{"id":42286,"date":"2020-05-30T21:54:33","date_gmt":"2020-05-30T20:54:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42286"},"modified":"2020-05-30T21:54:36","modified_gmt":"2020-05-30T20:54:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-la-controra-di-alessia-pennino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42286","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;La controra&#8221; di Alessia Pennino"},"content":{"rendered":"\n<p>Quel giorno Ginevra torn\u00f2 a casa insoddisfatta. Aveva ancora un forte dubbio sul significato della doppia negazione nella frase \u201cnon mi sei indifferente\u201d. La prof. di italiano l\u2019aveva guardata con aria di sufficienza, con l\u2019incertezza di chi non sa cosa dire, forse non aveva capito la domanda o pi\u00f9 semplicemente la reputava troppo stupida per intuire un concetto cos\u00ec semplice. Il suo ex le aveva risposto cos\u00ec, quando lei aveva provato a sondare il suo grado di interesse. Quelle parole risuonavano dolci nella sua mente, ma qualcosa le sfuggiva. Quale significato recondito avrebbe dovuto&nbsp; cogliere? Quali altre parole, invece, l\u2019avrebbero resa felice, pensava.<\/p>\n\n\n\n<p>Finita la scuola, aveva firmato un contratto part-time con una libreria in cambio di un compenso esiguo. Era contenta di quel lavoro, avrebbe in questo modo unito l\u2019utile al dilettevole, la passione per i libri e la necessit\u00e0 di rendersi autonoma economicamente e, se non del tutto, almeno si sarebbe potuta permettere una pacchetto di Camel light al giorno e un\u2019uscita con le amiche, una settimana s\u00ec, l\u2019altra no. Cos\u00ec quella mattina, aveva accettato volentieri l\u2019invito di Francesca, vecchia conoscenza del liceo, che una settimana prima le aveva scritto una lunghissima lettera di riconciliazione, dopo due anni di silenzio, fra incomprensioni e logoranti dissapori, per chi sa quale scortesia o offesa subita.                                         Piazza del Ges\u00f9 non era molto distante, cos\u00ec, salutata la comitiva dei colleghi che si dirigeva alla pizzeria Da Michele per un pranzo offerto dal capo, Ginevra raggiunse caff\u00e8 Novecento, il bar pi\u00f9 alternativo di Napoli, luogo di incontri dei giovani genovesini* troppo annoiati dalle giornate afose di un\u2019estate ormai alle porte. Francesca aveva l\u2019aria un po\u2019 tesa, nevrotica, di chi per troppi anni ha taciuto una verit\u00e0 scottante, amara, scomoda, eppure aveva ancora negli occhi la dolcezza di un tempo, quando era stata la confidente fedele dei suoi pi\u00f9 intimi segreti.                                                                        <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Ti ho odiata, per tutti questi anni. Sei stata la mia nemica, nei miei sogni, nei miei pensieri, nelle mie conversazioni. Ma ora sono qui, perch\u00e9 io possa spiegarti.&gt;&gt;                                                                                                            <\/p>\n\n\n\n<p>Parlarono a lungo, senza freni inibitori, dei torti subiti e di quelli commessi, della gelosia che Francesca aveva provato nell\u2019intimo della sua coscienza per la relazione occasionale che Ginevra aveva intrecciato con suo fratello, Roberto, anche lui genovesino e guida spirituale di Francesca. Il saluto pi\u00f9 affettuoso che avesse mai ricevuto da un\u2019amica si realizz\u00f2 l\u00ec, sotto l\u2019ombra di una guglia, al cospetto della Madonna, e fu la promessa di una seconda possibilit\u00e0, di una nuova amicizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Napoli era bella nel silenzio della controra e le bugne del Ges\u00f9 Nuovo accoglievano i pochi turisti rimasti per strada, quelli pi\u00f9 audaci e refrattari al caldo. Convinta di avere un appuntamento con il capo, Ginevra si diresse verso lo show room, ma questa volta non tagli\u00f2 per piazzetta Monteoliveto. Voleva godersi la passeggiata e ascoltare l\u2019eco dei suoi passi nella citt\u00e0 deserta. Si era fatto tardi e procedeva sempre pi\u00f9 velocemente, avanzava spedita senza ostacoli, quando avvert\u00ec alle sue spalle una presenza.            <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Ci siamo gi\u00e0 visti, vero?&gt;&gt;                                                                                  <\/p>\n\n\n\n<p>Ginevra fece finta di nulla, probabilmente era il solito scocciatore, marpione, broccolo senza fascino, convinto del contrario. Lei fece cenno di non voler essere disturbata, con un gesto aristocratico di disappunto e il nasino all\u2019ins\u00f9.                                                                                                                 <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Ci siamo gi\u00e0 visti, no?&#8221;&gt;&gt;                                                                                                <\/p>\n\n\n\n<p>Di nuovo. Era davvero convinto del contrario, pens\u00f2.                                            <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;E dove ci saremmo visti?