{"id":42146,"date":"2020-05-27T22:06:15","date_gmt":"2020-05-27T21:06:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42146"},"modified":"2020-05-27T22:06:19","modified_gmt":"2020-05-27T21:06:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-concerto-a-due-di-giuseppe-raineri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42146","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Concerto a due&#8221; di Giuseppe Raineri"},"content":{"rendered":"\n<p>Lui, da parecchi giorni si presentava con\nil suo violoncello sempre nello stesso posto. <\/p>\n\n\n\n<p>Il rituale si ripeteva ogni volta: apriva\nun seggiolino richiudibile, di quelli portatili rimediato chiss\u00e0 dove, metteva\ntutto in buon ordine sul marciapiede cercando di occupare meno spazio\npossibile. Si scaldava le mani, passava all\u2019accordatura e dopo una pausa ad\nocchi chiusi iniziava la sua esibizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando pioveva si rifugiava sotto il\nporticato per proteggere il suo prezioso strumento. <\/p>\n\n\n\n<p>Lei, passava di l\u00ec e ascoltava. <\/p>\n\n\n\n<p>Pochi si fermavano e di quei pochi ancor\nmeno erano quelli in grado di apprezzarne le capacit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>I pi\u00f9 si limitavano ad un rapido ascolto\ndelle sue esecuzioni, pochissimi si degnavano di seguire un brano dall&#8217;inizio\nalla fine, qualcuno lasciava frettolosamente una moneta pi\u00f9 per carit\u00e0 che per\napprezzamento del giovane musicista. <\/p>\n\n\n\n<p>Non le sembrava un artista di strada\nqualunque. <\/p>\n\n\n\n<p>Non era solo bravo. <\/p>\n\n\n\n<p>Aveva talento e ottime doti da solista. <\/p>\n\n\n\n<p>Cosa ci faceva per strada vestito come un\nmendicante anonimo invece che venire idolatrato da una schiera di severi\nascoltatori di musica impegnata? <\/p>\n\n\n\n<p>Si presentava con un aspetto trascurato,\nma non ero sporco.<\/p>\n\n\n\n<p>Quale astrusa motivazione si doveva\nnascondere dietro quelle contraddizioni?<\/p>\n\n\n\n<p>Profumava di una fragranza antica, di\nsapone alla lavanda come quello che usava sua nonna per il bucato lavato a mano\nnei lavatoi e che, nonostante l&#8217;et\u00e0 avanzata, continuava a fare con le preziose\nlenzuola di lino, sebbene una grave artrosi le stesse deformando le dita delle mani;\nlo fece fino a qualche giorno prima di morire, quando lei era piccola, ma gi\u00e0\nperfettamente in grado di cogliere e ricordare dettagli anche minimi della sua\nvita. <\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, ancora pi\u00f9 del viso, segnato da\nprofonde rughe, e delle parole, le erano rimasti impressi nella memoria i suoi\nprofumi, quelli che ne annunciavano l&#8217;arrivo gi\u00e0 a distanza, quello dei letti e\ndei cuscini, dei vestiti puliti di fresco che aveva imparato a riconoscere\ntutte le volte che era stata sua ospite felice nella casa di campagna. <\/p>\n\n\n\n<p>Lei, di musica ne capiva. Era violino di\nfila, ma sperava di poter intraprendere la carriera di solista, prima o poi. <\/p>\n\n\n\n<p>Prese coraggio e sospinta da una determinazione\na lei sconosciuta, un giorno di quelli si present\u00f2 con il suo violino. Temette\ndi aver indugiato troppo, non c&#8217;era nessuno. <\/p>\n\n\n\n<p>Chiese ai negozianti vicini, ma non avevano\nsaputo dirle nulla; quel giorno il giovane \u201crandagio\u201d geniale non si era\npresentato. <\/p>\n\n\n\n<p>Ritorn\u00f2 il giorno successivo e quello\nancora dopo. <\/p>\n\n\n\n<p>Niente e nessuno, sembrava che si fosse\ndileguato nel nulla, senza lasciare tracce.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si dette per vinta fino a che il\nquarto giorno, un giorno di sole addolcito da un&#8217;aria tiepida, lo trov\u00f2 al suo\nposto che suonava il preludio della prima suite di Bach.<\/p>\n\n\n\n<p>Ascolt\u00f2 con grande attenzione ed attese la\nfine del pezzo, quindi si fece avanti approfittando del momento di estasi che\ncoglie ogni artista alla fine di un\u2019esecuzione particolarmente intensa. <\/p>\n\n\n\n<p>Non ci fu bisogno di sprecare parole rese\ninutili dall\u2019atmosfera solenne di un incantesimo ben riuscito. <\/p>\n\n\n\n<p>Sembrava che tutti e due avessero vissuto\nsolo in attesa di quell\u2019incontro.