{"id":42053,"date":"2020-05-26T15:50:37","date_gmt":"2020-05-26T14:50:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42053"},"modified":"2020-05-26T15:50:39","modified_gmt":"2020-05-26T14:50:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-il-segreto-di-elvira-spuntarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42053","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Il segreto&#8221; di Elvira Spuntarelli"},"content":{"rendered":"\n<p>Quell\u2019estate si compiva trascinando giorni caldi ed oziosi. Avevo\ndieci anni, tentavo di nascondere premature inquietudini di adolescenza in un\ncorpo filiforme, vestito di jeans e tshirt bianche, io stessa le dipingevo con\npupazzi dalle facce arrabbiate, che assomigliavano alla mia faccia magra, occhi\nnocciola, profondi, incorniciata da tanti capelli ricci, che non pettinavo mai,\nlavavo poco e che mamma minacciava di tagliare.<\/p>\n\n\n\n<p>Abitavo con mamma, pap\u00e0 era morto qualche anno prima,\nlasciandoci sole e in collera l\u2019una con l\u2019altra, soffocate dal dolore e gelose\nognuna del proprio ricordo. <\/p>\n\n\n\n<p>Mia madre era una segretaria part-time fino alle 14, tornava\nper pranzare poi diventava lavapiatti in un ristorante. Rientrava la sera tardi,\npuzzolente di cibo e di fumo, si spogliava in bagno, faceva una doccia e\npassava in camera mia per scrutare il mio sonno, io spesso strizzavo gli occhi\nfingendo di dormire.<\/p>\n\n\n\n<p>Occupavo le giornate a leggere ed ascoltare musica, il tempo\nera lento e vuoto in citt\u00e0, quando anche le poche amicizie erano in vacanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel pomeriggio ero scesa a prendere un ghiacciolo e avevo trovato\nnella cassetta della posta una lettera. Risalendo le scale la giravo e rigiravo\ntra le mani, incuriosita da quella busta gialla seriosa, il nome di mamma ed il\nnostro indirizzo erano scritti con eleganza, c\u2019era un qualcosa di solenne, non aveva\nmittente ed io decisi che scoprire chi fosse poteva essere l\u2019occupazione del\npomeriggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Amavo i libri di spionaggio, da qualche parte avevo letto come\naprire le buste senza rovinarne la carta. Presi un pentolino, lo riempii\nd\u2019acqua e lo misi a scaldare. Mamma non era contenta che armeggiassi con i fornelli,\na meno che non fosse per cucinare, ma avevo tutto il tempo prima che tornasse.\nQuando vidi le bolle dell\u2019acqua, spensi, presi la busta e passai sopra il\nvapore la parte anteriore, pi\u00f9 volte, cercando di alzarla con delicatezza, non\nci volle molto, chi l\u2019aveva spedita non aveva gradito il sapore della colla.<\/p>\n\n\n\n<p>Il foglio era piegato in tre parti, le righe azzurro chiaro\nseparavano spazi scritti con la stessa calligrafia della busta. Lo stesso\nrigore lo ritrovavo nella lingua utilizzata, erano fatti che non capivo, ma che\nriguardavano il mio nome.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAnche se in passato lei non ha mai voluto accettare nulla\nda noi, questa volta la prego, non si offenda, vorremmo aiutarla, sappiamo che\nsta facendo tanti sacrifici per la bambina\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Aprire la lettera aveva acceso maggiormente la mia\ncuriosit\u00e0. Copiai il testo sul mio diario, la richiusi con la colla e la riportai\nnella cassetta, mamma non doveva sospettare che l\u2019avessi aperta.<\/p>\n\n\n\n<p>Squill\u00f2 il telefono.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Emma&gt;&gt; era mamma, &lt;&lt;Come stai?&gt;&gt; <\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Bene tutto apposto&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Torno prima stasera, aspettami per cena, sono a casa\nintorno alle nove e mezza&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Riscaldo la pasta di oggi?&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Si grazie&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Misi gi\u00f9. Mi sembrava che anche nella sua voce ci fosse\nun\u2019ombra di mistero.<\/p>\n\n\n\n<p>Andai nella stanza dove dormiva, aprendo la porta ero sempre\ninvestita dal suo profumo, sapeva di fiori freschi di primavera, teneva la\nbottiglia sopra il com\u00f2 ed io a volte le estorcevo il permesso di metterne\nqualche goccia, era l\u2019unico lusso che si concedeva dalla morte di pap\u00e0. La\npersiana era chiusa &lt;&lt;Emma non aprire quando ci batte il sole che entra\nil caldo&gt;&gt;. Accesi la luce, se fosse stata l\u00ec mi avrebbe sgridato, era\nattenta a tutti gli sprechi. La stanza era sempre perfetta, non mancava mai di\nriordinare, al contrario di me che a volte lasciavo calzini e mutande buttati\nsotto il letto, il copriletto, ben rimboccato sotto il materasso, era di colore\nrosa antico, cucito da lei con uno scampolo del mercato. Mi avvicinai al com\u00f2 e\naprii il primo cassetto dove teneva documenti e fotografie. Ogni volta che\naprivo non potevo fare a meno di soffermarmi sulla foto del loro matrimonio.