{"id":42203,"date":"2020-05-29T18:03:37","date_gmt":"2020-05-29T17:03:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42203"},"modified":"2020-05-29T18:03:38","modified_gmt":"2020-05-29T17:03:38","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-lelefante-e-il-soldatino-di-paola-tindara-paladina-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42203","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;L&#8217;elefante e il soldatino&#8221; di Paola Tindara Paladina (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"\n<p>Non so se conoscete la storia dell&#8217;elefante e del soldatino. Vivevano sotto lo stesso tetto, ma non si erano mai parlati. Finch\u00e9 un giorno son diventati amici inaspettati.<\/p>\n\n\n\n<p>Insieme ad altri compagni, su un carro\narmato, il soldatino era qualche mese prima arrivato: in una scatola dorata, rigida\ne lavorata, alla vigilia della festa pi\u00f9 onorata.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>\nJacopo, scartato il regalo, subito li aveva posizionati: in fila da quattro,\nseguiti da camioncini e blindati.<\/p>\n\n\n\n<p>Fieri e in divisa\ndifendevano i deboli. Ma negli altri peluche vedevano solo giocattoli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 per questo che tutti quei pelosi li ritenevano, in fondo, un po&#8217; fastidiosi. <\/p>\n\n\n\n<p>La convivenza era pacifica, tutto sommato: il tempo scorreva, il bimbo li amava e a tutti questo bastava.<br> L&#8217;elefante, il drago, la scimmia e l&#8217;orso li spiavano con ammirazione perch\u00e9 \u2013 anche se poco considerati \u2013 da quei soldati si sentivano tutelati.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>E i militari, ritti e impostati, di legno d\u2019acero e colorati, dipinti di rosso e di blu, se ne stavano con le baionette e i cappelli all&#8217;ins\u00f9: oggetti rari e preziosi, per questo erano cos\u00ec altezzosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bimbo riempiva di affetto tutti i suoi amici: pelosi, di latta, di stoffa o di cartone, non faceva mai nessuna distinzione.<\/p>\n\n\n\n<p> Aveva, per\u00f2, sempre nutrito una certa simpatia per un essere speciale, che era pi\u00f9 di un semplice animale. Con una proboscide per lavare che lo rendeva importante: era Furfante, l&#8217;elefante idrante.&nbsp;&nbsp; <br> Jacopo lo conosceva da quando era nato, perch\u00e9 in ospedale gli era stato donato.<br> Orecchie grandi, a righe azzurre e grigie, che trascinava come fossero valigie. &nbsp;Un corpo morbido e gommoso, e un aspetto davvero delizioso: sorridente, tutto profumato, ad un palloncino rosso era attaccato.<br> Da quel primo incontro con il bambino era diventato il suo piccolino: dormivano insieme, ogni notte, e con la proboscide gli sbaciucchiava le  guanciotte. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br> Poi un giorno, di buon mattino, la mamma disse al piccolino: \u201cFacciamo un po&#8217; di ordine e pulizia? Alcuni giocattoli li mettiamo via! Altri, magari quelli pi\u00f9 datati, li diamo ai meno fortunati!&#8221;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br> Jacopo non era un bambino egoista, anzi era forse il pi\u00f9 buono che esista. <\/p>\n\n\n\n<p>E con la mamma prese\nuno scatolone, per evitare di fare confusione: insieme lo riempirono di sonagli\ncolorati e mattoncini impilati. Birilli, palline e cartine scricchioline.\nTavolette morbidose e parecchie altre cose. <\/p>\n\n\n\n<p>Era un gioco nuovo quello, e Jacopo\naveva capito che anche regalare poteva essere bello: la mamma lo guardava e i giocattoli indicava. Lui si fermava, ci\nrifletteva e poi con la testa e con gli occhi rispondeva.<br>\nMa un errore quatto quatto lo colse mentre era\ndistratto: la mamma per sbaglio aveva fatto un guaio. Aveva preso l\u2019elefante e\nil soldatino mostrandoli al suo bravo bambino. Lui, senza aver visto, aveva\ndetto di s\u00ec a quel distacco imprevisto. <\/p>\n\n\n\n<p>Il drago, la scimmia,\nl&#8217;orso e tutta la fanteria pensarono che quella scelta fosse una follia:\n\u201cJacopo attento!