{"id":41963,"date":"2020-05-22T14:15:04","date_gmt":"2020-05-22T13:15:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41963"},"modified":"2020-05-22T14:15:07","modified_gmt":"2020-05-22T13:15:07","slug":"racconti-nella-rete-2020-ranocchia-di-stefania-fava-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41963","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2020 &#8220;Ranocchia&#8221; di Stefania Fava (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"\n<p><strong> Storia di un rana convinta di essere un delfino <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La\nnostra storia inizia in un giorno di Primavera, precisamente il primo giorno di\nPrimavera, che cade solitamente il 21 di marzo, ogni anno.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Tutto intorno alla citt\u00e0 era verdissimo, pieno\ndi foglie tenere e fresche rinate dopo l\u2019Inverno, ovunque era un brulicare di\nfiori e di api in festa. Man mano che si usciva dalla citt\u00e0 e ci si addentrava\nnella campagna, la Natura si faceva sempre pi\u00f9 selvaggia, fino ad entrare in un\npiccolo bosco fitto di querce, antiche, grandi, solide e scurissime, talmente\nscure che i raggi del sole faticavano a passare. Tutto era cos\u00ec buio e ombroso,\ntutto sapeva di umidit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019improvviso\nsi apriva una radura verdissima e luminosa e nel pieno centro della radura,\nquasi nascosto dall\u2019erba alta e coperto di splendide ninfee bianche e rosa si\nnascondeva un piccolo stagno pieno di melma, sotto il velo d\u2019acqua. <\/p>\n\n\n\n<p>Siamo in Piemonte, a Cantalupa in particolare, un piccolo paese\nin provincia di Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUAO\nCantalupa, che nome fantastico, mi aspetta un destino superglorioso!\u201d pens\u00f2\nRanocchia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non\nsi accorse di aver dormito, n\u00e9 per quanto tempo e si trov\u00f2 all\u2019interno di un uovo\ngelatinoso, opaco, denso e \u2026appiccicoso! <\/p>\n\n\n\n<p>E\nintorno a lei altre migliaia di uova che essendo tutte appiccicaticce come la\nsua, se ne stavano attaccate insieme: migliaia di uova vicine vicine, viscide\nviscide. Che schifo! <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDove\nsono finita?\u201d si domand\u00f2 Ranocchia e intanto, muovendosi o meglio agitandosi un\npo\u2019, si accorse in quel momento di avere una coda lunga, flessibile e\nargentata. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUAO!\ndevo essere una sirena, o un delfino!\u201d e cerc\u00f2 di uscire da quella gelatina e\nscappare il pi\u00f9 lontano possibile da quell\u2019ammasso di uova, acqua e fango, che\nin realt\u00e0 erano i suoi fratelli\u2026 Attraverso l\u2019involucro poteva intravedere\nqualche raggio di Sole: doveva essere pomeriggio l\u00e0 fuori, la materia era cos\u00ec densa,\nche non riusciva a distinguere nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>A\nfuria, ecco s\u00ec, furia \u00e8 la parola pi\u00f9 adatta, di agitarsi prov\u00f2 a staccarsi\ndall\u2019enorme massa di uova: cominci\u00f2 prima puntando con la testa poi spingendosi\ncon la coda, continu\u00f2 imperterrita e, finalmente ancora nel suo involucro\nappiccicoso, con rapidi colpi di coda, inizi\u00f2 a nuotare: sent\u00ec l\u2019acqua entrare\nnel suo ovetto, rinfrescarlo e alleggerirlo un po\u2019, l\u2019acqua la faceva sentire\nfresca e leggera. <\/p>\n\n\n\n<p>Quel\ncontatto le diede una sensazione fantastica. S\u00ec, doveva essere un pesciolino di\nsicuro, l\u2019acqua era il suo elemento: nuot\u00f2 rapida, veloce e sinuosa convinta\nche lo stagno fosse solo la culla per nascere e che presto sarebbe arrivata al\nmare e poi, sicuramente all\u2019Oceano verso mille avventure. E mentre nuotava,\nimmaginava gi\u00e0 come sarebbe stata da grande, un delfino, una sirena, argentata\ne bellissima\u2026 le part\u00ec il sogno di solcare i mari tropicali, di saltare le\nonde, e immagin\u00f2 di inseguire le grandi navi, di incontrare tanti amici e\nvivere mille avventure\u2026 che meraviglia meravigliosa!<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDa\nqualche parte ci sar\u00e0 gi\u00e0 l\u2019accesso al mare\u201d, pens\u00f2, \u201clo so mi devo ancora\nliberare di questa gelatina, ma l\u2019importante \u00e8 trovare una via di uscita.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Inizi\u00f2\na nuotare sempre pi\u00f9 forte, muovendo la lunga coda per superare tutte le\nvelocit\u00e0 e si schiant\u00f2 contro un sasso poi un altro e un altro ancora\u2026maledizione,\nnon c\u2019era via di fuga! &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cerc\u00f2\ndi nascondersi tra i sassi dello stagno, rotolando all\u2019interno del suo ovetto, continuando\na ripetere: \u201cNon voglio rimanere qui, con tutti quei girini e tutta quella\ngelatina!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La\nbellissima Luna piena di quella notte di marzo emanava i suoi raggi su tutto lo\nstagno, mand\u00f2 un sorriso affettuoso a quel girino che tentava la fuga ancora\nnel suo denso uovo \u2026 <\/p>\n\n\n\n<p>Intanto\na Mamma Rana non era sfuggita la sua Ranocchia che cercava disperatamente di\nscappare, e lei, che in cuor suo non si era mai sentita cos\u00ec adatta ad essere madre,\nera parecchio in ansia e tutte quelle uova che sarebbero diventati ranocchi, i\nsuoi ranocchi, beh un po\u2019 la spaventavano, e perci\u00f2 figuriamoci Ranocchia che\nsi agitava cos\u00ec! Mamma Rana non aveva mai avuto il coraggio di uscire dallo\nstagno e allora aveva trovato un bel Rospo serio e lavoratore dalla testa\ngrande, sintomo di intelligenza. Le leggende antiche piemontesi narravano che\nnel suo grande testone si nascondesse un prezioso gioiello, la mitica pietra\nCrapaudina, forse perch\u00e9 in piemontese \u201ccrapa\u201d vuol dire testa e anche persona\ndi ingegno\u2026 e cos\u00ec pareva che questo gioiello curasse i morsi di bestie\nvelenose e persino i gonfiori! E, quindi, Mamma Rana, conoscendo bene anche\ntutte le leggende, si era sempre sentita al sicuro con il suo bel marito.<\/p>\n\n\n\n<p>Pap\u00e0\nRospo aveva un buon carattere allegro e gli piaceva tanto mangiare grilli\nfritti, salame di libellula, mosche al sivet, formaggio di latte di ninfea\u2026ogni\ntanto Mamma Rana gli faceva mangiare anche un po\u2019 di verdura, e lui accettava\nsolo se tutto il resto rimaneva garantito! <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesta\nqui da dove \u00e8 uscita? chi me l\u2019ha mandata? non mi somiglia per niente!\u201d pens\u00f2\nMamma Rana guardando Ranocchia che si agitava nel suo ovetto, \u201cmi dar\u00e0 un sacco\ndi lavoro e preoccupazioni, se gi\u00e0 non sta ferma buona e zitta come tutti gli\naltri, per\u00f2 sembra cos\u00ec dolce e carina\u2026uhm dolce ma anche furiosa, andiamo a\nconoscere questa piccola belva!\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cRanocchia,\nRanocchia dove sei? vieni qui \u00e8 tempo di nascere\u201d le disse dolcemente Mamma\nRana, che aveva ormai intuito la natura inquieta di quell\u2019ovetto guizzante ed\nera decisamente preoccupata, mentre Pap\u00e0 Rospo si tuff\u00f2 sotto le rocce per\nandare a recuperarla e riportarla insieme ai suoi numerosi fratellini e\nsorelline. <\/p>\n\n\n\n<p>La\ntrov\u00f2 in un angolo dello stagno spiaccicata contro un sasso enorme che cercava\ndisperatamente di spostare e in tutto quello sforzo la coda si era allungata,\nera uscita dalla gelatina e affondata nel fango, denso scuro che la trascinava\ngi\u00f9\u2026aiuto! &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Pap\u00e0 Rospo la sollev\u00f2 con il suo gran testone\ne fu cos\u00ec che nacque Ranocchia.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena\nnata, Ranocchia venne immediatamente inserita in un gruppo di 600 girini, e\nsapete cosa fanno i girini? Girano! Girano tutto il santo giorno in tondo per\nlo stagno pure piccolo in questo caso, stanno tutti insieme per sembrare un\ngrande pesce e spaventare eventuali predatori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPredatori, in uno stagno, quali\npossono essere? Boh!