{"id":42303,"date":"2020-05-29T18:07:44","date_gmt":"2020-05-29T17:07:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42303"},"modified":"2020-05-29T18:07:47","modified_gmt":"2020-05-29T17:07:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-dolore-di-alessandra-cavanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42303","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Dolore&#8221; di Alessandra Cavanna"},"content":{"rendered":"\n<p>&nbsp;In un giorno e in un tempo che potrebbe essere ieri, ma sono passati mille anni, una bambina si incammin\u00f2 per la strada della vita. L\u2019uomo che le dava la mano era colui che l\u2019aveva generata. Camminavano in un paesaggio extraterrestre, la strada si insinuava tra le alte rocce color bruciato e strapiombi paurosi dove la fine non si vedeva o, a tratti, se ne immaginava il fondo, dove si muoveva una lava incandescente color del sangue, ribollente e mostruosa. Non c\u2019era cielo, sembrava un\u2019immane grotta di cui non si vedesse fine alcuna n\u00e9 in cielo n\u00e9 in terra. Ma la bimba non aveva paura, stringeva quella mano con fiducia e sorrideva a quell\u2019uomo che, a tratti, le appariva strano, gli passava una strana luce negli occhi e non sempre le sembrava di somigliargli. In alcuni momenti il suo viso era dolce e gli occhi sorridevano buoni ma in altri il suo corpo si copriva di irti peli, le sue braccia si deformavano e le unghie gli crescevano in maniera smisurata, anche il viso, pure coperto di peli, assumeva un aspetto terribile, gli occhi roteavano mentre gli si arrotavano i denti ed una bava scendeva dalla sua bocca e lui prendeva a blandirla con dolcezza lasciva che lei non riusciva a comprendere, ma non aveva mai conosciuto una altro essere nella sua breve vita e, pur con terrore, lo amava poich\u00e9 non aveva nessun altro da amare in quel mondo. Qualche volta incontravano piccole trib\u00f9 nomadi che si accampavano tra le rocce, alla bambina sembrava che vivessero in armonia, diversamente da come vivevano lei e suo padre ma non poteva esserne certa, ognuno continuava il proprio cammino e nessuno si soffermava a riflettere sulla vita degli altri. La bambina era bella e molto dolce, era facile amarla. Raramente qualcuno si soffermava a guardare i suoi occhi troppo grandi, troppo seri e troppo tristi, era pi\u00f9 facile accarezzarle i capelli biondi inanellati, il viso bianco di porcellana e ascoltarla narrare storie inventate e cos\u00ec sagge da dubitare che uscissero dalle labbra di una bimba di pochi anni. Il padre appariva amorevole con lei se c\u2019era qualcuno e nessuno lo vedeva mai irto di peli con gli occhi roteanti e la bocca lasciva, ed anche quando ci\u00f2 accadeva non pareva se ne avvedessero. Lunga era la strada che dovevano percorrere e spesso la bimba era stanca e voleva riposare. Allora si fermavano dove la roccia formava una piccola nicchia o una grotta e lei cercava di dormire raggomitolandosi accanto al padre perch\u00e9 la coccolasse e la proteggesse e, anche nei momenti in cui lui era mostruoso, sperava le avrebbe dato una carezza che contenesse quell\u2019amore di cui aveva tanto bisogno.  