quelli che lui malediva quando doveva mirare alle quaglie.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Passarono due interminabili ore quando finalmente il momento fatidico arriv\u00f2.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Il giudice pronunciava frasi incomprensibili, stilemi e formule burocratiche e nessuno si fid\u00f2 del proprio udito quando Gatto concluse: \u201cpertanto, alla luce delle suddette constatazioni, il ruolo del colpevole \u00e8 ravvisato nella figura del canis lupus familiaris Siccia, che essendo dotato, a fronte delle recenti scoperte scientifiche, di volont\u00e0 ed intelletto, deve rispondere di reato penale con lesione fisica e danno permanente.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Visto e considerato il carattere non intenzionale dell\u2019atto penale, si dispongono gli arresti domiciliari, prescrivendo all\u2019imputato di non allontanarsi dalla propria abitazione, rendendo espresso il divieto di comunicare con persone diverse da quelle che con esso coabitano o che lo assistono. L\u2019imputato \u00e8 tuttavia autorizzato ad assentarsi nel corso della giornata dal luogo di arresto per il tempo necessario per provvedere ad indispensabili esigenze di vita ovvero per esercitare la propria attivit\u00e0 lavorativa. Cos\u00ec \u00e8 deciso, la seduta \u00e8 tolta\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Nessuno si capacitava di quello strampalato verdetto, e da quel giorno, iniziarono a diffondersi facili barzellette sull\u2019odio che Gatto, per motivi scontati, nutriva nei confronti della categoria canina.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">Intanto si era fatto di nuovo giovedi, e don Cec\u00e8, con la solita ritualit\u00e0 preparava la sua sacca per la caccia al coniglio, e alle voci accusatorie di quei paesani che gli rimproveravano una colpa mai pagata, rispondeva lapidario: \u201c dura lex, sed lex\u201d, e nessuno sapeva cosa replicare.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">*<sup>1<\/sup><span> <\/span>carniere, sorta di borsa in cui il cacciatore ripone la selvaggina uccisa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">*<sup>2<\/sup><span> <\/span>\u201c Nero come una seppia\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">*<sup>3<\/sup><span> <\/span>cecedritto<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">*<sup>4<\/sup><span> <\/span>Zuccone<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">*<sup>5<\/sup><span> <\/span>Pallina<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"16pt;\">*<sup>6<\/sup><span> <\/span>\u201cMicetto, Micetto!\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><em><\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4237\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4237\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vincenzo Merlo, conosciuto da tutti nella zona di San Fratello come don Cec\u00e8, si apprestava, come ogni giovedi nell\u2019ora del meriggio, a preparare con cura sotto lo sguardo custode di Siccia il suo bassotto nero, la buggiacca*1. 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