{"id":42105,"date":"2020-05-26T16:03:36","date_gmt":"2020-05-26T15:03:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42105"},"modified":"2020-05-26T16:03:38","modified_gmt":"2020-05-26T15:03:38","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-un-cuore-obeso-di-marco-lessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42105","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Un cuore obeso&#8221; di Marco Lessi"},"content":{"rendered":"\n<p>&#8220;Cos&#8217; \u00e8? Hai\nsentito?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>La voce di Giacomo era uno squillo. Mentre la nonna, ferma e indifferente, sembrava al riparo da ogni rumore. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;La serratura. C&#8217;\u00e8\nqualcuno&#8221;. \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;E allora?&#8221;\ndisse alzando leggermente la testa dal libro. &#8220;Vai a vedere&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza pensarci due volte,\nGiacomo balz\u00f2 gi\u00f9 dalla sedia per raggiungere l&#8217;ingresso. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Vi trov\u00f2 un uomo snello,\nquasi bello. \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ciao&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Giacomo indietreggi\u00f2 di\ndue passi. &#8220;Chi sei?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p> Il presentimento di\ngioia si era trasformato in delusione.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Come chi sono&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Non ti conosco&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;E adesso?&#8221;\ndomand\u00f2 dopo aver gonfiato le guance con esagerazione. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Un lampo attravers\u00f2 la\ntesta di Giacomo e lo fece indietreggiare di un altro passo. \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Babbo?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Proprio io&#8221;\ndisse, rimarcando con orgoglio ogni singola lettera.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Felice di vedermi?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:left\">&#8220;Eccolo, \u00e8\ntornato&#8221;. Nel frattempo la nonna li aveva raggiunti. Abbracci\u00f2\nil figlio che non vedeva da diversi mesi e lo baci\u00f2 su entrambe le\nguance.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Sapevo tutto.\nVolevamo farti una sorpesa&#8221;. Disse rivolgendosi al nipote.<\/p>\n\n\n\n<p>Giacomo per\u00f2 non rispose\nnulla. Era allibito, sotto shock.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec fece un altro passo\nindietro e ancora un altro per rintanarsi in camera sua e levarsi\ndagli occhi quella che gli pareva soltanto una strana creatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche ora il padre\nand\u00f2 a bussare alla sua porta.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Posso entrare?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo trov\u00f2 davanti al\ncomputer, impegnato a giocare. Cos\u00ec gli si avvicin\u00f2 lentamente e lo\nabbracci\u00f2. Giacomo per\u00f2 si divincol\u00f2 subito dalla stretta e da\nquelle braccia stranamente ossute.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Cosa ti \u00e8\nsuccesso?&#8221; \n<\/p>\n\n\n\n<p>La domanda gli stava\naddosso come una seconda pelle.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Adesso ti spiego\ntutto&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Almeno il treno\nl&#8217;hai visto passare?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Quale treno?&#8221; \n<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo la versione\nufficiale suo padre era impegnato in un viaggio d&#8217;affari,\nun&#8217;estenuante cavalcata attraverso l&#8217;Asia. In quel periodo di assenza\ngli aveva inviato anche delle cartoline che aveva custodito\ngelosamente nel proprio diario. Una proveniva da Bangkok, un&#8217;altra\nancora da Shanghai. Un&#8217;altra ancora da Hanoi, dove un binario passava\ndirettamente in mezzo a un quartiere colmo di case. \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Il treno del\nVietnam, dove sei stato&#8221;. \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ah si certo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Allora&#8221;. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole gli uscivano\nincompiute e tremanti. \n<\/p>\n\n\n\n<p>In fondo la risposta\nl&#8217;aveva gi\u00e0 davanti agli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Cosa ti \u00e8\nsuccesso? Dove sei stato tutto questo tempo?