{"id":42255,"date":"2020-05-29T16:40:56","date_gmt":"2020-05-29T15:40:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42255"},"modified":"2020-06-08T10:44:59","modified_gmt":"2020-06-08T09:44:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-ritorno-allisola-di-linda-ramponi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42255","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Ritorno all&#8217;isola&#8221; di Linda Ramponi"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>MIO ZIO <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Erano dieci lunghi e faticosi anni che non tornava all\u2019isola, che non\nrespirava a fondo quell\u2019aria profumata, braccia tese al cielo e poi di colpo\ngi\u00f9 verso terra,&nbsp; per far entrare bene quel profumo unico della sua isola\nche riesce a mescolare il dolce dell\u2019ulivo con il salato del mare.<br>\nDieci anni che non provava la sensazione di&nbsp; piacere e&nbsp; libert\u00e0\nassoluta&nbsp; nel sedere in un tavolino del &nbsp;<em>kafen\u00eco&nbsp;<\/em>sotto i portici e&nbsp;passare cos\u00ec le ore, sorseggiando un&nbsp;<em>ouzo<\/em>&nbsp;con qualche oliva, un po\u2019 di&nbsp;<em>feta<\/em>,&nbsp; e altri\nstuzzichevoli&nbsp;<em>mez\u00e8des.<\/em><br>\nCos\u00ec si \u201cpassano l\u2019ora\u201d gli uomini dell\u2019isola, al&nbsp;<em>kafen\u00eco<\/em>&nbsp;dove si incontrano e&nbsp; disquisiscono delle piccole e grandi cose\ndella vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli ultimi dieci anni erano stati faticosi,\nangosciosi, da soli &nbsp;lui, Mara e la malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aveva accudita come meglio poteva, lui era un uomo d\u2019onore, l\u2019aveva\nsposata e doveva accompagnarla fino al suo ultimo giorno.<br>\nNon avrebbe voluto prendere moglie,&nbsp;stava bene nella casa dei suoi\ngenitori con sua sorella, ma la sua famiglia glielo aveva imposto.<br>\nLui voleva bene alla sua famiglia ma questo scherzo non glielo dovevano fare.<br>\nCon l\u2019inganno lo avevano portato all\u2019isola, dove tutto era gi\u00e0 combinato.&nbsp;<br>\nE lui era un uomo d\u2019onore, non poteva rifiutare.<br>\nCos\u00ec l\u2019aveva sposata e portata a casa per vivere tutti insieme, lui, Mara, i\nsuoi genitori e sua sorella maggiore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma lui l\u2019aveva rispettata.<br>\nLa portava ogni sabato&nbsp; in gita al mare ad Anzio o Ladispoli, poi insieme\nal ristorante a mangiare il pesce. La trattava bene la sua compagna. Ed ogni\nestate tornavano all\u2019isola, tutti insieme, i suoi genitori, le sorelle e il\ncognato<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quello cosa no! Non l\u2019aveva&nbsp; mai toccata. Il\nsuo era un matrimonio in bianco,&nbsp;l\u2019aveva rispettata!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA TELEFONATA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201c<\/strong>C<strong>i<\/strong>ao zio sono Caterina come&nbsp; stai ?\n?i dispiace molto per Mara. Sono anni che non ci sentiamo \u2026\u201d<br>\nDall\u2019altra parte un silenzio ritmato solo&nbsp; da sospiri e rantoli.<br>\n\u201c\u2026Non mi hai pi\u00f9 chiamato\u201d<br>\n\u201cVero, ma&nbsp; tu ci hai allontanate, io e Irene volevamo sentirti, continuare\na vederti ma\u2026\u201d<br>\nInterrompe brusco con voce fioca e al tempo stesso cavernosa ma a tratti\nanche&nbsp; stridente.<br>\n\u201cSi si vabb\u00e8 la vita \u00e8&nbsp; cos\u00ec, ci si dimentica \u2026\u201d<br>\n\u201cNo zio, no, noi non ci siamo dimenticate di te,&nbsp; ma ti sei offeso per il\ntestamento di zia, lei ti voleva bene , lo sai eri il suo unico pensiero.\u201d<br>\nRisponde ancora sostenuto.<br>\n\u201cSi si il suo pensiero \u2026si, si\u2026cos\u00ec mi ha lasciato e non mi ha voluto nemmeno\nricordare.\u201d<br>\nLo interrompo, non voglio&nbsp; iniziare di nuovo questa assurda questione sul\ntestamento.<br>\n\u201cDai zio dai, non ne parliamo pi\u00f9 e da ora continueremo a sentirci.\u201d<br>\n<br>\nE ogni sera alle 19.30 continua lo stesso monotono&nbsp; rituale. Ogni sera le\nstesse domande e le stesse risposte.