{"id":42269,"date":"2020-05-27T18:10:09","date_gmt":"2020-05-27T17:10:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42269"},"modified":"2020-05-27T18:10:11","modified_gmt":"2020-05-27T17:10:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-la-mia-infanzia-di-rosanna-catalano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42269","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;La mia infanzia&#8221; di Rosanna Catalano"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019infanzia \u00e8 l\u2019et\u00e0 della magia. Quando la viviamo\nnon ne abbiamo coscienza, \u00e8 l\u2019istinto a guidarci. Nel ricordo questa stagione\nsi tinge d\u2019oro e tutto ci appare sfumato come in un sogno. Unica epoca felice della\nvita umana per Leopardi,per me \u00e8 stata uguale a quella di tante bambine con\ntanti momenti belli ma anche tanti umidi di pianto. Il denaro, la mancanza di\ndenaro ingenerata da uno dei pi\u00f9 brutti vizi,il gioco a carte,\u00e8 stata per la\nmia famiglia fonte di tante afflizioni che si riverberarono fortemente sul mio\nstato d\u2019animo con paure e fremiti indicibili. Mio padre nato in America in una\nfamiglia di emigranti che si erano ben inseriti nel mondo artistico\nraggiungendo fama e benessere,aveva subito la perdita del padre a soli 38 anni.\nLa famiglia, minacciata dalla Mafia americana, negli anni \u201920, fu costretta a\nfare ritorno in Sicilia. Quella fu la fine del sogno americano e l\u2019inizio di un\ntriste percorso per mio padre unico figlio maschio fra sei sorelle. Forse per\ncolmare il vuoto o per cercare di supportare economicamente la famiglia si\navvi\u00f2 pian piano verso l\u2019incubo di questo maledetto vizio. L\u2019altro lato della\nmedaglia \u00e8 per\u00f2 lucido,splendido. La sensazione di unit\u00e0 e di amore che si\nrespirava nella mia &nbsp;famiglia andava oltre\nquella spina che pungeva il nostro cuore ad intermittenza. Ci convincevamo&nbsp; sempre di pi\u00f9 che ogni cosa nella vita \u00e8\npasseggera, che ce lo saremmo lasciati alle spalle quel tormento e che&nbsp; la vera ricchezza era la salute.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo carattere amabile, estroverso,spontaneo,gioviale\nlo rendevano simpatico a tutti e la sua cultura era cos\u00ec vasta che noi e gli\namici e i parenti ci scordavamo spesso di questo neo presente nella sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La musica\n\u00e8 una costante nella mia et\u00e0 infantile. Mia madre da giovane aveva frequentato\nil Conservatorio &nbsp;e suonava il pianoforte\nin maniera straordinaria; pap\u00e0, innamorato della musica classica, inondava la\nnostra casa con le melodie di Strauss, Tchaikovsky, Supp\u00e8, Wagner.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;I 33 giri,\nimmancabilmente collocati gi\u00e0 ad ora di pranzo sul giradischi, diffondevano\nquasi per l\u2019intera giornata &nbsp;a volume\naltissimo quelle sinfonie al punto tale che molte le imparai a memoria,\ntalmente a memoria che ero in grado di perdermi dietro quella musica con gli\nocchi chiusi proprio come mio padre. Contento della mia indole musicale lui sognava\norgogliosamente per sua figlia una carriera di Direttrice d\u2019orchestra e spesso,\ndurante il pranzo, mi pregava di dirigere con una matita in mano seguendo il\nritmo della musica come se mi trovassi davanti ad un\u2019orchestra. Io insuperbita\nassumevo la postura di un Direttore d\u2019orchestra e seguivo la gestualit\u00e0 di mio\npadre e il fluire di quelle note dolcissime. Uno dei ricordi pi\u00f9 belli della\nmia infanzia \u00e8 l\u2019arrivo dei pacchi americani da parte delle zie e della nonna.