{"id":42148,"date":"2020-05-27T22:16:45","date_gmt":"2020-05-27T21:16:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42148"},"modified":"2020-05-27T22:16:48","modified_gmt":"2020-05-27T21:16:48","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-ritratto-di-donna-alla-finestra-di-giuseppe-raineri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42148","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Ritratto di donna alla finestra&#8221; di Giuseppe Raineri"},"content":{"rendered":"\n<p>La finestra \u00e8 serrata, chiusa,\nnessuno in giro. <em>Curiuso!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come ogni mattina, mi ero alzato\npresto per preparare ad arte <em>\u2018na\ntazzulella \u2018e caf\u00e8<\/em> e darmi una prima poderosa strigliata, seguita dai gesti\ndi rito che accompagnano il risveglio e subito dopo via, per chiudere in\nbellezza da Ciro <em>\u2018o zuccariello<\/em> con\nl\u2019irrinunciabile sfogliatella, rigorosamente quella riccia come vuole la\ntradizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, di corsa <em>\u2018ncoppa o\u2019 motorino<\/em> verso il travaglio\nquotidiano sfidando traffico e i clacson, che in questa citt\u00e0 non suonano come\naltrove a mo\u2019 di rimprovero, di sollecito a togliersi di mezzo, ma sono\nsoprattutto messaggi per richiamare l\u2019attenzione su una presenza: <em>ci stongo pur\u2019io, statte accort!<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p>Prima di ogni altra cosa era\nd\u2019obbligo una capatina veloce sotto la finestra di donna Filumena.<\/p>\n\n\n\n<p>Per arrivarci occorreva attraversare\nl\u2019androne di un palazzo in via Foria, e dopo essere passato indenne dal controllo\ndel guardiano, salire una mezza rampa di scale, l\u2019ascensore c\u2019era, ma per pura\nbellezza, e attraversare un corridoio con il soffitto a volta per ritrovarsi in\nun giardino interno: <em>nu muorz\u2019 e\u2019 Paravis<\/em>\u2019\ne di silenzio, lontano dal vociare di strada e dal traffico, un tappeto d\u2019erba\nsempre ben curata con amaca, piante, fiori, sedie e tavolini dove poter\nsorseggiare un caff\u00e8 se la giornata era buona e stare senza pensieri almeno per\nun po\u2019. I muri bianchissimi aumentavano la luminosit\u00e0 di quel teatro a cielo\naperto, dove gli attori sembravano muoversi al rallentatore e sfumare in una\nnebbiolina irreale, come in un sogno dove il tempo diventa pura astrazione, un\nmero accessorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Su questa oasi di pace si affacciava\nlei, taciturna, lenta e precisa nei pochi movimenti che si concedeva con molta\nparsimonia. Sembrava un ritratto a mezzo busto su un fondale scuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Donna Filumena con il suo fare\ndiscreto, le sue rivelazioni, aveva inconsapevolmente stimolato il nascere di\nnuove professioni, nate certamente non per arricchire le tasche, ma <em>l\u2019anema<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il guardiano, che in origine era uno\ndei tanti proprietari di un appartamento nel palazzo, pensionato ma facente\nfunzione, controllava l\u2019ingresso. Poi d\u2019un tratto si era votato mente e corpo\nalla nuova occupazione, con il consenso degli altri condomini che tolleravano\npazientemente il cambio di ruolo, sperando in qualche piccolo favoritismo nelle\ncode di attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo compito consisteva nel\ndisciplinare il flusso quasi ininterrotto di persone in visita e far osservare\nun minimo di riservatezza nei colloqui privati, trattenendo a debita distanza i\nquestuanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Col tempo, la grande affluenza di\nvisitatori aveva imposto naturalmente che il portone sulla strada rimanesse\naperto da mattina presto a tarda sera.&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Sul pianerottolo qualche sedia in\nplastica spartana, frutto della sopraffina arte di arrangiarsi del popolo\nnapoletano, consentiva una sosta pi\u00f9 confortevole agli astanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019attesa era severamente vietato\nfumare.<\/p>\n\n\n\n<p>Serbo ancora con tenerezza il\nricordo di una donna riccamente impellicciata, dal portamento severo e\naristocratico, coperta d\u2019oro <em>comme \u2018na Maronna<\/em>,\nche si misur\u00f2 con questa proibizione condivisa, ma non detta: ci prov\u00f2\nmettendosi in un angolo tra la muta disapprovazione dei presenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Sigaretta in una mano e accendino\nnell\u2019altra. <\/p>\n\n\n\n<p>Si guard\u00f2 attorno, poi rassegnata\nripose tutto in buon ordine nella borsa e bofonchi\u00f2 \u00ab<em>Nun \u00e8 cosa<\/em>.