{"id":41952,"date":"2020-05-22T15:18:31","date_gmt":"2020-05-22T14:18:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41952"},"modified":"2020-05-22T15:18:32","modified_gmt":"2020-05-22T14:18:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-il-ritratto-di-gloria-mei-di-brunella-botte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41952","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Il ritratto di Gloria Mei&#8221; di Brunella Botte"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201c<em>Entrati, videro, appeso al muro, uno splendido\nritratto del loro padrone come lo avevano visto l\u2019ultima volta, in tutto il\nprodigioso nitore della sua bellezza. A terra giaceva un uomo morto, in abito\nda sera, con un coltello piantato nel cuore. Era sfiorito, rugoso, ripugnante\nnel volto. Solo esaminando i suoi anelli riuscirono a riconoscerlo.\u201d<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno anche lei, magari per mano mia, far\u00e0 la\nstessa fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardandola, in tutta la sua bionda bellezza, non posso\nfare a meno di pensare che da qualche parte, ben nascosto, c\u2019\u00e8 un quadro come\nquello uscito dalla penna di Oscar Wilde, brutto quanto la morte subitanea,\nspecchio della sua anima nera.&nbsp; Anche ora,\nmentre si prodiga in mille occhiatine languide all&#8217;indirizzo del nostro assai\npoco intelligente capo, il quadro, al posto suo, si degrada. Il tempo lavora\nsul solco dei suoi zigomi tracciati sulla tela, l\u2019incarnato del viso si\nincrespa, le labbra avvizziscono, lo sguardo sprofonda in generose occhiaie\nrivelatrici. Ma non voglio pensarci, non devo. Non ora che la riunione \u00e8 finita\ne sono in pausa. No. Per cinque minuti, niente Gloria Mei. Prendo una rivista.\nEcco qui, per non pensare, finisco il test, sono arrivata alla domanda n\u2026 <\/p>\n\n\n\n<p>No, non va bene. Lei se la gode fin troppo. Povero\nquadro.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono trascorsi quattro mesi da quando sono inciampata\nnuovamente nella sua amena e perfettissima persona. Quattro mesi, e quel\nmomento \u00e8 cos\u00ec ben scolpito nella mia mente che non di rado, e senza\nun\u2019apparente ragione, mi metto a rievocarlo, come in effetti sta accadendo\nanche ora, come continuer\u00e0 ad accadere, a meno che io non ritorni al mio Test. <\/p>\n\n\n\n<p>Dove ero rimasta? Ah, s\u00ec: Domanda n.5. <\/p>\n\n\n\n<p>Il momento in cui avevo rivisto Gloria Mei, avrebbe dovuto\nsegnare, come dire, un nuovo corso, una nuova vita e non, come invece era\naccaduto, una rinnovata inimicizia. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo parecchio tempo passato a cercare lavoro ero\nfinalmente approdata al mio primo colloquio serio. Sara, mia sorella, mi aveva\nvestita per bene, ed era riuscita persino a mettermi un filo di trucco. Le mie\nveementi proteste nulla avevano potuto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma non vedi che sembro un travestito? <\/p>\n\n\n\n<p>Avevo domandato senza ironia, e con un filo di\ngenuina disperazione.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non ti lamentare e stai ferma. Pensa positivo. Se\nva male il colloquio ti puoi fermare sulla Togliatti e tirare su qualche soldo.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte provavo dell&#8217;astio nei confronti del sangue\ndel mio sangue. <\/p>\n\n\n\n<p>Uscii di casa determinata. Avevo deciso che,\nnonostante la mia faccia esprimesse un&#8217;ambigua sessualit\u00e0 e il mio equilibrio\nsui tacchi fosse precario come il governo in carica, avrei dato il meglio di\nme, li avrei stupiti con effetti speciali e avrei avuto finalmente un lavoro\ndegno di questo nome. Facile, no? <\/p>\n\n\n\n<p>Non voglio pensare a cosa \u00e8 accaduto dopo. Voglio\ndistrarmi, adesso, subito. Domanda n. 5<\/p>\n\n\n\n<p>Uscendo dal colloquio ripensai alle parole di Sara e\ndecisi che, visto come erano andate le cose, forse prima di tornare a casa un\nsalto sulla Togliatti era il caso di farlo. Prima per\u00f2 volevo un altro caff\u00e8:\nse fossi sopravvissuta al collasso, allora uno sfortunato automobilista avrebbe\npotuto avere il mio corpo per denaro. Ovviamente senza diritto di recesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quel momento avrebbe dovuto attendere: il\ntempismo di mia sorella nel chiamarmi, con la complicit\u00e0 delle mani sudate, mi\npermise di concludere la mia performance in quel luogo con un fuori programma.