&gt;&gt; domand\u00f2 con scetticismo all\u2019uomo senza identit\u00e0 che si avvicinava alle sue spalle.                                                                  <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Ma come, tu non lavori in quella libreria in via Toledo?&gt;&gt;                                            <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;S\u00ec, ti ho forse venduto un libro?&gt;&gt;                                                                         <\/p>\n\n\n\n<p>Pens\u00f2 che in fondo avesse una bella voce e che sarebbe stato scortese non rispondere ad un cliente. Lo guard\u00f2 per la prima volta: era alto, slanciato, capelli scuri, occhi svegli e un sorriso disarmante.                                               <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;No, ti ho visto in libreria stamattina, stavi sistemando gli scaffali, reparto autori classici. Mi piacciono i classici, ma preferisco i romanzi storici, mi consola conoscere gi\u00e0 il finale. Da quanto tempo lavori l\u00ec?&gt;&gt;                                          <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Beh, da poco, in effetti sono circa due mesi, cercavo un lavoretto e mi \u00e8 capitata quest\u2019occasione, ma\u2026&gt;&gt;                                                                                 <\/p>\n\n\n\n<p>Non poteva credere che stesse conversando con tanta disinvoltura con uno sconosciuto che si spacciava per un cliente della libreria, che per di pi\u00f9 si mostrava pi\u00f9 interessato a discettare&nbsp; di romanzi storici che a chiederle il numero di cellulare. Ma presto lo avrebbe fatto, ne era sicura, altrimenti perch\u00e9 mai l\u2019aveva importunata.                                                                        <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Anch\u2019io ho lavorato in una libreria, quando vivevo a Milano, \u00e8 una citt\u00e0 che offre molte possibilit\u00e0 a chi non ha ancora chiaro cosa vuole fare nella vita.&gt;&gt;                                                                                                                                     <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;E ora l\u2019hai capito?&gt;&gt;                                                                                                     <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Cosa?&gt;&gt;                                                                                                                          <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Cosa vuoi fare nella vita.&gt;&gt;                                                                                       <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Certo. Sei di queste parti?&gt;&gt;                                                                                           <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;No, non proprio. Sono di Soccavo.&gt;&gt;                                                                    <\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 mentire sul proprio indirizzo, pens\u00f2 fra s\u00e9. Di sicuro questo l\u2019avrebbe protetta dalle cattive intenzioni di quell\u2019uomo cos\u00ec affascinante, che ancora non si degnava di chiederle il numero.                                                   <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;E tu di dove sei?&gt;&gt;                                                                                                             <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Del Vomero, quindi siamo vicini.&gt;&gt;                                                                             <\/p>\n\n\n\n<p>Tir\u00f2 un sospiro di sollievo. Era contenta di aver mentito, almeno non aveva dovuto dire che in realt\u00e0 veniva dalla periferia, e si sa quanti pregiudizi hanno i chiattilli* del Vomero, ma in generale, quelli che abitano in centro, nei confronti di chi viene dalla periferia. C\u2019\u00e8 una sorta di discriminazione, non sempre dichiarata, ma evidente nello sguardo di superiorit\u00e0 di chi la periferia non l\u2019ha mai vista.                                                                                        Al Genovesi, liceo frequentato dai figli comunisti della vecchia e ricca borghesia napoletana, certi atteggiamenti erano dissimulati da un\u2019atmosfera generale di liberalit\u00e0 e anticonformismo. Eppure anche Francesca, di Posillipo, l\u2019aveva giudicata per lo stesso motivo. In fondo non aveva mentito del tutto, aveva vissuto a Soccavo fino alla quinta elementare, a casa dei nonni, e poi Soccavo non era nemmeno un quartiere tanto centrale.                                                                                                                <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Io vado da questa parte, tu prosegui?&gt;&gt;                                                                       <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Io ho un appuntamento con il direttore, devo proseguire.