{"id":4202,"date":"2010-05-31T18:16:14","date_gmt":"2010-05-31T17:16:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4202"},"modified":"2010-05-31T18:16:14","modified_gmt":"2010-05-31T17:16:14","slug":"potrebbe-nevicare-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4202","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Potrebbe nevicare domani&#8221; di Paola Meardi"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Francesca \u00e8 nata il dieci di marzo, in un pomeriggio caldo che tutti stavano aspettando dopo l\u2019ultimo inverno: il primo caldo che porta fuori a passeggiare con calma a fine giornata, che invita a fermarsi per la strada a parlare; o semplicemente a sorridere, a stare l\u00ec, guardando il tempo che passa nei giochi d\u2019ombre che fa il vento tra i rami. Tutti l\u2019aspettavano e cos\u00ec mi sembrava di non essere solo ad aspettare l\u2019arrivo di Francesca. Forse \u00e8 normale, quanti bambini nascono mentre le altre persone nel frattempo vedono nascere, arrivare o cambiare qualcos\u2019altro. Eppure solo quel giorno me ne sono reso conto: la serenit\u00e0 che si respirava sul lungomare era carica dell\u2019attesa che l\u2019aveva preceduta e per questo cos\u00ec intensa. Per me \u00e8 stato come se tutti avessero partecipato alla nascita di Francesca e che Francesca fosse la risposta a un desiderio molto pi\u00f9 grande di quello che percepiva la mia famiglia. Il telefono \u00e8 squillato mentre guardavo il mare e, dopo aver ricevuto la notizia, mi sembrava che per tutti quel mare fosse diverso, pi\u00f9 colorato, pi\u00f9 calmo, pi\u00f9 bello o non so cosa, perch\u00e9 era il mare di Francesca. Anche se Francesca non sa ancora cos\u2019\u00e8 il mare e devo fare in tempo a spiegarglielo io, \u00e8 il mio regalo segreto per lei. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Mio fratello me l\u2019aveva confidato a modo suo, quel po\u2019 di mesi prima, dopo una birra da me. Era emozionato, confuso, anche preoccupato.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">\u00abUn figlio ti sconvolge la vita,\u00bb aveva aggiunto, ma io ovviamente non avevo capito, perch\u00e9 ci sono cose che si capiscono solo quando le vivi. Secondo me un figlio non mette in discussione niente: \u00e8 la normale continuazione, il compimento della vita, magari ci realizza ma tutto va ancora nella stessa direzione che vogliamo, che di solito cerchiamo, in qualche modo. Le cose che spiazzano e mettono tutto sottosopra sono altre, sono i fallimenti, le incomprensioni, la morte. La morte s\u00ec \u00e8 controcorrente: fa paura perch\u00e9 non la conosciamo, non ce l\u2019aspettiamo anche quando ci si presenta con rispetto; soprattutto, non la vogliamo, anche se inizia con le stesse lettere dell\u2019amore che \u00e8 solo l\u2019apostrofo a fare la differenza, l\u2019articolo, e quella lettera <em>t <\/em>che sbatte sui denti. Cos\u00ec pensavo, ma era un discorso inappropriato, in quel giorno, e a mio fratello nemmeno gliel\u2019avevo fatto. Mi ero accontentato di prenderlo in giro, come si fa tra noi, e l\u2019avevo lasciato dire: ti cambier\u00e0 la vita, va bene, ma una nuotata insieme ce la potremo fare sempre.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Quando per\u00f2 si \u00e8 saputo che era una bambina, la reazione a casa mia \u00e8 stata tale che mi sono ricreduto e ho scoperto che anche la vita mette sottosopra e trasforma. Siamo tre fratelli, noi, e il pi\u00f9 grande ha gi\u00e0 tre maschietti a sua volta, cos\u00ec, quand\u2019egli ha annunciato che sarebbe arrivata una bambina, non ci abbiamo visto pi\u00f9. La notizia si \u00e8 diffusa in un baleno, mia madre il giorno dopo gi\u00e0 sferruzzava di lana rosa. Mia cognata ha sopportato tutto con grande delicatezza, soltanto si \u00e8 tenuta per s\u00e9 il nome e per mesi si \u00e8 parlato semplicemente della \u201cbambina\u201d. Tutti abbiamo atteso la bambina con una passione speciale. Persino mio padre tradiva l\u2019emozione e ha contagiato anche i cuginetti, non ancora nell\u2019et\u00e0 per snobbare le femmine. Il maggiore sa gi\u00e0 leggere e dice che le racconter\u00e0 le storie: \u00abMa non quelle di paura\u00bb gli abbiamo spiegato \u00ab\u00e8 troppo piccola\u00bb. Sar\u00e0 troppo piccola sempre, allora io voglio che suo cugino faccia in tempo a raccontargliene qualcuna lo stesso, anche di paura, che questo sia il suo regalo e possa farlo contento.