{"id":42181,"date":"2020-05-29T20:58:25","date_gmt":"2020-05-29T19:58:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42181"},"modified":"2020-05-29T20:58:27","modified_gmt":"2020-05-29T19:58:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-rhodos-di-tommaso-deidda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42181","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Rhodos&#8221; di Tommaso Deidda"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><br>  -Sei il cielo, sei un soffio di freschezza in una giornata afosa, una goccia di condensa su un calice di athiri ghiacciato, freddo vino che mi guida verso la divinit\u00e0, il sogno in un pomeriggio estivo sotto un pergolato di acerbi grappoli d\u2019uva-. Quante volte aveva ripetuto quelle frasi al volto immaginato l\u00ec davanti, sul grezzo muro di pietra, un\u2019icona segreta nel fondo buio della cella, il cinabro, il porpora, il blu, brillavano, riverberandosi dolorosamente sui sensi del giovane pope, quante volte aveva proteso le mani per afferrare quel sogno, ghermire per baciare avidamente quel volto d\u2019oro.<br> Fuori il giorno, il mattino di Rodi, un pezzo di Grecia sgretolata in sassose e polverose contrade che scendono fino al mare, una Grecia ormai senza pi\u00f9 filosofia e sapienza, una Grecia dalla gola secca, un\u2019arsura senza fine, la gola pietra dura, sonora di secchezza, note di basso continuo, un violoncello che aveva da tempo tarpato le ali ad un ingenuo Icaro, costringendolo a volare su quelle pietraie di un tempo che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, quelle asciutte pietre che erano i camminamenti, le strade che portavano da un mondo ad un altro. Oscure querce piene di storie sorprendenti, icone immaginate, incensi, t\u00e8 nel bicchiere al mattino, il sole che ferisce gli occhi, che addolcisce le ispide e scure barbe di monaci pieni di curiosit\u00e0, che arrestano i sogni alle porte delle loro celle solitarie, ma non ferma lo sguardo degli occhi neri che seguivano ogni giorno il cammino del ragazzo, Kostantinos, il suo nome, i capelli lisci, ben pettinati, ancora umidi dei sogni notturni, dei baci di madre, profumati di fragranza di pane e di caffellatte<br> -Ciao Kostantinos, ho innalzato akathist alla Theotok\u00f3s nel mattutino, e poi ancora alla prima ora, per la tua salvezza, adorato mio-.<br> Il ragazzo costeggiava il muro est della chiesa, proprio dove i raggi del primo sole sembravano concentrarsi su quel bianco infinito di calce. Era bello il ragazzo, era alto e magro, inconsapevolmente seducente, era l\u2019icona perfetta, incarnazione divina, ma con un abisso nero e profondo degli occhi scintillanti. Il pope stringeva il libro delle preghiere, il Kyrie eleison sciolto in bocca prima di colazione, D\u00e8ipara misericordia per noi, le mani gelate dall\u2019asciugarsi del sudore della febbre notturna che svapora all\u2019alba. Gli occhi neri scintillavano ancora nell\u2019anima, ma il richiamo della vita \u00e8 cos\u00ec forte, stordente, frammisto all\u2019incenso delle funzioni mattutine, quando i sensi si sciolgono, la mente si svuota, l\u2019essere si rende cos\u00ec vulnerabile, cos\u00ec nudo davanti all\u2019alto dei cieli, e allora tutto il miele della sensualit\u00e0, la ferocia del richiamo dell\u2019inguine, la voglia di affondare i denti nel lucore di quella pelle giovane, quel giulebbe levantino, quell\u2019icona magica, si fondono in estasi di preghiera.<br> Kostantinos, ignaro, scendeva verso il mare, il passo sicuro, di giovent\u00f9 forte, senza incubi, aveva in mente tante voglie, tante speranze, tanti desideri, tutto il suo essere era l\u00e0, oltre il mare, lontano verso citt\u00e0 vive, verso una vita brillante.