<br>\n\u201cCiao zio come stai? Che hai fatto oggi? Hai gi\u00e0 cenato?\u201d<br>\n\u201cCiao Caterina brava! Brava che ti ricordi sempre di me e non ti stanchi di\nchiamare..\u201d<br>\n\u201cSi zio mi fa piacere..\u201d<br>\n\u201cMica come tua sorella, quella l\u00ec \u00e8 diversa pensa solo a se stessa.\u201d<br>\n\u201cNo zio, Irene mi chiede sempre di te ma lei a Milano \u00e8 molto impegnata con il\nlavoro.\u201d<br>\n\u201cSi si vabb\u00e8 \u00e8 impegnata salutamela la scienziata!\u201d<br>\n\u201cVa bene zio buonanotte.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Abbasso il microfono e immediatamente compongo il numero di Milano.<br>\n\u201cCiao sor\u00e8 mi fai la cortesia di chiamare anche tu ogni tanto nostro zio?\u201d<br>\n\u201cSi d\u2019accordo, ma non ci penso mi dimentico\u2026\u201d<br>\n\u201cOk allora per favore domani sera chiamalo tu. Ma lo sai?\u2026 mi ha chiesto di\naccompagnarlo all\u2019isola, lo desidera tantissimo,&nbsp; sono 10 anni che non\nva.\u201d<br>\n\u201cE tu hai il coraggio di andare?\u201d<br>\n\u201cBeh ci penso , ciao sor\u00e8.\u201d<br>\n<br>\nPaolo, mio marito mi guarda in silenzio,&nbsp; sembra imbarazzato e non si\ndecide a rispondermi.<br>\nFinalmente mi d\u00e0 la sua benedizione, se me la sento posso andare all\u2019isola con\nmio zio,&nbsp;in fondo, dice, far\u00e0 piacere anche a te rivedere la casa dove \u00e8\nnata tua madre.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>STAZIONE TERMINI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<table class=\"wp-block-table\"><tbody><tr><\/tr><\/tbody><\/table>\n\n\n\n<p>Ci vediamo all\u2019ora prestabilita, mezz\u2019ora prima della\npartenza del treno come lui ha fortemente&nbsp; raccomandato.<\/p>\n\n\n\n<p>Meglio non rischiare! Mi ha detto.<br>\nMa quando arrivo \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec ad aspettarmi da mezz\u2019ora\u2026.meglio non rischiare!<br>\nPaolo ci abbraccia e ci lascia,&nbsp;ha lo sguardo preoccupato ma cerca di\nnascondere la sua ansia.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi assicuro che il binario indicato da lui&nbsp; sia quello giusto. No, non\nlo \u00e8.<br>\nSi scusa imbarazzato, mi assicura che da tanti anni \u00e8 stato sempre quello il\nbinario per Bari,&nbsp; lui \u00e8 un ex ferroviere lo sa bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Capisco subito che non posso fidarmi di nulla, che devo tenere alto il\nlivello di attenzione.&nbsp;&nbsp;<br>\nCorriamo al binario giusto ma c\u2019\u00e8 tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>BARI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio scorre tranquillo. Viaggiamo su due vagoni diversi.<br>\nLui ha il biglietto gratuito in prima classe, in quanto&nbsp;ex ferroviere, ed\nio ne ho approfittato per stare separati, almeno queste ore.<br>\nSo che non mi attende una vacanza rilassante.<\/p>\n\n\n\n<p>Di prendere il taxi per raggiungere il porto non se ne parla.<br>\n\u201cNo, no io non mi fido dei taxi andiamo a piedi, \u00e8 una passeggiata \u201c<br>\nCi incamminiamo sotto il sole cocente del primo pomeriggio\nbarese&nbsp;trascinando a stento le pesanti valigie.<br>\nLa sua credo risalga agli anni \u201960, ha una minuscola rotellina al centro, si\ntira con una cinghia e con la strada sconnessa traballa e cade in\ncontinuazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripropongo il taxi.&nbsp; Un no deciso mi impedisce di insistere.<br>\n\u201c\u00c8 una passeggiata \u201d ribadisce.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente la vista del mare mi apre il cuore, ormai siamo stremati e\naffamati.<br>\nMi promette i pi\u00f9 buoni spaghetti con le cozze del mondo.<br>\nMangiamo i pi\u00f9 cattivi spaghetti della mia vita in un modestissimo ristorante\nsulla strada costiera.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono le quattro del pomeriggio, ci dirigiamo verso la\nnave che ci porter\u00e0 a destinazione e che salper\u00e0 alle venti, ci aspettano\nancora quattro ore di attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo guardo, \u00e8 stanco, il respiro \u00e8 affannoso, mi sento\nin colpa,&nbsp; dovevo impormi per prendere il&nbsp; taxi, non vedo l\u2019ora di\nsalire sulla nave e concludere questa faticosa giornata iniziata da troppo\ntempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo finalmente seduti uno di fronte l\u2019altro e\nguardiamo il mare &nbsp;dall\u2019obl\u00f2 mentre Bari si allontana.