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Alla fine la bambina \u00e8 nata prima del previsto, quasi l\u2019avessimo desiderata troppo, e al momento ci era sembrata solo una piacevole coincidenza perch\u00e9 era arrivata con il primo caldo. I parenti erano tutti l\u00e0, appiccicati al vetro per vedere la piccola Francesca. Che era piccola davvero, e l\u2019hanno messa nell\u2019incubatrice. Io mi sono presentato il giorno dopo pieno di fiori: i fiori della riviera per mia cognata, abituata ai monti dove le stagioni cambiano pi\u00f9 lentamente, mentre da me gi\u00e0 tutto germogliava. Francesca per\u00f2 era troppo debole per tornare a casa subito, cos\u00ec ci hanno detto all\u2019inizio i medici, mentre facevano una serie di analisi che non finiva pi\u00f9. Avevano cominciato a fargliele gi\u00e0 prima, in realt\u00e0, anche se mio fratello era sempre rimasto vago. Noi pensavamo che sarebbe bastato il nostro affetto a farla crescere. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Adesso cresce, infatti, cresce piano piano e ce la far\u00e0 ad andare a casa. La casa \u00e8 pronta per lei, tutti noi siamo pronti ad accoglierla, eppure non abbastanza pronti a capovolgere la direzione e lasciarla andare via. Perch\u00e9 Francesca ha una malattia genetica che non pu\u00f2 guarire e non la lascer\u00e0 vivere pi\u00f9 di due anni. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">&#8211; Francesca ha un\u2019atrofia muscolare spinale. Dicono che non supera i due anni. &#8211; Mio fratello me l\u2019ha detto cos\u00ec, senza girarci intorno; come quando mi aveva detto che sarebbe nata e senza perdere la stessa luce che aveva negli occhi allora, perch\u00e9 per lui \u00e8 la vita che conta, non quanto sar\u00e0 lunga. La luce che hanno nello sguardo i genitori nuovi \u00e8 qualcosa su cui i ragionamenti non fanno presa, non la puoi intaccare nemmeno con un annuncio di morte. Non c\u2019entra niente, la morte, quando inizia la vita. Cosa stanno dicendo, di cosa stanno parlando? La storia si muove al contrario ma lui e sua moglie continuano ad andare avanti, vanno ogni giorno a trovare Francesca, la guardano nell\u2019incubatrice e le parlano, la aspettano per tornare a casa e non c\u2019\u00e8 niente che cambia dentro di loro, nel loro amore per questa figlia. Ma io che sono fuori e che non capisco niente di figli, sono confuso e arrabbiato. Potrebbe nevicare domani, congelarsi il mare, crollare la montagna, mi sembrerebbe meno assurdo di una bambina che cresce e contemporaneamente muore. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">A due anni un bambino corre al mare lungo il bagnasciuga e guarda le sue impronte e ride se l\u2019acqua schizza troppo fredda. A due anni riconosce i personaggi di una fiaba sulle pagine del libro e la vuole risentire cento volte uguale. Distingue i colori, mette le scarpe e assaggia gusti nuovi da solo, col cucchiaio. A volte, a due anni un bambino parla gi\u00e0 bene. Mio fratello continua a volare da una parte all\u2019altra della citt\u00e0 e ad aspettare che sua figlia vada a casa, cos\u00ec piccola e indifesa, cos\u00ec bella, non pensa ancora a tutto quello che imparer\u00e0 a fare in due anni. Oppure ci pensa, chiss\u00e0 cosa si dicono la sera, con sua moglie, che io non capisco perch\u00e9 a me sembra tutto un incubo e invece vedo che lui nonostante tutto, ogni giorno, viene sempre fuori e ricomincia e sembra ancora felice come quando mi aveva detto che la sua vita sarebbe cambiata: \u00e8 cambiata, certo, vorrei gridargli, guarda com\u2019\u00e8 cambiata, ma perch\u00e9, perch\u00e9 continua a cambiare? Io non capivo all\u2019inizio cosa sarebbe cambiato e non capisco adesso, che la sua vita cambia davvero, come possa lui invece, adesso, dire che \u00e8 ancora uguale. Va sempre al contrario di come me lo aspetto io. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Tahoma;\"><span style=\"small;\">Oggi l\u2019ho toccata. Mi hanno fatto entrare, l\u2019incubatrice non \u00e8 pi\u00f9 una macchina ma qualcosa di vivo perch\u00e9 Francesca \u00e8 viva nell\u2019incubatrice, \u00e8 un po\u2019 tutt\u2019uno insieme all\u2019incubatrice. Mia cognata se ne sente parte, e allora anch\u2019io mi sono avvicinato alla macchina pensando di farne parte, di incontrare un altro pezzo della famiglia, forse nemmeno il pi\u00f9 strano o il pi\u00f9 freddo. Poi mi hanno lasciato mettere dentro la mano, dove c\u2019\u00e8 la bambina, e l\u2019ho toccata. Calda. L\u2019ho sentita, allora non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 stata macchina, c\u2019era lei, lei era la vita che sentivo. Francesca \u00e8 nell\u2019incubatrice e sembra che non veda nessuno, sta l\u00ec, con le mani chiuse a pugno e le gambe abbandonate, gli occhi chiusi. Le ho accarezzato piano quelle gambe perch\u00e9 mi sembravano la parte pi\u00f9 robusta, pi\u00f9 sicura, non c\u2019erano fili n\u00e9 cerotti n\u00e9 sondine, cos\u00ec non ti faccio male, pensavo. Cos\u00ec ti faccio bene, mi senti? La pelle dei neonati \u00e8 come il velluto, la sfiori appena e poi non sai quanto puoi toccare, sembra che si rompano anche se lo sai che non si rompono. La gamba era cos\u00ec sottile che mi divertiva vedere se ci stava dentro all\u2019anello delle mie dita, l\u2019indice e il pollice ad anello e la sua gambina dentro: ci stava. Allora l\u2019ho seguita, scendendo lento fino alla fine con il polpastrello del dito medio, ho toccato piano il piede, piccolissimo, l\u2019ho accarezzato e mi chiedevo quando iniziano a sentire il solletico i bambini: prima dei due anni? Magari stava ridendo gi\u00e0 in quel momento, nel suo mondo dei sogni. Se no le far\u00f2 il solletico quando sar\u00e0 pi\u00f9 grande. Francesca diventer\u00e0 grande presto perch\u00e9 tutto quello che pu\u00f2 imparare lo deve imparare subito, come tutti i bambini solo che noi ci faremo pi\u00f9 attenzione. Quelli che imparano siamo noi, che ascoltiamo Francesca e tutto quello che ci dice. Francesca \u00e8 pi\u00f9 fragile, pensavo. Poi l\u2019ho toccata e ho capito che invece Francesca \u00e8 pi\u00f9 forte. \u00c8 lei che vive adesso, che grida la vita in faccia a noi che la guardiamo increduli. Quando l\u2019ho toccata ho capito. Per un attimo, poi ha vinto la rabbia e di nuovo non ho capito pi\u00f9 niente. <\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4202\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4202\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesca \u00e8 nata il dieci di marzo, in un pomeriggio caldo che tutti stavano aspettando dopo l\u2019ultimo inverno: il primo caldo che porta fuori a passeggiare con calma a fine giornata, che invita a fermarsi per la strada a parlare; o semplicemente a sorridere, a stare l\u00ec, guardando il tempo che passa nei giochi d\u2019ombre [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4202\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4202\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1193,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-4202","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2010"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4202"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1193"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4202"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4202\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4202"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4202"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4202"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}