\u201d pensava Ranocchia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nuotano tutti vicini e rapidi come un\nenorme pallone che si muove su e gi\u00f9 per lo stagno. Ranocchia, da girina, si\nmetteva sempre o in testa al gruppo quando aveva voglia di nuotare rapida e si\nsentiva piena di energia come un super motoscafo e trainava tutti, oppure in\ncoda quando era pi\u00f9 stanca\u2026stare in mezzo non le piaceva neanche un po\u2019: si\nprendevano un sacco di spintoni da tutti! <\/p>\n\n\n\n<p>Chi non guardava dove nuotava e ti\nveniva addosso, chi si girava dall\u2019altra parte e dovevi riportarlo nella giusta\ndirezione, chi andava su chi andava gi\u00f9, PUF PANT che fatica! <\/p>\n\n\n\n<p>E che noia, a Ranocchia, non piaceva\nper niente tutto quel girare in tondo, in gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure tutti gli altri sembravano\nsempre contenti di girare nello stagno e mangiare melma e insetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra tutti i girini, Girandolino era\nil suo preferito, era pi\u00f9 piccolino degli altri un po\u2019 come lei, aveva due\nocchietti scuri e vispi e sognava di fare l\u2019architetto da grande e progettare\ndighe per i castori, creare lampade artistiche con gli alberi dello stagno,\ntrovare la sua rana dai grandi occhi, che dovevano essere azzurri\u2026 <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, tutto procedeva come nei\nmigliori stagni del Mondo: fai questo, fai quello, questo non si dice, questo\nnon si fa, questo fa paura, questo \u00e8 pericoloso, meglio stare tutti uniti, non\nti allontanare, non parlare con gli sconosciuti, metti gli insetti e le ninfee\nin ordine, lavati e mangia\u2026ecco assolti tutti questi compiti zitta e buona e tutti\nerano contenti, ma lei no, eh no proprio no! <\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna c\u2019era Girocchio, il suo\ngemellino dai grandi occhi azzurri, con lui da veri fratelli si alleavano per\nsfuggire a tutti i consigli di mamma e pap\u00e0 che, timorosi che potesse succedere\nqualcosa ai loro piccoli, erano iperprotettivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Irina e Irona erano state le uova pi\u00f9\nvicine a lei, entrambe sapevano tutto di tutto, facevano le maestre,\norganizzavano corsi su corsi e spiegavano sempre tutto a tutti!<\/p>\n\n\n\n<p>Si erano suddivise le materie:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Irina era esperta in Dieta Ranologa, prevalentemente\ncaccia alle mosche, frittura e pepatura, c\u2019erano delle varianti con salsa di\nlibellula e rag\u00f9 di teneri moscerini, mentre Irona dava lezioni di Girologia,\ninsomma la filosofia del Girino perfetto, come pulirsi dal fango, come girare intorno\nai sassi senza sbatterci contro, come sembrare i pi\u00f9 bravi e i pi\u00f9 belli\ndavanti a Mamma e Pap\u00e0\u2026Quando Ranocchia delle regole e dello stagno e di quel\ngirare sempre in tondo proprio non ne poteva pi\u00f9 e si sentiva triste, guardava\nla Luna e tornava a sognare, le sembrava che la melma non esistesse pi\u00f9 e che\nle Stelle brillassero ancora di pi\u00f9 per lei e le cantassero una ninna nanna.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cOh s\u00ec, ci sono dei mondi bellissimi da\nscoprire quaggi\u00f9\u201d e sognava il suo futuro da delfino nei mari tropicali, tra\nmille avventure.<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9\nun bel giorno, proprio mentre scivolavano gi\u00f9 dalle ninfee, Ranocchia e\nGirocchio sentirono la coda ritirarsi, farsi sempre pi\u00f9 corta e 4 zampette\ndalle dita tonde tonde spuntarono quasi d\u2019improvviso, o almeno a loro sembr\u00f2\nproprio cos\u00ec e d\u2019istinto spiccarono un salto lunghissimo: era come volare. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUAO\nUAO UAO!\u201d url\u00f2 Ranocchia prima di trovarsi sott\u2019acqua e rispuntare con 3 ninfee\nsulla testa. Toccandosela per togliersele, Ranocchia si accorse che anche la\nsua testa era cambiata, adesso sembrava tutta bitorzoluta e molto pi\u00f9 grande.\nAllora si sporse per guardarsi nell\u2019acqua \u201cterribile, ho davvero una testa\nenorme!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSperiamo\nnon diventi grossa come quella di Pap\u00e0 Rospo,\u201d pens\u00f2 seriamente preoccupata di tutte\nquelle trasformazioni improvvise.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerc\u00f2\ndi girarsi per controllarsi tutta, e si accorse che, ops, anche la sua\nbellissima coda argentata era sparita, le gambette che erano spuntate erano\ntozze e corte, e il suo corpo si era fatto bello pienotto, in cima poi\ncampeggiava quella testa cos\u00ec grande. <\/p>\n\n\n\n<p>Fu\nun attimo per Ranocchia rendersi conto che, con quella struttura e\nquell\u2019aspetto, tutti i suoi sogni sugli Oceani svanivano di colpo. Altro che\npesce, altro che delfino o sirena. Era una rana, ecco cos\u2019era! Proprio come sua\nmadre e suo padre, proprio come tutti i vicini e i suoi fratelli che chi prima\ne chi dopo stavano diventando anche loro uguali a lei. E cra cra cra, neanche\nuna bella voce a dirla tutta!<\/p>\n\n\n\n<p>In\nmeno di un mese lo stagno si riemp\u00ec di Ranocchi e Ranocchie, tutti verdissimi, che\nsaltellavano allegramente tra i sassi dello stagno, sguazzavano felici nel\nfango e scivolavano lungo le rocce, tutto sembrava facile per loro, mentre\nRanocchia continuava a pensare: \u201cPovera me, non sono un delfino e neanche un\npesce, tantomeno una sirena!\u201d &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si\nsentiva sempre triste e sola, nonostante fosse circondata da mille altri\nranocchi.&nbsp; A livello di prestazioni e\nattivit\u00e0 ranesche non era proprio ai primi posti della classifica, non sapeva\nsaltare bene quanto gli altri e nella caccia alla libellula era davvero una\nfrana\u2026a poco a poco ricominci\u00f2 a convincersi che anche se magari l\u2019aspetto non\nera proprio quello, beh, lei comunque dentro continuava a sentirsi pesce,\ndelfino e sirena e perci\u00f2 non si sarebbe mai arresa, lei, avrebbe escogitato\nqualcosa, doveva per forza trovare una soluzione e presto! <\/p>\n\n\n\n<p>In\nquanto a sogni e visioni, non la batteva nessuno e cos\u00ec Ranocchia prese\nl\u2019abitudine di salterellare un po\u2019 da sola nell\u2019erba, senza allontanarsi\ntroppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Stava\nfacendo tutti i suoi ragionamenti, quando dal folto della vegetazione che\ncircondava lo stagno le arriv\u00f2 una voce. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cCiao! Bella Ranocchia!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChi\nha parlato? Chi sei? Fatti vedere!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono\nqui nascosta nell\u2019erba mi chiamo Lumy e sono una lumachina, porto con me la mia\ncasa e vado piano piano\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\npiano piano, dove vai Lumy?\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVado\nlontano Ranocchia, e tu non correre troppo, non saltare troppo, non scappare,\npiano piano arrivi dove devi arrivare e a volte quello che cerchi lo trovi\nproprio l\u00ec, dove sei.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUhm,\nnon so se ti ho capito\u2026 sei sola con la tua casetta sulla schiena?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo,\nora sono con te.\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Ranocchia\nsi volt\u00f2 a guardare verso il suo stagno, difficilmente riusciva a stare ferma\nanche solo con gli occhi per pi\u00f9 di un minuto! E quando si volt\u00f2 a cercare di\nnuovo Lumy, era sparita. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome\n\u00e8 possibile? Dove sei finita? Mi hai detto tu di andare piano\u2026beh ciao, ovunque\ntu sia buona fortuna!\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Ranocchia\ncontinu\u00f2 a saltellare pigramente nell\u2019erba, in cerca di un\u2019idea e mentre\nsaltellava, poco pi\u00f9 in l\u00e0 fu attratta da una sfera viola con una luce verde\nsopra, si avvicin\u00f2 e si accorse che la sfera era un cristallo di ametista e\nsopra c\u2019era un bellissimo grillo, talmente verde che emanava luce.