\nIo, Saro, pap\u00e0, mamma ci mettevamo tutti intorno al tavolo. Il pacco veniva\nposato solennemente al centro e cominciavamo a guardarlo e ad annusarlo con grandissima\nemozione poi, zitti ci chiedevamo con gli occhi chi dovesse aprirlo, era per\u00f2\nsempre pap\u00e0 a prendere l\u2019iniziativa aiutandosi con un coltello. Correvamo a\nvedere gridando in coro Ohh!! E subito ci precipitavamo a togliere la carta\nvelina bianca con un affanno ansimante. Io e Saro facevamo a gara per estrarre\nil primo regalo e, come dalla borsa di Mary Poppins, uscivamo &nbsp;barattoli di marmellata, mostarda, caff\u00e8, magliette,\nfoulard, calze, scarpe. C\u2019era di tutto! Non mancavano mai le foto della zia\nVenzy, legate da un elastico e avvolte in un fazzoletto di seta rosa. Ci\u00f2 che\nmi eccitava era il profumo; dolce, intenso, strano. Avvolgeva ogni cosa che\nfosse in quel pacco. Questo \u00e8 l\u2019odore dell\u2019America mi dicevo. Pensavo che in\nAmerica tutto sapesse di quella fragranza bellissima che doveva appartenere\nsenz\u2019altro alla zia Venzy. Con questa convinzione mi abbracciavo il vasetto di\nmarmellata illudendomi di stringere la cara zia americana che non avevo mai\nconosciuto. Immaginavo di vederla avvolta nella sua pelliccia bianca con gli\norecchini verdi, dello stesso colore della borsetta e delle scarpe, cos\u00ec come\nnelle foto. Mia mamma correva felice davanti allo specchio col foulard azzurro\nattorno al collo e, sorridendo, prendeva il rossetto, lo spalmava sulle labbra\ne, in posa da star, si compiaceva della sua splendente bellezza. Era cos\u00ec\naggraziata da togliere il fiato!!!All\u2019apertura del pacco negli anni seguiva la\ntelefonata in America. Quel telefono nero sulla scrivania di mio padre era un\noggetto sacro da guardare a distanza. La magia di sentire le voci della\nzia&nbsp; e della nonna che sembrava\nprovenissero da un altro mondo mi creava dentro un subbuglio e un\u2019agitazione\ncos\u00ec intense da non saper distinguere se era sogno o realt\u00e0. \u201cNonna sono\nRosanna!\u201d. \u201cHello! Hello!!\u201d &nbsp;sentivo. La mia\ncommozione si trasformava in lacrime quando osservavo pap\u00e0 parlare con sua\nmadre con gli occhi lucidi. Non mi capitava mai di sentirgli dire la parola \u201cMamma\u201d e proprio nel momento in cui la pronunciava la\nsua voce si incrinava e a stento continuava la conversazione. Una dolcezza\ninfinita! Un altro ricordo bellissimo \u00e8 la villeggiatura ai Serroni. Era una\ngrande tenuta di propriet\u00e0 della famiglia della nonna materna,Grazia Bonanno. Il\nbaglio immenso era circondato dalle cucine e dai magazzini pieni di botti di\nvino. Si accedeva da una grande arcata. Al centro nerissima campeggiava la\nmacchina per il mosto. Era ormai vecchia, di ferro arrugginito col tubo di\nferro retinato circondato da un basso muretto. Quel rudere divent\u00f2 il cavallo\nmio e di mia cugina Vera. Cavalcavamo felici urlando \u201call\u2019arrembaggio!!\u201d\ne viaggiavamo felici in mezzo a scene di guerra incantata. A volte con la\ncintura del nonno provavamo a fermare quel cavallo: \u201dFermati,fermati!Basta!\u201d.Scendevamo contente delle nostre battaglie e\nsubito andavamo a riposarci nella nostra casa sotto il carrubo. Era un albero\ngigantesco con i rami a forma di cupola cos\u00ec fitti che non permettevano di\nentrare. Avevamo fatto tagliare qualche ramo dallo zio Vito e quella era la\nnostra porticina di accesso. Sotto la cupola eravamo al sicuro. Il sole\nfiltrava attraverso le verdi foglie creando un\u2019atmosfera da sogno. Era la\nnostra dimora magica. Al centro un tavolino di pietra ruvida,ci siedevamo su grossi\nsassi e, imbandita la tavola cominciavamo a schiacciare le pigne. Nessuno\npoteva entrare. Quello era il castello e noi le principesse in attesa del\nPrincipe azzurro. Vera si affacciava allargando il fogliame con le mani e\ndiceva:\u201dSta arrivando il Principe col cavallo bianco!!!! Sceglier\u00e0 me o te?\u201d. \u201cNon lo so, dipende dalla scarpetta!\u201d\nrispondevo ridendo. \u201dMa quale castello!!!