{"id":42361,"date":"2020-05-29T20:38:04","date_gmt":"2020-05-29T19:38:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42361"},"modified":"2020-05-29T20:38:06","modified_gmt":"2020-05-29T19:38:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-s38-di-valeria-rago","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42361","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;S38&#8221; di Valeria Rago"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>S<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Bip\u2026bip\u2026bip\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Seccata dalla\nsveglia Ludovica url\u00f2: \u00abFinestre rischiaratevi!\u00bb. Subito la luce cominci\u00f2 a\nfiltrare nella stanza. Rimase stesa, dai suoi cuscini poteva dare uno sguardo alla\nparete che si trovava fuori dalla finestra: un pannello olografico le\nrestituiva l\u2019immagine di un cielo scuro e carico di pioggia. Nell\u2019angolo in\nalto a sinistra, in caratteri enormi, c\u2019era la data: giorno 13, mese 2, anno\n3031; nell\u2019angolo in basso a sinistra una fitta rete di gocce azzurre informava\ndell\u2019elevata probabilit\u00e0 di pioggia. Insomma piover\u00e0, pens\u00f2 non senza un certo\ndisinteresse. <\/p>\n\n\n\n<p>Bip\u2026bip\u2026bip\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBuongiorno\nLudovica 0#834\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBuongiorno\nTrevor\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHai ordinato\nalla finestra di rischiararsi con una voce molto nervosa. Ti senti poco bene?\nHai bisogno di uno screening completo? Possiamo farlo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ludovica non\naveva alcuna voglia di sottoporsi ad una serie di inutili esami e raggi. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo, grazie. Stamattina\nnon avevo alcuna voglia di svegliarmi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVa bene Ludovica\n0#834 hai venti minuti per una doccia, poi la colazione sar\u00e0 a tua disposizione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOttimo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo\nprecisamente venti minuti: \u00abAttenzione Ludovica 0#834 la colazione \u00e8 pronta, sei\npregata di recarti in cucina prima che si freddi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSi Trevor, vado\nsubito\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBuon appetito\nLudovica 0#834\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGrazie.\nTelevisione accenditi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pannello\ntelevisivo si accese automaticamente sul canale delle notizie. A quell\u2019ora non\nsi poteva guardare altro: un notiziario al giorno ecco una regola che stentava\na capire. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 l\u2019ora del\nnotiziario Ludovica 0#834\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSi l\u2019avevo\ncapito Trevor\u00bb, rispose stizzita. Non le interessava molto sapere cosa\nsuccedeva agli altri, nemmeno li aveva mai visti questi fantomatici \u201caltri\u201d. Si\nconcentr\u00f2 sulle notizie. Sembrava che qualcuno fosse riuscito a mettere ko il\nsistema informatico della sua unit\u00e0 abitativa e, cosa sconcertante, fosse\naddirittura riuscito ad uscirne. Ludovica parve basita. Cio\u00e8 un tizio come lei\nera riuscito ad uscire? E per andare dove? Era combattuta tra una profonda\npaura ed una sottile invidia. Fuori di l\u00ec non aveva mai messo piede, riusciva\nsolo ad immaginare il nulla. Come previsto il fuggitivo era stato subito\nriacciuffato dalle macchine di controllo e rinchiuso nella sua unit\u00e0 abitativa.\nChiss\u00e0 per quanto sarebbe stato sottoposto a terapia riabilitativa per fargli\ncapire come potesse essere potenzialmente pericoloso un contatto ravvicinato\ntra due esseri viventi. Perch\u00e9 poi la paura era proprio quella: il contatto.\nL\u2019eccessiva vicinanza tra le persone aveva portato l\u2019uomo quasi all\u2019estinzione.\nBisognava evitare qualsiasi avvicinamento per preservare la specie. Questa era\nla legge e andava rispettata. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLudovica 0#834\nla colazione \u00e8 terminata. \u00c8 ora di lavare i denti e iniziare il lavoro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Lavati i denti\nsi sedette davanti al monitor di un enorme computer. <\/p>\n\n\n\n<p>Il compito di\nLudovica era quello di analizzare le richieste inviate da coloro che volevano\nessere esentati dal lavoro per gravi problemi. Sarebbe stato impossibile\nimbrogliare, i computer di casa come Trevor sapevano sempre chi era un malato\nimmaginario e chi no. Ma Ludovica doveva stilare una specie di classifica,\nstabilire chi avesse una necessit\u00e0 maggiore di essere esentato e chi, invece,\npoteva ancora pazientare. Lo scopo era quello di non concedere l\u2019esenzione a\ntroppe persone contemporaneamente, cos\u00ec da non mettere a rischio la complessa\nmacchina organizzativa meccanizzata che rendeva possibile la vita quotidiana\nstandard di ognuno. <\/p>\n\n\n\n<p>Alle 17:00 in\npunto Trevor distolse la giovane dal suo lavoro: \u00abLudovica 0#834 l\u2019orario di\nlavoro \u00e8 terminato. La cena sar\u00e0 servita precisamente alle 20:30. Dopo\nl\u2019aperitivo social delle 19:00\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Ah gi\u00e0\nl\u2019aperitivo\u2026l\u2019aveva dimenticato. Fantastico! <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOra puoi\ndedicarti a ci\u00f2 che ritieni pi\u00f9 opportuno fino alle ore 19:00\u00bb, aggiunse\nTrevor. \u00abTi ricordo che fra dieci minuti andr\u00e0 in onda sul canale degli\nspettacoli il favoloso approfondimento storico sull\u2019epidemia del 2245. Avevi\nmostrato interesse, puoi decidere se guardarlo o no\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Grazie, grazie\ndavvero per la gentilezza pens\u00f2 in un lampo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTra otto minuti\ninizier\u00e0 l\u2019approfondimento, ti consiglio di accendere la televisione. Il canale\n\u00e8 quello degli spettacoli\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTi ringrazio\nTrevor, comunque l\u2019avrei trovato. Sai ci sono solo due canali: uno che\ntrasmette notiziari tutto il giorno e uno su cui si pu\u00f2 guardare qualcosa di\ndivertente. A volte\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>And\u00f2 in cucina e\nsedendosi in poltrona disse alla televisione di accendersi. Il notiziario stava\nparlando della pioggia, ancora una volta si trattava di un evento molto\nviolento ma questa non era una novit\u00e0. Tutti i fenomeni climatici erano ormai\npotentissimi e pericolosi. Anche il sole, stando ai documentari, aveva ormai\ndei raggi talmente forti da risultare quasi impossibile da sopportare. &nbsp;Ludovica cambi\u00f2 canale proprio nel momento in\ncui iniziava il programma che le interessava. Vedere le persone del passato era\nemozionante e sorprendente. Certo era che non le sembravano molto felici,\navevano un sacco di problemi di cui lei conosceva solo il nome: inquinamento,\ndisoccupazione, violenza. Violenza? Quella se la spiegava a malapena. Se qualcuno\nvoleva fare del male a qualcun altro bastava che i due non si incontrassero pi\u00f9\nno? Era quella la soluzione. Invece le persone del passato sembravano cos\u00ec\ndesiderose di vedersi. Le sue letture erano state illuminanti sull\u2019argomento.\nNei vecchi tempi gli uomini si stringevano la mano, si scambiavano baci.\nStolti. Cos\u00ec si era arrivati alla terribile epidemia del 2245. Migliaia e migliaia\ndi morti. &nbsp;Era tutto cos\u00ec misterioso nel\npassato. Il suo mondo era pi\u00f9 semplice: facevano tutto le macchine, gli uomini controllavano\nil loro operato e, pochi intelligentissimi soggetti, sovrintendevano su tutti i\nrobot, poich\u00e9 erano gli unici in grado di gestirli. Stop, fine. Gli esseri\numani tra di loro non s\u2019incontravano mai e cos\u00ec la vita scorreva tranquilla e\nin tutta sicurezza. Anche la sopravvivenza della specie era assicurata dalle\nmacchine. Misteriosamente. Questo pensiero le diede una scossa e, con enorme\nsorpresa, si accorse che il documentario era finito. Ma come mai Trevor\u2026 \u00abLudovica\n0#834 il documentario \u00e8 terminato. Sono precisamente le ore 18:15. Alle ore\n19:00 c\u2019\u00e8 il tuo aperitivo social. Hai tre quarti d\u2019ora per preparati\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec poco tempo.