<br> Apodisis invece era la vocazione, era l\u2019amore verso Cristo, sbocciato nel silenzio della fresca casa di famiglia, la solitudine di pomeriggi estivi, i fiori di verbena e le fresie alla finestra, la preghiera per sentirsi parte di qualcosa, appoggiata sui fiori e sulla brezza estiva, la preghiera scende a fondo nell\u2019anima e poi risale pura se vola su ali profumate, solo quei languori conturbanti, indefiniti, ma che, istintivamente divenivano segreti, l\u2019unico modo per alleviarli, quando le fanciullesche preghiere non bastavano pi\u00f9, era accarezzarsi colpevolmente nel segreto del pomeriggio. Apodisis aveva deciso che non poteva pi\u00f9 aspettare, non poteva pi\u00f9 trattenere quelle urla silenziose delle sue membra, voleva il sapore dei quel ragazzo. Decise di lanciarsi in una corsa veloce per tagliare il sentiero e arrivare prima di Kostantinos, precederlo prima che il tratto di strada che mancava fino al villaggio divenisse visibile gi\u00e0 dalle prime case. Il libro delle preghiere del mattino lasciato aperto sul genuflessorio, insieme ai propositi di penitenza della notte e del risveglio .Come una farfalla, dolce, timida, silenziosa, attratta dal profumo di verbena, ansando un poco, il giovane monaco, si era appoggiato all\u2019albero cavo, l\u00ec un<\/p>\n\n\n\n<p>tempo aveva visto Karpos, un amico di Kostantinos, nascondersi all\u2019interno per sorprendere e spaventare l\u2019amico un po\u2019. Li aveva osservati, dopo, litigare scherzosamente, inseguirsi, rotolarsi sull\u2019erba, sfiorarsi con le mani, arrivare con le bocche vicine, fermarsi con imbarazzo, alzarsi scuotendosi dalla polvere, avevano smesso di ridere, si erano guardati profondamente negli occhi, intensamente, poi non scherzarono pi\u00f9 e, quasi di corsa, tornarono al villaggio. Era quasi la sesta, anche Apodisis doveva tornare, una tristezza infinita nel cuore, era l\u2019ora della morte di Cristo e lui si sentiva morire un po\u2019, la gelosia. Non li aveva pi\u00f9 visti insieme, alle funzioni in Santa Maria si tenevano lontani uno dall\u2019altro. Apodisis non perdeva nemmeno un battito delle palpebre di Kostantinos, tra i fumi dell\u2019incenso poteva di nuovo immaginarlo finalmente suo, le sue mani tra le sue, tutto si fondeva con la divina liturgia di San Giovanni di Crisostomo, riempiva la mente di speranza, di sogni, i sensi erano accesi per prendere il massimo delle sensazioni da portare nel segreto buio della cella, di quella prigione che la notte era un regno oscuro, che racchiudeva nelle sue ombre la gioia e il dolore, la bellezza e l\u2019orrido del peccato, eppure tra quelle fredde pietre sentiva che l\u2019amore non poteva essere lontano dai pensieri di Cristo, tutte le sue parole erano miele che colava con tutta la dolce vischiosit\u00e0 tra le mani, nella bocca, gi\u00f9 in gola, lentamente, un fiume che scorre lento e denso, arriva in ogni punto dell\u2019anima.<br>\nSi, doveva cibarsi di quella santa pietanza, non poteva pi\u00f9 aspettare. La corsa lo aveva lasciato senza fiato ma era arrivato prima del ragazzo, ora il dubbio era su cosa poteva dire per scagliare tutto il suo amore e il suo desiderio di come poterlo ricoprire della lacca del suo desiderio, ridurre Kostantinos a una tanagrina da tenere nell\u2019oscurit\u00e0 della sua cella per sempre sua. Lo avrebbe preso per mano, si diceva, e felici avrebbero corso fino alla valle di Petaloudes, la valle delle farfalle. L\u00ec si sarebbero lasciati accarezzare dalle ali rosse maculate, esse avrebbero danzato e cantato in una parabasi, lasciando l\u2019agone poi a lui e al suo amato. Aveva tutto in mente, Apodisis, era una commedia d\u2019amore menandrea.<br>\nKostantinos apparve, oh il magico telchino, fabbro che aveva forgiato la spada infuocata che aveva trafitto il cuore di Apodisis, cos\u00ec innamorato del divino e che ora eleggeva a divino un ragazzo per la sua bellezza.