{"id":42057,"date":"2020-05-26T16:00:56","date_gmt":"2020-05-26T15:00:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42057"},"modified":"2020-05-26T16:00:59","modified_gmt":"2020-05-26T15:00:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-lora-di-felicita-di-margherita-penza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42057","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;L&#8217;ora di felicit\u00e0&#8221; di Margherita Penza"},"content":{"rendered":"\n<p>Affretto il passo, apro il portone, salgo velocemente le\nscale, in una mano la busta della spesa e sottobraccio due riviste.<\/p>\n\n\n\n<p>Mia madre \u00e8 dietro la porta, sento i piccoli, sordi picchiettii del suo bastone sul pavimento. So che mi sta aspettando, sicuramente indossa la camicetta di seta e il foulard azzurro polvere. Le piace farsi trovare pronta, con la borsa a tracolla, le piace suscitare quel senso di approvazione che era solita dare lei, che ha fatto dell\u2019insegnamento e del rigore la bussola della sua vita.<br>\u2013 Sono un po\u2019 in ritardo, scusami. Ti ho portato cose buone da mangiare e stavolta non mi sono dimenticata la Settimana Enigmistica.<br>\u2013 Hai pensato a tutto, come sempre. Per\u00f2 hai l\u2019aria stanca, rallenta e tira il fiato, fai come me.<br>\u2013 Non ti preoccupare, mamma, non ce n\u2019\u00e8 bisogno. Ci avviamo? Non vorrei arrivare in ritardo.<br>\u2013 Sono pronta. Mi alzo e tiro il fiato. Come andr\u00e0 questa volta?<br>\u2013 Bene, come vuoi che vada?<br>\u2013 Che schifo diventare vecchi, te l\u2019ho sempre detto che volevo morire giovane, tutta questa fatica per finire su una sedia a rotelle a mangiare minestrina. Comunque andiamo, non servono a nulla i brutti pensieri<br>\u2013 Infatti. Meno male che lo capisci da sola, non voglio pi\u00f9 sentire queste parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Non le voglio sentire, perch\u00e9\nsono diventata io la parte rassicurante, la sponda d\u2019appoggio. Ho imparato in\nquesti anni a credere senza rimostranze, a non domandarmi pi\u00f9 come andr\u00e0, ad\nagire senza pensare, a seppellire la paura. Per questo i pensieri maleodoranti,\nquelli che anticipano una data di scadenza, che prefigurano decadenza vanno\ncacciati. La penso cos\u00ec. Ora che Carlo e Cecilia sono relativamente grandi, potrei\noccuparmi un po\u2019 della mia felicit\u00e0: la felicit\u00e0 esiste, ne sono certa, per il\nmomento mi ha semplicemente scansato, mi ha lasciato in stato di stand by. Non si\ntratta di pessimismo, n\u00e9 di senso di oppressione, mi ripeto, \u00e8 solo il mio\nsguardo oggettivo su una realt\u00e0 che \u00e8 cambiata. I bambini si sono fatti ragazzi,\ngiustamente reclamano distanza, aria nuova. Non posso che rivolgere le attenzioni\na mia madre, del resto come avrei potuto farlo prima? Una voce sotterranea mi\nricorda che \u00e8 questione di tempi e ruoli. Oggi valgono questi. <\/p>\n\n\n\n<p>Ogni visita medica di controllo\nmi riporta ai bilanci di salute dei miei figli, rivivo un sentimento di attesa,\nquella vertigine data dal ritrovarmi in un territorio inesplorato. Mi succede\nogni volta che varco la soglia dello studio del Dr. Nolibi, il neurologo che da\npi\u00f9 di cinque anni segue l\u2019evoluzione di questa dannata malattia che ha minato certezze\ne mobilit\u00e0. La prima volta, nel comunicarci la diagnosi, il dottore ci disse che\nnon potevamo di fatto lamentarci, poteva andare peggio \u2013 Non \u00e8 proprio\nParkinson, \u00e8 una forma di parkinsonismo, vale a dire un derivato apparentemente\npi\u00f9 innocuo, dal decorso pi\u00f9 lento. Una forma benigna, una variante fiaccata, la\nversione addomesticabile di una brutta bestia. Aveva in qualche modo cercato di\naddolcire il boccone amaro; tuttavia quel responso suon\u00f2 ugualmente come uno\nschiaffo ricevuto in pieno viso. Il mondo non ha sempre l\u2019obbligo di occuparsi della\nnostra felicit\u00e0, questo mi dissi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio profuma di cera da parquet, \u00e8 sobrio, ma accogliente, di una tipica eleganza sabauda. Qui i gesti si fanno rilassati e i pensieri si annullano, la lentezza dei passi non ha alcuna importanza. Il dottore ci aspetta sulla porta, mi riconosce e capisco dal suo sguardo che in fondo \u00e8 piacevolmente sorpreso di ritrovarmi l\u00ec, a distanza di un anno. Ci fa accomodare, ciascuna sulla propria poltroncina, e comincia la breve chiacchierata di rito. Prima di indagare lo stato della deambulazione, si vuole accertare che la testa di mia madre abbia ancora voglia di lavorare, di mettersi in moto.