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;A dimagrire&#8221;.\nLo disse sottovoce, come se si trattasse di una cosa da niente, ma il\nsuo sorriso plateale e incontrollato, diceva l&#8217;esatto contrario. &#8220;A\nperdere i chili di troppo che avevo accumulato negli anni. Adesso..&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Come hai potuto?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Adesso sto molto\nmeglio. Sono molto pi\u00f9 felice di prima&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Grida e singhiozzi.\nGiacomo vi sprofond\u00f2 come in una voragine. Impossibile non cadervi\ndopo quelle ultime parole.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ora sei come tutti\ngli altri&#8221;, url\u00f2, &#8220;uguale agli altri&#8221;. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Il padre sospir\u00f2. Si\npass\u00f2 una mano sulla fronte. Mai si era immaginato che sarebbe stato\nfacile, ma  nemmeno cos\u00ec difficile.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;L&#8217;ho fatto per la\nmia salute&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Egoista&#8221;. \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;L&#8217;ho fatto per\ncontinuare a starti vicino&#8221;. \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ora siamo troppo\ndiversi. Non siamo pi\u00f9 una coppia&#8221;. \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Per evitare di\naddormentarmi una notte e non risvegliarmi pi\u00f9. L&#8217;ho fatto per te&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Per non morire?&#8221;\nLa voce di Giacomo si alz\u00f2 debole.<\/p>\n\n\n\n<p>Con discrezione il padre\nannu\u00ec rivelando a Giacomo un pezzo di mondo che non si era mai\nimmaginato.<\/p>\n\n\n\n<p>Suo padre rischiava di\nrimarci secco? Di stramazzare al suolo all&#8217;improvviso? Di rimanere\nsepolto sotto le coperte senza avere il tempo di chiedere aiuto, di\ndire no, non voglio?<\/p>\n\n\n\n<p>Si sent\u00ec invaso da un\ncrescente senso di colpa.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Mi dispiace&#8221;. \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Non potevi saperlo.\nNon ti preoccupare&#8221;. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Giacomo allora alz\u00f2\nlentamente il capo verso di lui. &#8220;Scusa&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Non ti\npreoccupare,&#8221; rispose il padre schiarendosi la voce, &#8220;saremo\nancora una coppia&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi guardandolo con\nun&#8217;intensit\u00e0 nuova aggiunse. &#8220;Ti aiuter\u00f2 a diventare come me&#8221;.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Nuovamente Giacomo si\nsent\u00ec in pericolo come chi fuggito a un crollo continua a sentire la\nterra tremare sotto i suoi piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Scordatelo, mai\ncome te&#8221;. \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Giacomo, mi devi\nascoltare&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;No. Mai&#8221;.  \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Vedremo, vedremo&#8221;.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Lo disse stringendo i\npugni e gonfiando i bicipiti nuovi di zecca, mentre il dispiacere\ndell&#8217;uomo che era stato si mescolava all&#8217;orgoglio dell&#8217;uomo nuovo che\nsi guarda allo specchio ed \u00e8 magicamente in pace con se stesso. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Il mese successivo,\nGiacomo reag\u00ec. Ingurgit\u00f2 mezzo bicchiere di candeggina e contro\nogni previsione si risvegli\u00f2 in un letto di ospedale. Prima di\naprire gli occhi e riaffacciarsi alla realt\u00e0 brutale che lo vedeva\nimprovvisamente figlio di un essere prestante, sogn\u00f2 sua madre. Non\nera soddisfatta di lui e del suo gesto. Lo rimprover\u00f2 per il suo\ncomportamento e per tutto l&#8217;odio che aveva nutrito nei confronti del\nsuo nuovo padre. Gli aveva spiegato che la sua magrezza non era un\ndisonore ma una conquista. Doveva esserne fiero, appoggiarlo e,\ninfine, seguirlo. Giacomo avrebbe voluto ribattere una serie di cose\nma non fece in tempo. \n<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;improvviso la morbida\nimmagine della madre lasci\u00f2 il posto alla faccia smunta e\ninsolitamente viola del padre. \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Cosa ti \u00e8 saltato\nin mente? Sei forse impazzito?