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo osservo, i suoi occhi sono umidi, forse \u00e8 commosso,\nmi stringe la mano e sorride,&nbsp; \u00e8 felice.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LO SBARCO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono le tre del mattino, \u00e8 notte e dobbiamo sbarcare.\nPer prendere il traghetto per l\u2019isola dobbiamo aspettare ancora cinque ore.<\/p>\n\n\n\n<p>Come ho potuto pensare di poter affrontare tutto\nquesto!<\/p>\n\n\n\n<p>Le poche persone che scendono con noi dalla nave hanno la macchina.<br>\nNoi invece ci incamminiamo a piedi nel buio seguendo le luci delle auto.<br>\nArriviamo all\u2019uscita ma l\u00ec ci dicono che i pedoni devono andare da un\u2019altra\nparte.<br>\nCi riavviamo tornando indietro e questa volta senza le luci delle macchine, che\nalmeno riuscivano a darmi un po\u2019 di sicurezza.<br>\nSento abbaiare dei cani ma non li vedo, sono terrorizzata e mi maledico per\nessermi cacciata in questa avventura, ma tiro avanti.<br>\nRaggiunta l\u2019uscita giusta prendiamo un taxi e ci fermiamo poco oltre nell\u2019unico\nposto aperto, una specie di bar taverna sulla statale.<\/p>\n\n\n\n<p>Entriamo e veniamo immediatamente assaliti da un odore stantio e\nnauseabondo di cibo fritto, ma per fortuna il proprietario \u00e8 gentile e ci\nprepara due caff\u00e8 che dovranno durare almeno 4 ore .<br>\nNello stesso istante in cui, guardandomi intorno, penso alla situazione\nsurreale che sto vivendo, mio zio interrompe il mio pensiero.<br>\n\u201cHai visto Cristina che bel posticino che abbiamo trovato, \u00e8 proprio bello,\nottimo caff\u00e8 e si deve mangiare molto bene\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non so se ridere o piangere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019ISOLA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019hotel \u00e8 vicino e possiamo raggiungerlo a piedi, finalmente e\nmiracolosamente ce l\u2019abbiamo fatta, siamo approdati all\u2019isola.<br>\nMentre stavamo per arrivare, sulla nave, ho fotografato il suo volto,\ntrasognato e severo, che guardava la sua &nbsp;terra avvicinarsi.<br>\nUn volto patito ma sereno che rifletteva i ricordi della vita che aveva\ntrascorso qui, nell\u2019isola.<br>\nI giochi in strada, le corse fino al mare che finivano sempre con un tuffo e\nuna risata, la pesca con il pap\u00e0, il profumo del cibo di casa, semplice ma\nbuono, le passeggiate con le sorelle nei giorni di festa, indossando i vestiti\nbuoni.<br>\nQuesta \u00e9 stata la sua vera vita, la sua unica vita.<br>\nDopo era semplicemente sopravvissuto, anche grazie all\u2019aiuto di qualche\nbicchiere di vino in pi\u00f9.<br>\nIl tragitto per l\u2019albergo \u00e8 breve ma lui \u00e8 affaticato, la voce roca e gutturale\nappena si sente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCristina sei mia ospite e ti voglio dare i soldi dell\u2019albergo \u201c<br>\n\u201cMa ora zio? Che bisogno c\u2019\u00e8 pagherai tu il conto\u201d<br>\n\u201cNooo\u201d replica con voce stridente!<br>\n\u201cQui venivo con Mara, mi conoscono, ora mi presento in tua compagnia,\u2026\npenseranno che io e te\u2026capisci?\u201d<br>\n\u201cMa zio ti pare che\u2026.va bene d\u2019accordo non ti agitare, ok dammi i soldi, si lo\nso sei una persona rispettabile, lo so\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi guardo intorno, le barche, le navi, il mare, l\u2019aria\nprofumata, e penso che nonostante tutto sar\u00e0 una bella vacanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SPETTACOLARE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le stanze in albergo non sono pronte e lui, anche se fisicamente provato\ndal viaggio, vuole andare a fare un giro per la sua isola.<br>\nIl suo entusiasmo anche se trattenuto \u00e8 incontenibile. Quattro passi e una\nsosta.