<br>\n-Ciao Kostantinos!-<br>\n-Padre! Buongiorno, mi ha spaventato, non mi aspettavo di trovare qualcuno sul sentiero-<br>\nApodisis tremava, aveva la gola pi\u00f9 secca della polvere delle rovine di Agios Stephanos, il suo amato era l\u00ec, davanti a lui, solo e suo.<br>\nLa mano tremante si allung\u00f2 verso il collo gi\u00e0 pieno del sole del mattino, una carezza, un buffetto, ma Kostantinos si discost\u00f2 infastidito, non gradiva di essere toccato, tanto meno da quel monaco strano, dallo sguardo intenso, sguardo che lo ieromonaco gli teneva addosso, quasi una catena che lo faceva sentire legato durante le funzioni, incantato dalle preghiere, stordito dall\u2019incenso. Gli incuteva soggezione, paura, sensazioni forti, ma non ne era attratto, avrebbe voluto fuggire da quello sguardo rapace, forse cattivo, &#8211; forse \u00e8 un demonio-, aveva pensato Kostantinos, ne aveva paura, anche se si vergognava di averne, &#8211; non posso avere paura di un monaco, \u00e8 un uomo di Dio-. Ma nei suoi pensieri reconditi, riaffioraravano le superstizioni infantili, di cui credeva di essersi liberato, ma che forse cos\u00ec non era.<br>\nRaccolto un coraggio che non sapeva d\u2019avere, prov\u00f2 a guardare il monaco nella profonda oscurit\u00e0 dei suoi occhi, in quegli occhi neri profondi come il mare di notte, distogliendoli subito, sentiva di non avere la forza necessaria per resistere alla forza di quello sguardo, ipnotico, volitivo.<br>\nNo non aveva la forza per affrontarlo, per chiedergli che cosa volesse da lui, che lo lasciasse in pace, aveva paura dell\u2019inferno in cui sembrava volesse trascinarlo.<br>\nApodisis non capiva perch\u00e9 il ragazzo avesse cos\u00ec tanta paura di lui, forse era stato troppo brusco, troppo insistente nei suoi sguardi.<br>\n-Kostantinos, non aver paura, io voglio solo parlarti, voglio solo esserti amico, perch\u00e9 mi respingi?-.<\/p>\n\n\n\n<p>-Perch\u00e9 tu sei un monaco, non possiamo essere amici, io ho gi\u00e0 i miei amici, e io non ho niente da dire, cosa vuoi tu da me?-<br>\nLo aveva detto con la rabbia che il ragazzo aveva sentito crescere dentro, ma c\u2019era paura, c\u2019era turbamento, nelle sue parole, persino un po\u2019 di vergogna.<br>\n-Voglio essere tuo amico-<br>\n-No! Io non voglio un amico, io non voglio te come amico-<br>\n-Ho capito, tu provi quello che io provo per te, non averne paura, l\u2019amicizia porta bellezza-<br>\n-Non hai capito, io non voglio avere niente a che fare con te-<br>\nApodisis prese dalla sua borsa un libro e lo porse al ragazzo.<br>\n-Accetta questo regalo-<br>\n-Non voglio nulla da te, lasciami in pace-<br>\nGir\u00f2 le spalle e fece per andarsene, ma Apodisis lo prese per un braccio, per fermarlo, -\u00e8 solo un libro di poesie, so che ti piace la poesia, ti prego accettalo-<br>\nKostantinos si volt\u00f2 bruscamente e con tutte le forze spinse via il giovane monaco. Lo spinse via con cos\u00ec tanta violenza che lo mand\u00f2 a battere la testa su una roccia. Un colpo fortissimo, un rumore d un ciocco spaccato in due da un\u2019ascia, lo stesso che sentiva al mattino quando suo padre spaccava la legna per il camino.<br>\nSubito il sangue cominci\u00f2 a scorrere dalla testa di Apodisis, un ruscello che tingeva di rosso le piante selvatiche di t\u00e8.<br>\nKostantinos guard\u00f2 quel corpo inerte, la sua veste nera impolverata, i capelli, la barba impolverata e gi\u00e0 imbrattata di sangue, il kamilavkion era volato via dalla testa ed era l\u00ec, un po\u2019 discosto.