<\/p>\n\n\n\n<p>I\ngrilli portano in dono un desiderio a chi li incontra, Ranocchia ci pens\u00f2 a\nlungo, ne aveva tantissimi di desideri, ma se avesse dovuto sceglierne uno,\nquale avrebbe scelto? <\/p>\n\n\n\n<p>Appena\nRanocchia si avvicin\u00f2, il grillo inizi\u00f2 a saltarle intorno velocissimo senza\nfermarsi mai, urlando sempre pi\u00f9 forte CRI CRI CRI.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEhi!\nSei matto? Mi stai facendo venire mal di testa! Fermati, stai un po\u2019 zitto\u2026 non\nc\u2019\u00e8 pace qui uffa!\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEcco\nvoi ranocchie saltate tutto il giorno e fate CRA CRA CRA, se poi un grillo vi\nsalta intorno facendo CRI CRI CRI, vi d\u00e0 fastidio, va che siete proprio\nbizzarre!\u201d borbott\u00f2 Tonello il vecchio grillo parlante, nonch\u00e9 danzante, ex\ncampione nazionale di ballo liscio piemontese.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi\nscusi Sig. Tonello il Grillo parlante e danzante, ma come vede lo stagno \u00e8\npieno dei miei fratelli e sorelle che gracidano tutto il giorno e io ogni tanto\nscappo, perch\u00e9 non li sopporto pi\u00f9, anzi lei mi saprebbe indicare una via di\nfuga da questo stagno?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Tonello\nera molto, molto parlante non riusciva a stare fermo e zitto neanche un\nsecondo, inond\u00f2 Ranocchia di parole, le raccont\u00f2 pi\u00f9 o meno tutta la sua vita,\ncirca 3 mesi, ma molto molto intensi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ranocchia\nebbe alcuni momenti di assopimento, si pent\u00ec parecchio di avere fatto quella\ndomanda al grillo, che tra l\u2019altro parlava solo di s\u00e9 e non le stava dando\nalcuna notizia interessante per la sua fuga! Infine Ranocchia decise di\ntornarsene sulla propria ninfea e se ne rest\u00f2 l\u00ec imbronciata e pensierosa. Per\nquel giorno non aveva combinato niente di buono e n\u00e9 la lumaca, n\u00e9 tantomeno il\ngrillo le avevano detto qualcosa di utile e lei non sapeva proprio come uscire\nda quella situazione e soprattutto da quello stramaledetto stagno.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle\nsettimane successive, ogni giorno faceva un salto pi\u00f9 lontano dallo stagno,\nesplorando un nuovo pezzo di radura, faceva qualche nuova conoscenza con gli\nanimali dei dintorni e quelle piccole conquiste e quegli incontri le parevano\nmagici, e tutto ci\u00f2 che trovava un po\u2019 lontano dallo stagno le sembrava\nbellissimo perch\u00e9 lo aveva scoperto lei, da sola. <\/p>\n\n\n\n<p>Aspett\u00f2\npi\u00f9 o meno pazientemente l\u2019arrivo dell\u2019Inverno, e quando di colpo vide che\ntutta la sua famiglia si stava inabissando nel fango per entrare in una specie\ndi letargo &#8211; si trattava di rane di montagna, della specie detta anche Rana\nTemporaria &#8211; ecco, a quel punto Ranocchia cap\u00ec che non c\u2019era pi\u00f9 tempo, doveva\ndecidersi, doveva lasciare il suo gruppo, o adesso o mai pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Indoss\u00f2\nla sua tutina da sci rossa, le sue ciaspole arancioni per non affondare nella neve\ne mentre tutti erano intorpiditi dal sonno, si avvi\u00f2 nella notte buia d\u2019Inverno,\nsotto i grandi fiocchi di neve che cadevano fitti fitti.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovete\nsapere che Ranocchia odiava nell\u2019ordine la neve, il freddo e le ciaspole\u2026e\nquella notte affront\u00f2 tutte le sue paure perch\u00e9 l\u2019ignoto, il tanto temuto\nignoto, la stava chiamando.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo\nqualche ora, per\u00f2, cominci\u00f2 a sentirsi stanca, forse si era imbottita troppo, chiss\u00e0\nquanto aveva camminato non aveva neanche capito da che parte si era avviata,\nNord Sud Est o Ovest, aveva paura e voglia di piangere e si sentiva sola, ma\nnon voleva fermarsi, doveva andare avanti. Lontano. Lontano da quello stagno,\ntroppo stretto per lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Le\nciaspole scricchiolavano sulla neve, il freddo le faceva lacrimare gli occhioni.\nOppure era la paura? C\u2019erano solo lei e il bosco, in quel tratto gli alberi\nerano completamente spogli, come grandi scheletri scuri che delimitavano la\nstradina innevata, tutto era silenzioso, magico e inquietante allo stesso\ntempo. &nbsp;D\u2019un tratto ebbe la sensazione di\nessere osservata e seguita, un brivido ancora pi\u00f9 gelido le attravers\u00f2 la\ntutina rossa, gocce di sudore le scendevano dalla fronte, come avrebbe fatto a\nscappare con quelle zavorre alle zampe? &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per\nfortuna si ricord\u00f2 di essere una rana, quindi poteva girare gli occhi e vedere\nlateralmente senza girare la testa e anche un po\u2019 dietro, e scorse un corpo\npeloso e un muso poco simpatico a pochi metri da s\u00e9\u2026 &nbsp;Allora si ricord\u00f2 dei grandi balzi gi\u00f9 dalle\nninfee con Girandolino, si liber\u00f2 rapidamente dalle zattere e inizi\u00f2 a saltare\nin mille direzioni per confondere quel mostro peloso.<\/p>\n\n\n\n<p>Era\nuna faina: acerrimi nemici delle rane, insieme ai gatti, e correva veloce\ninseguendo Ranocchia ed era chiaro che non aveva nessuna intenzione di perdersi\nquel delizioso pasticcino!<\/p>\n\n\n\n<p>Il\npasticcino per\u00f2 non aveva affrontato quella neve e quella notte per finire\nnella pancia di quell\u2019orrenda faina, e cos\u00ec continu\u00f2 a saltare sempre pi\u00f9 in\nalto meravigliandosi di s\u00e9 stessa, dove aveva trovato quell\u2019agilit\u00e0 e quella forza?\n<\/p>\n\n\n\n<p>La faina\nera velocissima e non si lasciava ingannare dai salti di Ranocchia in tutte le\ndirezioni, e dal canto suo Ranocchia anche se continuava a saltare sentiva il fiato\ndi quella bestiaccia sempre pi\u00f9 vicino e \u2026bleah\u2026non aveva neanche un buon\nodore, qualche zampata l\u2019aveva quasi tramortita e un dente aguzzo le aveva ferito\nuna zampetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Sent\u00ec\nun dolore acuto e un liquido freddo scivolare dalla sua polposa coscetta, era\normai senza forze e al freddo non avrebbe resistito a lungo, improvvisamente si\ntrov\u00f2 sotto una grandissima quercia e quasi per sbaglio fin\u00ec dentro un buco\nsemi nascosto, proprio sotto il grande albero!<\/p>\n\n\n\n<p>Ranocchia\npercorse rapidamente un breve tratto di galleria buia sotto l\u2019albero, mentre\nancora sentiva il fiato affannato della faina all\u2019imbocco della galleria, che\nper\u00f2 era troppo stretto per farla entrare: era salva! <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPUF\nPANT, ce l\u2019ho fatta\u201d farfugli\u00f2 Ranocchia e si accorse di avere una gran fame,\nnon mangiava da un sacco di ore.<\/p>\n\n\n\n<p>Leg\u00f2\nla sciarpetta rossa alla zampetta ferita e prosegu\u00ec al buio, si sentiva al\nsicuro senza paura in quel momento: al fondo della galleria apparve una piccola\nlucina davanti ad una minuscola porticina e una targa con la scritta \u201cGNOMI E\nCOGNOMI\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Timidamente\nbuss\u00f2 tre volte, come le aveva insegnato la mamma, le venne un po\u2019 di nostalgia\nnell\u2019attesa, che le sembr\u00f2 eterna, nessuno rispose, stava per andarsene, quando\nla porta si apr\u00ec e apparve uno gnomo classico, come quelli che ti descrivono le\nnonne nelle loro storie fantastiche: una grande barba bianca, il cappello rosso\na cono pi\u00f9 alto di lui, una gran nasone in proporzione alla sua minuta statura,\ndei pantaloni da gnomo e degli stivaletti rossi con la punta rigirata verso\nl\u2019alto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne\naveva sempre sentito parlare, ma non ne aveva mai incontrato uno, anche se non\naveva mai messo in dubbio la loro esistenza. All\u2019ingresso della calda e\naccogliente casetta trov\u00f2 una piccola cicala che inizi\u00f2 a cantare per\nannunciare a tutta la famiglia, o meglio alle due famiglie di cugini, Gnomi e\nCognomi, che abitavano sotto la quercia secolare, l\u2019arrivo di questa piccola\nospite tutta verde, vestita di rosso! <\/p>\n\n\n\n<p>Tempo\ndi entrare nella casetta calda e colorata, e a Ranocchia si annebbi\u00f2 la vista,\ni grandi occhioni si girarono al contrario e cadde svenuta davanti a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPresto,\npresto!