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>In quell\u2019ordinatissimo caos vigeva\nun\u2019altra regola non espressa, ma accettata da tutti, per cui fino ad una certa\nora della mattina non veniva rispettato l\u2019ordine di arrivo: la precedenza\nveniva concessa con equit\u00e0 a chi <em>tenev\u2019\npressa<\/em> e doveva correre al lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli altri, pensionati e disoccupati\no mal occupati, arrivavano comunque presto per scambiare qualche chiacchiera\nnell\u2019attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>In cerca di notizie, mi affacciai\nall\u2019ingresso del B&amp;B, al bancone i due giovani conduttori parlottavano a\nbassa voce, il giardino delle meraviglie era di loro pertinenza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDove sono finiti tutti quanti?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Come,\nnun \u2018o sapit\u2019?. Nisciuno vi ha ditt\u2019 niente?<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>E\nche \u00e8 stato?<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Donna\nFilumena se ne \u00e8 iuta!<\/em>\u00bb <\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Iuta?\nE addo\u2019 se ne \u00e8 iuta?<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Se\nn\u2019\u00e8 iuta da \u2019o Padreterno<\/em>. L\u2019hanno trovata alla finestra, senza vita. Se ne\n\u00e8 accorto uno dei suoi visitatori abituali perch\u00e9 incurante ad ogni richiamo,\nnon rispondeva. Sembrava assente.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto \u00e8 doverosa una\nspiegazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Donna Filumena era la reincarnazione\ndella Sibilla cumana con la variante antica e moderna del silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno si ricordava di averla mai\nsentita parlare, n\u00e9 il suo tono di voce. <\/p>\n\n\n\n<p>Rispondeva con semplici cenni della\nmano e con il movimento della testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo era un \u201cs\u00ec\u201d o un \u201cno\u201d ad una\ne una sola domanda al giorno per persona, come una medicina da assumere una\nsola volta prima o dopo i pasti. <\/p>\n\n\n\n<p>Lei non si sbagliava e pochi avevano\nprovato ad ingannarla, del resto inutilmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto pi\u00f9 la domanda era ben\nformulata, tanto pi\u00f9 la risposta lapidaria era precisa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019assenza di risposta non doveva\nessere fraintesa come mancanza di cortesia, ma semplicemente come non\npossibile, perch\u00e9 l\u2019interrogazione non poteva ammettere esiti diversi dai due\nsoli consentiti. In questo era una moderna, inconsapevole antesignana del\nlinguaggio binario.<\/p>\n\n\n\n<p>Era nato tutto per caso, quasi per\nscherzo, quando un abitante del palazzo le aveva rivolto la parola per\ntogliersi la curiosit\u00e0 di sapere perch\u00e9 mai trascorresse tanto tempo immobile\nalla finestra.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non rispose e non lo degn\u00f2\nnemmeno di uno sguardo sfuggente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Maronna\nmia quanto site scuntrusa<\/em>.\u00bb <\/p>\n\n\n\n<p>Ritorn\u00f2 all\u2019attacco nei giorni\nsuccessivi andando nel giardino con il fermo proposito di affrontarla, per\nottenere soddisfazione alla sua curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non batt\u00e9 ciglio fino al giorno\nin cui il cocciuto provocatore le rivolse quasi per caso una domanda che lo\nriguardava personalmente, ma stavolta nel modo corretto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricevette in risposta un gesto di\nassenso.<\/p>\n\n\n\n<p>In ufficio si ricord\u00f2 della donna\nalla finestra e si comport\u00f2 come gli era stato laconicamente indicato.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte al dubbio, nell\u2019incertezza\ndi come comportarsi segu\u00ec il consiglio e si trov\u00f2 bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec fece anche nei giorni\nsuccessivi con identico risultato.<\/p>\n\n\n\n<p>La fama di questa donna profetica si\ndiffuse velocemente dal palazzo al quartiere, alla citt\u00e0 e cos\u00ec ebbe inizio la\nleggenda.