{"id":42241,"date":"2020-05-28T16:41:06","date_gmt":"2020-05-28T15:41:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42241"},"modified":"2020-05-28T16:41:08","modified_gmt":"2020-05-28T15:41:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-passi-di-annamaria-cembalo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42241","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Passi&#8221; di Annamaria Cembalo"},"content":{"rendered":"\n<p> &#8220;Perch\u00e9 non rispondi al telefono, quando ti chiamano?&#8221; Ma la domanda mi rimase in gola come un nodo e restai in silenzio. Non la vedevo da cos\u00ec tanto tempo e non sapevo come iniziare un qualsiasi discorso e mi sembrava di non riconoscerla. La guardavo e mi sembrava piccola, un piccola bambina incapace di camminare, sorridere, correre come solo i bimbi possono, quando iniziano a muovere i primi passi e c&#8217;\u00e8 qualcuno che li sorregge e poi prendono la rincorsa. <\/p>\n\n\n\n<p>Dove se ne era andata la donna solare, florida, ironica, sagace, che quando parlava era un&#8217;allegra fatica starle dietro? Saltava da un argomento all&#8217;altro come una gazzella che non vuole darla vinta al leone. Si divertiva a mettere in difficolt\u00e0 il suo interlocutore o le piaceva essere inseguita nei suoi voli pindarici e trasportare in quei voli l&#8217;altro. Per lei era un gioco ineguagliabile la parola, la parola scritta, parlata, disegnata nell&#8217;aria o sulla carta. A volte mi faceva impazzire, tuttavia quella follia mi piaceva provarla e non avvertivo stanchezza nell&#8217;ascoltarla. Come mi piaceva, anche, guardare i guizzi dei suoi occhi vivacissimi e scuri che sembravano assecondare tutto ci\u00f2 che diceva. La guardo e vedo una stella morta che ancora fa luce. Ha i capelli tagliati. Sono tutti storti. \u00c8 come se avesse provveduto da sola al taglio, oppure una mano malvagia si \u00e8 divertita a commettere scempio. Che peccato, quella sua chioma ribelle cos\u00ec uguale a lei. La guardo e sento una stretta al cuore. Siede sul dondolo, nel giardino, non pi\u00f9 curato. <\/p>\n\n\n\n<p>Le braccia conserte, lo sguardo perso nel vuoto. Gli occhi, statici. \u00c8 questo il tratto della sua trasformazione che pi\u00f9 mi fa male, la fissit\u00e0 dei suoi occhi.<br>Mi avevano detto che stava reagendo bene, che niente pareva averla mutata dopo che la montagna le era crollata addosso. Sempre la solita allegrona, con la battuta pronta. &#8220;Vai, \u2014mi disse Lena-, vedrai ti accoglier\u00e0 a braccia aperte col suo solito sorriso. \u00c8 il terremoto di sempre. Niente l&#8217;ha scalfita. E poi sar\u00e0 contenta di vederti dopo tanto tempo. \u00c8 solo un p\u00f3 dimagrita, ma considerando l&#8217;inferno in cui \u00e8 stata, mi sembra il minimo. Del resto quelli che sono tornati da l\u00ec raccontano storie molto pi\u00f9 cruenti sui loro corpi. Tempo un mese e riprender\u00e0 tutti i chili che ha perso. Fa dolci tutti i giorni da quando \u00e8 tornata. Li fa per noi amici, per quel poco di famiglia che le \u00e8 rimasta e non \u00e8 volata via per i camini. <\/p>\n\n\n\n<p>Per me, ha preparato quel dolce al cioccolato che mi piace tanto. A te preparer\u00e0 la torta di mele e cannella , la tua preferita, ne sono certa. Lei sa cosa ti piace. Lei sa ogni cosa di chi ama. Vai, non aver paura.