Ma lui non la voleva, non per coccolarla o per darle amore, lui beveva un sidro a fiumi, forse, pensava lei, per affogare un tormento lontano, poi si adirava e urlava e le sue urla riempivano l\u2019aria, ed eco agghiaccianti si rincorrevano sulle rocce e rimbalzavano sino a ritornare ancor pi\u00f9 forti e agghiaccianti, come stridori di carni lacerate, di morte, di agonia, alle orecchie della bimba, che tratteneva il respiro e si raggomitolava su se stessa nell\u2019angolo pi\u00f9 buio della grotta stringendosi le ginocchia e fissando il padre in tutte le sue manifestazioni orrende. Pass\u00f2 il tempo ed il cammino si faceva sempre pi\u00f9 duro ed il convivere sempre pi\u00f9 faticoso, nonostante ci\u00f2 la piccola aveva fiducia, aveva speranza e nel cuore aveva amore, quell\u2019amore che nasce con noi, non c\u2019\u00e8 odio nel cuore di un bambino. La bimba aveva imparato a dormire scostata dal padre poich\u00e9 ormai, forse per paura o forse per istinto, lo temeva, intanto aveva capito che amore da lui non ne avrebbe mai ricevuto. Una notte lui la chiam\u00f2, era un richiamo strano, dolce, pens\u00f2 lei. Ma era veramente dolce? La bimba ebbe un fremito di paura. \u00abPerch\u00e9\u00bb &nbsp;si disse \u00abdovrei temere\u00bb? Forse ha capito che ho bisogno di affetto, forse ora mi vuole. S\u00ec, lui la voleva, ma lei non aveva compreso che lui la volesse come si vuole una donna non una figlia. Lei non implor\u00f2, non chiese di risparmiarla, rest\u00f2 l\u00ec, attonita, stupita, troppo giovane per capire, per reagire. Era amore questo oppure no? Era buono o era cattivo? Era felicit\u00e0 o era dolore? Non lo sapeva ma, mano a mano che passava il tempo il terrore in lei si fece vita e qualcosa nel suo ventre inizi\u00f2 a nascere e a crescere e nel momento stesso in cui se ne accorse url\u00f2, ma nessuno ud\u00ec il suo grido perch\u00e9 le sue labbra rimasero chiuse, dalla sua gola non usc\u00ec un respiro, dai suoi occhi non una lacrima. Passarono gli anni, lei\nlasci\u00f2 la mano del padre, era cresciuta, era diventata una donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno incontr\u00f2 un cavaliere, non era un principe, non era neppure su di un cavallo bianco, ma era buono e l\u2019amava e l\u2019avrebbe portata via da quel mondo terribile di terre rocciose e bruciate, di lave di sangue, di orrori. Gli diede la mano e gli si affid\u00f2, lui la prese sul suo cavallo e si incamminarono per una vita migliore, ma lei troppo spesso si voltava indietro, aveva paura che il padre li seguisse e nello stesso tempo forse aveva fatto l\u2019abitudine a quel suo tormento. A volte piangeva e si contorceva e quell\u2019essere che era in lei lo sentiva vivo, lo sentiva crescere, allora restava attonita in ascolto e si domandava che cosa avesse dentro e a quella domanda sembrava che il tormento sparisse, si dileguasse e allora ne provava grande sollievo e sorrideva felice. Con il tempo qualche cosa nel suo viso, nel suo corpo e nella sua mente mut\u00f2 e lei ne incolpava il cavaliere e lo odiava e lo tormentava e lo cacciava da s\u00e9. Lui sopportava in silenzio e l\u2019amava e la comprendeva e la prendeva tra le braccia cercando di calmarla con carezze, con dolcezza, con amore, ma lei era come impazzita, non voleva nulla, non voleva amore, non voleva comprensione e correva folle tra le mura del castello dove vivevano. Il castello aveva un\u2019aria ridente con piante e fiori all\u2019interno delle mura e fontane e pareti rosa nelle stanze e tutto era stato fatto da lui per lei. Ma a lei nulla importava se\nnon capire che cosa fosse quel supplizio dentro il suo ventre, che cosa fosse\nl\u2019essere che si ingrandiva dentro di lei, che la torturava, l\u2019appesantiva. Sentiva\nla nausea salire e vomitava fiumi di lava verde e urlava ma l\u2019essere non\nnasceva mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel tormento la consumava\nma pi\u00f9 consumava lui, il cavaliere, che, giorno dopo giorno si intristiva,\nsbiancava, nonostante ci\u00f2, per il suo amore, ogni volta che vedeva lei serena\ngli tornava la luce negli occhi, ma lei subito gli si scagliava contro, lo\naggrediva, lo graffiava, lo mordeva, lo odiava e lui ricadeva nella malattia,\nma lei non se ne avvedeva, non le importava della vita di lui n\u00e9 della propria,\nin lei non c\u2019era vita, non c\u2019era ragione, non c\u2019era aria pulita, n\u00e9 mondo da\nvedere, n\u00e9 parole da ascoltare.