\u201d url\u00f2 Ricky, il topino di campagna che condivideva la casa con le\nfamiglie di Gnomi, insieme a suo fratello Rocky e alla cicala, quest\u2019ultima\nfungeva principalmente da campanello e da radio ufficiale, cantava qualsiasi\ngenere musicale, anche se di solito gli gnomi, incredibilmente preferivano il\nrock! <\/p>\n\n\n\n<p>Nelle\ndue casette collegate sotto la quercia antica vivevano Nonno Gnomo e Nonna Gnoma\nda una parte e Cugino Gnomo e Cugina Gnoma dall\u2019altra, tutti apparentemente molto\navanti negli anni: \u00e8 curioso come gli Gnomi appaiano sempre anziani, pare che\nnessuno abbia mai incontrato uno gnomo bambino o ragazzino.<\/p>\n\n\n\n<p>I due\ntopini, invece aiutavano a tenere pulita la casa e si accontentavano di un\nlettino caldo e di un po\u2019 di formaggio in cambio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPresto\nmettiamola nel letto, ha una zampetta ferita, presto presto Rocky portami\ngarze, cerotti, disinfettante, per fortuna si tratta di poco pi\u00f9 di un graffio\u2026Rocky\ndove sei, stai dormendo o mangiando come sempre?\u201d url\u00f2 di nuovo Ricky cercando\ndi svegliare suo fratello Rocky, che nei momenti pi\u00f9 importanti o dormiva o\nmangiava o era in bagno.<\/p>\n\n\n\n<p>Rocky\nera tondo come una forma di parmigiano e tutte le magliette gli stavano corte e\nsi vedeva la sua panciotta abbondante e soffriva di una lieve balbuzie \u201cRicky\nnon urlare sempre sono ssss\u2026sveglisssssimo! arrivo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre\nle curavano la zampetta e Nonna Gnoma le portava un latte profumatissimo che le\nsembr\u00f2 una pozione magica, Ranocchia apr\u00ec gli occhi, si sent\u00ec tornare al Mondo\ne bevve il bicchierone di latte che le avevano messo sul comodino: odorava di\ncannella e di mirtilli selvatici, di miele di castagno e di mandorla dolce\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuonissimo!\nGrazie, mi chiamo Ranocchia e stavo scappando dal mio stagno, poi ho incontrato\nuna faina che voleva mangiarmi. Per fortuna ora sono qui con voi, la zampa mi\nfa gi\u00e0 meno male, e perci\u00f2 \u00e8 vero che siete magici!\u201d disse Ranocchia tutta d\u2019un\nfiato, le capitava spesso di parlare molto veloce perch\u00e9 di solito nessuno la\nascoltava e la capiva mai e cos\u00ec le veniva di dire tutto in fretta, quasi senza\nrespirare e gli altri non la capivano, uffa! <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFai\naaa-attenzione ai gatti e alle faine, sono cattivissimi!\u201d le sorrise Rocky. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChiss\u00e0\ncome fa a sfuggire alle faine cos\u00ec tondo hihihi\u201d pens\u00f2 ridacchiando tra s\u00e9 e s\u00e9\nRanocchia, sentendosi gi\u00e0 affezionata a quella strana combriccola che l\u2019aveva\ncurata ed accolta.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimase\nqualche giorno con loro, per far guarire la zampetta, e intanto impar\u00f2 quasi\ntutto su come vivono gli Gnomi e apprese alcuni segreti per sopravvivere da\nsola nel Bosco e quando finalmente si sent\u00ec meglio, rimettendosi in piedi, le\nsembr\u00f2 che la sua forza fosse raddoppiata e il suo coraggio adesso fosse\ninfinito. <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec\nabbracci\u00f2 e salut\u00f2 tutti e part\u00ec verso Est.<\/p>\n\n\n\n<p>Ranocchia\nera testarda, lo sapeva e i suoi fratelli e sorelle non facevano che\nricordaglielo continuamente\u2026no non l\u2019avrebbe data vinta a nessuno, non si\nsarebbe arresa, non sarebbe tornata allo stagno! Lasciare la casetta calda e\naccogliente degli Gnomi e ripartire con la neve, dimenticando di prendere le\nsue ciaspole oltretutto, non era stato semplice, ma quel giorno il Sole\nsplendeva e il Cielo era azzurrissimo, alcuni uccellini la seguivano\ncanticchiando e lei cercava di saltare da un sasso all\u2019altro lungo la via, per\nnon affondare nella neve fresca.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nzampetta le faceva ancora male, ed era di nuovo sola, ma continuava a\nsaltellare fiduciosa, dove sarebbe andata e chi avrebbe incontrato ancora non\nlo sapeva, si inoltr\u00f2 in un bosco fitto di castagni che tra un\u2019ombra e l\u2019altra\nnascondevano ancora dei ricci ormai vuoti ma pungenti! <\/p>\n\n\n\n<p>Ranocchia\nsi divertiva a schivare i ricci ad un certo punto rischi\u00f2 di atterrare su una\nsalamandra pezzata gialla e nera che stava prendendo un po\u2019 di Sole tra i\ncastagni, non sapeva quanta strada aveva fatto ma aveva proprio voglia di\nchiaccherare con qualcuno:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Mi scusi\nsignora Salamandra non l\u2019avevo proprio vista! <\/li><li>Per\ncominciare bene, mi chiamo Sal e sono un signor Salamandra, buongiorno\nbenvenuta a Castania signorina Rana<\/li><li>Ranocchia,\nmi chiamo Ranocchia e vengo da uno stagno dell\u2019Ovest! <\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Avrebbe voluto dire\nFar West, che le suonava molto avventuroso, ma la seriet\u00e0 del Signor Sal\nSalamandra la gel\u00f2 pi\u00f9 della neve, con un filo di voce tra il curioso e il\ntimoroso, os\u00f2 chiedergli come mai in quel bellissimo bosco di castagni sembrava\nnon ci fosse anima viva se non qualche cornacchia gracchiante e lui, il\nSalamandra.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ec che apprese\nche uno Specchio magico stregato da una Cornacchia di mezza et\u00e0 a PH elevato,\nun modo gentile e scientifico per dire acida, appariva improvvisamente in mezzo\nal Bosco dal primo giorno d\u2019Inverno. Lo Specchio rifletteva a seconda di chi lo\nguardasse un\u2019immagine dei propri sogni o delle proprie paure e tutti quelli che\nlo avevano incontrato erano spariti nel nulla risucchiati da una strana energia\nche li faceva passare attraverso l\u2019immagine riflessa e scomparire chiss\u00e0 dove.<\/p>\n\n\n\n<p>Ranocchia, che tra i tanti\npregi non si potevano certo elencare la riflessione e la cautela si sent\u00ec\nchiamata a sposare quella nobile causa: trovare lo Specchio, scoprire dove\nerano finiti tutti gli abitanti di Castania e liberarli, non valutando rischi e\npericoli e soprattutto il PH acido della Cornacchia.<\/p>\n\n\n\n<p>Sal le fece una breve\ndescrizione e sintesi della Strega Cornacchia: alta e magra, non amava mangiare\nmolto, qui Ranocchia ipotizz\u00f2 la causa principale della sua cattiveria e\nsolitudine, non si era mai sposata perch\u00e9 ogni Cornacchio che aveva incontrato\nveniva respinto alla prima manifestazione di un difetto:<\/p>\n\n\n\n<p>chi mangiava troppo,\nsecondo lei, chi era avaro e non le portava mai fiori e gioielli, chi non amava\nl\u2019acqua e non profumava certo di bosco, chi passava ore a parlare invece di\nlavorare, chi era troppo geloso e la soffocava, chi era troppo pigro e non scendeva\nmai dall\u2019albero, chi correva dietro a tutte le penne del vicinato\u2026insomma\nnessuno andava mai bene cos\u00ec si rintanava nel suo nido sul castagno pi\u00f9 alto\ndel bosco e non sopportava pi\u00f9 nessuno e diventava sempre pi\u00f9 acida e burbera.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizi\u00f2 a studiare libri\ndi stregoneria e pozioni magiche, una nuvola nera circondava il suo nido mentre\ncercava il modo di fare sparire tutti e rimanere da sola, la regina del bosco.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la sua cattiveria\nzittiva tutti, nel bosco non si poteva pi\u00f9 cantare, ascoltare musica, organizzare\ngrigliate con gli amici che subito la Cornacchia acida fulminava tutti con la\nsua voce stridula.