{"id":42315,"date":"2020-05-29T17:44:28","date_gmt":"2020-05-29T16:44:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42315"},"modified":"2020-05-29T22:34:24","modified_gmt":"2020-05-29T21:34:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-tocco-a-paola-di-alessio-di-lallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42315","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Tocc\u00f2 a Paola&#8221; di Alessio di Lallo."},"content":{"rendered":"\n<p>\nIl\nrischio era grosso e tirarono a sorte. A chi avesse pescato la\npagliuzza corta, sarebbe toccato intrufolarsi nel cantiere, sgusciare\ntra i mezzi a rischio di essere sorpresi da un sorvegliante notturno,\npenetrare nel tunnel fino alla trivella, cospargerla di benzina e\nfilare via, dopo aver dato fuoco. Il rischio era grosso ma nessuno si\ntir\u00f2 indietro. Tocc\u00f2 a Paola. E Paola and\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\nCinque\nanni dopo, Paola si svegli\u00f2 all&#8217;improvviso, prima dell&#8217;alba. Mario\nera accanto a lei. Dormiva. Guard\u00f2 la luce dei lampioni che filtrava\ndalla finestra disegnando riquadri sul soffitto. Era sudata. Aveva\nsognato di nuovo quella notte. Il cantiere. Le grida. La fuga. La\ncaduta. Una vampata improvvisa, il bagliore, l&#8217;odore forte e\nsconosciuto. Poi nulla fino al risveglio in ospedale, accanto a\nMario. Sospir\u00f2 profondamente. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nMario.\nUn perfetto sconosciuto, fino a quella notte. All&#8217;epoca, uno dei\nguardiani assunti per prevenire le irruzioni degli attivisti. Era\nstato lui a sorprendere Paola nel cunicolo. Al momento\ndell&#8217;esplosione tutti e due avevano respirato quello strano gas\nfuoriuscito dalla roccia. Lui l&#8217;aveva portata fuori di l\u00ec, priva di\nsensi.<\/p>\n\n\n\n<p>\nPaola\ncerc\u00f2 di riprendere sonno. Aveva voglia di alzarsi ma Mario dormiva\nsodo e non le andava di svegliarlo. Lui non avrebbe detto nulla,\ncerto. Non diceva mai nulla. La seguiva ovunque, a testa bassa. Gli\nocchi tristi. Quegli occhi. Paola non li sopportava. Torn\u00f2 a\nguardare il soffitto e intanto pensava.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa\nprima settimana, lei e Mario l&#8217;avevano passata in una stanza di\nospedale, vicini. Su Paola il gas non aveva avuto effetti dannosi,\nmentre lui sarebbe morto se i medici non avessero capito in\ntempo che le sue condizioni peggioravano, inspiegabilmente, quando\nveniva allontanato da lei. Da allora li avevano tenuti sempre vicini\ne, poco alla volta, Mario era migliorato, fino a stabilizzarsi. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nAlle\nsette suon\u00f2 la sveglia. Si alzarono. Paola and\u00f2 in bagno per prima.\nMentre faceva pip\u00ec sapeva che lui era esattamente dietro la parete,\nattaccato al muro, ma non ci faceva pi\u00f9 caso. Quando usc\u00ec, fu il\nturno di Mario. Paola si acquatt\u00f2 alla parete e aspett\u00f2. Sentiva\ntutto, naturalmente. A questo, ancora non riusciva ad abituarsi.\nProv\u00f2, come tante altre volte, l&#8217;impulso di scappare, uscire da\ncasa, mettersi a correre. Ripens\u00f2 all&#8217;incidente di tre mesi fa,\nquando era rimasta sola nell&#8217;ascensore. Ricord\u00f2 le grida di lui,\nrimasto a terra, mentre la cabina saliva. Lontano da lei. Prov\u00f2 un\nbrivido.<\/p>\n\n\n\n<p>\nDi\nquel nuovo virus, dopo una infinit\u00e0 di analisi non avevano capito\nnulla oltre al fatto che era inoffensivo per la donna, mentre\nattaccava in modo violento l&#8217;organismo dell&#8217;uomo. A meno che,\nnaturalmente, non ci fosse lei nelle immediate vicinanze. Avevano\nparagonando il corpo di lei ad una sorta di elettromagnete, che\ngenera attorno a s\u00e9 un campo di energia. Quando Mario si trovava\nimmerso in questo campo, il virus smetteva di aggredirlo. Non appena\nne usciva&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>\nPaola\nsent\u00ec lo sciacquone. Tre minuti e Mario usc\u00ec dal bagno. Vestito e\npronto. Scesero le scale, affiancati.<\/p>\n\n\n\n<p>\nVivevano\ncos\u00ec da tre anni. A poche settimane dalle dimissioni, le loro\nvecchie vite, a cui si erano aggrappati disperatamente, si\nsgretolarono. Dopo un po&#8217; si erano rassegnati alla convivenza.\nValeria, la compagna di Paola, l&#8217;aveva lasciata, senza troppe\nspiegazioni. Il padre di Mario, l&#8217;unica persona che gli fosse\nrimasta, era morto negli stessi giorni. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nPer\nstrada, Mario non disse una parola, come sempre. Indoss\u00f2 le solite\ncuffiette. Paola riconobbe il groove\nmalato dei PCC. Sempre lo stesso pezzo. Due, anche tre volte al\ngiorno. Immagin\u00f2 senza fatica cosa avrebbe ascoltato dopo: Who,\nArea, Clash. Paola odiava quella roba. Amava il rap. Eppure non lo\nascoltava pi\u00f9 da un po&#8217;. Per qualche motivo le cuffie producevano un\nfischio fastidioso. Forse una interferenza di qualche tipo con il\nchip che portava dietro la nuca.