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei si dispose al suo fianco e apr\u00ec la\ncustodia del violino; la mise da parte con cura dopo averne estratto\ndelicatamente il suo strumento. <\/p>\n\n\n\n<p>Aveva con s\u00e9 alcuni spartiti nel caso ne\navesse avuto bisogno. <\/p>\n\n\n\n<p>Non furono necessari. <\/p>\n\n\n\n<p>Accord\u00f2 il suo strumento e lui con lei in\nun silenzio denso e carico della tensione che anima ogni interprete all\u2019inizio\ndi un concerto. <\/p>\n\n\n\n<p>Fu lei a prendere l\u2019iniziativa ed accenn\u00f2\nle prime note di Oblivion di Piazzolla e lui non ebbe alcuna esitazione\nnell\u2019accompagnarla ed alternarsi nel ruolo di solista.<\/p>\n\n\n\n<p>Intorno a loro prese vita un capannello di\ncuriosi, ma nessuno dei due diede segno di accorgersene.<\/p>\n\n\n\n<p>Si era formata una cortina densa di nebbia\nche li proteggeva dagli sguardi, dalla curiosit\u00e0 suscitata dalla coppia\ninconsueta e apparentemente mal assortita.<\/p>\n\n\n\n<p>Suonarono per il reciproco piacere,\nimprovvisando nell\u2019alternarsi alla guida della melodia, ma mantenendosi fedeli\nalla partitura del compositore suonando a memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>La sintonia, la complicit\u00e0 erano perfette.<\/p>\n\n\n\n<p>Non le era mai accaduto di trovare un\nsimile affiatamento con nessun collega. <\/p>\n\n\n\n<p>Non era questione di orecchio assoluto, di\nindubbie capacit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>La sua competenza in musica la induceva a\npensare che ci fosse altro sotto la superficie di quel suo apparire tanto\ndimesso. <\/p>\n\n\n\n<p>Bastava accennare le prime note di un\nbrano e lui subito seguiva nella corretta tonalit\u00e0 dimostrando di conoscerlo a\nmenadito. <\/p>\n\n\n\n<p>Il suo violoncello sembrava di dimensioni\nleggermente diverse rispetto agli strumenti dei violoncellisti con cui suonava\nspesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiese consiglio ad uno di loro che era\nadditato come massimo esperto di liuteria. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo subiss\u00f2 di inviti a seguirla, al punto tale\nche quegli, stremato, accondiscese ad accompagnarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Venne, guard\u00f2 e si rese subito conto che si\ntrovavano di fronte ad uno strumento di un certo valore. Non ne era sicuro, ma\npoteva trattarsi di un violoncello costruito da un certo Goffredo Cappa,\nliutaio piemontese vissuto a cavallo del 1700 ed allievo dell\u2019Amati a Cremona.\nPer esserne sicuro avrebbe dovuto verificare la presenza di un\u2019eventuale\netichetta al suo interno, magari suonarlo, sottoporlo ad una perizia e non\naccontentarsi di quello che aveva visto, osservando le dimensioni, la vernice,\nla forma delle \u201ceffe\u201d. Sicuramente non era uno strumento dozzinale da pochi\nsoldi n\u00e9 tantomeno uno solo da studio.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo le bastava, ed aumentava semmai\nl\u2019interesse per una persona enigmatica, poco incline ad apparire. Non and\u00f2\noltre con le sue ricerche n\u00e9 spinse altri a farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il loro repertorio si arricchiva di volta\nin volta; non ripetevano mai gli stessi pezzi e nemmeno concedevano bis a\nrichiesta. Facevano concordemente di testa loro senza lasciarsi influenzare.\nSuonavano per il piacere di suonare e non per il piacere di piacere.<\/p>\n\n\n\n<p>Insistettero con Piazzolla, con Bach, ci\nprovarono con Bernstein, Monti, Haendel, Paganini, si commossero all\u2019unisono\ncon un pezzo che li coinvolgeva intensamente come \u201cMoon River\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Suonavano con ingordigia, con una fame\ninsaziabile che li sfiancava, felici della loro spossatezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui insisteva per dividere gli scarsi\nguadagni, lei con fermezza rifiutava la proposta senza che il suo gesto venisse\nconfuso come un atto di superbia o di pietosa elemosina. <\/p>\n\n\n\n<p>Continu\u00f2 cos\u00ec per alcuni giorni di seguito\nin assoluta e libera spontaneit\u00e0; non vi era alcuna necessit\u00e0 di darsi un\nappuntamento, gli incontri si susseguivano con una naturalit\u00e0 mai imposta dallo\nscandire del tempo, dal controllo degli orologi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei fu costretta ad allontanarsi pochi\ngiorni per l\u2019impegno di una