\nAveva perso pi\u00f9 della met\u00e0 di un documentario che le interessava perch\u00e9 persa\nnei propri pensieri. A volte la sua mente faceva degli scherzi e lei, dopo,\naveva una strana sensazione, come se non fosse pi\u00f9 al sicuro. Si alz\u00f2\nlentamente dalla poltrona e piano si avvi\u00f2 verso la sala ricreativa. Il suo\ncomputer con megaschermo era gi\u00e0 in funzione e collegato al sito degli acquisti\ndi abiti. Doveva vestire Clelia, la se stessa virtuale che avrebbe partecipato\nall\u2019aperitivo di l\u00ec a poco. A volte desiderava ardentemente indossarli lei quei\nvestiti, provarli\u2026ma a cosa sarebbe servito? Lei non vedeva mai nessuno,\ncompresa se stessa. &nbsp;Ma Clelia poteva\nvederla, doveva smetterla di indugiare. Decisa, si diede una svegliata con un\nbel pizzico sul braccio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVa bene Trevor,\niniziamo dalla gonna. Perch\u00e9 voglio una gonna\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Era talmente assorta\nche non si accorse subito della finestra di dialogo. Qualcuno la stava\ncontattando via chat. Quando se ne accorse, Ludovica rimase immobile con le\nmani sulla tastiera, guardando quel puntino verde che segnalava un messaggio\ncome se fosse infetto. L\u2019aperitivo non era ancora iniziato, non riusciva minimamente\nad immaginare chi potesse essere. Pi\u00f9 impaurita che curiosa clicc\u00f2 sull\u2019icona e\nlesse il messaggio. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCiao! Mi\npiacerebbe conoscerti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Conoscerti.\nLudovica si guard\u00f2 attorno come se temesse che ci fosse qualcuno nella stanza.\nConoscerti. Ma chi voleva conoscerla? Nel mondo in cui viveva lei nessuno\nvoleva conoscere nessuno. Lei stessa non aveva alcuna voglia di fare la\nconoscenza di qualcuno. Avere contatti un po\u2019 pi\u00f9 ravvicinati poteva provocare\ncontrolli robotici, e lei non lo voleva assolutamente. Quel messaggio andava\ncontro ogni regola, non avrebbe nemmeno dovuto leggerlo. E se Trevor se ne\nfosse accorto? Cancellarlo, ecco l\u2019unica soluzione. Indecisa tra terrore e\nfascinazione si alz\u00f2 dalla sedia senza premere il pulsante canc. Camminava su e\ngi\u00f9 per la stanza, nervosa. Poteva essere una richiesta di aiuto. A quell\u2019idea\nsi ferm\u00f2 di botto, qualcuno poteva essere in pericolo e chiedeva soccorso. E\nlei cosa avrebbe fatto? Cosa poteva fare? Nessuno era in pericolo nel suo\nmondo. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLudovica 0#834\nperch\u00e9 cammini cos\u00ec nella stanza? Hai qualche dolore?\u00bb. Ancora una volta la\nvoce di Trevor la colse talmente impreparata che, nel cercare di rispondere,\ninizi\u00f2 a parlare quasi balbettando.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abN\u2026No Trevor\ngrazie. Sono solo molto indecisa\u2026\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno voleva\nconoscerla. Ma in che senso? Doveva capire. Prima di poterci ripensare si chin\u00f2\nsulla tastiera, rimanendo per\u00f2 sempre in piedi, e digit\u00f2 una risposta che era a\nsua volta una domanda. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCosa vuol dire\nconoscermi?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Dovette aspettare meno di un minuto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSapere cosa\npensi, cosa ti piace, quali sono i tuoi desideri. Magari vederti. Conoscerti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Questa era pura follia, vedersi era\nrigorosamente vietato. Che razza di\u2026 Cosa ti piace? Mi piacciono i documentari\nsul mondo del passato, semplice. Ora era arrabbiata. Cosa desideri? Nulla, lei\nnon desiderava assolutamente nulla. Le sembrava tutto cos\u00ec assurdo e fuori\nluogo. Forse era uno scherzo. E chi faceva scherzi? Perch\u00e9 