<\/p>\n\n\n\n<p>Donna Filumena o semplicemente Fil\u00f9\nnon si scomponeva, mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nome le era stato affibbiato da\nun cliente che cos\u00ec l\u2019aveva battezzata di sua iniziativa e la cosa incontr\u00f2\nsubito il favore di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno, stranamente, aveva mai\nchiesto a lei o ai parenti quale fosse il suo nome vero, per discrezione, per\nla pigrizia di tentare con combinazioni di nomi a cui avrebbe risposto nel\nsolito modo fino a che qualcuno avesse azzeccato quello giusto.<\/p>\n\n\n\n<p>Stava alla finestra che le faceva da\ncornice, immobile, consapevole della sua missione e quando concedeva i suoi\noracoli rammentava molto la Gioconda nella posa delle braccia, nello sguardo\nenigmatico, meno sorridente ma ugualmente ironico; l\u2019ironia di chi sa di sapere\nsenza farne un inutile sfoggio. Nessuno l\u2019aveva sentita proferire parola, dare\nun minimo di confidenza e su questo aspetto le ipotesi si disperdevano in mille\nrivoli: forse era muta dalla nascita e pareggiava quel debito che madre natura\naveva contratto con lei vedendo chiaro nel futuro di tutti, forse lo era\ndiventata per uno spavento o per scelta.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno aveva un ricordo certo di\nquando Fil\u00f9 fosse comparsa a quella finestra. <\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era chi giurava su quanto avesse\ndi pi\u00f9 caro che era l\u00ec gi\u00e0 negli anni dei bombardamenti degli alleati e che la\ncasa fosse stata risparmiata grazie a lei. Si era sempre rifiutata di muoversi\ndal suo posto ogni volta che risuonava l\u2019allarme aereo, mentre tutti gli altri\nsi precipitavano nei rifugi e per questo doveva esserci una buona ragione: lei\nsapeva che la casa non sarebbe stata colpita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201cprofessore\u201d che abitava due\npiani sopra di lei aveva avuto il suo bel daffare per convincere quegli\nsprovveduti che era questione di pura probabilit\u00e0, ma questo gli era valso un\nprogressivo isolamento e una serie di battutine salaci ogni volta che andava e\ntornava dal suo appartamento, bollato dalla fama di eretico e miscredente.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i frequentatori affezionati ed\nuno dei pi\u00f9 acerrimi oppositori del \u201cprofessore\u201d, c\u2019era addirittura un\nimmigrato dal nord che col tempo aveva assunto aspetto e abitudini che lo\nrendevano indistinguibile da un partenopeo verace, se non quando apriva bocca\nper citare una sua massima, raccogliendo consensi pi\u00f9 per solidariet\u00e0 che per\nconvinzione: \u00ab<em>Chesta citt\u00e0 nun ammett\u2019\nvie e\u2019 miez\u2019 o l\u2019ami o l\u2019odi.<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec diceva raccogliendo il consenso\ntacito e cortese dei presenti ormai rassegnati, tolleranti della sua\npedanteria, ma anche gradevolmente meravigliati del suo indomito desiderio di\nsentirsi parte della loro citt\u00e0, citt\u00e0 aperta e mai esclusiva. <\/p>\n\n\n\n<p>Su questo variegato panorama di vite\ne culture tanto diverse, lei vegliava silenziosa; affacciata a quella finestra\ndormiva con la guancia appoggiata al palmo aperto della mano, l\u00ec consumava\npasti frugali, l\u00ec stava con il caldo, con il freddo, con il sole e con la\npioggia, anche nelle feste comandate.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora invece non c\u2019era pi\u00f9, gettando\ntutti nello sconforto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sapevamo tutti dov\u2019era sepolta,\nnonostante le esequie fossero state celebrate in forma privatissima. Malgrado\nla malcelata riluttanza dei familiari, sulla lapide era stata appiccicata una\nfotografia scattata di soppiatto, ma cos\u00ec reale che sembrava parlasse. <\/p>\n\n\n\n<p>Era proprio lei e il mito di\nFilumena la veggente pot\u00e9 continuare indisturbato.<\/p>\n\n\n\n<p>La gente non smise di andare a\ntrovarla al cimitero di Poggioreale per porle i propri omaggi e sottoporle\nquesiti e cos\u00ec anch\u2019io, quando potevo andarci nel rispetto degli orari di\naperura.<\/p>\n\n\n\n<p>Circolavano voci che fossero in\ncorso trattative pi\u00f9 o meno ufficiali con i custodi, che per motivi di forza\nmaggiore avrebbero potuto averla vinta sulla rigidit\u00e0 del regolamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla domanda precisa rivolta alla nostra\nSibilla, i presenti giuravano di aver visto l\u2019immagine di Fil\u00f9 chinare il capo\nin avanti, segno di un deciso, inequivocabile e accorato \u201cs\u00ec\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42148\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42148\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La finestra \u00e8 serrata, chiusa, nessuno in giro. 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