{"id":420,"date":"2009-01-11T18:09:48","date_gmt":"2009-01-11T17:09:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=420"},"modified":"2009-01-11T18:37:17","modified_gmt":"2009-01-11T17:37:17","slug":"sceneggiata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=420","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Sceneggiata&#8221; di Frank Spada"},"content":{"rendered":"<p>Un\u2019anonima quattroporte in doppia fila accende i fari. Il Capo della mobile irrompe nel traffico di un\u2019ora sempre di punta: labbra serrate e fumo vorticante dallo sterzo.<br \/>\nIl passeggero a lato fissa una goccia che scivola sul finestrino, che si unisce a un\u2019altra. Una ragnatela di percorsi brilla per le insegne accese attorno a un golfo \u2013 lettere e disegni tubolari al neon che nascondono i segreti di una citt\u00e0 che non si ama.<br \/>\nIl poliziotto di rango \u00e8 entrato poco prima in un bar per un caff\u00e8 e una lisciatina ai baffetti per segnale. Chi non lo aspettava \u00e8 sceso dal sedile ruotando sopra un perno senza fine, ha girato un angolo di strada e si \u00e8 chiuso al fianco la portiera; stava l\u00e0 con un giornale in mano: attorcigliava i pensieri dentro un bicchiere e deglutiva \u201ccose sue\u201d a sorsi di liquore.<br \/>\nIl guidatore libera dal guinzaglio la pantera bianca azionando la sirena. L\u2019altro abbassa gli occhi sul tappetino grigio di cenere. \u00c8 un pubblicista, come tanti. Diffonde notizie per addomesticare la stampa; ma lui fa un doppio gioco che gli imprigiona l\u2019anima. Il poliziotto sa che onorarsi la divisa sporcandosi le mani \u00e8 necessario alla carriera e di lui&#8230; per ora quel che basta per puntarla in alto.<\/p>\n<p>La notte scorsa l\u2019ha passata con Ciro, il comprimario che gli imbocca le parole. Una risata ricordando i vecchi bastimenti e un brindisi con \u201cdue scozzesi ghiaccio a parte!\u201d, poi via in citt\u00e0 \u2013 l\u2019immondezzaio esistenziale \u00e8 una cultura impegnativa da far vivere.<\/p>\n<p>Ciro \u2013 in tasca uno sgusciante \u201cpesciolino\u201d a scatto e i pantaloni stretti ai fianchi dalla fame di far strada nella vita \u2013 da ragazzo aveva imparato presto a destreggiarsi negli affari. Lui, invece, aveva un coltello a serramanico; glielo aveva regalato Ciro e non lo aveva mai usato.<br \/>\nCresciuto nel rispetto dell\u2019onorata societ\u00e0, Ciro \u00e8 diventato il figlio prediletto di uno che tiene una \u2018famiglia\u2019 numerosa. Lui, qualche anno dopo quei ricordi giovanili, aveva seguito il padre a Milano. Terminati gli studi liceali si era iscritto a lettere. Gi\u00e0 orfano di madre, alla morte del genitore era rientrato al Sud senza una laurea, con una valigia e un manoscritto \u2013 un romanzo autobiografico, incompiuto. Ha riavvicinato Ciro che lo ha introdotto con astuzia in un certo ambiente: non ha parenti, possono imboccargli le parole e lo pagano a servizio.<\/p>\n<p>Una frenata scosta il passeggero dai pensieri. Due furgoni ai lati dell\u2019ingresso ed entrano. Dalla guardiola esce una divisa. In fondo al portico qualche luce accesa: un obitorio e un morto che li attende, privo d\u2019identit\u00e0. Per ora il Capo non ha detto altro.<br \/>\nLui segue chi fa strada perch\u00e9 deve. Strascica le suole al ritmo delle scarpe che precedono le sue e cerca di adeguarsi a quello che gli altri vogliono da lui, senza sorprese.<br \/>\nLa morte sceglie tanti volti; l\u2019ultima faccia \u00e8 la maschera perfetta per chi sa conquistarsi la sequenza finale della vita \u2013 e lui ci sta pensando, mentre cammina sospinto dai ricordi.