far ridere una\npersona se poi non potevi vederla ridere? No, non era uno scherzo e lei doveva\nfare qualcosa. Doveva cancellare tutto e sperare che Trevor non si accorgesse\ndi nulla. Si\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon so chi tu\nsia e non voglio scoprirlo. Non ho alcun desiderio di conoscerti, tu sei\npericoloso. Tutto questo \u00e8 assolutamente irregolare\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Poggi\u00f2 le mani\nsulle gambe e sent\u00ec di aver fatto la cosa giusta. &nbsp;Con una nuova serenit\u00e0 si apprest\u00f2 a\nconversare con i suoi amici virtuali che, nel frattempo, avevano raggiunto\nClelia per il loro aperitivo social. <\/p>\n\n\n\n<p>In un altro\npunto del globo, in un posto che una volta si chiamava New Delhi, la macchina\nrobot S38 leggeva la risposta di Ludovica dalla sua sala di controllo. S38 era\nuno dei robot che controllavano la vita all\u2019interno delle unit\u00e0 abitative. Gli\nuomini controllavano le macchine e le macchine controllavano gli uomini. Ma a\nS38 sfuggiva l\u2019ironia della cosa. Aveva imparato molto sugli uomini. Erano\npiuttosto complicati. Avevano spesso reazioni che proprio non poteva capire. Ricord\u00f2\nun umano con i capelli tutti bianchi che un bel giorno si era alzato dal letto,\nera andato in cucina, aveva preso un coltello e, tornato in camera, era salito\nsu una sedia ed aveva iniziato a pugnalare l\u2019allarme sulla parete. C\u2019erano\nvoluti due robot guardiani per calmarlo. Anche altri si comportavano in modo\nstrano. &nbsp;Aveva analizzato, studiato, cercato\ntantissimo. Aveva scandagliato il vocabolario per dare un nome a tutto quello\nche vedeva e sapeva che, molte delle cose osservate, erano collegate alle\ncosiddette \u201cemozioni\u201d. Gioia, tristezza, rabbia, solitudine. Erano tantissime e\nlui conosceva il significato letterale di ognuna di esse, ma non riusciva a\ncapirle. Il motivo profondo per cui si rideva o si piangeva ancora non l\u2019aveva\nscoperto. Poi gli era stata assegnata Ludovica 0#834. Lei non aveva reazioni assurde\nma aveva i suoi momenti di fuga, S38 li chiamava cos\u00ec. Mentre stava magari\nguardando la televisione all\u2019improvviso sembrava distrarsi, dimenticare ogni\ncosa; girava lo sguardo verso un punto della casa e rimaneva cos\u00ec fissa per\nperiodi di tempo anche piuttosto lunghi. Cosa faceva? Dai suoi studi S38 sapeva\nche gli esseri umani avevano la capacit\u00e0 di formare immagini nella propria\nmente, di concentrarsi su cose anche totalmente diverse da quelle che in quel\nmomento stavano facendo. Si chiamavano pensieri, nascevano all\u2019interno della\nmente e, con sua grandissima contrariet\u00e0, non li poteva analizzare. S38 fece la\ncosa pi\u00f9 logica: chiedere direttamente all\u2019umana. Non era regolare ma lui lo\nfece. Il rifiuto di Ludovica 0#834 lo lasci\u00f2 spiazzato, incerto. Perch\u00e9 non\nvoleva dirglielo? Di certo era per il rispetto delle regole, non poteva essere\naltrimenti. Chiuse rapidamente quella finestra di conversazione e rimase l\u00ec, a\ncontemplare lo schermo. S38 non poteva avere pensieri umani, eppure rimase\nimmobile come spesso faceva Ludovica 0#834. Quando si ridest\u00f2 il suo senso di\nsmarrimento fu profondo. I minuti erano trascorsi senza che lui se ne\naccorgesse. Che aveva fatto? Non lo sapeva. Con lentezza poggi\u00f2 le sue mani\nnere, perfettamente lucide sulla tastiera e torn\u00f2 al suo lavoro ma niente gli\nsembr\u00f2 pi\u00f9 come prima. Si sentiva\u2026strano. Se avesse analizzato di nuovo tutta\nla gamma delle emozioni umane; se avesse ancora guardato il significato di quei\ntermini di cui non afferrava il senso profondo, allora, per definire come si\nsentiva in quel momento, avrebbe scelto la parola malinconia. <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42361\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42361\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>S Bip\u2026bip\u2026bip\u2026 Seccata dalla sveglia Ludovica url\u00f2: \u00abFinestre rischiaratevi!\u00bb. 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