{"id":42011,"date":"2020-05-24T22:19:36","date_gmt":"2020-05-24T21:19:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42011"},"modified":"2020-05-24T22:19:39","modified_gmt":"2020-05-24T21:19:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-la-porta-incantata-di-giada-marinensi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=42011","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;La porta incantata&#8221; di Giada Marinensi"},"content":{"rendered":"\n<p>Liuvar era un vecchio sottile e nodoso, dalla pelle opaca, increspata\ndal sole, i cui occhi, lucidi e argentei, sembravano riflettere l&#8217;ondulata\nsuperficie dell&#8217;acqua verso cui erano rivolti.<\/p>\n\n\n\n<p>La Locanda della Lanterna aveva ampie finestre di legno che\nsi aprivano a fisarmonica sul porto, senza opporre resistenza alla brezza\nsalmastra, o alla luce morbida del crepuscolo. Cos\u00ec, seduto a uno dei tavoli\npi\u00f9 esterni, Liuvar guardava il mare di sbieco, ne respirava l&#8217;odore e ne\nascoltava la voce, mantenendosi, per\u00f2, al riparo dalla frenesia che animava il molo.\n&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La vista di quella quieta bellezza lo riempiva di sgomento.\nLo obbligava a restare all\u2019erta, come se si aspettasse da un momento all\u2019altro\ndi vederla scomparire, e lo riempiva di una strana inquietudine, quando pensava\nche di l\u00ec a poco non sarebbe pi\u00f9 spettato a lui custodirla. <\/p>\n\n\n\n<p>In un altro dei suoi soliti giorni, Liuvar avrebbe ammirato\nlo spettacolo del sole che tramontava nella baia, donando alle onde la\nluminosit\u00e0 cangiante della madreperla. Quel giorno, invece, delle quattro sedie\ndisponibili intorno al suo tavolo non aveva scelto quella di fronte al mare. Aveva\npreferito sedersi di profilo, in modo da poter a guardare ora all&#8217;esterno ora\nall&#8217;interno della locanda, tenendo sotto controllo l\u2019intero spazio circostante.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi minuti la sua attenzione si era concentrata\nsui pochi viaggiatori che erano scesi dalla nave appena attraccata. Li aveva\nosservati uno a uno, li aveva seguiti con lo sguardo mentre percorrevano la\npasserella per poi fermarsi sul molo. Alcuni erano visibilmente sollevati di\nessere di nuovo sulla terraferma, altri erano esitanti, forse in attesa di\nqualcuno che non riuscivano a scorgere, altri ancora, con un gesto di\nimpazienza, uno scatto della mano, il tono della voce che di colpo si alzava\nsenza un apparente motivo, tradivano la loro impazienza di allontanarsi dal via\nvai di sconosciuti che affollavano la banchina. Tutti sembravano ugualmente\neccitati di essere giunti, da chiss\u00e0 quale remoto angolo dell\u2019Ellad, a K\u00e8rdia,\nla capitale. <\/p>\n\n\n\n<p>Ogni volta che qualcuno si apprestava a scendere, gli occhi\ndi Liuvar si accendevano d\u2019interesse, ma bastavano pochi istanti perch\u00e9\nun&#8217;espressione di delusione gli affiorasse sul viso. <em>E se non fossero\narrivati?<\/em> Questo pensiero, a lungo respinto, si era infine fatto largo\nnella mente del vecchio, che ora aveva perso di vista sia il molo sia la\nlocanda, nel tentativo di immaginare cosa sarebbe accaduto se quel giorno tutto\nfosse andato storto. Impossibile. Non poteva spingere la sua immaginazione cos\u00ec\nlontano, verso un esito tanto disastroso. <\/p>\n\n\n\n<p>Proprio mentre cercava di ricacciare indietro lo sconforto,\nla porta della locanda si chiuse di colpo, riportandolo alla realt\u00e0. L\u2019ingresso\ndi due persone, un uomo e una bambina, pose fine alla sua attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>I due erano fermi all&#8217;ingresso, apparentemente incerti su\ndove sedersi. L&#8217;uomo fiss\u00f2 per un istante Liuvar con occhi vagamente ostili,\npoi con passo sicuro condusse la bambina a un tavolo poco distante.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre l\u2019uomo e la bambina si sedevano, Liuvar distolse lo\nsguardo fingendo di non aver fatto caso all\u2019occhiataccia che gli era stata\nlanciata. Per calmarsi, infil\u00f2 la mano in una tasca e ne estrasse un foglietto\nbianco e stropicciato. I suoi occhi si accesero di un bagliore dorato e sulla\ncarta affiorarono alcune parole, accompagnate da strani disegni, un\ntratteggiato nervoso circondato da un labirinto di curve sottili, che lambivano\nle parole, come incorniciandole: il suo incantesimo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019espressione di Liuvar si fece pi\u00f9 intensa, mentre contemplava\nquei segni che solo i suoi occhi potevano rivelare. L\u2019incantesimo non esisteva\nse il suo sguardo non lo accarezzava. Ma non era forse vero anche il contrario?\nCosa ne sarebbe stato di lui una volta che l\u2019incantesimo avesse smesso di\nscorrere nelle sue vene, dare forma alla sua essenza, nutrire il suo dono? <\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio rigir\u00f2 tra il pollice e l\u2019indice la ruvida\nsuperficie della carta diverse volte, cercando di prolungare il contatto, di\nmemorizzare quella sensazione, e di trarre conforto dal fatto che tutto stava procedendo\nsecondo il piano. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi ripieg\u00f2 il foglietto in quattro parti, prese una\nbanconota e lo nascose al suo interno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ora viene il bello<\/em>, pens\u00f2, e con un gesto sicuro chiam\u00f2\nla cameriera, una ragazzina bionda e snella in un grembiule troppo lungo per la\nsua altezza. Anche lei era tra i pochi, forse troppo pochi, che erano stati abbastanza\nfolli da aderire al piano.<\/p>\n\n\n\n<p>Liuvar la osserv\u00f2 mentre percorreva la distanza che li\nseparava e quando lei gli si ferm\u00f2 davanti si trattenne dal chiederle: <em>non sarai troppo giovane per una\nresponsabilit\u00e0 come questa?<\/em> Limitandosi a domandare \u00abQuanto devo?\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCinquanta\u00bb rispose lei sorridendo. Il vecchio fece scorrere sul tavolo la banconota che aveva preparato e rimase in silenzio, senza fare nulla per dissipare le ombre che attraversarono il volto della ragazza quando vide che al suo interno c\u2019era quel biglietto. Per un attimo il sorriso di lei si fece pi\u00f9 teso, poi con un gesto deciso infil\u00f2 tutto nella tasca del grembiule. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe porto subito il resto\u00bb disse, sorridendo ancora, e si\nallontan\u00f2. Prima di tornare al bancone e prendere il resto, per\u00f2, and\u00f2 dai\nnuovi arrivati. Liuvar la vide sorridere alla bambina, mentre prendeva\nl\u2019ordinazione. <em>Quella ragazzetta sorride\ntroppo<\/em>, pens\u00f2 sempre pi\u00f9 nervoso, <em>e la\nbambina \u00e8 sul punto di piangere<\/em>. Distolse lo sguardo, ma si sforz\u00f2 di\nascoltare ogni parola.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuando andiamo a casa?\u00bb sent\u00ec chiedere alla bambina, con\nvoce esitante. L\u2019uomo che era con lei non le rispose, la ragazza ancora al loro\ntavolo si intromise subito \u00abSei triste vero?\u00bb le domand\u00f2. \u00abAnch\u2019io quand&#8217;ero\npiccola odiavo viaggiare e mi sentivo triste quando ero lontana da casa. E\nallora sai cosa facevo?\u00bb La bambina non rispose. \u00abOgni volta che dovevo\npartire, disegnavo la mia casa su un piccolo foglio che ripiegavo stretto e\nmettevo in tasca, cos\u00ec era come se portassi la mia casa sempre con me, vuoi\nprovare?\u00bb <\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio vide la ragazza cercare nel grembiule, voltandosi\nistintivamente not\u00f2 che tirava fuori dalla tasca il foglietto che lui le aveva\nappena consegnato. <\/p>\n\n\n\n<p>Il contenuto di quel foglietto, pens\u00f2 Liuvar, era vitale e\nnon solo per poche persone ma per un intero mondo a venire. Punt\u00f2 gli occhi\nsulla bambina, convinto che presto sarebbe scoppiata in lacrime. Ma si\nsbagliava. La bambina non cedette. Tenendo il foglietto tra le mani tir\u00f2 un\nlungo respiro e inizi\u00f2 a seguire con le dita un intricato tracciato. Il foglio\nsembr\u00f2 distendersi alla pressione del suo tocco, qualcosa nello sguardo della\nbambina si accese e fu come il dischiudersi di una porta incantata. Per un\nistante il vecchio credette di vedere i suoi occhi illuminarsi di un bagliore\ndorato, ma forse era stato solo un riflesso del sole che spariva dietro\nl\u2019orizzonte. <\/p>\n\n\n\n<p>La bionda cameriera torn\u00f2 dal vecchio e gli porse il resto.\nSembrava soddisfatta di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Liuvar raccolse le banconote e si alz\u00f2. Quando vide la\nbambina sorridere, come rapita, con gli occhi fissi sul suo strano incantesimo,\nintenta a disegnare sulla carta percorsi tortuosi con le sue piccole dita, seppe\nche aveva compiuto la sua parte. <\/p>\n\n\n\n<p>Mentre usciva, passandole accanto, pens\u00f2 agli altri custodi,\nanche loro bambini, che in quel momento, chiss\u00e0 dove nell\u2019Ellad, stavano tentando\nla stessa impresa: liberare per la prima volta il loro dono per poi scappare,\nrifugiarsi in altri mondi confinanti e attendere il giorno in cui finalmente\nfare ritorno, non sapendo se mai questo sarebbe arrivato.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Ellad che avevano amato e per cui avevano combattuto non\nera pi\u00f9 un posto sicuro per i custodi del dono, da troppo tempo ormai braccati\ndai Nove e dalla loro determinazione a distruggere una magia che non erano mai\nstati in grado di capire o di accettare. <\/p>\n\n\n\n<p>Liuvar non aveva pi\u00f9 il suo incantesimo, non aveva altro\nche il mare e i suoi ricordi: per ora poteva bastare. Confidava nel mare e\nconfidava nella bambina, nuova piccola custode della bellezza e della magia.\nSapeva bene che finch\u00e9 fossero esistiti loro, i custodi, e finch\u00e9 avessero\ncontinuato a tracciare figure di luce su fogli bianchi, nulla sarebbe stato\nperduto. <\/p>\n\n\n\n<p>Si incammin\u00f2 verso la riva. La responsabilit\u00e0 del piano non\ngravava pi\u00f9 su di lui. Ora poteva sedere davanti al mare, contemplare il sole\nche tramontava nella baia, e lasciare che i ricordi fossero la sua unica magia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_42011\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"42011\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liuvar era un vecchio sottile e nodoso, dalla pelle opaca, increspata dal sole, i cui occhi, lucidi e argentei, sembravano riflettere l&#8217;ondulata superficie dell&#8217;acqua verso cui erano rivolti. 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