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto il bosco si era\nintristito, ma a lei non bastava ancora il suo obiettivo era far sparire tutti,\nfinch\u00e9 un giorno prese un\u2019anta del suo armadio antico, quella con lo specchio e\ncon una serie di lozioni magiche fatte di ossa di criceto claustrofobico, di\npenne di pipistrello arrabbiato, guano di cornacchia acida, il tutto condito\ncon grasso di orso in letargo, ottenne lo Specchio Magico che avrebbe\ninghiottito chiunque si fosse specchiato e avesse creduto nell\u2019immagine\nriflessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Trionfante posizion\u00f2\nlo Specchio Magico al centro del Bosco, dopo aver fatto sparire come prova due\npasserotti gemelli che vennero a salutarla dal balcone, i tapini videro due\nbellissime aquile volare sulle cime incantate delle Alpi e il loro sogno di\ngloria li inghiott\u00ec per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel giorno poco\nper volta tutti gli abitanti di Castania furono attirati dallo Specchio e\nsvanirono nel Nulla, la Strega Cornacchia aveva realizzato il suo sogno solo\nqualche suo parente intu\u00ec il piano e non si lasci\u00f2 attirare, mentre Sal cerc\u00f2\ndi fermare tutte le altre salamandre che videro un bellissimo Fuoco riflesso e\nrisvegliarono la leggenda antica di essere le guardiane del rovente elemento.<\/p>\n\n\n\n<p>Sal si era bruciato\ntutte le macchie gialle durante un incendio da piccolo, era rimasto tutto nero\nper un bel po\u2019, preso in giro da tutti, fino a che non era tornato come tutti\ngli altri, almeno nell\u2019aspetto\u2026perch\u00e9 di indole non era pi\u00f9 tornato come gli\naltri, aveva imparato a pensare con la sua testa, pure troppo, perch\u00e9 tutte le\nvolte difendeva la sua idea e la sua diversit\u00e0 a spada tratta! <\/p>\n\n\n\n<p>Si occupava della\nsalute del suo gruppo di salamandre, dai consigli alimentari, alle capriole sull\u2019erba\nper rimanere sveglie e flessibili, alle posizioni Yoga, al concentrarsi sui\npropri desideri\u2026mentre ascoltava il lungo racconto di Sal qui a Ranocchia\ntornarono in mente le lezioni di Irina e Irona, le mangiate domenicali con Pap\u00e0\nRospo e le polpette di moscerini, e le venne nostalgia del suo piccolo stagno,\nche un po\u2019 sotto la sua scorza verde cominciava a mancarle! <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Presto!\nVado! Parto! Trover\u00f2 lo Specchio e gli abitanti di Castania! <\/li><li>Aspetta\nRanocchia \u00e8 pericoloso, Ranocchia ascolta ti spiego come\u2026Ranocchiaaaaaa<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Non sent\u00ec le\nraccomandazioni del signor Sal Salamandra era gi\u00e0 corsa anzi saltellata a\ncercare lo Specchio stregato per tutto il Bosco, presa dal suo entusiasmo\nincosciente, dalle sue manie di salvare il Mondo e forse di diventare cos\u00ec il\nDelfino magico dei mari tropicali.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo Specchio aveva gi\u00e0\nvisto saltellare qualcosa di rosso dall\u2019alto di una rocca al limitar del Bosco,\nera tempo che non vedeva saltellare nessuno da quelle parti e non si sarebbe\nperso quella ghiotta occasione di far sparire un altro essere.<\/p>\n\n\n\n<p>La Cornacchia acida\ndal canto suo, non si sentiva pi\u00f9 felice adesso che tutti gli abitanti del\nBosco erano spariti, era diventata sempre pi\u00f9 cupa e con l\u2019avanzare degli anni,\nqualcuno su cui contare cominciava a mancarle. <\/p>\n\n\n\n<p>Sal inizi\u00f2 a correre\npi\u00f9 veloce possibile con le sue zampette corte, doveva raggiungere Ranocchia\nprima che commettesse qualche stupidaggine oppure seguirla, non ce l\u2019avrebbe\nmai fatta da sola cos\u00ec piccola e sprovveduta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ranocchia non si\nsentiva n\u00e9 piccola n\u00e9 tantomeno sprovveduta, ogni tanto le veniva fuori un\ncoraggio da leone della foresta e nessuno l\u2019avrebbe mai fermata. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo Specchio si ferm\u00f2\nindifferente nei pressi di una cascata si ripul\u00ec e aspett\u00f2 Ranocchia tutto\nluccicante, era cos\u00ec facile quella Ranocchia era davvero un libro aperto,\ntrasparente come l\u2019acqua cristallina che scendeva dalla Montagna Incantata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbe tutto il tempo\ndi riflettere l\u2019immagine perfetta del sogno di Ranocchia: un bellissimo delfino\nargentato che saltava accanto alle navi da crociera nei mari tropicali e lei\ncome previsto si sent\u00ec girare la testa di fronte a quell\u2019immagine meravigliosa\ne si sent\u00ec attratta dallo Specchio come un ferro di cavallo in un campo\nmagnetico, chiuse gli occhi e spar\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sentiva girare\ncome una trottola, vedeva scorrere immagini come in un tunnel senza distinguere\nnulla, ora buio ora illuminato le sembr\u00f2 di viaggiare sospesa in un letto di\naria calda per un tempo infinito, si lasci\u00f2 andare senza pensare dove sarebbe\nfinita e se ne sarebbe uscita viva! <\/p>\n\n\n\n<p>Pian piano la\ncorrente che la trasportava inizi\u00f2 a rallentare e la luce a diventare sempre\npi\u00f9 forte, Ranocchia si sentiva stordita come in un sogno, con i sensi\noffuscati e un\u2019arietta fresca e leggera le accarezz\u00f2 il musetto paffuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si svegli\u00f2 dopo un viaggio\nche le era sembrato eterno, si stropicci\u00f2 gli enormi occhioni da rana e vide\nche tutto intorno a lei c\u2019era una valle verdissima e bellissima, tutte verde\npiena di fiori e alberi da frutta carichi di frutti di tutti i colori, uccelli\nvariopinti volavano intorno a cascate scroscianti di acqua smeraldina, in un\nclima di apparente eterna Primavera: pens\u00f2 di essere in un sogno o di essere\nmorta e di essere in Paradiso.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la seconda volta\nin vita sua si sentiva sola, non si era accorta del tempo che era passato, lo\nspecchio era l\u00ec accanto al ruscello e le rimandava un\u2019immagine strana,\nincomprensibile: vedeva una grotta buia piena di stracci, che guardando bene si\nmuovevano! <\/p>\n\n\n\n<p>Fece un balz\u00f2\nall\u2019indietro, quell\u2019immagine la inquietava parecchio.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovete sapere che\nRanocchia nei momenti topici, di fronte a paura, dolore e persino fame,\nsemplicemente \u2026SVENIVA!<\/p>\n\n\n\n<p>Certo questo\nparticolare non fa di lei un\u2019eroina intrepida dei Sette Mari o meglio dei Sette\nStagni, si addormentava o sveniva, insomma perdeva coscienza, come se non ne\nvolesse pi\u00f9 sapere, certa che qualcosa o qualcuno o tutti e due sarebbero\nintervenuti in suo aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Credetemi non era\nvilt\u00e0 la sua, era un modo di cercare aiuto, si lei era forte e coraggiosa, ma\nera convinta che nei momenti difficili si trova sempre un aiuto e cos\u00ec si\naffidava al \u2026nulla praticamente.<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso, aiuto o\nno, si svegliava sempre riposata e piena di energia per ripartire, comunque se\nla sarebbe sempre cavata in tutte le situazioni sempre, era certa \u2026o quasi.<\/p>\n\n\n\n<p>Stremata dal turbinio\ndi emozioni, inizi\u00f2 a girarle vorticosamente la testa e cadde stesa accanto\nallo specchio e al ruscello.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOh guarda che bella\nRanocchia, ce la mangiamo?\u201d disse annusandola Lino, l\u2019asinello. Era piccolo e\nbiondo con delle chiazze marroni sparse su tutto corpo, ancora cucciolo tra le\norecchie aveva un ciuffo di peli marroni pi\u00f9 scuri che formavano uno strano\nricciolo come la coda che andava all\u2019ins\u00f9, gli occhi erano scuri e profondi, a\ndispetto di quanto si dice degli asini sembrava molto saggio e quando sorrideva\ntirava fuori una fila di dentoni dritti dritti e bianchissimi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVia no \u00e8 troppo\npiccola non ce n\u2019\u00e8 per tutti e poi in 3 finiremmo per litigare e non mi piace\nlitigare!\u201d rispose Wolf, il lupo-cane. Era un incrocio tra un lupo bianco\nartico e un cane da pastore, era tutto bianco con una chiazza nera a forma di\ncuore proprio sulla gola, di un\u2019et\u00e0 indefinita n\u00e9 giovane n\u00e9 vecchio. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPuah! A me le rane\nfanno schifo\u201d aggiunse Paul, guardando al di sopra degli occhialini tondi e\ndorati, era una corvo dalle piume nerissime, nonostante non fosse pi\u00f9\ngiovanissimo, con una nota di disappunto che gli derivava dal becco giallo e un\npo\u2019 storto, chiss\u00e0 forse per un\u2026battibecco un po\u2019 acceso! <\/p>\n\n\n\n<p>Ripresero le domande,\nnello stesso ordine, perch\u00e9 parlavano sempre in ordine prima Lino, poi Wolf e\ninfine chiudeva Paul.