<\/p>\n<p>Riemerge dal passato la scena di uno yankee che si tuffa tra le onde del libeccio per farsi bello agli occhi di una ragazzina, Lucia \u2013 si \u00e8 esibita disinvolta per attirarlo in un posto defilato. Poche bracciate e lo spavaldo atleta \u00e8 sbattuto contro un frangiflutti: annaspa, risale qualche metro, si accascia. Lui era l\u00e0 con Ciro; stavano acquattati aspettando il momento per ripulire una divisa militare. Ciro non d\u00e0 segni d\u2019emozione: un\u2019occhiata al panorama, arraffa e strattona la sorella fissandolo interrogativo; pochi istanti e un \u201cpesciolino\u201d segna la gola di quello sventurato. Lucia non sar\u00e0 individuata. Mano nella mano i due s\u2019infilano nella breccia di un recinto. Lui li segue stringendo il suo coltello in tasca. Ciro gli d\u00e0 una parte del denaro, lo deride strafottente. Lei guarda lui senza dirgli una parola.<br \/>\nLucia \u00e8 stata il suo primo amore. Da quando \u00e8 tornato quaggi\u00f9 l\u2019ha incontrata solo una volta, in una stazione, per un caff\u00e8 con Ciro e un saluto. Lei vive da tempo \u2018in provincia\u2019 \u2013 come si dice \u2013 e suo fratello la tiene lontano dagli affari.<br \/>\nIl suggerimento di uno sguardo, un serramanico trattenuto in tasca&#8230; ricordi che lo tormentano.<\/p>\n<p>\u2013 Buonasera dottore!<br \/>\n\u2013 Ciao Nino! Fallo preparare, \u2013 ordina accendendosi una sigaretta; si incamminano lungo un corridoio. Una lampada sobbalza intermittenze buie. Sul fondo si apre il chiarore di una porta: un camice li fa entrare.<br \/>\nAllestimenti sobri, luce fluorescente di fenolo, pavimento piastrellato azzurro cielo; su due pareti una fila di riquadri in linea: la morte sullo stesso piano.<br \/>\nIl Capo tace. L\u2019inserviente lo guarda; quello alza la testa, annuisce e l\u2019altro tira una maniglia. Un cigolio di rotelline e un cassone lucido di inox scorre fuori in uno sbuffo di condensa. Un lenzuolo appena sollevato e l\u2019inquadratura stringe su un busto e un cranio bruciacchiati: quel che resta del cadavere lasciato a modellare incerte forme sotto il telo.<br \/>\n\u2013 Secondo te&#8230; il medico legale cosa ha detto?<br \/>\nLo stomaco dell\u2019interrogato si strozza; dalla sua bocca esce un fiotto di vomito che si allarga declinando il verde tra le fughe piastrellate. Le sue scarpe si macchiano di giallo.<br \/>\n\u2013 La prima volta che vedi qualcuno sotto ghiaccio?<br \/>\n\u2013 Cosa vuole che le dica? Che questo \u00e8 stato messo in forno per impedirne il riconoscimento&#8230; \u2013 s\u2019interrompe allontanando la bava con il dorso della mano.<br \/>\nI baffetti del Capo aspettano in disparte, mentre la calvizie brilla per l\u2019aureola del suo ruolo.<br \/>\n\u2013 Non sono qui per aiutarla a riconoscere un morto. Non so chi sia e se fosse per me sarei gi\u00e0 a casa.<br \/>\n\u2013 Guardalo meglio, \u2013 continua l\u2019altro, sollevando il lenzuolo e passandolo in volo all\u2019uomo in camice che lo afferra sorridendo.<br \/>\nVa in scena il resto. Lo squarcio di una lama mostra un colpo inferto sul costato.<br \/>\n\u2013 Un morto&#8230; come tanti, \u2013 risponde di lato.<br \/>\n\u2013 Guardagli la mano destra.<br \/>\nLui riporta gli occhi davanti alla passerella di una portacontainers, da dove ha visto scendere Ciro che stacca dalla fronte due dita, unite, verso l\u2019alto: il saluto a lama di coltello da quand\u2019era un ragazzino. E chiede dove \u00e8 stato trovato il morto che mostra l\u2019indice e il medio quasi scarnificati.