&#8221; Pur sapendo che non mi stava dicendo tutta la verit\u00e0, o forse solo quella che ha vissuto lei e tutti gli altri, presi il coraggio a due mani, mi alzai dalla comoda poltrona di casa sua e andai. Non vedevo l&#8217;ora di riascoltare la sua voce, guardare il suo viso, stringerci nel nostro fraterno abbraccio. Fraterno abbraccio , non vedevo l&#8217;ora. Man mano che mi avvicinavo sentivo scoppiarmi il cuore di felicit\u00e0 e paura. Ma perch\u00e9 ho paura? Mi chiedevo. Una specie di cattivo presagio si impadroniva di me ad ogni passo. Finalmente fui davanti al suo cancello. Tirai la corda del campanello d&#8217;ottone. Il suono era sempre stato allegro. Ora non pi\u00f9. Venne ad aprirmi Anna, la governante. Era molto lenta e il sorriso che mi rivolse non era il solito. Pensai che era invecchiata tutto di un colpo.<\/p>\n\n\n\n<p><br>\u201cDov&#8217;\u00e8? Come sta? Posso vederla? \u201c c&#8217;era un&#8217;ansia in quelle domande, un affanno, che l&#8217;anziana donna mi strinse delicatamente una mano e disse:\u201cVai, \u00e8 sotto al portico. Si aspettava che venissi oggi. &#8221; Il vialetto che dovevo percorrere non era lungo, o almeno non me lo ricordavo tale. Ma fu una traversata oceanica. E mi sembr\u00f2 che i fiori del giardino mi voltassero la faccia e mi negassero il loro profumo, insolitamente. Mi erano sempre stati allegri compagni di breve viaggio quando andavo da lei. Ora, no. Ora tutto era cambiato. Ora tutto c&#8217;era e non c&#8217;era allo stesso tempo. Primavera senza suono. Aria senza odore. Rumore senza frastuono. Tutto ottundo, tutto ovattato, come i film luce della propaganda. Tutto falso.<br>Perch\u00e9 si dondola e non mi guarda? Mi chiedo. Poi all&#8217;improvviso : &#8220;Siediti qui, vicino a me.&#8221; Fu un altro viaggio di ogni contrario, giungerle accanto. Un ossimoro di dolorosi passi. Volevo abbracciarla e scappare. Tutto in una volta. Finalmente giunsi a meta. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi siedo, quasi a mezz&#8217;aria. Una paura di sfiorarla, una paura di rompere quel fiore di cristallo trasparente, cos\u00ec nuovo ai miei occhi. Vedo tutto quello che la abita e non servono pi\u00f9 voli per comprenderla, n\u00e9 parole da inseguire. Io non sono pi\u00f9 il leone, lei non \u00e8 pi\u00f9 la gazzella. Il suo dolore mi attraversa ed \u00e8 la paralisi di ogni azione possibile, di ogni parola da pronunciare. Vorrei piangere, ma lei non piange, non piango. Vorrei parlare, ma lei non parla, non parlo. Vorrei urlare, ma lei non urla, non urlo. Allora assumo la sua stessa posizione , braccia conserte, occhi nel vuoto ed insieme ascoltiamo il silenzio, interrotto solo dal cigol\u00eco del ferro del dondolo, che segue il moto perpetuo e sincrono dei nostri corpi. <\/p>\n\n\n\n<p>Ascoltiamo il silenzio e tutto quello che non ci siamo mai detti. Quel silenzio \u00e8 uno scrigno prezioso di lacrime come perle, di sorrisi come gemme. La calma ci invade e finalmente, per la prima volta, ci guardiamo negli occhi senza bisogno di parole. Sul tavolino c&#8217;\u00e8 la torta di mele e cannella. Non ricordo di averle mai detto che \u00e8 la mia preferita. Ma una verit\u00e0 Lena l&#8217;aveva detta , lei sa ogni cosa di chi ama, ogni pi\u00f9 piccola cosa. <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42241\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42241\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Perch\u00e9 non rispondi al telefono, quando ti chiamano?&#8221; Ma la domanda mi rimase in gola come un nodo e restai in silenzio. 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