\nMamma era alta, un po\u2019 pi\u00f9 di pap\u00e0, aveva capelli lunghi, mossi, neri, neri, sciolti\nsull\u2019abito bianco -ora li portava sempre legati- pap\u00e0 aveva un fisico\nmuscoloso, gli occhi chiari, quasi calvo gi\u00e0 da ragazzo. In tanti scatti guardavano\nentrambi l\u2019obiettivo ed erano felici, ma quella che mi piaceva di pi\u00f9 era una\nin cui l\u2019obiettivo li sorprendeva da lontano, che si guardavano, in quello\nsguardo c\u2019era l\u2019amore che mi mancava ora, perch\u00e9 pap\u00e0 non c\u2019era pi\u00f9 e mamma non\nc\u2019era mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto le fotografie trovai i documenti legati con un nastro\nblu. L\u2019ultimo foglio di carta pi\u00f9 spessa era piegato in due, e la piegatura\naveva rovinato quel cartoncino. Lo estrassi dal resto e lo aprii, sembrava un\ncertificato di nascita. La bambina aveva il mio nome ed era nata nei miei\nstessi giorno, mese e anno, 13 settembre 1970, a Milano. Sotto al nome della\nbambina c\u2019era indicato il nome della mamma, il nome del pap\u00e0 era lasciato\nvuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Emma?&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Mamma torn\u00f2 puntuale alle nove e mezza, mi trov\u00f2 in cucina,\navevo gi\u00e0 apparecchiato, mancava solo la bottiglia di acqua che preferiva fredda\ndi frigo, la misi sul tavolo quando ci sedemmo.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Come stai? Che hai fatto oggi?&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando tornava per cena, faceva sempre le solite domande e\nprima che iniziassi a raccontare, era gi\u00e0 in bagno a lavarsi le mani.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Cosa? Cosa? Non ti sento&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 non tornava in cucina, dove potevo anche cambiare\nracconto senza che se ne accorgesse, oppure non chiedeva pi\u00f9 nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera me lo aveva chiesto che eravamo sedute a tavola.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Perch\u00e9 mi guardi cos\u00ec? Che hai?&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Abbassai gli occhi per non farle leggere i miei pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi accarezz\u00f2 con un sorriso, era proprio bella quando\nsorrideva, ripensai alle fotografie nel cassetto.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Mamma io dove sono nata?&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;A Roma &gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi rispose continuando a mangiare gli spaghetti che avevo\nripassato in padella e di cui aleggiava ancora il profumo nell\u2019aria della\ncucina.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Sono buoni, brava, li hai ripassati al punto\ngiusto&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero sicura che avesse aperto la lettera e sicura che per lei\nfosse chiaro quello che a me sembrava un rebus della <em>Settimana Enigmistica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Che tempo c\u2019era quando sono nata?&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Era settembre&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Si ma quel giorno c\u2019era il sole oppure era\nnuvoloso&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;C\u2019era un bel sole&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;E che ora era?&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Le 11,30&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera avrei potuto continuare a chiedere e lei avrebbe\ncontinuato a rispondere, colpo su colpo, con precisione, senza mai alzare il\nviso dal piatto di spaghetti, che sembravano non finire mai. Poi finirono. Si\nalz\u00f2 e si mise a lavare i piatti. Era un silenzio diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Buonanotte&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Doccia e denti prima di andare a dormire&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>La nota sulla igiene personale mi restitu\u00ec la mamma di\nsempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Eseguii gli ordini e mi infilai sotto le lenzuola, non\nriuscii ad addormentarmi, nella stanza vicina anche lei si girava pi\u00f9 volte.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina mi piaceva indugiare nel letto, fingevo di nuotare\nnel grande e profondo mare delle mie lenzuola. Il gioco lo aveva inventato\npap\u00e0, quando la domenica salivo sul lettone e mi facevano stare nel mezzo. Erano\npassati sei anni e quel ricordo odoroso di corpi e di affetto era ancora dentro\nil mio cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina no, appena uscita mamma, decisi di proseguire\nla mia ricerca. Andai nella stanza e aprii il cassetto, era tutto l\u00ec, le foto,\ni documenti, scovai un pacchetto di altre buste gialle. Aprii con cura il\nnastro identico a quello dei documenti, avevano sopra un timbro \u201craccomandata\u201d,\ntirai fuori il foglio della prima.