<br>\u2013  Signora Scagliati, come andiamo? La trovo bene. Mi dica, quando ci siamo visti l\u2019ultima volta, se lo ricorda?  <br>\u2013 Esattamente un anno fa. Fisso l\u2019appuntamento di anno in anno, stesso mese, stesso giorno. Veramente lo fa mia figlia \u2013 mi guarda, mi sorride e mi prende la mano, anzi me la stringe, e in quella stretta riconosco il suo non perdersi d\u2019animo, al di l\u00e0 di qualche scomposto momento di sconforto, la sua missione in attivo per conto della felicit\u00e0.<br>\u2013  Ottimo. Fa bene a mantenere questo appuntamento. E del suo umore cosa mi dice? <br>\u2013 Alti e bassi dottore, ad essere sincera li ho sempre avuti. Ora purtroppo di pi\u00f9, perch\u00e9 mi pesa vedermi cos\u00ec lenta, insicura. Sono una vecchia carcassa malandata, che arranca, arranca fino a quando si fermer\u00e0. Questa figlia poi dovr\u00e0 pensare alla sua vita, non crede? <br>\u2013 Questa figlia restituisce un po\u2019 di quello che ha ricevuto, non si deve crucciare. Adesso la voglio vedere in piedi, si alzi e facciamo qualche esercizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo il dottore si rivolge a me, mi chiede come sto, mi parla con garbo. Mi osserva attento, alle prese con questa mia nuova maternit\u00e0, dove non si aspettano progressi, n\u00e9 crescite di peso e di altezza. Qui la parola salvifica \u00e8 stabilit\u00e0, \u00e8 la stabilit\u00e0 a dare fiducia, quella cura che ha cristallizzato una normalit\u00e0 apparente, che tiene a bada declino e ombre, che mi fa tirare un poco il fiato, anche se si sa che \u00e8 solo questione di tempo. Il peggio deve ancora arrivare. Ma oggi vale questo.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardo mia mamma come una bambina troppo cresciuta che vuole fare bella figura. Cammina esibendo sicurezza, esegue alla perfezione gli esercizi di coordinazione, abbandona il bastone per dimostrare che il suo senso dell\u2019equilibrio c\u2019\u00e8 ancora e l\u2019incertezza \u00e8 solo questione di attimi e in fondo la memoria con tutti gioca a nascondino. Si impegna, accalorata in viso, con i battiti accelerati, in attesa dell\u2019esito finale. Vuole fare ancora, \u00e8 l\u00ec per far vedere tutto quello che sa fare.<\/p>\n\n\n\n<p>La visita termina, finalmente usciamo, se Dio vuole ci \u00e8 concesso un altro anno, se lasciamo spazio a pensieri che odorano di buono. Oggi il resoconto \u00e8 in attivo, il bilancio di salute registra una situazione stabile, la parola pi\u00f9 confortante che potessi sentirmi dire nel corso di questa mia terza maternit\u00e0.<br>\u2013 Come mi ha trovata? Secondo me meglio dell\u2019altra volta<br>\u2013 Anche secondo me. Sei stata bravissima!<br>\u2013 Allora festeggiamo? La compriamo una camicetta nuova?<br>\u2013 Forse \u00e8 tardi, non sei stanca? Ma no, hai ragione, te la meriti.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 il nostro punto fermo: si smette di immaginare come sarebbe andata se non fosse andata com\u2019\u00e8 andata. Si abbandona la speranza a lungo termine, si accolgono le buone notizie, celebrando il momento. Basta un gelato, una cena insieme, una camicetta che si abbini a perle e foulard. La felicit\u00e0 oggi esiste, ha scovato due soggetti idonei, ci ha abitato per un\u2019ora.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42057\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42057\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Affretto il passo, apro il portone, salgo velocemente le scale, in una mano la busta della spesa e sottobraccio due riviste. 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