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa svegliamo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, dorme cos\u00ec\ntranquilla\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa star\u00e0 bene?\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSembra che sogni\nfelice\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGuarda che bella\npanciotta che ha\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn po\u2019 di dieta non\nle farebbe male, fra un po\u2019 non riesce pi\u00f9 a saltare\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome si permettono?\u201d\nRanocchia in realt\u00e0 li stava sentendo, ma continuava a fingere di dormire per\ncapire se erano cattivi e saltare via al primo segnale di pericolo o scoprire\nse aveva trovato dei bizzarri nuovi amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Lino, l\u2019asino, che in\nrealt\u00e0 era il pi\u00f9 saggio e intelligente di tutti, la guard\u00f2 con affetto \u201cche\ncarina!\u201d \u201cvi ricordate la leggenda del Principe Ranocchio?\u201d \u201cNO DAI RACCONTA\u201d\ngracchi\u00f2 Paul.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi narra che in\nquesta bellissima Valle ci sia una grotta oscura dove vive una Strega Umana\ntutta vestita di nero con una bocca color del fuoco, una voce stridula, nera di\nocchi e di capelli, alta e snella con un nasone lungo lungo da strega. Nessuno\nsa come sia arrivata qui, pare che gli umani l\u2019abbiano cacciata e rinchiusa\nnella grotta, da l\u00ec attraverso lo Specchio Magico e l\u2019alleanza con una Strega\nCornacchia e un Serpente Viscido aveva fatto sparire tutti gli abitanti di\nCastania nel nulla. Avendo scoperto dallo Specchio Magico che tutto riflette\nche una coppia di ranocchi l\u2019avrebbe sconfitta, ha fatto rapire dal viscido Serpente\nil Principe Ranocchio e lo tiene prigioniero sotto un mucchio di vestiti\ndimenticati dalle umane che ne hanno troppi.<\/p>\n\n\n\n<p>La grotta oscura si\nsta espandendo, al di sotto di tutta la valle e sta assorbendo l\u2019energia dei\nfiori e dei ruscelli, se non si ferma presto la valle sprofonder\u00e0 nella grotta.\nUna ranocchia arriver\u00e0 per salvarla\u2026ma sar\u00e0 mica questa qui piccola e tonda che\ndorme?\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni interi\neserciti di rane, ranocchi, rospi e rospetti erano arrivati nella valle\nLuminosa (cos\u00ec si chiamava) , con i loro caschetti verdi, armati di ramoscelli\ne scacciamosche, ma nessuno di loro aveva mai trovato l\u2019accesso alla Grotta\nOscura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ranocchia non amava\npropriamente l\u2019avventura e tantomeno i conflitti o le streghe umane, e per\ndirla tutta ancora si stava chiedendo perch\u00e9 era partita dal suo stagno sicuro,\nquella notte di Inverno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOra mi fingo morta,\nfinch\u00e9 non se vanno questi tre\u201d stava pensando, quando la coda di Wolf le\nsolletic\u00f2 il naso, scatenando un incredibile e ranocchiesco starnuto ETCIUUUUUU,\nche echeggi\u00f2 per tutta la valle.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec fu costretta,\nsuo malgrado, a svegliarsi, conoscere Lino, Wolf e Paul e partire alla ricerca\ndella Grotta Oscura, inseguendo lo Specchio che aveva iniziato a saltellare\ncome un matto verso il fondovalle, verso l\u2019orrido delle Ombre.<\/p>\n\n\n\n<p>Ranocchia accett\u00f2\nvolentieri l\u2019invito di Lino a salire in groppa, Paul volava per non perdere di\nvista lo specchio e Wolf seguiva una pista tutta sua, convinto del suo fiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Visti da fuori erano\nuna bizzarra combriccola e Ranocchia si divertiva un mondo ad ascoltare le loro\nstorie surreali e i loro battibecchi. Si conoscevano da molti anni, ognuno di\nloro aveva perso le tracce dei propri simili in qualche modo e si erano trovati\nper caso e aggregati per farsi forza l\u2019un l\u2019altro, tutti insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Vivevano di ci\u00f2 che\ntrovavano nella natura, frutta, erba, qualche insetto e per Wolf ogni tanto\nqualche piccolo animaletto che cacciava di tanto in tanto, per non dimenticare\nla sua natura di lupo.<\/p>\n\n\n\n<p>La valle era abitata\nprevalentemente da farfalle e fiori colorati e non succedeva mai niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno di loro era\nconvinto che la Strega Umana e la Grotta Oscura esistessero davvero, ma da\nqualche tempo avevano notato che i fiori e le farfalle erano diminuiti e i loro\ncolori stavano sbiadendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo specchio\nsaltellava sempre pi\u00f9 velocemente e il Sole stava ormai tramontando sulla Valle\nLuminosa, per la grande gioia di Ranocchia stavano arrivando all\u2019Orrido delle\nOmbre.<\/p>\n\n\n\n<p>Scavato dalle grandi\ncascate, delimitato da umide, fredde, buie e alte pareti rocciose, tortuoso e\npieno di cunicoli, cos\u00ec si presentava ai loro occhioni ormai stanchi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVado a perlustrare\ndall\u2019alto, non vi muovete!\u201d, disse Paul.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBRRR, odio l\u2019acqua e\nil freddo\u201d, replic\u00f2 Wolf senza dare ascolto a nessuno. Lino si accasci\u00f2\nsull\u2019erba e Ranocchia salt\u00f2 gi\u00f9 per sgranchire le sue tonde gambette: l\u2019erba\nera fredda e umida, saltell\u00f2 tutto intorno \u201cUhm questo posto non mi trasmette\nnulla di buono e comincio ad avere freddo, fame e sonno!\u201d. Ranocchia era sempre\nmolto legata ai suoi bisogni primari e un\u2019avventura a digiuno non era affatto\nnei suoi programmi!<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAndremo d\u2019Inverno,\nin un vagoncino rosa con tanti cuscini blu. Sar\u00e0 dolce. * Arthur Rimbaud<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa voleva dire\nquesta frase che le risuonava in testa?<\/p>\n\n\n\n<p>Le sembrava di\nsentirla dalle acque, da sotto la cascata centrale, presa da una folle\ncuriosit\u00e0 senza pensare si tuff\u00f2 nel laghetto formato dalle acque impetuose che\nscendevano dall\u2019alto con un rumore fragoroso e nuotando rapida e sinuosa come\nsempre pass\u00f2 sotto la cascata. <\/p>\n\n\n\n<p>Ranocchia era cos\u00ec, a\nvolte pigra, a volte paurosa poi improvvisamente si buttava in imprese\npericolose senza ragionare, senza pensarci un attimo! Si trov\u00f2 in un cunicolo\nliscio, freddo, buio e umido e da l\u00ec esattamente proveniva quel canto\u2026dove lo\naveva gi\u00e0 sentito? \u201cAndremo d\u2019Inverno\u2026\u201d lo segu\u00ec senza timore mentre il\ncunicolo si faceva sempre pi\u00f9 stretto, ma lei era piccolina, prosegu\u00ec dritta e\nsicura, piena di una forza e di un coraggio che proprio mai avrebbe pensato di\navere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChiss\u00e0 quanto \u00e8\npreoccupata la Mamma Rana, ti prometto che torner\u00f2 presto e star\u00f2 sempre con\nte!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon avere paura\npiccolina, va\u2019 e sii felice, se tu sei contenta lo sar\u00f2 anche io\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Le sembr\u00f2 di vederla\ne sentirla, si era fatta pi\u00f9 curva, non saltellava pi\u00f9 e i suoi passi si erano\nfatti pi\u00f9 insicuri e pi\u00f9 lenti, le si riemp\u00ec il cuore di nostalgia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDai libero \u2018sto\nPrincipe Ranocchio e arrivo maman! Yuhuuu! \u201c<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine del\ncunicolo si apriva una grotta ampia, a pianta circolare, buia e scivolosa, sembrava\nfatta di roccia granitica rossiccia con delle venature grigio scuro, era\nricoperta di licheni verdissimi dai quali scendevano piccole goccioline di\numidit\u00e0 senza fine sul pavimento melmoso. Un odore di marcio esalava da ogni\nparte, per fortuna verso l\u2019alto si apriva un\u2019ampia fessura a forma di dente\naguzzo dalla quale arrivava un po\u2019 di luce e di aria, guardando bene dalla\nfessura partivano dei gradini scolpiti nella roccia che scendevano nella grotta\ncircolare.