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bicchiere del caff\u00e8 fin\u00ec ai miei piedi, non prima\nper\u00f2 di avermi svuotato addosso il suo contenuto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Cazzo!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma una volta non era &#8220;pronto&#8221;?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Eh&#8230;? Ma porca miseria! Ciao, scusa. Ho appena\ncompletato una nuova pagina dell&#8217;album delle figuracce.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Beh, sono soddisfazioni. Ma come \u00e8 andata? Almeno\nhai tirato su qualcosa cos\u00ec andiamo al McDonald?<\/p>\n\n\n\n<p>Mia sorella aveva un certo difettoso sesto senso nel\ncapire il momento di riattaccare e, soprattutto, di abbandonare la pericolosa\nVia del Sarcasmo in favore della pi\u00f9 tranquilla Piazza dell&#8217;Accondiscendenza.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Senti, sulla mia camicia si sta consumando un\ndramma caldo, marrone e zuccherato. Posso richiamarti?<\/p>\n\n\n\n<p>Guadagnai la via del bagno e l\u00ec cercai di lavare via\nla macchia. Almeno quella sulla camicia. A quella sulla dignit\u00e0 avrei rimediato\npi\u00f9 tardi con una birra. O forse due. Strofinai e strofinai e strofinai, come\nsolo una massaia cantonese pu\u00f2. Controllai il risultato delle mie fatiche, rimirando\nla mia immagine nello specchio: la macchia era quasi sparita. <\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec il travestito. <\/p>\n\n\n\n<p>Al suo posto c&#8217;era un panda.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo era sfumata anche l&#8217;ultima possibilit\u00e0 di\nguadagnare qualche euro, ma adesso ero anche in via di estinzione. Bene,\nbenissimo. Rimasi immobile per un po&#8217;, china sul lavandino. Provai a racimolare\navanzi di autocontrollo e rimasugli di amor proprio, ma prima di riuscirci scoppiai\nin una risata isterica che, squassandomi tutta, mi ridusse, se possibile, in\nuna postura ancora pi\u00f9 strana: ero il Panda di Notre Dame. Fantastico. Il\nlavoro, la sua possibilit\u00e0, la chimera lontanissima di una sua possibilit\u00e0,\nl\u2019avevo perso, del decoro non ne parliamo. Non mi rimaneva che trascinarmi fino\na casa: sembrava un\u2019impresa alla mia portata. Avevo toccato il fondo, il che era,\nin qualche oscuro modo, consolante. Cos&#8217;altro mi sarebbe potuto succedere? <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Tutto bene? &#8211; disse una voce flautata alle mie\nspalle, facendomi sobbalzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, nello specifico, cosa mi sarebbe potuto ancora\naccadere quel giorno infausto di quattro mesi fa: lei. Cerbiatta e bionda come\nsempre, appariscente come un fascio di luce da proiettore cinematografico\nsparato a tradimento nell\u2019antro buio di un bagno pubblico senza finestre, bagno\nin cui un panda, ex travestito, aveva appena finito di avere una crisi\nisterica.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma&#8230; Ale?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ci conosciamo?<\/p>\n\n\n\n<p>Scelsi la via della vaghezza.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma no, dai! Non mi riconosci?<\/p>\n\n\n\n<p>Mei, Gloria Mei. Lei, non il suo ritratto. Lei, la\nbionda del Liceo, classe 1998, seconda fila, compagna di banco di Mariotti\nFrancesco, atomico cesso da ella sedotto in cambio di una versione di latino.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Scusami, ho avuto una giornata difficile, magari\nse mi dai qualche indizio mi ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gloria Mei sorrise. Da qualche parte, ne ero\nconvinta, la tela si arricciava in un ghigno grottesco ma davanti a me le\nlabbra ben disegnate si piegavano dolcemente in cenno di saluto. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Sono Gloria! Gloria Mei! Eravamo nella stessa\nclasse al Liceo. Ero la compagna di banco di Mariotti. Francesco, non ti\nricordi? Comprensibile, era abbastanza insignificante. Ci provava come un\ndisperato. Ahahahah, quanti ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordavo benissimo, ma mi guardai bene dal\ndirglielo. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma cosa \u00e8 accaduto alla tua camicia? Che disastro.<\/p>\n\n\n\n<p>Improvvisamente ripresi consapevolezza del mio\n&#8220;stato interessante&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ah s\u00ec, la camicia. Un piccolo incidente.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Oh, guarda, non me ne parlare. Ogni giorno devo\nfare lo slalom tra gli stagisti, sembrano dei piccoli furetti impazziti con\nquei caff\u00e8 in mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Gloria prese qualcosa dalla borsa e specchiandosi\ncominci\u00f2 a ritoccarsi le labbra. Il modo in cui riusciva a mettersi il rossetto\nsenza smettere di parlare aveva un non so che di prodigioso. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E qual buon vento ti porta qui? \u2013 chiese lei, in\nun ingiustificato moto di interesse verso la sottoscritta. \u2013 Cosa ti porta nella\nnostra gloriosa azienda. Eri per caso nella tornata di potenziali nuovi assunti\ndi oggi? Nooooo dai! Ma \u00e8 favoloso! Quando inizi?<\/p>\n\n\n\n<p>In un attimo, nella sua testa, eravamo a prendere il\nth\u00e8 insieme, in un pomeriggio di ottobre, godendoci la pensione, frutto di anni\ne anni di lavoro gomito a gomito. L&#8217;idea della Togliatti mi si riproponeva con\ntinte sempre pi\u00f9 rosee.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; In realt\u00e0 pare stiano valutando anche altri\ncandidati&#8230; non so quando&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Si gir\u00f2 di scatto e mi parve di percepire della\ncorrente d&#8217;aria generata dal rapido sbattimento delle sue lunghe ciglia.\nAvrebbe dovuto brevettarle.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Cosa!?!? Ma assolutamente non esiste! Vieni con\nme! Una mente brillante come la tua non pu\u00f2 non essere parte del mio team! <\/p>\n\n\n\n<p>Mi prese per il polso e mi trascin\u00f2 fuori dal bagno\ncon la forza della furia che passa e che porta con s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Questa \u00e8 una mia carissima amica! \u2013 disse a\nqualcuno che non conoscevo. E la questione fu decisa. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma dov\u2019ero rimasta? S\u00ec. Ecco. Al mio Test, meglio\npensare al mio Test. Eccolo qui. Domanda n.5\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ale! Ale!! <\/p>\n\n\n\n<p>La voce di Gloria mi richiama alla realt\u00e0. Me e\ncredo buona parte dei cani del circondario. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Oh, eccoti. Ti prego racconta a Fabrizio di come\nho affrontato brillantemente l&#8217;affare Mozzi, non vuole credermi!<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre mio malgrado mi unisco alla loro conversazione,\npenso che non ho finito di rispondere al mio Test. Non ci riuscir\u00f2 finch\u00e9 lei\nmi gira intorno. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma trover\u00f2 quel quadro. Ah, se lo trover\u00f2. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>TEST: domanda n.5<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 luned\u00ec mattina e la tua voglia di stare in ufficio\nmisura valori prossimi a quelli della temperatura dell\u2019inverno siberiano.\nInoltre, ti senti grassa, brutta e la tua collega fa la gatta morta col tuo\ncapo, rendendoti parte integrante dell\u2019arredamento. Decidi che non ne puoi pi\u00f9\ne cerchi un modo per uscire da questa spiacevole situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Che fai?<\/p>\n\n\n\n<p>Risposta: Penso al ritratto di Gloria Mei.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41952\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41952\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cEntrati, videro, appeso al muro, uno splendido ritratto del loro padrone come lo avevano visto l\u2019ultima volta, in tutto il prodigioso nitore della sua bellezza. 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