<\/p>\n\n\n\n<p><em>13 settembre 1970. Cari signori Rossetti, ringraziandovi per\naver accettato l\u2019offerta, vi rinnovo la richiesta di massimo riserbo intorno\nalla vicenda. Vi informo che, come potrete ben immaginare, al momento mia\nfiglia non \u00e8 in grado di potervi incontrare ma abbiamo pensato che, salvo\ncomplicazioni, la consegna potr\u00e0 avvenire tra un mese esatto, alla stazione di\nMilano. Oltrepassare questo tempo potrebbe voler dire una affezione pi\u00f9 marcata\nverso la bambina da parte della madre biologica, con grosse ripercussioni sulla\npsiche di tutti, soprattutto su quella di mia figlia gi\u00e0 troppo provata.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un brivido mi attravers\u00f2 la schiena.<\/p>\n\n\n\n<p><em>20 marzo 1974. Cara signora Amelia le porgo le mie pi\u00f9\nsentite condoglianze, mi faccia sapere un modo per aiutarla in questo momento\ntriste per lei e la bambina.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La data era una settimana dopo la morte di pap\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>13 settembre 1974. Cara signora Amelia, mi dispiace che ci\nabbiate inviato indietro il pacco di abiti, ci avrebbe fatto piacere che aveste\napprofittato, erano usati ma di ottima fattura.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mi torn\u00f2 in mente il ricordo di me vestita con stoffe\ncolorate cucite da mamma.<\/p>\n\n\n\n<p><em>15 gennaio 1975.Cara signora Amelia, ora che vi siete\nrimesse dal doloroso lutto, mia figlia avrebbe il piacere di incontrarvi e poter\nrivedere la bambina.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Io non avrei voluto vedere quella donna.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Spero che stavolta lei acconsenta, naturalmente dietro lauto\ncompenso, come le ho ripetuto numerose volte in passato, nessuno ha intenzione\ndi svelare il nostro segreto, ma esiste una verit\u00e0 di cui lei deve tenere conto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Continuavo a leggere, e a copiare sul mio diario le parole di\nquel segreto, del mio segreto. Le scrivevo slegate l\u2019una dall\u2019altra per\nannullarle, ma ormai il segreto era svelato, eppure continuavo a scrivere e\nscrivere finch\u00e9 un dolore al polso, mi restitu\u00ec al presente. Guardai verso la\nsveglia sul comodino e con un tuffo al cuore mi accorsi che era trascorsa\nl\u2019intera mattinata. Le buste erano sparse sul pavimento intorno a me, di alcune\nil foglio era fuori, con le mani cominciai ad avvicinare tutto per riordinare e\nfu l\u00ec che sentii la chiave girare nella serratura.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Emma&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Il sangue mi sal\u00ec in testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi misi a impacchettarle come le avevo trovate.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Emma dove sei?&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Il sangue ridiscese verso il cuore con uno scoppio.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli angoli delle buste uscivano da tutte le parti.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Emma. Non hai messo nemmeno l\u2019acqua per la\npasta&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scoppio invest\u00ec le tempie.<\/p>\n\n\n\n<p>Presi a legarle, incrociando il nastro sopra e sotto.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Emma? Ma dove ti sei cacciata?&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>La voce girava tutte le stanze, era inammissibile che io\nfossi nel posto dove mi trovavo in quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pacchetto non mi riusc\u00ec e tutte le buste saltarono fuori\ndi nuovo sul pavimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Cominciai a piangere. Piansi per la mia curiosit\u00e0. Piangevo l\u2019amore\nper il mio pap\u00e0 e la mia mamma, temevo di perdere quella che era stata la mia\nvita.<\/p>\n\n\n\n<p>Apr\u00ec la porta della stanza. &lt;&lt;Emma&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Le corsi addosso per farmi abbracciare e lei mi strinse, all\u2019inizio\nquasi con sorpresa, poi sempre pi\u00f9 forte, accorgendosi delle lettere a terra.\nLe mie lacrime bagnavano la stoffa del suo vestito, non avevo il coraggio di\nguardarla negli occhi e rimanevo con il viso nel suo odore, l\u00ec dove avevo\ntrovato il suo cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Allontan\u00f2 piano il mio viso da s\u00e9 per potermi guardare e\nfarmi scoprire che le mie lacrime erano anche le sue.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42053\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42053\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quell\u2019estate si compiva trascinando giorni caldi ed oziosi. 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