<\/p>\n\n\n\n<p>\nIl\nchip. Paola aveva lottato contro questo strumento, ma fu costretta ad\naccettarlo. Inizialmente concepito in modo da impedire alla donna di\nallontanarsi dall&#8217;uomo, attraverso l&#8217;emissione di scariche\nelettriche, era poi diventato una sorta di GPS che segnalava alle\nautorit\u00e0 ogni eventuale allontanamento. Non esistendo una cura,\nl&#8217;unico modo per salvare la vita dell&#8217;uomo era stato adottare una\nforma di controllo sociale: legare i due attraverso un dispositivo di\nmonitoraggio. Una fuga di Paola sarebbe stata considerata a tutti gli\neffetti un omicidio.<\/p>\n\n\n\n<p>\nPaola\ngett\u00f2 nel carrello le sue bistecche di seitan. Mario due birre. A\npochi passi da loro una donna bionda e un uomo anziano. La spesa era\nun rito settimanale scandito da turni e regole precise. Coppie di\npersone tra loro sconosciute, le une accanto alle altre. Si muovevano\nper negozi e supermercati come quella specie di pappagalli, gli\ninseparabili. Paola era in cerca di una radice di zenzero, quando la\ndonna bionda fece cadere il carrello e inizi\u00f2 a correre verso\nl&#8217;uscita. Ci fu un momento di confusione. Paola guard\u00f2 l&#8217;anziano\nrimasto solo. Se ne stava immobile, fissando l&#8217;uscita, senza tentare\ndi inseguire la donna. Gli occhi fissi nel vuoto, mentre intorno si\nfaceva il silenzio. C&#8217;erano altre coppie in quel momento. Tutti gli\nuomini si scambiavano sguardi sconvolti. Mario no. Mario fissava\nPaola con una espressione strana. L&#8217;anziano inizi\u00f2 a impallidire e\nsi accasci\u00f2 a terra lentamente. Nessuno si avvicin\u00f2. Paola\nabbandon\u00f2 la spesa e si allontan\u00f2 rapida, seguita da Mario. Non\nvoleva vedere. Uscirono in strada, raggiunsero la fermata\ndell&#8217;autobus. In quel momento l&#8217;anziano aveva certamente gi\u00e0\niniziato a decomporsi.<\/p>\n\n\n\n<p>\nTre\nanni prima, i medici avevano sospettato subito di trovarsi davanti a\nqualcosa di contagioso, ma non avevano immaginato quanto. Nonostante\ntutte le misure adottate, il virus si era diffuso rapidamente e, nel\ngiro di pochi mesi, erano stati migliaia i morti. Prima\ndell&#8217;introduzione del chip, migliaia di uomini infetti avevano\niniziato a invecchiare a vista d&#8217;occhio. Ogni giorno sembravano\npassare anni. Il decorso della malattia non lasciava scampo, la\nvelocit\u00e0 dell&#8217;invecchiamento aumentava esponenzialmente. Un uomo\nanziano non poteva sopravvivere che poche ore. Dopo la morte, il\ndisfacimento non cessava, il corpo si decomponeva in pochi minuti per\npoi scomparire del tutto nel giro di mezz&#8217;ora.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa\nfermata era deserta. Mario taceva. Paola si chiese se stesse pensando\nall&#8217;anziano. A quest&#8217;ora, probabilmente, di lui non era rimasta che\nuna crosta nera e putrescente. Mario stapp\u00f2 la birra. Un bus\ncomparve alla fine della strada. Non era il loro. Mario rimise le\ncuffie e si appoggi\u00f2 a un lampione. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nNegli\nultimi mesi le fughe erano aumentate. Nonostante la prospettiva certa\ndi una condanna, sempre pi\u00f9 donne scappavano. La gente intorno,\normai senza sorpresa, assisteva al rito liberatorio dell\u2019abbandono.\nCi si guardava negli occhi con sospetto.<\/p>\n\n\n\n<p>\nIl\nbus arriv\u00f2 in fermata, vuoto. Paola guard\u00f2 Mario. Il viso rugoso. I\ncapelli bianchi sotto il berretto dei Lakers. Aveva trent&#8217;anni, ma ne\ndimostrava ottanta. Paola si chiese quanti anni sarebbe durato\nancora. Dieci, forse. Lei ne avrebbe avuti quaranta. Ripens\u00f2 alla\ndonna bionda e si chiese se l&#8217;avessero gi\u00e0 arrestata. Probabilmente\ns\u00ec. Si chiese se aveva fatto resistenza, quanti anni le avrebbero\ndato. Non l&#8217;ergastolo. L&#8217;uomo era vecchio. Forse venti o forse anche\nmeno. Si chiese quanto avrebbero dato a lei se fosse andata via ora.\nSe avrebbe sopportato il carcere. Guard\u00f2 l&#8217;autobus. Le porte ancora\naperte. Nessuno dentro. Un idea improvvisa. E se fosse stato un\nincidente? Ripens\u00f2 all&#8217;ascensore, alla distrazione di Mario. Pens\u00f2\nche non c&#8217;era nessuno. A parte l&#8217;autista. Il rischio era grosso,\nforse non le avrebbero creduto. Le porte si mossero. In un attimo si\ndecise. Sal\u00ec. Appena in tempo. Il cuore in gola. Il mezzo part\u00ec. Si\nvolt\u00f2. Mario era ancora in piedi alla fermata, immerso dei suoi\npensieri. Lo vide diventare sempre pi\u00f9 piccolo. Non si era accorto\ndi nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>\nCinque\nminuti dopo Paola avrebbe detto all&#8217;autista che era successa una\ndisgrazia. Senza fretta.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42315\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42315\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rischio era grosso e tirarono a sorte. 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