&gt;&gt;                            <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Allora ci si vede, buon lavoro!&gt;&gt;                                                                                  <\/p>\n\n\n\n<p>Non poteva crederci. Ginevra aveva solo una speranza che quella conversazione non finisse l\u00ec; non aveva nemmeno avuto il tempo di chiarire che non era sua intenzione mentire, ma aveva agito di istinto, e ora era pronta a svelare la sua vera identit\u00e0, il suo vero indirizzo, tutta se stessa.  <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Non mi chiedi nemmeno il numero di telefono ?&gt;&gt;                                          <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Perch\u00e9 me lo daresti?&gt;&gt;                                                                                               <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Mah, non so, tu provaci.&gt;&gt;                                                                                              <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Mi daresti il tuo numero di telefono?&gt;&gt;                                                                                 <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;S\u00ec, potrei, hai dove segnare?&gt;&gt;                                                                                      <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Tranquilla, ho una memoria da elefante!&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Si era fatto tardi, avrebbe di sicuro trovato la libreria chiusa. Stava per tornarsene a casa, nella sua vera casa, quando il direttore da lontano la chiam\u00f2. Ginevra pens\u00f2 frettolosamente ad una scusa, un motivo valido per cui avesse fatto tardi, ma la testa le scoppiava; il sole ancora alto e il groviglio di emozioni, l\u2019incontro con la sua vecchia compagna di scuola e poi con quello sconosciuto, l\u2019avevano stordita.                                                                                <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Ma dove te ne vai tutta sola soletta?&gt;&gt;                                                                      <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Sono desolata, direttore, non ho scuse per il mio ritardo, ho pensato che a quest\u2019ora ormai eravate chiusi da un pezzo\u2026&gt;&gt;                                                            <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Di che parli, Ginevra? Non avevi il turno di mattina?&gt;&gt;                                           <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;S\u00ec, ma lei mi aveva chiesto di passare di pomeriggio per definire la mia posizione\u2026&gt;&gt;                                                                                                                     <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Oh s\u00ec, hai ragione, ma l\u2019appuntamento \u00e8 fissato per domani, ricordi?&gt;&gt;      <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo dodici anni, Ginevra avrebbe sorriso ricordando le coincidenze di quella giornata e quella sensazione di felicit\u00e0 che prov\u00f2 quando, tornata a casa, si sdrai\u00f2 sul letto ancora febbricitante e alz\u00f2 lo sguardo verso il soffitto. Dopo poco il suo telefono squill\u00f2. Tutto sommato quello sconosciuto non le era stato indifferente.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:left\"><br><\/p>\n\n\n\n<p>*Genovesino: nel gergo dei giovani napoletani sono gli studenti del Liceo Genovesi di Napoli.<\/p>\n\n\n\n<p>*Chiattillo: nel gergo napoletano un modo per indicare una persona che fa uso dei suoi soldi per ostentarli.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42286\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42286\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quel giorno Ginevra torn\u00f2 a casa insoddisfatta. Aveva ancora un forte dubbio sul significato della doppia negazione nella frase \u201cnon mi sei indifferente\u201d. La prof. di italiano l\u2019aveva guardata con aria di sufficienza, con l\u2019incertezza di chi non sa cosa dire, forse non aveva capito la domanda o pi\u00f9 semplicemente la reputava troppo stupida per [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_42286\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42286\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":20391,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[545],"tags":[],"class_list":["post-42286","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42286"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20391"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=42286"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42286\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42588,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42286\/revisions\/42588"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=42286"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=42286"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=42286"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}