\u201d volevano gridare per poterlo avvisare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma si sa, di giorno i\ngiocattoli, davanti agli adulti, non possono animarsi n\u00e9 tantomeno ribellarsi. <\/p>\n\n\n\n<p>Piansero gli altri,\nguardandoli sparire nello scatolone. Piansero il soldatino e l\u2019elefante, per\nquella brutta situazione: e finirono cos\u00ec in quello scuro cartone. Che si chiuse\nsu di loro, lasciandoli l\u00ec, in un silenzioso frastuono.<br>\nLa scatola venne portata nel vecchio capanno, in giardino. E poi fu poggiata su\nun polveroso comodino.<br>\nL&#8217;orecchiuto e il soldato &#8211; spiazzati un tantino\n&#8211; pensavano in silenzio a come tornare dal loro bambino.<br>\nE cos\u00ec, chiusi in quel piccolo spazio, per\ntrarsi d\u2019impaccio, l\u2019animale prov\u00f2 a rompere il ghiaccio: decise di rivolgersi\na quell\u2019ufficiale, con fare ossequioso s\u00ec, ma anche amicale.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>\n&#8220;Mi scusi tenente, avrebbe per caso un\ncerino, cos\u00ec per accendere un lumicino?&#8221;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>\n&#8220;Non ho cerini n\u00e9 tantomeno posseggo\naccendini!&#8221;, rispose il soldato con un tono distaccato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&#8220;Io &#8211; continu\u00f2 l&#8217;elefante &#8211; prima che\nfaccia sera devo uscire da questa stretta galera. A tutti i costi devo tornare\ndal mio bambino adorato, senza di me rimarrebbe shoccato: gli servo per\nprendere sonno, lui di me ha davvero bisogno\u201d.\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>\nE allora inizi\u00f2 a zampettare, da un lato\nall\u2019altro oscillare: \u201cDevo barcollare e man mano dondolare!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec fece, fin quando\nla scatola a terra fin\u00ec e su un lato si apr\u00ec. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSiamo liberi\u201d grid\u00f2\nil mammifero rigato all\u2019amico soldato. Che lo guard\u00f2 con ammirazione: era\ntenace quel peloso, forzuto e coraggioso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrazie elefante, mi\ndovr\u00f2 sdebitare\u201d gli disse a quel punto il gran militare.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>\nI due compagni inaspettati si ritrovarono di\ncolpo in un grande spazio un po&#8217; freddino. Non sembrava affatto un posto per un\nbambino.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>\nC\u2019era di tutto: per tagliare l\u2019erba ed irrigare,\nper imbiancare e aggiustare. C\u2019era anche un quadro di un coniglio, in quel\npiccolo ripostiglio.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Dobbiamo andare\nvia di qua &#8211; disse l&#8217;elefante al soldatino &#8211;&nbsp;\nla casa di Jacopo \u00e8 laggi\u00f9, oltre il giardino&#8221;.<br>\nIl tenente stavolta non si lasci\u00f2 spaventare e prima\ndi partire il terreno decise di perlustrare.&nbsp;\n<br>\nNello zaino, che portava sulle spalle, mise un\nrocchetto di filo, un cacciavite e delle molle. E poi un cappello da\nimbianchino, una biglia colorata e, per finire, una forchetta sgangherata.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Che cosa \u00e8\nquesto frastuono?&#8221; &#8211; disse l&#8217;elefante un po&#8217; agitato dopo un terribile\nsuono.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>\n&#8220;Sono lampi, fulmini e tuoni! Piove, ma non\nti preoccupare, ne usciremo fuori!\u201d&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>\nIl cielo lass\u00f9 si era fatto tutto scuro, i\nnuvoloni si avvicinavano, i venti soffiavano e tremava anche il muro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019acqua incominci\u00f2\nben presto a farsi alta: i due amici avevano bisogno di una idea, di una\nsvolta!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Facciamo una\nbarca con il berretto da imbianchino!\u201d grid\u00f2 il tenente con quel suo modo\nsapientino. <\/p>\n\n\n\n<p>Che via d\u2019uscita,\nquella dell\u2019ufficiale: &nbsp;anche stavolta una\ntrovata geniale. E l&#8217;elefante aveva capito che di quel militare, in fin dei\nconti, si poteva fidare: e per approvare la sua soluzione, sollev\u00f2 la\nproboscide in ammirazione.<br>\nUn grande oceano sembrava il giardino, con tutta\nquell\u2019acqua che cadeva vicino. Si fecero forza e quella sgangherata forchetta\nusarono come remo per tenere la rotta.