<\/p>\n\n\n\n<p>A destra si\nintravedeva una specie di altare di alabastro nero lucido con tanti teschi di\nogni forma e dimensione e una candela che si stava spegnendo, dietro l\u2019altare\nsembravano aprirsi altri lugubri cunicoli come se la grotta non avesse fine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBRRR che orrore!\u201d\nurl\u00f2 Ranocchia.<\/p>\n\n\n\n<p>In mezzo alla grotta\nc\u2019era un enorme mucchio di vestiti di tutti i colori che formava una grande\nmontagna che si ergeva verso l\u2019alto, verso la fessura.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUAAAAA che ci faccio\nqui in una grotta buia, puzzolente e piena di vestiti UAAAAAAAA\u201d pensando di\nnon essere vista e sentita scoppi\u00f2 a piangere disperata, le sembrava tutto cos\u00ec\nassurdo, si guard\u00f2 indietro da dove era arrivata, poteva uscire da dove era\nentrata eppure qualcosa la immobilizzava l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEhi lass\u00f9 chi sei?\nSono qui sotto i vestiti AIUTOOOO!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChi ha parlato?\u201d\nsobbalz\u00f2 Ranocchia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi chiamo Frog, sono\nil Principe Ranocchio e sono imprigionato qui sotto tutti questi vestiti delle\numane, liberami per favore\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFrog come ci sei\nfinito l\u00ec, da dove arrivano questi vestiti, se sei un Principe tu dovresti\nliberare me, io mi chiamo Ranocchia!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono cambiati i\ntempi, DAI AIUTAMI SU\u2019!\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUffa! Da che parte\ncomincio adesso?\u201d osserv\u00f2 quel mucchio di vestiti, di tutti i colori, taglie e\nmodelli, ma che se ne facevano le umane e che ci facevano l\u00ec?\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Inizi\u00f2 lentamente a\nriordinarli, da un lato quelli ancora belli, dall\u2019altro quelli sgualciti,\nquelli stracciati, quelli nuovi, quelli vecchi, quelli brutti\u2026ma mano che il\nmucchio si assottigliava cresceva in Ranocchia una strana sensazione, quasi\nansia o forse erano le famose farfalle nello stomaco, proprio a lei che l\u2019unica\ncosa al mondo che non mangiava erano proprio le farfalle colorate.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE tu chi sei piccolo\nsgorbietto verde?\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAAAH la brutta\nstrega cattiva!\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Stava scendendo\nrapidamente con le lunghe gambe magrissime dall\u2019alto, nera come il carbone, con\nle mani chiazzate di bianco sembrava una salamandra: gli occhi scurissimi dal\nguizzo maligno, il naso lungo, la voce acuta e stridula.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCaspita, esattamente\nil prototipo della strega\u2026precisa!\u201d le scapp\u00f2 tra il pensiero e l\u2019alta voce.\nGuardando bene aveva un serpente viscido intorno al collo, dalla testa tonda e\ncalva e la coda sottilissima, di un colore indefinito tra il verde e il marrone\ncome se fosse fatto di melma. Le ricord\u00f2 vagamente Sir Biss di cui aveva\nsentito parlare nei giorni felici allo stagno\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>La salamandra, ops la\nstrega e il viscido serpente erano brutti e minacciosi e si stavano\nprecipitando verso di lei, che fare?<\/p>\n\n\n\n<p>Frog era ancora\nsepolto sotto i vestiti e non lo aveva pi\u00f9 sentito\u2026Bel Principe si sar\u00e0\nsicuramente addormentato! Dovete sapere che Ranocchia aveva perso ogni fiducia\nnei Principi Ranocchi. Dal lato suo, nei momenti difficili si paralizzava,\nquando non sveniva, ovviamente!<\/p>\n\n\n\n<p>Non avendo\npossibilit\u00e0 di lottare ad armi pari contro le due viscide creature scelse di\nsaltare pi\u00f9 in alto possibile, perch\u00e9 questo sapeva fare lei meglio di loro,\nproprio quando la strega che si chiamava Lena la stava per afferrare con le sue\nmanacce lunghe e chiazzate e il viscido serpente Tino stava allungando la sua\nvelenosa linguaccia biforcuta su di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Era verde a chiazze\nmarroni il serpente, odorava di marcio putrido, mentre saltava in alto riusc\u00ec a\ndargli un calcio fortissimo da farlo roteare tre volte intorno al collo della\nstrega soffocandola all\u2019istante e caddero violentemente su una roccia e furono\ntrascinati via dalle acque torbide e impetuose della grotta e sparirono per\nsempre, inghiottiti dal loro stesso fango.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento\narrivarono i rinforzi, forse un pochino tardi, ma vedere gli amici riemp\u00ec il\ncuore di Ranocchia, Paul il corvo che planava sui vestiti, Wolf che ululava tra\nil minaccioso e il festoso quando si accorse che il pericolo era gi\u00e0 scampato e\nLino appeso ad una corda si calava dall\u2019alto insieme ad un enorme cesto per\nraccogliere tutti i vestiti a mucchi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLA FORZA DEGLI\nAMICI\u201d, url\u00f2 Ranocchia e mentre la strega e il serpente sparivano trascinati\nvia dalle acque tra i cunicoli tortuosi, si sent\u00ec leggera e libera come se\nqualcosa che la tormentava da sempre fosse sparita per sempre, le venne da\npiangere e lasciare scorrere tutte quelle lacrime via come il torrente, come la\nstrega e il suo serpente.<\/p>\n\n\n\n<p>Si ricord\u00f2 di Frog,\nche in tutto ci\u00f2 si era veramente addormentato, il bel addormentato nel pozzo!\nE non si svegli\u00f2 neppure quando lo tirarono fuori dai vestiti, issandolo s\u00f9\nnella radura verde, che apriva sopra la grotta. Il verde brillante e luminoso\naveva di nuovo ricoperto la Valle e la Grotta Oscura si stava richiudendo su\nstessa scomparendo per sempre, erano stanchi, sani e salvi si buttarono\nsull\u2019erba stremati. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCom\u2019\u00e8 bello\u201d si\ndisse Ranocchia e gli stamp\u00f2 un bacio per svegliarlo, ma niente lui continuava\na dormire con un lieve ronzio e la bocca semi aperta, lei lo vedeva bellissimo,\nforse cos\u00ec era l\u2019Amore, guardava oltre ogni difetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Spariti i vestiti, la\nstrega e il serpente finalmente Frog si svegli\u00f2: \u201cEhi mi sono perso qualcosa?\u201d\nIl Ranocchio medio va preso cos\u00ec com\u2019\u00e8, quando \u00e8\u2026sveglio! <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec gli stamp\u00f2 un\naltro bacio e decise che andava bene cos\u00ec com\u2019era.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora voleva solo\ntornare al suo stagno, al suo vecchio caro stagno con la sua famiglia e la sua\nLuna dai raggi argentati, salirono su per la radura e iniziarono a cercare lo\nSpecchio Magico, ma non c\u2019era traccia e anche Paul, Wolf e Lino era svaniti nel\nnulla senza salutare, senza lasciare traccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ranocchia si era\nabituata a trovare amici \u201ca tempo\u201d, tempo di un\u2019avventura, di trascorrere dei\nmomenti insieme e poi PUF sparivano, a volte con baci e abbracci, a volte senza\nsalutarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ricordo le\nrimaneva sempre impresso e ogni amico incontrato l\u2019aveva resa pi\u00f9 ricca, aveva\nimparato qualcosa da lui o da lei anche dai nemici, ora per\u00f2 doveva trovare lo\nspecchio e tornare a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Prese Frog per mano,\nche era un Ranocchio di poche parole e ancora meno di fatti, almeno dalle prime\nimpressioni, eppure accanto a lui le batteva forte forte il cuore e si sentiva\ngi\u00e0 a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo avere camminato\nper pi\u00f9 di due ore nella radura sotto il sole cocente, senza sapere se la\ndirezione presa era quella giusta, giunsero all\u2019ombra di un\u2019enorme quercia\ndalle pesanti fronde piene di foglie verde scurissimo, sulle cui radici sedeva\nun vecchio ranocchio dagli occhi orientali. Era magrissimo, Ranocchia non aveva\nmai visto in tutto il suo stagno un ranocchio cos\u00ec magro, era solo pelle verde\nverdissima, gli occhi orientali erano saggi e luminosi nascosti dagli occhialini\ntondi dorati ed un sorriso calmo e imperturbabile scopriva una fila di denti\npiccoli ed aguzzi e una lingua piccola e appuntita che di tanto in tanto\ncatturava un moscerino croccante che ingoiava dopo averlo masticato\nall\u2019infinito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerca il vero nutrimento\ne troverai tutto e prima di tutto, la pace\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuongiorno, dice a\nme?