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno grigio senza rumore\ne senza parole il cavaliere mor\u00ec. Nel letto che dividevano lei sent\u00ec d\u2019un\ntratto che lui non esalava pi\u00f9 alcun respiro.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella stessa notte il\nsilenzio era assoluto, non un alito di vento, non un gracidare di rana, n\u00e9 un\nfrinire di grilli, quel silenzio era tale da sentirsi sprofondare in un\ninchiostro nero senza sensazioni e senza fine, un silenzio tanto forte da\nessere pi\u00f9 terribile e fragoroso di qualsiasi rumore, pi\u00f9 triste di un pianto,\npi\u00f9 acuto di qualsiasi dolore e lei, in questo terrificante silenzio sent\u00ec\nmuovere il figlio dentro il suo ventre e dopo anni finalmente inizi\u00f2 il suo\nparto.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu la cosa pi\u00f9 terribile che\navesse mai provato e che alcuno potesse comprendere, nessuna donna che avesse\npartorito poteva avere sofferto tanto. Le viscere stesse del suo corpo\nsembravano voler uscire e lei si contorceva ed il suo aspetto era tanto agghiacciante\nche se qualcuno l\u2019avesse vista avrebbe pensato che fosse una morta che\nfuoriuscisse da una tomba dopo che i vermi avevano iniziato a divorarla. Gli\nocchi erano fuori dalle orbite, la bocca si torceva in un ghigno e le unghie si\nscavavano lunghe ferite per il corpo, il cuore batteva forte da sentirlo\nall\u2019esterno e rimbombava per le stanze del castello con un ritmo sinistro, come\ndi campane a morto, i capelli le si appiccicavano al volto bagnati di sudore e\ndi una specie di bava appiccicosa e il colore del viso era inimmaginabile a\ntratti giallognolo a tratti bianco, ma non piangeva, voleva finalmente\npartorire per liberare il suo corpo da questa entit\u00e0 che da anni dentro\nl\u2019attanagliava nutrendosi di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>E finalmente usc\u00ec ed era orribile,\nverdi e molli minuscole braccia e sottilissime gambe, un corpo piccolo e\ndeforme e, a sovrastarlo, una testa enorme, gli occhi spiritati, vitrei, che\nguardavano non da bimbo, ma da adulto, la bocca era come quella del padre della\ndonna, enorme con denti affilatissimi e la bava gli colava e la lingua era\ngrande e rossa e carnosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei lo guard\u00f2 stupita e inorridita ma finalmente sollevata di essersene liberata, di non sentirne pi\u00f9 il peso dentro di s\u00e9. Lo appoggi\u00f2 sul suo corpo e lui, con quella sua enorme bocca, cominci\u00f2 a mangiarla, inizi\u00f2 a masticarla, lentamente ma con cupidigia, a sbranare grossi pezzi della sua carne e lei lo lasciava fare, troppo stanca per potersi difendere, stremata nelle sue forze per poterlo fermare. Cap\u00ec che sarebbe morta ed ebbe soltanto un desiderio. \u00abChi sei?\u00bb gli chiese, e lui, con una voce dolcissima per quell\u2019orrido corpo,  rispose \u00abIl dolore\u00bb.  <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42303\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42303\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;In un giorno e in un tempo che potrebbe essere ieri, ma sono passati mille anni, una bambina si incammin\u00f2 per la strada della vita. 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