tourn\u00e9e all&#8217;estero con l&#8217;orchestra. <\/p>\n\n\n\n<p>In albergo aveva assaporato il gusto per\nlei insolito di una pesante solitudine. <\/p>\n\n\n\n<p>Aveva provato un forte disagio, un\nfastidioso sentirsi sospesa nel vuoto senza riferimenti per non avere avuto modo\ndi raggiungerlo con una telefonata. <\/p>\n\n\n\n<p>Segno che le mancava, cosa mai accaduta\nprima di allora con quella intensit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In camera suon\u00f2 brani che aveva eseguito\nin duetto, sicura che anche lui a distanza avrebbe fatto la stessa cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Al suo ritorno lo trov\u00f2 dove l&#8217;aveva\nlasciato come se non ci fosse stata quella seppur breve interruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Silenzi che normalmente potevano\ndestabilizzare, indispettire, mettere in una condizione di disagio, sembravano\nnormali e perfettamente adeguati.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, improvvisa, la fine, senza che nessun\nsegnale lo facesse presagire.<\/p>\n\n\n\n<p>Si ritrovarono fianco a fianco per\nconsumare una cena modesta, servita in un locale altrettanto modesto, che lui\npretese di offrirle senza proferire una parola, senza discussioni superflue su\nchi dovesse pagare, forse in parte per sdebitarsi dei guadagni insoliti di quei\ngiorni. Lei lo lasci\u00f2 fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una volta non c&#8217;era alcun bisogno\ndi sciupare una naturale intesa con parole inutili. <\/p>\n\n\n\n<p>Era goffo, impacciato senza il suo\nstrumento. <\/p>\n\n\n\n<p>Quella notte bruci\u00f2 di fuochi ed ardori.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo quel giorno, lui smise\nimprovvisamente di frequentare la piazza.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei cap\u00ec e non prov\u00f2 a cercarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tacitamente non se la sentirono di tentare\nla sorte con qualcosa di irripetibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi forse temevano che all\u2019apice\ndella complicit\u00e0, della comunione, della reciprocit\u00e0 non fosse possibile andare\noltre se non guastando tutto con una forma di dipendenza e con la forza\ndistruttiva e svilente dell\u2019abitudine. <\/p>\n\n\n\n<p>N\u00e9 morte, n\u00e9 malattia avrebbero potuto\ninsinuarsi ed imporre la loro volont\u00e0 con la coercizione di eventi di fronte ai\nquali si sarebbero sentiti impotenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Decisero loro, forse con dolore, ma senza\nrimpianti.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, non nutrendo false speranze mai,\ntalvolta, alla fine di un concerto, lei si scopriva intenta a cercare con lo\nsguardo quello di lui tra il pubblico che sciamava verso l\u2019uscita. <\/p>\n\n\n\n<p>Un gesto innocente, un breve cedimento\nalla speranza in un miracolo, una veloce rapida incrinatura di una certezza\nindiscutibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto il resto sembr\u00f2 riprendere il suo\ncorso naturale, senza di loro. <\/p>\n\n\n\n<p>Una parentesi aperta e subito chiusa. <\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante si fosse diffusa la voce di\nquelle esibizioni inconsuete che richiamavano gente cos\u00ec eterogenea per la\nbravura indiscussa della coppia, nessuno diede troppo peso alla loro assenza e\nin breve si rassegnarono allo spazio ridiventato vuoto e silenzioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Quegli incontri non cercati, la musica suonata\ncon l\u2019ingordigia di chi non \u00e8 mai sazio di bellezza, la magia di un incontro\nimprevisto, tutto si stemperava nella certezza intima che di casuale non ci sia\nnulla, che doveva convivere con una malinconia sorda e allo stesso tempo con la\ngioia di aver superato insieme i confini angusti della fisicit\u00e0 e debellato la\ntirannia del tempo che nulla avrebbe pi\u00f9 potuto su di loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si videro mai pi\u00f9.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42146\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42146\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lui, da parecchi giorni si presentava con il suo violoncello sempre nello stesso posto. 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