\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi aspettavo\nRanocchia, da lungo tempo\u201d disse Tamio, il ranocchio giapponese. <\/p>\n\n\n\n<p>Ranocchia alz\u00f2 gli\nocchioni al Cielo, e adesso cosa voleva questo? Era inutile farsi domande su\ncome sapeva il suo nome e perch\u00e9 la stava aspettando. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVai pure avanti, ti\nraggiungo tra poco, dopo aver parlato con Tamio\u201d disse a Frog. Di tutte le prove\nche aveva superato, dentro di s\u00e9 sapeva che quella era la peggiore, la pi\u00f9\ndura.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDEVI CAMBIARE\nRANOCCHIA!\u201d inizi\u00f2 tra il serafico e il minaccioso allo stesso tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIL PROBLEMA NON E\u2019 LA\nPANCIA, IL PROBLEMA E\u2019 ESSERE CONTENTA\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>In effetti aveva messo\nsu un po\u2019 di pancia nonostante le avventure, a lei le mosche e i moscerini non\nerano mai piaciuti e spesso rubava il miele alle api, le piaceva cos\u00ec tanto poi\nlo spalmava sui frutti e lo ricopriva di erba e fogli fresche, uhmmm\nbuonissime, peccato non fosse cibo adatto alle rane e quindi nonostante il\nmovimento e le emozioni, la sua pancia si ingrandiva sempre di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Le piacevano tanto il\nformaggio, le polpette di pesce fritte, il cioccolato\u2026si forse non era il\nregime alimentare migliore per un anfibio! <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDEVI DEVI DEVI\u201d\n\u2026quel verbo, alla seconda persona singolare seguito dal suo nome urlato, le\nappariva come una minaccia, pi\u00f9 che una cura. Certo aveva degli etti di troppo\nche tollerava e aumentavano sempre di pi\u00f9 senza accorgersene perch\u00e9 non aveva\naltre rane intorno con le quali confrontarsi e lo specchio era sparito,\nultimamente si sentiva stanca e appesantita e per dirla tutta a parte il\nmomento clou con la strega nella grotta, non riusciva quasi pi\u00f9 a saltare.<\/p>\n\n\n\n<p>E questa storia di\nandare in giro per il mondo in cerca di avventure le era venuta a noia,\nesattamente come quando nello stagno sognava le avventure.<\/p>\n\n\n\n<p>A pensarci bene dopo\n5 minuti si annoiava di tutto e di tutti, chiss\u00e0 se Frog con quell\u2019aria solida\ne pacifica l\u2019avrebbe capita e soprattutto chiss\u00e0 per quanto tempo sarebbe\nrimasta ferma, cerc\u00f2 di scacciare questi pensieri che le oscuravano la mente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl vero nutrimento\ndella rana \u00e8 il moscerino, devi capire qual \u00e8 il tuo vero nutrimento e\nmasticare bene, per un mese mangerai solo moscerini, colazione, pranzo, cena e\nspuntini solo moscerini, masticare masticare bene cos\u00ec digerire\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe mangi come mucca\ndiventi mucca, se mangi pesce di venti pesce, se mangi come leone diventi\nleone!\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDEVI CAMBIARE\nRANOCCHIA\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe stai bene non\nimporta peso in pi\u00f9 o in meno, devi essere contenta, se non stai bene devi\ncambiare\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi si, maestro\nTamio, promesso, cambier\u00f2\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Non vedeva l\u2019ora di\nandarsene, prima di dargli un pugno in testa, perch\u00e9 questo le aveva suscitato\ncon le sue belle parole, di correre tra le braccia del suo Frog, che l\u2019amava\ncos\u00ec com\u2019era e che nel frattempo tanto per cambiare si era assopito sopra un\ngrande sasso di granito rosso. Lo osserv\u00f2 mente russava con la bocca aperta e\nla pancia che gli andava su e gi\u00f9. Era un bel ranocchio forte e muscoloso con\ngli occhioni verdi e grandi, indossava un grande papillon a pois verdi e rossi,\ncanotta e pantaloncini sportivi blu marine e un tatuaggio sulla cosciotta\ndestra, che guardando bene doveva essere una nota musicale. <\/p>\n\n\n\n<p>Il completino\nsportivo non aveva una macchia e sembrava appena stirato e profumato, dettaglio\nche colp\u00ec Ranocchia, dal momento che era stato a lungo nella Grotta Oscura. Le\nzampe anteriori erano leggermente pi\u00f9 lunghe di quelle posteriori, al contrario\ndei solti ranocchi e anche lui come lei era di un verde luminoso e brillante.<\/p>\n\n\n\n<p>Frog era \u201cbasico\u201d\ncome ogni vero ranocchio: mangiare, dormire, un riparo dove riposarsi e\ndivertirsi, era un mix di leggerezza e solidit\u00e0, zampe per piantate per terra e\nrisata sonora.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si arrabbiava\nquasi mai, diceva che il tempo era troppo poco per perdersi dietro a cose\ninutili. Trovava il lato buono di tutti e il lato umoristico di tutto, con lui\nsi sentiva davvero a casa, sicura e tranquilla, e quasi quasi non aveva neanche\npi\u00f9 voglia di scappare per il mondo, chi lo sa se sarebbe durato questo\neffetto, ora era cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Un moscerino gli\nentr\u00f2 dritto in gola mentre stava russando con la bocca aperta \u201cche bella\nimmagine hihihi\u201d a Ranocchia scapp\u00f2 da ridere\u2026eh si andava proprio preso cos\u00ec\ncom\u2019era!<\/p>\n\n\n\n<p>Frog si svegli\u00f2 di\nscatto \u201cuhm buono questo moscerino, allora dove si va mia bella Ranocchia?\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerchiamo di tornare\nal mio stagno, vieni con me?\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto piccola, ti\nseguir\u00f2 ovunque!\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Ranocchia odiava\nessere chiamata \u201cpiccola\u201d e l\u2019idea di essere seguita ovunque la faceva\nrabbrividire \u2013 DEVI CAMBIARE RANOCCHIA- le parole di Tamio le ronzavano ancora\nnell\u2019orecchio, piuttosto di mangiare moscerini preferiva essere seguita da\nFrog, che poi non era cos\u00ec male! <\/p>\n\n\n\n<p>Si presero per mano e\npartirono decisi verso Ovest, perch\u00e9 lo stagno doveva essere verso Ovest e lo\navrebbero ritrovato ne erano sicuri, infatti poco dopo incontrarono lo Specchio\nMagico e quando si avvicinarono videro lo stagno pieno di ranocchi saltellanti\ne bianche ninfee e in un attimo furono catapultati nel fango! <\/p>\n\n\n\n<p>Mamma Rana e Pap\u00e0\nRospo erano un po\u2019 invecchiati, ma tutto era rimasto al proprio posto, scelsero\nuna quercia un po\u2019 defilata per costruire la loro casetta verso il bosco,\nsempre pronti alla fuga e iniziarono giorni di festa, danze e banchetti per il\nritorno di Ranocchia.<\/p>\n\n\n\n<p>Mamma Rana tir\u00f2 una\ngran sospiro, finalmente era sistemata. Si ma per quanto? <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41963\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41963\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia di un rana convinta di essere un delfino La nostra storia inizia in un giorno di Primavera, precisamente il primo giorno di Primavera, che cade solitamente il 21 di marzo, ogni anno. &nbsp;Tutto intorno alla citt\u00e0 era verdissimo, pieno di foglie tenere e fresche rinate dopo l\u2019Inverno, ovunque era un brulicare di fiori e [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_41963\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41963\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":20345,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[545],"tags":[],"class_list":["post-41963","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41963"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20345"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41963"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41963\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41968,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41963\/revisions\/41968"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}