<br \/>\n\u2013 Sei pazzo o fai l\u2019idiota tanto per campare? \u2013 sganghera fuori l\u2019altro alzando il tono della voce, \u2013 Il segreto istruttorio non ti permette curiosit\u00e0! Su, inventati qualcosa per mandarmi in l\u00e0 il lavoro, facciamola finita.<br \/>\n\u201cChe Ciro non potr\u00e0 pi\u00f9 togliere i cubetti di ghiaccio dal bicchiere\u201d e pensa a quando lo serviva un barman che non lo conosceva.<br \/>\n\u2013 Non so cosa dirle.<br \/>\nIl Capo scuote la testa, fa un cenno con la mano a chi per dovere \u00e8 stato muto e chiude il dialogo: \u2013 Sei proprio un pubblicista di poca fantasia!<br \/>\nIl cadavere rientra al suo posto, cigolando.<\/p>\n<p>La quattroporte si rimette in moto. Il guidatore imbocca il fumo di un\u2019altra sigaretta. Dice ghignando che bruciare un morto \u00e8 solo vilipendio di cadavere e che se nessuno sapr\u00e0 altro&#8230; beh, dipender\u00e0 da lui \u2013 un malavitoso in meno, privo d\u2019identit\u00e0, fa comodo sopratutto a chi punta la carriera in alto.<br \/>\nSaluti senza convenevoli e il passeggero \u00e8 fatto scendere vicino a due locali a un primo piano.<br \/>\nLui svolta un angolo di strada, s\u2019infila in una spider, arriva al vecchio scalo. Sfila qualche cargo addormentato al buio della ruggine, ma di quella nave non c\u2019\u00e8 traccia.<br \/>\nUn faro sciabola la voce verso il mare. Un guardacoste romba cupo a pieni giri, gli fa eco con brevi colpi di sirena; sono soffocati dal marciume che s\u2019innalza attorno al golfo per la marea che arretra. Lui guarda, ascolta; poi allarga la visuale del ritorno alle dipendenze di qualcuno. Lascia l\u2019automobile sotto il suo ufficio. Sale una scala e percorre un corridoio, apre una porta \u2013 sulla targhetta c\u2019\u00e8 scritto Napoli in notizia. Una chiavetta in mano e si accosta alla cassaforte a muro. Un giro tra le dita e vede il libretto al portatore che gli ha dato Ciro, dicendo che se la fortuna gli avesse girato le spalle lui avrebbe dovuto provvedere a non far mancare nulla a Lucia. Il numero del suo telefono \u00e8 scritto sull\u2019ultima pagina.<br \/>\nLo scatto di un congegno a lato della porticina e si alza il doppiofondo dei ricordi. Stringe un serramanico, lo apre. Prende una matita dal cassetto e intacca il legno, lo scheggia via&#8230; crac! Ne prende un\u2019altra: crac, crac, crac&#8230; una scossa al centro della schiena e le pareti della stanza girano attorno al perno di una giostra. Le gambe si contraggono: si affloscia come una marionetta disarticolata. Si rialza come pu\u00f2. Afferra una bottiglia. S\u2019inebetisce lungo il fondo del liquore.<\/p>\n<p>Una vibrazione prolungata e rinviene dal tempo che non muore, che lo imprigioner\u00e0 per sempre. Digita un numero e trattiene ogni emozione. Poche parole e spegne il cellulare. Va in bagno. Due tagli secchi e lascia zampillare i polsi \u2013 il suo romanzo \u00e8 terminato.<\/p>\n<p>La notte stessa una donna entra in quell\u2019ufficio. In una vasca: un coltello, un uomo dissanguato in modo igienico. Prende quel che deve, chiude alle sue spalle una targhetta \u2013 la morte ha arrossato il golfo di una citt\u00e0 che non si ama, ancora; come si dir\u00e0 senza sapere.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_420\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"420\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019anonima quattroporte in doppia fila accende i fari. 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