<br>\nTutto formava un\u2019immagine grottesca, la macchia nera della tonaca, sporca di polvere, il verde ed il giallo dell\u2019erba, il rosso cupo del sangue, il bianco della roccia su cui il monaco aveva battuto la testa il biancore del suo volto e delle mani, quelle mani che avevano cos\u00ec spaventato Kostantinos, le aveva viste cos\u00ec rapaci, tutto sembrava fosse saltato fuori dal cilindro di un mago, quel nero kamilavkion volato via dalla testa di Apodisis, cos\u00ec come era volata via la sua vita, i suoi sogni, le sue passioni. Kostantinos raccolse il libro che il monaco voleva regalargli, era consunto, logorato dall\u2019uso, era una raccolta delle poesie di Konstantinos Kavafis, ne scorse le pagine, erano piene di glosse, annotazioni scritte con grafia quasi illeggibile, nervosa. Erano commenti, riferimenti ad altre poesie, alcune pagine, dove vi era spazio, il monaco aveva disegnato a matita, ritratti a memoria di Kostantinos, ora con un volto angelico, ora con un volto demoniaco. I disegni erano accompagnati da versi tratti dalla Bibbia, da versi di tragedie. Era un libro pieno di tormento, di passione, di solitudine. Alcune parti del libro si erano leggermente macchiate di sangue, impolverate, ma a tenerlo in mano sembrava vivo, era come tenere in mano un cuore appena strappato via dal corpo a cui apparteneva ancora pulsante, che ancora manteneva gli ultimi istanti di una vita, i sogni, i desideri, le voglie inappagate, le piccole felicit\u00e0 date da brevi momenti. Tutto poi era volato via, come farfalle dalle ali rosse e gialle che abbandonavano gli alberi di zitia per andare a rallegrare gli dei.<br>\nLo sguardo perso nell\u2019orizzonte di mare e cielo, con il libro ancora tra le mani, Kostantinos era caduto in ginocchio ed era scoppiato a piangere, l\u00ec, in quel punto dell\u2019universo, dove vita e morte, gioia e dolore, amore e odio, paura e bellezza, si erano fusi e tutto era finito come una nuvola di polvere o come una nuvola d\u2019incenso. Si era alzato il vento, Kostantinos si alz\u00f2, e decise di fuggire, si scappare via. Un nugolo di farfalle come Erinni avevano preso a volteggiare sulla sken\u00e9, inseguirono il ragazzo, come corifei di tragedia sembravano declamare versi dal libro che Apodisis aveva portato in dono:<br>\n\u201c L\u2019ha perso. Come se non fosse mai neppure<br>\nesistito. Voleva &#8211; cos\u00ec disse- scampare<br>\nal marchio d\u2019un morboso piacere, alle sue tare,<br>\nal marchio vergognoso di quelle voglie amare.<br>\nEra &#8211; diceva- ancora a tempo per scampare\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42181\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42181\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>-Sei il cielo, sei un soffio di freschezza in una giornata afosa, una goccia di condensa su un calice di athiri ghiacciato, freddo vino che mi guida verso la divinit\u00e0, il sogno in un pomeriggio estivo sotto un pergolato di acerbi grappoli d\u2019uva-. Quante volte aveva ripetuto quelle frasi al volto immaginato l\u00ec davanti, sul [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_42181\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42181\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":19270,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[545],"tags":[],"class_list":["post-42181","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42181"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/19270"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=42181"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42181\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42495,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42181\/revisions\/42495"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=42181"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=42181"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=42181"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}