<\/p>\n\n\n\n<p><br>\n&#8220;Cristina guarda questo scorcio di case \u00e8 spettacolare \u2026 Vedi il mare?\nVisto da qui \u00e8 spettacolare \u2026 Ecco, questa casa, qui abitava un mio amico, lo voglio\nrivedere, \u00e8 spettacolare \u2026 Fermiamoci qui a mangiare una pasta, sono\nspettacolari! &#8220;<br>\nL&#8217;isola \u00e8 veramente bella e per lui anche i sassi sono spettacolari!<\/p>\n\n\n\n<p><br>\nMa senza alcun preavviso mi conduce in una strana piazzetta, dalla forma\nasimmetrica, nel paese vecchio e, tutto di un fiato mi dice:<br>\n&#8220;Qui sono nato&#8221; e indica una finestrella all&#8217;ultimo piano di una casa\nstretta, alta e un po&#8217; decadente.&#8221;<br>\nRimaniamo in meditazione per qualche minuto, con gli occhi rivolti in su e nel\nsilenzio dei pensieri che affollano le nostre menti, i suoi ricordi e i\nracconti di mia madre della sua vita spensierata qui, nell&#8217;isola.<br>\nSenza parlare, uno accanto all&#8217;altro, ci incamminiamo verso l&#8217;albergo per\nprendere possesso delle nostre stanze.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>TRE GIORNI DOPO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Passato il primo giorno \u00e8 arrivata la febbre e la tosse \u00e8 aumentata.<br>\n\u00c8 venuta la cugina a trovarlo e mi sento confortata dalla sua presenza,&nbsp;\nsono preoccupata e dispiaciuta che zio non possa uscire. Ma lui \u00e8 paziente e\ncomunque contento, anche di rimanere in albergo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi rassicura che appena star\u00e0 bene potr\u00e0 riprendere a\npasseggiare per la sua amata isola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA NOTTE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 peggiorato, il respiro \u00e8 sempre pi\u00f9 affannoso.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiamo la cugina e insieme decidiamo di&nbsp; chiamare\nun medico. Il responso non \u00e8&nbsp; preoccupante, una brutta influenza aggravata\ndalla sua patologia respiratoria,&nbsp; ma niente ricovero in ospedale.&nbsp;\nDovr\u00e0 prendere un&nbsp; antibiotico ogni 6 ore.<\/p>\n\n\n\n<p>Calcolo che il prossimo glielo dovr\u00f2 somministrare\nalle tre di notte.&nbsp; Metto la sveglia e vado a dormire preoccupata ed\nesausta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono le tre, mi avvio verso la sua stanza con la medicina, la luce \u00e8\naccesa, entro e lo vedo raggomitolato e scoperto.<br>\nMi avvicino per mettergli una mano sulla spalla e svegliarlo dolcemente.<br>\nIl freddo glaciale del contatto mi fa accapponare la pelle e realizzo\nimmediatamente che mi ha lasciato per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Non piango e mi catapulto gi\u00f9 per le scale per\nchiedere aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ADDIO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ciao zio, ti lascio qui nella tua isola, qui dove hai voluto che ti\naccompagnassi per rimanere.<br>\nNella tua terra bella e profumata, sotto un salice con intorno tanti fiori e\ncon il sottofondo del rumore del mare, il tuo mare.<br>\nHai amato questo luogo pi\u00f9 di ogni altra cosa, la tua grande casa di citt\u00e0 era\ntroppo vuota e triste senza i tuoi cari.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto a te riposano i tuoi nonni, coloro che un\ntempo, in un altro mondo ormai troppo lontano, lasciarono il loro paese in\nPuglia e vennero qui per iniziare una nuova vita.<\/p>\n\n\n\n<p>E qui tu hai trascorso i tuoi anni migliori.<br>\nAddio Corf\u00f9, abbi cura di mio zio, torner\u00f2!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42255\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42255\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MIO ZIO Erano dieci lunghi e faticosi anni che non tornava all\u2019isola, che non respirava a fondo quell\u2019aria profumata, braccia tese al cielo e poi di colpo gi\u00f9 verso terra,&nbsp; per far entrare bene quel profumo unico della sua isola che riesce a mescolare il dolce dell\u2019ulivo con il salato del mare. 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