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivarono alla\nveranda e saltarono gi\u00f9, \u201crimane solo da aprire la porta, quella maniglia\u2026\nlass\u00f9!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Alzarono gli occhi e\ngli sembr\u00f2 lontana, mentre la pioggia li bagnava come una gigantesca fontana. Ancora\nuna volta il soldatino grid\u00f2: \u201cNulla \u00e8 impossibile, io la aprir\u00f2!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tolse lo zaino e\nprese cacciavite e rocchetto, \u201cSono un esperto, sar\u00e0 un lavoretto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tir\u00f2 in alto il\ncilindretto di legno: un paio di lanci a vuoto, poi si mise d\u2019impegno. Ed ecco\nil rocchetto arriv\u00f2 alla maniglia\u2026 Che bravo il tenente, l\u00ec davanti alla\nsoglia!<\/p>\n\n\n\n<p>In un attimo salt\u00f2\nsul quel filo sottile, lo us\u00f2 come una corda e sal\u00ec in alto su per la porta. Arriv\u00f2\nalla serratura e infil\u00f2 il cacciavite. Poi si vant\u00f2: \u201cSignor elefante, che ne\ndite?\u201d.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>\nEntrarono in casa, un grande traguardo, e\nlanciarono in giro pi\u00f9 di uno sguardo: dovevano adesso solo riuscire, su per le\nscale pian piano a salire.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019elefante, ancora\nbagnato, vide qualcosa e rimase incantato: il vecchio camino, in fondo alla\nstanza, tutto caldo e birichino. Fu allora che sent\u00ec la voce di Jacopo in\nsalotto. Che nostalgia che gli venne di quel bimbolotto!<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019improvviso per\u00f2, qualcosa and\u00f2\nstorto, l\u2019elefante senti un respiro sul suo pelo corto: era il bassotto di casa\nche lo annusava e con la lingua la sua coda leccava.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Non vi muovete,\namico adorato \u2013 gli disse sottovoce il bravo soldato &#8211;&nbsp; ci&nbsp; penso io a questo spelacchiato. Datemi\nun minuto e me ne sar\u00f2 liberato!&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Prese dallo zaino la\nbiglia colorata e la lanci\u00f2 sul pavimento con una forza smisurata. Il cane le\ncorse dietro, con le orecchie al vento, scivolando veloce\u2026 via, sul pavimento!<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNemico sconfitto\u201d,\nsospir\u00f2 l\u2019elefante, vedendo il cagnetto molto distante. E finalmente si sent\u00ec\nrincuorato: fra poco sarebbe tornato dal quel suo bimbo adorato.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo un ostacolo li\ndivideva. Quelle scale, che ora temeva: si gir\u00f2 quindi perplesso, guardando il tenente,\nche pensava lo stesso. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>\nE che, con fare da duro, da vecchio trombone,\ndallo zaino prese le molle, trovate nel gran capannone.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva l\u2019aria davvero\nsoddisfatta, di chi pensa di fare la cosa pi\u00f9 adatta: \u201cSignor elefante, le\nmetta, ors\u00f9! Faremo quattro salti e arriveremo\u2026 lass\u00f9!\u201d.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>\nIl peluche davvero non si fece pregare, sapeva\nche sul soldato si poteva contare. Come promesso il piano and\u00f2 bene e furono a\ncasa, come tutte le sere. <\/p>\n\n\n\n<p>Nella loro stanzetta,\ncos\u00ec desiderata. Che avventura, non l\u2019avrebbero di certo dimenticata.<br>\nSi guardarono un istante, il soldato e\nl\u2019elefante: \u201cEro antipatico, adesso ho capito\u201d, pens\u00f2 il militare facendo un\nsorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi battendo i tacchi\nsi conged\u00f2 e sulla scrivania finalmente torn\u00f2. Fiero e ordinato s\u00ec, ma da quel\ngiorno ben pi\u00f9 rilassato. L&#8217;elefante invece balz\u00f2 sul lettino, che lo aspettava\nper un bel pisolino.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il pap\u00e0 torn\u00f2 poi\nJacopo, ignaro che quanto accaduto fosse un miracolo. E quella notte dorm\u00ec\nbeato, sognando l\u2019elefante e il suo amico soldato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42203\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42203\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non so se conoscete la storia dell&#8217;elefante e del soldatino. 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