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Giacomo non batt\u00e8\nciglio. Sbattuto dalla lavanda gastrica e dai postumi\ndell&#8217;avvelenamento si godeva il suo stordimento.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Per favore, non\nfarlo mai pi\u00f9. Ci hai fatto prendere un grandissimo spavento&#8221;. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Il plurale lo lasci\u00f2\ninterdetto. \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Come?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ci hai fatto\nprendere uno spavento&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;A chi?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;A me e a lei&#8221;.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Si spost\u00f2 e indic\u00f2 una\ndonna sulla soglia della stanza. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Mora e alta indossava un\ntop da cui emergeva con prepotenza un seno poderoso. Era il tipo di\ndonna su cui lui e i suoi amici avrebbero potuto fantasticare per\nore. Perfettamente sovrapponibile a quella donna che Armando gli\naveva mostrato in un video. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Si fece avanti con\nenergia, battendo i tacchi sul pavimento. \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Piacere Samanta&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Giacomo&#8221;. \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Tesoro, non mi\navevi detto che era cos\u00ec carino&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Suo padre sbuff\u00f2 e fece\nuna smorfia. Samanta gli mand\u00f2 un bacio con le mani. Poi torn\u00f2 a\nriporre le sue attenzioni verso Giacomo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Cucciolo, cosa hai\ncombinato?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Accenn\u00f2 un piccolo\nsorriso. Ma solo per rispetto alle tette che inevitabilmente gli\nmostrava. Per il resto era sbalordito e terrorizzato. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi,12\/08\/2019, mentre\nfuori il sole arroventa le strade e i corpi nudi di molti persone,\nGiacomo se ne sta al fresco, nella penombra del suo studio. \u00c8 bello,\nanzi bellissimo. Sembra un orso polare. Il completo di lino bianco\ngli fascia le membra con decisione e ne accentua le rotondit\u00e0. Il\nvolto \u00e8 massiccio e gli occhi sono due saette che tradiscono\nun&#8217;intelligenza sopra la media, un ragionare che \u00e8 un galoppo, un\nsaltare feroce da argomento ad argomento. L&#8217;aria condizionata lo\npreserva dall&#8217;inferno che c&#8217;\u00e8 fuori. Le persiane abbassate lo\nproteggono da una luce che \u00e8 solo fastidio, un solletico inutile. \u00c8\nteso ma non \u00e8 la fame. Sulla scrivania ci sono carte importanti. La\nlettera dell&#8217;avvocato del padre che accompagna il suo testamento ed,\ninfine, il referto del medico legale. Non gli importa nulla di cosa\ngli abbia lasciato il suo vecchio, potrebbe farne anche a meno. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Ha quarantacinque anni, uno studio legale avviato e nessuno a cui provvedere. \u00c8 un uomo benestante che potrebbe tranquillamente smettere di lavorare dall&#8217;oggi al domani, senza preoccuparsi troppo di ci\u00f2 che spende. Per\u00f2 \u00e8 curioso di sapere come si sia consumata la dipartita di suo padre. In questo istante, diverse immagini popolano la sua mente. Vede suo padre attempato entrare in una palestra e in un moto di orgoglio sfidare qualche giovincello al bilanciere. &#8220;Sono ancora in grado di tirar su 100 kg, volete scommettere?&#8221; Divertiti, lo lasciano fare. Cos\u00ec si sdraia sulla panca, impugna il bilanciere e spinge: uno, due volte e poi all&#8217;improvviso crolla. Se le cose stanno cos\u00ec, pensa Giacomo, quel bastardo se le proprio meritato. Per\u00f2 le cose potrebbero essere andate anche diversamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo immaginare \u00e8\npericoloso, \u00e8 spostare gli equilibri sapientemente costruiti\nnell&#8217;arco di una vita. Cos\u00ec nella mente di Giacomo si apre una\nfessura che d\u00e0 direttamente sul passato, quello reale. Diciotto anni\ncompiuti, eccoli insieme. Uno di fronte all&#8217;altro. \n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Queste sono le tue\nchiavi&#8221;, gli dice il padre, consegnandogli la via d&#8217;accesso al\nsuo nuovo appartamento. &#8220;Sul conto troverai i soldi necessari a\nvivere nei prossimi anni. Ora puoi andare&#8221;. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera stessa nella\nsua nuova casa Giacomo aveva inaspettatamente versato delle lacrime. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Come aveva potuto\nlasciarlo andare cos\u00ec? Come aveva potuto una semplice questione di\nsilhouette dividere padre e figlio? \n<\/p>\n\n\n\n<p>Ora nella penombra del\nsuo ufficio sente una vibrazione scuoterlo da dentro. Rabbia. La\nsente crescere, salire, invitarlo a gridare ma si trattiene. Anche se\n\u00e8 lontano dagli occhi di chiunque non vuole scomporsi. Cos\u00ec prende\nil referto tra le mani lottando contro l&#8217;istinto che lo vuole\nannichilito nel tritarifiuti e comincia a leggere. <em>Arresto\ncardiaco nella notte.<\/em> Si ferma subito spostando lo sguardo nel\nvuoto. Forse non vuole sapere come sono andate realmente le cose,\nforse gli basta tenersi l&#8217;immagine ridicola di lui schiacciato da un\nbilanciere. No, non gli basta. Cos\u00ec riprende la lettura e continua\nfino alle fine senza battere ciglio. Si appoggia allo schienale e\nchiude gli occhi per lasciarsi invadere da quello che \u00e8 un\nsolletichio crescente, un calore che lo abbraccia lentamente e gli\nregala una specie di gioia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il paziente, affetto da grave obesit\u00e0, era seguito da qualche anno da diversi specialisti, tutti sconvolti dalla leggerezza e dalla negligenza con la quale trattava il proprio corpo. Infatti, anche a seguito di piccoli infarti e  ricoveri, il paziente si ostinava a non curarsi, limitandosi ad assumere senza criterio i farmaci prescritti e, infine, rifiutando categoricamente l&#8217;adozione di uno stile di vita sano e di un nuovo regime alimentare. Un giorno, il cardiologo, nel tentativo di riportarlo alla realt\u00e0, gli aveva lanciato una battuta. <\/em> <\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Lei cerca la\nmorte&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;No, soltanto il\npiacere. Voglio solo godere&#8221;. <\/em>\n<\/p>\n\n\n\n<p><em>Poche settimane dopo,\nil piacere e il godimento assoluto lo avevano lasciato esamine sul\nproprio divano. Sul pavimento giacevano dappertutto vecchie lattine\ndi Coca-Cola e tantissimi cartoni. Alcuni erano assolutamente\nanonimi, altri, invece, portavano con chiarezza i loghi dei migliori\nfast food della citt\u00e0<\/em>. <em>Al momento dell&#8217;autopsia il cadavere\npesava 120 kg. <\/em>\n<\/p>\n\n\n\n<p>Rilesse tutto tre volte,\npoi fece una fotocopia del referto. Lo avrebbe appeso da qualche\nparte in ufficio, ben in vista. Si sentiva troppo eccitato per\ncontinuare a lavorare. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Usc\u00ec a fare due passi\ncon l&#8217;idea che l&#8217;avrebbe raccontato a qualcuno. Suo padre si era\nlasciato andare senza limiti e lui sentiva un&#8217;inedita gratitudine\naccarezzargli il ventre. L&#8217;aveva fatto per lui, per lanciargli un\nultimo messaggio. Ne era certo. \n<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42105\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42105\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Cos&#8217; \u00e8? Hai sentito?&#8221; La voce di Giacomo era uno squillo. Mentre la nonna, ferma e indifferente, sembrava al riparo da ogni rumore. &#8220;La serratura. C&#8217;\u00e8 qualcuno&#8221;. &#8220;E allora?&#8221; disse alzando leggermente la testa dal libro. &#8220;Vai a vedere&#8221;. Senza pensarci due volte, Giacomo balz\u00f2 gi\u00f9 dalla sedia per raggiungere l&#8217;ingresso. Vi trov\u00f2 un uomo [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_42105\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42105\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":20346,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[545],"tags":[],"class_list":["post-42105","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42105"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20346"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=42105"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42105\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42194,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42105\/revisions\/42194"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=42105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=42105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=42105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}