\u201d scoppiava Vera e poi\naggiungeva:\u201dChiss\u00e0 se un giorno incontrer\u00f2 il mio principe!!\u201d. \u201dTutte lo\nincontreremo!!!!\u201d rispondevo. \u201dIo voglio incontrare&nbsp; un principe ricco, pieno, pieno di soldi!!\u201d\nsussurravo a Vera che mi accarezzava e mi abbracciava. Ad un tratto: \u201dVenite a\nmangiare\u201d. \u201cE\u2019 la zia Rosa, andiamo!!\u201d. La sera, dopo cena,tutti,adulti e\nbambini,nonni, zii e nipoti eravamo soliti sederci a cerchio nel baglio.\nImmancabilmente mio nonno sfoderava il suo repertorio di&nbsp; battute e&nbsp;\nbarzellette licenziose. I suoi racconti creavano suspense poi\nall\u2019improvviso arrivava la battuta volgare, inaspettata ma succulenta. Mia\nnonna borbottava seccata. \u201cSei sempre il solito! Ci sunnu li picciriddri!\nFiniscila!!\u201d. \u201cE chi \u00e8 l\u2019unica che non ride e non accetta lo scherzo? Mia\nmoglie! Ti dico che tu sei troppo seria. Ridiamo!! Che dobbiamo fare?\u201d diceva\nmio nonno fra il serio e il faceto. Incurante della nonna continuava con i suoi\naneddoti invogliato insistentemente da tutti. Era il nostro spettacolo serale.\nLe risa riecheggiavano nel buio silenzio della campagna rotto dal solo canto\ndelle cicale. Una sera ci invit\u00f2 tutti a guardare la luna. Era piena! Fulgente!\nInizi\u00f2 col dire che quella sera la luna aveva occhi ammalianti come una\nsirena,il naso sottile e la bocca carnosa da baciare. Non si ferm\u00f2 l\u00ec. Continu\u00f2\ndicendo che pi\u00f9 si scendeva e pi\u00f9 bella era. Peccato per\u00f2 che lei nascondesse\nil suo corpo sensuale con una nera nube come fosse un elegante abito da sera.\nAttoniti contemplavamo con gli occhi in su quasi fingendo di vedere il corpo\ndella luna. Allegramente nonno Peppino diceva:\u201d Io vedo le sue gambe diritte e\nbelle come le candele! Voi no?\u201d. E tutti a ridere. \u201dRidete,ridete! Non vedete\nun corno e ridete!\u201d diceva serioso, poi di colpo scoppiava a ridere. Alla fine\ndella serata quando la stanchezza e il sonno ci prendevano la nonna accendeva\nlo stoppino intriso di olio e lo infilava nella fessura del lume. La stessa\ncosa facevano le zie e cos\u00ec, in processione, ci avviavamo verso la porta\nd\u2019ingresso della grande casa. Il calpestio nella piccola scala, l\u2019odore,&nbsp; quel disco di luce, riflesso sul muro che\nsaliva accompagnando il nostro incedere, creava un\u2019aura di mistero. Io amavo\nquel rituale che ci faceva sentire uniti e protetti dal buio. Ero felice di\npensare che andavamo tutti insieme a dormire. Saliti al primo piano si accedeva\nad un largo corridoio sul quale si affacciavano le camere da letto. Io con mamma,\npapa\u2019 e Saro dormivamo nel lettone; in una stanza attigua un altro lettone per\nlo zio Vito, zia Franca, Vera e Pino. In due lettini adiacenti al muro i nonni.\nSpento il lume, nonno Peppino con voce severa diceva:\u201dOra zitti e buonanotte\nfigli di buona donna!!!\u201d. Era il suo colorito linguaggio. Lo amavano tutti per\nle sue caratteristiche doti comiche e intelligenti. Io ridevo, chiudevo gli\nocchi,salutavo Vera e tentavo di dormire ma dopo due secondi la stanza veniva\ninondata dai ronfi del nonno e allora Saro, Vera e io ci mettevamo a ridere a\npi\u00f9 non posso. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201dRosanna, Saro, domani andiamo a raccogliere le\nfragole?\u201d&nbsp; bisbigliava Vera. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi certo!\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201dOra basta parlare! Si dorme!\u201d ribatteva mia mamma.\nChiudevo gli occhi felice pregustando la gioia del giorno dopo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42269\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42269\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019infanzia \u00e8 l\u2019et\u00e0 della magia. 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